Connect with us

Castelli Romani

Marino, Divino Amore: la Corte Costituzionale dichiara legittimo ampliamento parco Appia antica e dice stop alle speculazioni

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

MARINO (RM) – “Ora tacciano coloro che per anni hanno cercato di perseguire il tentativo speculativo sulle aree di via del Divino Amore nel comune di Marino. Lì, ora, arriverà legittimamente l’ampliamento del Parco dell’Appia Antica. Il mio pensiero va a chi ha combattuto per questo ma non è più tra noi e oggi non può festeggiare.”

Così commenta Mirko Laurenti, storico oppositore della speculazione su via Divino Amore e firmatario assieme a tanti altri cittadini di diversi ricorsi al TAR per salvaguardare l’area, la sentenza n° 276 del 21 settembre 2020 della Corte Costituzionale che legittima lo stop al progetto edilizio decretato dalla Regione.

“Penso – prosegue Laurenti – a Renato Arioli, Barbara Giannoli e altri che non sono più tra noi ma che hanno combattuto con me e tanti altri quelle battaglie in prima fila e che avrebbero voluto vedere questo giorno. Ora che finalmente c’è un pronunciamento chiaro e quasi certamente definitivo, tutti si affrettano a proclamarsi vincitori. A me preme invece sottolineare come questa sia davvero la vittoria dei cittadini di Frattocchie e Santa Maria delle Mole e di Marino che hanno combattuto compatti per decenni a suon di ricorsi, manifestazioni, proteste in Consiglio Comunale a Marino e alla Regione Lazio, spendendo il loro tempo e parte del proprio denaro per tutelare un bene di tutti: il territorio.

La storia è iniziata nel lontano 1989 – 90 quando per la prima volta venne cambiata la destinazione d’uso, da agricola a artigianale-industriale, a gran parte dei terreni limitrofi a via Divino Amore. Nel 1998 – 99 arrivò un secondo cambio di destinazione d’uso per i 50 ettari dell’area Negroni e i nostri primi ricorsi al TAR di Comitati (Comitato via Divino Amore), associazioni (Legambiente Regionale e circolo “Il Riccio”, SempreBovillae), del Parco dell’Appia Antica e della Regione Lazio. Arrivò il sostegno a tutela del territorio e delle battaglie dei cittadini da parte di pezzi della politica, della Sinistra (SEL, PdCI, PRC, PSI, IdV, Verdi e altri, compresa una minoranza del PD) Regionale e marinese.

Nel 2000, a seguito di questi ricorsi, il TAR bloccava le delibere comunali che autorizzavano la concessione edificatoria a privati. La battaglia legale proseguì e arrivarono gli anni del centrodestra al Governo a Marino e in Regione Lazio che resero quelle battaglie ancor più dure e necessarie. Dal giugno 2011 i cittadini di Marino formalizzarono la loro organizzazione in un comitato ad hoc: Argine Divino Amore (ADA). ADA affiancò le battaglie iniziate da cittadini, Comitati, Associazioni e parti importanti del Centrosinistra locale e regionale rendendole più organiche e efficaci.

Arrivò poi il sostegno organico anche del neonato M5S locale e regionale. Oggi arriva la vittoria. Una vittoria per il Bene Comune – continua Laurenti -, una vittoria che riqualifica il territorio stesso, ponendolo al centro di un diverso modello di sviluppo che vede come fulcro la persona e la tutela dei Beni Comuni, rilanciando il sogno de che fu di Antonio Cederna: un unico Parco archeologico-ambientale che da porta S. Sebastiano arrivi fin dentro ai Castelli romani.

Una vittoria che è quindi per tutti, ma non di tutti. Perché oggi c’è indubbiamente chi ha perso. Sono coloro che da quasi 30 anni hanno cercato di realizzare con ogni mezzo una mega speculazione edilizia-immobiliare da oltre 1 milione di metri cubi per circa 15mila nuovi abitanti.

Ha perso una parte consistente del Centro-Destra marinese che sostenendo da sempre quei progetti speculativi e promettendo ad ogni passaggio elettorale nuovi orizzonti di sviluppo per Marino, si dimenticava del tutto della collettività, dei servizi, della sostenibilità.

Quel Centro-Destra che a Marino è ancora pronto a rifarsi il trucco. Coloro hanno perso di sicuro. E personalmente – chiosa Laurenti – me ne rallegro perchè è prevalso il Bene Comune, la legalità e la tutela del territorio. Ed è opportuno che chi ha perso, oltre che farsene una ragione e tacere se non altro per decenza, abbandoni l’arroganza e l’egoistico tentativo di gettare ancora fumo negli occhi del prossimo. E’ un buon Natale davvero. Auguri a tutti”. 

Continua a leggere
Commenta l'articolo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Castelli Romani

Lanuvio, morti in casa di riposo. Burattini (Anchise): “Più trasparenza nella gestione di queste strutture. Ora basta!”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Critica la nota che arriva da Antonio Burattini, presidente di “Anchise” – Comitato Nazionale Famiglie Rsa Rsd Sanità sulla tragedia successa a Lanuvio in una casa di riposo dove cinque ospiti sono deceduti e altri sette sono gravi per un’intossicazione da monossido di carbonio. Ospiti e operatori, inoltre erano risultati positivi al Covid e stavano per essere trasferiti.

“Ancora una volta – dice Antonio Burattini – ci troviamo a mettere in evidenza l’ennesimo tragico evento accaduto in una struttura per anziani, con persone in difficoltà, che siano disabili, non autosufficienti o
soltanto anziani.
Altri 5 anziani morti ingiustamente! Si parla di fuga di monossido di carbonio che ha ucciso
anziani, quindi forse poco meritevoli di attenzione! Altre 7 persone ( 5 anziani e 2
operatori) sono stati ricoverati in vari ospedali.
Molti familiari hanno addirittura appreso la notizia soltanto dal telegiornale. La Procura
della Repubblica deve indagare e a noi il dovere di pretendere subito risposte! Adesso
basta!
A quante stragi ancora dobbiamo assistere perché qualcuno si interessi veramente della
questione? Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come
quella accaduta a Lanuvio, c’è la dimostrazione di una grave carenza e poca trasparenza
sulla gestione, a tutto tondo, di queste strutture.
Per ogni struttura deve essere evidenziato in modo chiaro e reso pubblico il numero di
Medici, Infermieri, Operatori Socio Sanitario, ecc. che devono esser e presenti nei vari
turni di lavoro, con riferimento al numero di ospiti, pianificazione dei rischi all’interno, dei
piani di sicurezza aggiornati, della formazione continua del personale certificata da enti
terzi e non ultimo della sicurezza strutturale e manutentiva!
Chiediamo alle ASL queste verifiche, in quanto ci risultano essere di loro competenza e di
rendere pubblica e trasparente la gestione delle stesse
Questo ci riporta sempre alla constatazione che le strutture adibite a ricovero di persone
non autosufficienti in generale, necessitano di una profonda riforma, sul sistema oggi in
essere dei controlli da parte delle Istituzioni preposte.
Sia nella gestione della pandemia da Covid 19, sia in altre situazioni come quella accaduta
a Lunuvio, c’è la dimostrazione di una carenza e a volte superficialità nei controlli sulla
sicurezza.
Chiediamo al Presidente della Regione Lazio On. Zingaretti e all’Ass. alla Sanità On.
D’Amato, un incontro urgente per aprire un confronto sulle tematiche delle RSA e delle
RSD, dalla riapertura alle visite dei familiari, alla gestione delle stesse in questo momento
di pandemia, alla futura revisione normativa, anche riguardo al personale Socio Sanitario
che opera allinterno delle stesse. Il Presidente”.

Continua a leggere

Castelli Romani

Albano Laziale, rissa tra ragazzi a Villa Doria: 1 ferito grave in prognosi riservata

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

ALBANO LAZIALE (RM) – Serata violenta nei giardini comunali di Villa Doria dove intorno alle 19:30 di ieri si è scatenata una rissa tra ventenni ma anche minori. I ragazzi hanno utilizzato una o più armi da taglio. Sono rimasti feriti due ragazzi: uno di origine romena di 23 anni, residente ad Albano e un ragazzo romano di 22 anni. Il ventitreenne è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Tor Vergata con scheggiatura a una vertebra e ferite da taglio alle gambe. Il giovane di 22 anni ha riportato ferite da taglio, contusioni e trauma cerebrale.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Albano Laziale e Castel Gandolfo. I militari hanno effettuato i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere. Adesso gli inquirenti stanno cercando di identificare i ragazzi coinvolti, tra cui ci sarebbero anche dei minori e ricostruire la dinamica della rissa.

Continua a leggere

Castelli Romani

Lanuvio, PCI: “Vicini ai familiari colpiti dalla tragedia. Denuncia forte contro depauperamento sanità territoriale”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

LANUVIO (RM) – Riceviamo e pubblichiamo la nota del PCI dei Castelli romani, tramite un intervento del segretario della Federazione Andrea Sonaglioni che commenta la tragedia avvenuta nella RSA di Lanuvio.

“Cinque vite spezzate e altre 7 a rischio sono una tragedia tremenda. Gli aspetti penali, e i conti morali con il proprio agire, li conosceremo meglio, ovviamente, col tempo necessario ad accertare, ricostruire, imputare. Tuttavia, quello che appare chiaro nelle notizie che possiamo apprendere a caldo dai media locali, regionali e nazionali, offre il seguente schema: una RSA, Villa dei Diamanti di Lanuvio (RM), potremmo dire l’ennesima, si ritrova al centro dell’attenzione perché ha presenti tutti gli ospiti e i sanitari con infezione da Covid-19, in attesa di trasferimento ad un centro Covid. Nella stessa struttura hanno trovato la morte cinque ospiti e sono ricoverati in gravi condizioni ora presso altre strutture ospedaliere, altri cinque ospiti e due operatori sanitari. – queste le prime dichiarazioni di Andrea Sonaglioni segretario della Federazione PCI Castelli romani -. Incidente agli impianti? Cattiva manutenzione? Sicuramente la gestione di questo tipo di strutture, proprio perché di iniziativa  privata non sono improntate all’eccellenza nei controlli e nelle applicazioni delle salvaguardie strutturali. La Magistratura farà il proprio corso. Ma, qui ai Castelli romani, così nella Regione Lazio e nell’intera penisola, questa è riconferma che la sanità territoriale pubblica è l’unica certezza di un sostegno vero, concreto, serio, per la salute dei cittadini. Siano essi bisognosi di medicina d’urgenza, di assistenza a mali cronicizzati, così come alla semplice assistenza sanitaria in degenza che, come dimostrano le rare strutture pubbliche presenti qui in Regione Lazio, sono sempre risultate senza fenomeni Covid – o a bassissima incidenza in questo periodo epidemico – e senza rischi letali causati da cattiva gestione o cattiva assistenza. La nostra vicinanza ai familiari, sia quelli colpiti da lutto che gli altri in apprensione per la salute dei propri cari, è totale e senza remora alcuna. Ci preme però chiedere proprio in questo drammatico frangente che ognuno, amministratori locali, dirigenti della sanità, controllori e quindi amministratori pubblici delle Asl e della Regione Lazio, siano all’altezza della gravità. Questi eventi li indirizzi a perseguire, senza mezze misure, ormai ad una inversione totale di marcia proprio sulle politiche sanitarie.  Occorre che il pubblico prevalga ad ogni livello. Occorre che le politiche sanitarie siano improntate sulla territorialità. – conclude Andrea Sonaglioni – Per questo abbiamo offerto disponibilità a confronto con Regione Lazio, per questo siamo determinati nella battaglia per il ritorno alla sanità pubblica diffusa territorialmente.”.

Continua a leggere

I più letti