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Ambiente

Manziana, Cammino delle Terre Comuni: il 17 marzo la prima festa del tesseramento

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Il 17 marzo presso l’ex Motosi di Manziana l’evento delle Terre Comuni
Si svolgerà domenica 17 marzo a partire dalle 9.30 fino a tardo pomeriggio presso l’area mineraria ex Motosi a Manziana, la Prima Festa del Tesseramento del Cammino delle Terre Comuni.

Il Cammino cresce e chiama a raccolta il popolo di fedelissimi che in questi due anni lo hanno seguito sempre più numerosi e sostenuto tenacemente fino a farlo diventare una realtà conosciuta e consolidata a livello
territoriale e capace di attirare ormai non solo le comunità locali ma anche target di turisti che orbitano nei circuiti del turismo lento e sostenibile.
Piu’ di 300 chilometri percorsi a piedi, oltre 3000 persone coinvolte fisicamente nelle camminate, 30 associazioni chiamate a collaborare su tutto il cammino, una media settimanale di contatti durante le camminate di circa 20 mila persone raggiunte e… soprattutto l’ampliamento del partenariato a cui fa capo la governance dell’Associazione che ora vede coinvolte numerose istituzioni locali: le Università Agrarie di Allumiere, Tolfa, Manziana, Bracciano, Cesano di Roma, Campagnano, i Comuni di Anguillara Sabazia, Canale Monterano, Tolfa e Allumiere, il Parco di
Bracciano e Martignano, il Parco Regionale di Veio, il Consorzio del Lago di Bracciano, la Proloco di Cesano, le associazioni culturali Terre Sabatine di Anguillara Sabazia e Terre di Trebonia di Trevignano romano
.
L’iniziativa del Cammino delle Terre Comuni è cresciuta al punto da aspirare ad essere ammesso tra i Cammini storici della Regione Lazio. E la scorsa primavera l’Associazione ha partecipato all’avviso pubblico della Regione Lazio ‘Ricerca e sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale. Intervento 2 del Distretto Tecnologico per le nuove tecnologie applicate ai beni e alle attività culturali’ con un importante progetto di aggregazione territoriale: l’area che identifica il territorio di riferimento si sviluppa su un percorso che attraversa le proprietà collettive della Tuscia Romana; dai Monti della Tolfa sino al lago di Bracciano per raggiungere il Parco di Veio quest’area è uno dei territori più incantevoli della Penisola, ancora incontaminato, ricco di risorse storico- archeologiche e naturalistiche, cultura e folklore.
Con il termine Terre Comuni si indicano tutti quei terreni che sono sottoposti a un regime particolare di proprietà, la proprietà collettiva. Si tratta di regimi di proprietà collettiva della terra che sono amministrati da organismi rappresentativi delle comunità, le Università agrarie, cui sono riferiti gli usi civici di pertinenza, generalmente pascolo, raccolta del legname e semina.
“L’idea di costruire il Cammino delle Terre Comuni nasce dalla necessità di
connettere tra loro questi territori, isole esposte all’erosione del tempo, e di
metterli in relazione tra loro. Il nostro obiettivo è quello di valorizzare questi territori, farli conoscere e far conoscere, attraverso di essi, l’eccezionale patrimonio umano, sociale, storico, paesaggistico e naturalistico che hanno permesso di preservare” dichiara Alessandro Pioli, presidente del Cammino. “Si tratta inoltre di un progetto replicabile che punta a creare ulteriori connessioni con altre iniziative.
Come accade ad esempio con la Via Francigena, che proprio a Cesano si interseca col Cammino delle Terre Comuni: questo permette di raggiungere la Basilica di San Pietro (Roma) e di aprire il nostro cammino anche a un percorso spirituale” continua Pioli. “Grazie alla presenza nel territorio di due importanti Parchi Regionali, un altro interessante elemento di connessione reso possibile dal Cammino delle Terre Comuni è la realizzazione di un corridoio che metta in collegamento il Parco
Regionale di Veio e il Parco Regionale dei Laghi di Bracciano e Martignano, creando un canale che possa connettere le propaggini dei ‘Monti della Tolfa’ alle sponde del Tevere a Roma” evidenzia ancora il presidente del Cammino.
Nell’Assemblea di fine anno dell’Associazione è stato nominato il nuovo Consiglio direttivo così composto: Alessandro Pioli presidente, Alessio Telloni presidente dell’Università Agraria di Manziana in rappresentanza delle UA del territorio, Antonio Pasquini sindaco di Allumiere in rappresentanza delle amministrazioni comunali, Vittorio Lorenzetti presidente del Parco di Bracciano-Martignano per i parchi, riserve e consorzi, Lucia Bianchini come presidente della consulta tecnica e
rappresentante delle associazioni culturali (presidente dell’ass. Terre Sabatine di Anguillara Sabazia).
Nel corso della giornata del 17 marzo inoltre verrà inaugurata e presentata la stagione primavera-estate 2019 degli eventi delle Terre Comuni ed il calendario delle Camminate. I partecipanti verranno coinvolti in una iniziativa che permetterà loro di divertirsi camminando e, al contempo, di sottoscrivere la tessera annuale

Il tutto accompagnato da musica, buon vino e ottimo cibo… come
consuetudine delle Terre Comuni!
“L’associazione ‘Il Cammino delle Terre Comuni’ nasce da un’intuizione delle Università Agrarie di Manziana e Cesano di Roma nel gennaio del 2017 con la costituzione del Comitato promotore. L’obiettivo è quello di realizzare un Distretto turistico delle Terre Comuni attraverso la strutturazione del Cammino delle Terre Comuni, di interventi di carattere tecnologiche sulle emergenze cultuali dell’area, e sullo startup di iniziative imprenditoriali che ne sostengano lo sviluppo e la crescita economica” conclude Alessandro Pioli.

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Bracciano, passeggiata ecologica e di pulizia al “Fosso dei Quadri”: volontari rispondono all’appello del WWF e raccolgono quintali di rifiuti

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BRACCIANO (RM) – Raccolti diversi quintali di materiale, tra carcasse di motocicli, elettrodomestici, materiali ingombranti e di risulta da ristrutturazioni edili, sparso in un ambiente talvolta caratterizzato da completa incuria e da vero spregio del territorio. Questo il risultato della passeggiata ecologica e di pulizia effettuata lungo alcuni tratti del territorio di Bracciano da parte di una ventina di volontari che hanno risposto all’appello rivolto dal Gruppo WWF Monti Sabatini.

L’iniziativa del Gruppo WWF era inserita nella più ampia manifestazione annuale “Urban Nature” prevista per il prossimo 4 ottobre in molte città che nel nostro paese, a vario titolo, studiano e divulgano l’importanza della biodiversità urbana e sono promotrici di esperienze civiche di gestione degli spazi verdi. In tale ambito, gli organizzatori si sono prefissi di procedere alla pulizia di alcune parti del Fosso dei Quadri, – importante canale che raccoglie le acque pluviali (chiare) provenienti, sia dalla parte alta di Bracciano (monte Cotognola), sia dal Fossato del centro storico cittadino -, che sfocia nel lago prima della spiaggia di Santo Celso.

Dalla fine degli anni ‘80 i paesi Sabatini, riuniti nel consorzio COBIS (Consorzio Bacino Idrico Sabatino) per la tutela della qualità delle acque del Lago di Bracciano, raccolgono e trattano i liquami prodotti prima della loro reimmissione nell’ambiente. Una ricognizione effettuata nei giorni precedenti all’operazione di bonifica, aveva evidenziato la presenza di numerosi rifiuti solidi ingombranti e altro materiale plastico e metallico, sia nelle immediate vicinanze, sia nell’alveo del Fosso che, se non raccolti, inevitabilmente con le piogge autunnali ed invernali si sarebbero riversati nel lago.

I volontari, dopo il raduno delle 9 in piazza Gen. Giardino (Pasqualetti), equipaggiati di pantaloni pesanti, camicie a maniche lunghe, scarponi e guanti da lavoro e “armati” di molle prendi oggetti, bastoni chiodati, pale ed attrezzi vari, i volenterosi hanno “pacificamente” invaso i tratti del fosso necessitanti degli interventi di pulizia pianificati, sotto la direzione del naturalista Luigi.

In condizioni ambientali di oggettiva difficoltà, tutto il ciarpame accumulato è stato selezionato, impacchettato per tipologia e poi trasportato all’isola ecologica comunale con il mezzo dei volontari di SalvaguardiAmo Bracciano.

L’iniziativa si è conclusa ben oltre le programmate ore 12:00, in un contesto di generale soddisfazione ed appagamento.

I partecipanti – donando parte del proprio tempo ed offrendo disinteressata disponibilità – hanno testimoniato il proprio genuino rispetto del territorio, serbando nel cuore la speranza di aver – con l’esempio – sensibilizzato le altre realtà civiche, e soprattutto quella parte della cittadinanza talvolta poco attenta, agli ideali di salvaguardia e cura del nostro paese ed in generale del nostro unico pianeta.

Gianni Palumbo

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Rai Gulp, da venerdì “Green Meteo”: le previsioni del tempo e le informazioni sull’ambiente da e per ragazzi

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Arrivano su Rai Gulp le prime previsioni del tempo pensate per il pubblico dei ragazzi. Da venerdì 25 settembre, alle ore 18, sul canale 42, ci sarà “Green Meteo”. Il programma, condotto da Riccardo Cresci, e realizzato da Rai Pubblica Utilità e Rai Ragazzi, sarà proposto ogni venerdì. Le previsioni del tempo per il fine settimana si uniscono a informazioni sull’ambiente da parte di giovani ricercatori.

In un colorato studio virtuale di nuova generazione e con una grafica accattivante, saranno proposte al pubblico più giovane le previsioni del tempo del weekend.

Il conduttore Riccardo Cresci camminerà direttamente sulla penisola italiana, grazie a una prospettiva angolare, con mari, fiumi, colline e montagne in rilievo. Le previsioni si basano sui dati del Servizio Meteo dell’Aereonautica Militare.

Accanto a Riccardo Cresci ci saranno in collegamento alcuni giovani esperti scientifici, provenienti da tre università (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi della Basilicata e Università degli Studi Roma Tre) che racconteranno i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, per guidare i giovani spettatori, veri protagonisti del cambiamento e del nostro futuro, verso un comportamento responsabile e di tutela del nostro pianeta. 

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Ambiente

Efficientamento della rete idraulica del Paese: presentato il piano dell’ANBI per l’Emilia Romagna

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Ammonta a circa 466 milioni di euro il valore delle opere previste in Emilia Romagna dal Piano ANBI di efficientamento della rete idraulica del Paese e presentate oggi a Bologna (presente il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini) nel quadro degli interventi proposti per le aree settentrionali ed orientali del Paese.

“Il nostro Piano risponde alle emergenze climatiche, offrendo nuove prospettive occupazionali nella cornice del Green New Deal – afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione ela Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), ricordando gli oltre 4 miliardi di investimenti e 21.000 posti di lavoro previsti in tutta Italia – Per aumentare la resilienza dei territori all’estremizzazione degli eventi atmosferici, bisogna aumentare la capacità di trattenere le acque al suolo, oggi ferma all’11%, incrementando il numero degli invasi, ma anche manutenendo quelli esistenti, così come completando le troppe opere idrauliche tuttora incompiute. Premessa al miglioramento dell’efficienza – aggiunge il Presidente di ANBI – è però lo snellimento degli iter burocratici, utili se non diventano solo un ostacolo come nel caso di alcuni provvedimenti previsti dal Decreto Rilancio ed ancora in attesa, dopo mesi, di essere attivati. A chiederlo è il Paese, che esce dalla pandemia con la necessità e la voglia di cambiare modello di sviluppo, al cui servizio operano quotidianamente i Consorzi di bonifica ed irrigazione.”

“Ringrazio l’ANBI e tutti i consorzi per il lavoro molto importante, fatto in questi anni – dichiara Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza Stato Regioni – L’acqua è un bene primario, che non possiamo sprecare; per questo è importate lavorare insieme, avendo sempre presenti tre obiettivi precisi: programmazione rigorosa degli investimenti, precedenza alle priorità strategiche e tempi rapidi di attuazione. Il piano presentato oggi mi pare vada in questa direzione. Abbiamo davanti grandi sfide, prima tra tutte il contrasto al cambiamento climatico, un impegno che farà parte anche del prossimo Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna e che firmeremo a breve con le parti sociali. In quest’ambito, il Recovery Fund europeo, con i 208 miliardi di euro assegnati all’Italia, rappresenta un’occasione formidabile per il futuro del Paese: se saremo capaci di spendere bene quelle risorse, avremo la possibilità di risalire velocemente, trasformando l’impatto della pandemia in opportunità. Infine, come Regione, dovremo rivedere la destinazione dei prossimi fondi europei, risorse che andranno rimodulate in base alle esigenze post Covid e che potranno essere determinanti per le nostre infrastrutture, sia materiali che digitali, l’ambiente e la sostenibilità.”

Agli odierni lavori sono intervenuti anche gli Assessori ad Ambiente (Irene Priolo) ed Agricoltura (Alessio Mammi) della Regione Emilia Romagna, unitamente al Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po (Meuccio Berselli), al Direttore Generale di ANBI (Massimo Gargano) ed al Presidente di ANBI Emilia Romagna, Massimiliano Pederzoli; “da remoto” si sono collegati gli Assessori all’Agricoltura di Lombardia (Fabio Rolfi) e Friuli Venezia Giulia (Stefano Zannier), interessati dal Piano ANBI per le regioni di competenza.

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