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Politica

Lega, Maroni parla di un nuovo segretario

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“E ora si parla di un congresso straordinario della Lega. Ci vuole. Io saprei chi eleggere come nuovo segretario. Ma, per adesso, non faccio nomi”. E’ quanto scrive l’ex segretario federale della Lega ed ex governatore della Lombardia Roberto Maroni nella rubrica “Barbari Foglianti” su Il Foglio.

“La vittoria è netta. Svanisce quella che per il centrodestra era l’unica paura e per il centrosinistra l’ultima speranza: non ci saranno incertezze in Parlamento. Una doppia maggioranza in Parlamento abbatte ogni possibile ostacolo sulla strada della Meloni verso Palazzo Chigi. Il risultato sotto le aspettative della lista centrista di Renzi e Calenda non lascia dubbi: il centrodestra non avrà bisogno di altri voti in Parlamento”. 

“Non credo proprio”: con tre parole il presidente della Lombardia Attilio Fontana risponde ai giornalisti che gli chiedono se la leadership di Matteo Salvini sia a rischio dopo il risultato della Lega alle politiche. Oggi al consiglio federale “faremo una attenta analisi del voto” e “sentiamo tutte le persone che hanno qualcosa da dire”. “Ci troviamo, ragioniamo tutti insieme e faremo le nostre valutazioni” conclude.

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Esteri

Vertici UE, Ursula von der Leyen in pole position

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Intesa rimandata al primo euroconclave chiamato a scegliere i vertici nella nuova legislatura.

Nessuna decisione formale era prevista, questo è vero, però ci si aspettava un accordo quantomeno di massima sullo schema, perché la rosa di nomi proposti per i top jobs era giudicata sostanzialmente solida. “Abbiamo una direzione giusta ma in questo momento non c’è accordo”, ha detto il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel al termine della cena dei leader. “È nostro dovere concludere entro la fine del mese”, ha poi rassicurato.

La quadriglia prevede Ursula von der Leyen confermata alla Commissione sulle ali del trionfo alle elezioni del Ppe, il socialista portoghese Antonio Costa al Consiglio, la liberale estone Kaja Kallas al ‘ministero degli Esteri’ Ue. La conferma di Roberta Metsola al Parlamento – che però sceglie in autonomia – completa il quadro. I Popolari, poco prima dell’inizio del vertice informale, hanno avanzato però la richiesta di cambiare il colore politico della casella al Consiglio a metà mandato, come accade per l’Eurocamera. Una mossa che potrebbe complicare le cose ma che andrebbe letta nella logica delle trattative sull’intero esecutivo blustellato, con le vicepresidenze comprese. Insomma, pensare di poter chiudere la partita prima di essere giocata era eccessivo.

“Non è mio compito convincere Meloni, abbiamo già una maggioranza con Ppe, liberali, socialisti e altri piccoli gruppi, la mia sensazione è che sia già più che sufficiente”, aveva sottolineato già a ora di pranzo il premier polacco Donald Tusk (uno dei due negoziatori popolari) a chi gli chiedeva se ci fossero altri equilibri di cui dover tenere conto.

“È chiaro che in Parlamento non deve esserci alcun sostegno per il presidente della Commissione che si basi su partiti di destra e populisti di destra”, è stato invece il muro eretto dal cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo cui le elezioni europee “hanno portato una maggioranza stabile” delle stesse forze politiche “che finora hanno lavorato a stretto contatto in Parlamento.

“Viviamo in tempi difficili ed è importante sapere presto cosa succederà in Europa”, ha aggiunto. Il senso di urgenza è condiviso da molti. La logica, spiegano diverse fonti, è quella del pacchetto. La quadriglia è frutto di calcoli alchemici che tengono conto dei voti, dei profili, delle aree geografiche: se si modificano gli addendi, il risultato cambia eccome. La danese Mette Frederiksen, indicata nel pre partita papabile alla presidenza del Consiglio Europeo, si è tirata fuori dalla mischia. “Io – dice – non sono una candidata: Costa è un ottimo collega della famiglia socialista”.

Poi certo, la perfetta sintonia – ed è normale – non c’è ancora. Il presidente slovacco, Peter Pellegrini, sostituto del primo ministro Robert Fico, in convalescenza dopo il tentato omicidio, ha esortato “a stare molto attenti a chi rappresenterà l’Unione europea e la Commissione a livello internazionale, per non creare ancora più tensione di quanto non ve ne sia già”. Un chiaro riferimento a Kaja Kallas, la lady di ferro dell’est, arcinemica di Mosca. 

Detto questo, la prima tessera del mosaico è ovviamente la guida di palazzo Berlaymont. Qui però la domanda è solo una. Cosa farà Giorgia Meloni? Qual è la sua strategia per andare a punti? Nel pre vertice ha incontrato l’ungherese Viktor Orban, che sibillino aveva definito la situazione “ancora fluida”. “Non vedo voci” in seno al Consiglio “che possano mettere in discussione il nome di von der Leyen”, ha affermato però il primo ministro croato Andrej Plenkovic al termine del vertice riferendo di “un dibattito positivo” tra i capi di Stato e governo. Proprio Orban, peraltro, è andato oltre. “Il Ppe – giura il magiaro – invece di ascoltare gli elettori alla fine si è alleato con i socialisti e i liberali: hanno fatto un accordo e si sono divisi i posti di comando dell’Ue”.

Ma è un fatto che dei voti in più all’Eurocamera a Ursula farebbero ben comodo, perché la conferma dei deputati è obbligatoria e in questo passaggio c’è la preferenza segreta (anche se resta aperta l’opzione dei Verdi come stampella). “Ora dobbiamo lasciar marinare le cose”, ha commentato il presidente francese Emmanuel Macron aggiungendo di ritenere l’accordo finale “vicino”. Macron ha tuttavia sottolineato che l’intesa potrebbe non arrivare prima delle elezioni francesi (che si terranno il 30 giugno e il 7 luglio). “Non è comunque il nostro obiettivo”, ha comunque assicurato. 

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Castelli Romani

Rocca Priora, elezioni: Intervista a 360° ad Antonio Fioritto

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Antonio Fioritto, classe 1967, sposato papà di Federica e Flavio, candidato al consiglio comunale di Rocca Priora per la lista Fare Rocca Priora per Claudio Fatelli sindaco.
Un incontro davvero piacevole intervallato tra mille strette di mano ed abbracci: sono anni che ci metto la faccia sia nel mio lavoro sia nella politica, ci dice con grande enfasi.
E già: dopo quattro mandati consecutivi da consigliere comunale si ripresenta per continuare a fornire la sua esperienza, la sua professionalità ed aggiunge: a chi dice che sono “vecchio” rispondo: e meno male. Ma se ancora sono uno tra i più votati è perché le persone si fidano e si affidano a me.
Da questa sua affermazione prendiamo spunto per la prima domanda: Antonio venti anni di consiglio comunale, cosa ti spinge ancora oggi a farlo?
Il mio amore per la città – ci dice con il sorriso – un amore per questo territorio. Sono animato da una voglia di FARE per la mia città per i miei concittadini.
Qualcuno imputa alle vecchie amministrazioni un immobilismo ma tu che oltre ad essere un rappresentante delle istituzioni cittadine sei anche uno dei più affermati professionisti di Rocca Priora, e non solo, cosa rispondi?
Rocca Priora ha avuto uno sviluppo davvero massiccio. È cambiata in meglio, certo esistono ancora alcune lacune da colmare, alcune strutture da potenziare ma rendiamoci pure conto che negli ultimi 30 anni è passata da poco più di 8000 abitanti a quasi 13000. Quindi parlare di un “non sviluppo” partendo da dati che provengono dall’ISTAT è davvero non voler vedere quanti sacrifici e quanto lavoro si sia prodotto dentro Palazzo Savelli.
In un incontro dove mi hai invitato come moderatore hai incentrato la serata su tre temi davvero importanti: Sicurezza, strade e presenza sul territorio. Ci dici anche qui quali sono le tue idee in tale ambito?
La presenza, come hai visto qui oggi, te la evidenzia il numero di persone che ogni giorno mi contatta ed io ho la voglia di ascoltare e di mettermi ogni volta in gioco con loro.
Lo faccio animato da uno spirito di servizio a cui sono stato educato da una sana politica. Avrai pure visto che ho creato un gruppo di lavoro con a capo quello che io definisco in modo scherzoso “il mio erede politico” Pier Matteo De Lucia, un ragazzo di 32 anni laureato in economia che frequenta un master in management aziendale. Da questo gruppo di lavoro conto di creare e di mettere a disposizione di Rocca Priora uno strumento capace di creare la classe dirigente del futuro.

Un’idea davvero eccezionale e per gli altri due punti, sicurezza e strade?
Con Claudio Fatelli (il candidato sindaco della lista Fare Rocca Priora nds) ci siamo presi un impegno solenne: completare le opere di fognature a Rocca Priora. Un impegno serio, diretto da completare in questi cinque anni. Non una sfida ma un lavoro programmato che deve essere compiuto con attenzione e rispetto nei confronti di tanti, troppi cittadini che ancora attendono l’ultimazione dei lavori.
E poi la sicurezza: oggi noi politica, noi amministratori abbiamo il dovere di garantire alle cittadine, ai cittadini, alle loro famiglie di sentirsi sicuri dentro casa e per le strade.
Terremo alta la guardia e metteremo in campo ogni strumento per aumentare i livelli di sicurezza nella nostra città.

Una provocazione, me la consenti? E se ti dico Ospedale Cartoni che mi rispondi?
Ti rispondo secco: deve tornare ad essere Ospedale vero e proprio con un suo Pronto Soccorso.
È una struttura antica ma è stata in grado per decenni di garantire a migliaia di persone una assistenza superlativa. Deve tornare ad esserlo.

Si parla tanto di Valle Latina: tu ci vivi, ci lavori quale deve essere le linee guida per questa espansione?
Al di là dell’attenzione doverosa al territorio bisogna mettere in atto ogni strumento tale da garantire innanzitutto luoghi di aggregazione, luoghi di commercio, ogni struttura che consenta un rapido collegamento con il centro storico. Compito nostro, come amministrazione, sarà quello di fare in modo che Rocca Priora venga percepita e considerata come una sola città. Centro Storico, Colle di Fuori e la Piana debbono diventare ancora di più una città unita e capace di produrre ricchezza per tutti.
Tu, nell’ultima amministrazione, sei stato assessore al Bilancio e con Claudio Fatelli, assessore ai Lavori Pubblici, avete messo in cantiere molte opere che rientrano nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, meglio noto come PNRR. Una perla il nuovo complesso scolastico. È stato difficile?
Abbiamo dovuto rimboccarci le maniche ma abbiamo messo in moto un meccanismo che consentirà a molte famiglie di poter avere una scuola all’avanguardia e che risponde a criteri di sicurezza estremamente avanzati.
Lo sai io sono un geometra e, nei limiti del possibile, ho seguito le varie progettazioni e ti posso garantire che tutto quello che è stato messo in atto lo abbiamo fatto con un solo ed unisco scopo: Rocca Priora merita il meglio e lo meritano i suoi cittadini.

Sai bene che alla fine delle domande io ti presto qualche minuto la bacchetta magica e ti concedo due desideri, uno per te e per la tua famiglia ed uno per Rocca Priora. Che mi dici?
Guarda ho letto qualche tua intervista e ti rispondo così: Rocca Priora è la mia famiglia e quindi voglio regalare questi due desideri alla mia città, per i miei cari l’augurio che mi faccio è la serenità e non credo ci sia qualcosa di più da poter chiedere. Mentre per Rocca Priora vorrei poter dire un giorno: è al top dei Castelli Romani. E come secondo desiderio, ma sul quale sto già lavorando, vorrei poter regalare uno sportello di ascolto per i cittadini in grado di poter recepire le loro richieste in modo immediato.
Hai detto “ci sto già lavorando”, cosa vuoi dire?
Pier Matteo sarà la persona che seguirà tale progetto perché il mio impegno per Rocca Priora vuole essere concreto come lo è da sempre.

Un grazie immenso ad Antonio Fioritto per l’energia e la carica che mi ha trasmesso ma mentre sto chiudendo l’intervista con lui arriva Pier Matteo De Lucia, quello che lui definisce “il suo erede” ed ovviamente non potevamo farci scappare la domanda: Pier Matteo hai una grossa responsabilità, l’erede politico di questo “vulcano” che è Antonio Fioritto.

Pier Matteo De Lucia

Ne vado orgoglioso perché è l’ennesima riprova della volontà di proseguire un progetto politico che ha rilanciato la nostra città. Lo faccio davvero con l’animo carico di energia perché Rocca Priora ha bisogno di persone in grado di FARE.

Il mio grazie si raddoppia: un grazie immenso ad Antonio Fioritto ed un grazie a Pier Matteo.

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Editoriali

Europa alle urne: ecco gli scenari che si potrebbero aprire nel post elezioni

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L’Europa si prepara a uno degli eventi più significativi del suo calendario politico: le elezioni europee. In tutti i 27 Stati membri, i cittadini sono chiamati alle urne per eleggere i rappresentanti al Parlamento Europeo, un’istituzione che gioca un ruolo cruciale nel processo decisionale dell’Unione Europea. Quest’anno, con una partecipazione attesa di centinaia di milioni di elettori, queste elezioni potrebbero ridefinire il futuro politico del continente.

Quante persone sono chiamate al voto?

Si stima che circa 400 milioni di cittadini europei abbiano diritto al voto nelle elezioni del 2024. Questo rappresenta uno dei più grandi esercizi democratici al mondo, con una partecipazione che copre una vasta gamma di culture, lingue e contesti socio-economici. La varietà degli elettori riflette la diversità dell’Europa stessa, con sfide e priorità che variano notevolmente da un paese all’altro.

Gli scenari post-elezioni

Le elezioni europee non solo determinano la composizione del Parlamento Europeo, ma possono anche influenzare significativamente la direzione politica e le priorità dell’Unione Europea nei prossimi anni. Ecco alcuni scenari possibili che potrebbero emergere dal voto:

1. Ascesa della destra liberista

Come accennato in articoli precedenti, un’importante vittoria per i partiti di destra liberista potrebbe portare a un cambiamento radicale nelle politiche economiche dell’UE. Questi partiti spingono per una maggiore liberalizzazione del mercato, la riduzione delle regolamentazioni e una diminuzione del ruolo dello Stato nell’economia. Se queste forze dovessero ottenere una maggioranza significativa, ci si potrebbe aspettare un’ondata di riforme economiche volte a stimolare la crescita e la competitività.

2. Rafforzamento dei partiti verdi e progressisti

Negli ultimi anni, i partiti verdi e progressisti hanno guadagnato terreno in molte parti d’Europa, spinti da una crescente preoccupazione per il cambiamento climatico e le questioni ambientali. Se questi partiti dovessero aumentare significativamente la loro rappresentanza, l’UE potrebbe vedere una maggiore enfasi sulle politiche di sostenibilità, transizione energetica e giustizia sociale. Questo potrebbe includere misure più severe per ridurre le emissioni di carbonio, investimenti in energie rinnovabili e politiche per ridurre le disuguaglianze sociali.

3. Un ritorno al nazionalismo e al populismo

Un altro scenario possibile è l’ascesa dei partiti nazionalisti e populisti, che hanno già mostrato una notevole forza in alcuni paesi membri. Questi partiti spesso criticano l’integrazione europea e promuovono un’agenda politica che favorisce l’autonomia nazionale rispetto alle decisioni comunitarie. Se queste forze politiche dovessero ottenere un successo significativo, l’UE potrebbe affrontare nuove tensioni interne e una maggiore difficoltà nel raggiungere consenso su questioni chiave come la politica migratoria e la cooperazione economica.

4. Stabilità e continuità

Un risultato che vede una combinazione equilibrata di forze pro-europee potrebbe garantire una maggiore stabilità e continuità nelle politiche dell’UE. Questo scenario potrebbe favorire la cooperazione tra diversi gruppi politici per affrontare le sfide comuni, come la ripresa economica post-pandemica, la sicurezza comune e il rafforzamento delle relazioni internazionali dell’Europa.

Le elezioni europee del 2024 rappresentano un momento cruciale per il futuro dell’Unione Europea. Con circa 400 milioni di elettori chiamati alle urne, il risultato determinerà non solo la composizione del Parlamento Europeo, ma anche la direzione politica e le priorità dell’UE nei prossimi anni. Mentre l’Europa si prepara a questo importante appuntamento democratico, l’attenzione è rivolta agli scenari che potrebbero emergere e alle implicazioni che avranno per il continente e per il mondo intero.

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