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Costume e Società

Marsala, “Città aperta”. L’assessore Ruggieri: “I lavoratori saranno impegnati in servizi di pubblica utilità”

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Sono in totale 15 i cittadini impegnati da questa settimana nel progetto “Città Aperta” promosso dal Piano di Zona del Distretto sociosanitario 52, di cui Marsala è comune capofila. “L’obiettivo, afferma l’assessore Clara Ruggieri, è quello di sostenere nuclei familiari in grave stato di disagio sociale , cui verrà erogato un contributo economico a fronte dello svolgimento di attività di pubblica utilità”. Una prestazione lavorativa per un periodo complessivo di 10 mesi e per 20 ore settimanali, con un corrispettivo mensile di 500 euro. Dei 15 cittadini ammessi, sei sono stati segnalati direttamente dai servizi territoriali; mentre gli altri nove sono stati selezionati dal Comune di Marsala (Segretariato sociale) a seguito di Avviso Pubblico in cui si riportano i requisiti richiesti: tra gli altri, situazione reddituale e stato di disoccupazione. Le attività di pubblica utilità comprendono, principalmente, la cura del verde pubblico a Villa Cavallotti, nonchè nei quartieri di Sappusi e Amabilina, in collaborazione con gli operai comunali.

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Costume e Società

Centro Sportivo Castelli Romani, corsi sub gratuiti per disabili: l’appuntamento domenica 17 febbraio

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“Un altro mondo, un’altra vita” è l’iniziativa dell’associazione di promozione sociale “La Fonte” che vuole stimolare la cultura territoriale all’abbattimento delle barriere, anche psicologiche, relative alla disabilità. Grazie a un finanziamento ottenuto in seno a un bando indetto dalla BCC Colli Albani, La Fonte dà la possibilità a 6 persone diversamente abili di poter ottenere un brevetto di subacquea in maniera interamente gratuita.

Domenica 17 febbraio a partire dalle ore 10 ci saranno le prove in acqua per la selezione effettuate dagli istruttori esperti e abilitati dell’associazione Albatros. L’open day avverrà, come anche i corsi, presso la piscina del Centro Sportivo dei Castelli Romani a Vallericcia in via di Vallericcia 118 (Ariccia) .

Ogni brevetto prevede 6/8 lezioni teoriche e pratiche effettuate in piscina e un week end all’Argentario a Porto Santo Stefano in cui ci sarà il rilascio dopo la prova in mare.

Un percorso che regala un’altra vita, alla quale avranno accesso tutti quei diversamente abili che vogliano avvicinarsi a uno sport che regala emozioni indimenticabili.

“Per la prima volta ci avviciniamo alla disabilità ma abbiamo deciso di farlo in maniera pro attiva e creando una rete con altre associazioni per promuovere lo sport senza barriere” dichiara il Presidente de “La Fonte”, Nicoletta Giannini, anche lei subacquea, che aggiunge: “ L’idea è nata questa estate parlando con Laura Celi di Albatros che attraverso i suoi racconti mi ha fatto capire come poter dare una seconda occasione a persone meno fortunate di me. Abbiamo partecipato al bando della BCC Colli Albani e con l’aiuto di altre realtà, abbiamo messo su un progetto completamente gratuito dove gli allievi non pagheranno nemmeno il pernottamento all’Argentario.”

I corsi avranno luogo dalla terza settimana di febbraio fino alla chiusura di giugno e ci si augura che questa spinta solidale sia da esempio per l’accantonamento da parte delle associazioni di protagonismi che spesso rappresentano un orpello. “In questi mesi abbiamo raccolto molti attestati di stima e gesti di solidarietà. Mi sento di dover ringraziare il Comune di Lanuvio e quello di Nemi perché nei meandri dei loro conti sono riusciti a darci un piccolo contributo. Ringrazio Mirko di Arim Video il quale al solo dirgli il titolo ci ha fatto un bonifico. Anche la mia parrucchiera Serenella è stata entusiasta tanto che dedicherà l’incasso dell’8 di marzo alla nostra iniziativa. Importante l’apporto dell’associazione Primavera, dell’associazione italiana ciechi, dell’associazione disabili visivi e di altre realtà del territorio. In ultimo mi piace sottolineare la disponibilità del Centro Sportivo Castelli Romani che immediatamente ci ha dato ospitalità.” chiude la Giannini.

PROGRAMMA 17 FEBBRAIO – PISCINA CENTRO SPORTIVO CASTELLI ROMANI

Ore 10: prove in piscina in modalità one to one, un allievo un istruttore

Ore 11.30: Conferenza stampa e assegnazione dei brevetti gratuiti

Ore 12: rinfresco

NB: Durante le prove saranno effettuate riprese sott’acqua.

Per prenotazioni lafonte.genzano@gmail.com o 3497177894

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Castelli Romani

Genzano, giostre in via Toscana: sono belle e apprezzate. Peccato che non possano restare per il Carnevale

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Le giostre regalano momenti magici sia per i bambini che per i loro genitori che li guardano divertirsi. A Genzano fanno divertire dai grandi ai più piccoli le giostre in via Toscana, vicino alla Coop.

Li c’è il galeone dei pirati che fa divertire tutti, le macchine a scontro e altre piccole attrazioni che fanno divertire le famiglie e soprattutto i ragazzi.

I giostrai che stanno lì, gli Steinhaus, ogni anno da circa 70 anni portano a Genzano divertimento e spensieratezza.

Peccato che proprio in vista del Carnevale debbano lasciare da via Toscana perché qualche residente si sarebbe lamentato dei volumi della musica e il Comune, per questo motivo, non ha ancora concesso la proroga affinché le giostre possano restare per il Carnevale.

In realtà la musica di queste giostre non ha i volumi alti come si può sentire dal filmato e le casse non sono rivolte verso il centro abitato. Le giostre poi si fermano intorno alle 20:00 di sera e non proseguono oltre.

Sono infatti molti i residenti che hanno piacere a che le giostre possano restare in via Toscana fino alla fine del Carnevale.

In fondo sono pochi giorni e questi intrattenimenti non fanno che rallegrare l’atmosfera. L’appello al Sindaco da parte di un nutrito gruppo di genzanesi è dunque quello di lasciare le giostre questi altri pochi giorni di Carnevale. Poi sicuramente per il prossimo anno si troverà una soluzione ottimale.

Genzano, giostre in via Toscana VIDEO

L’auspicio è che la proroga richiesta dai giostrai al Comune possa essere dunque rinnovata almeno per questi giorni con l’impegno che alla fine del Carnevale i giostrai si fermino. Genzano, da sempre attenta a tutte le feste, sarà sicuramente ancora più colorata e offrirà ancora più divertimento.

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Costume e Società

Gli angeli dei nostri tempi: i volontari dell’associazione Chiara per i bambini del Mondo

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Come asseriva Wim Wenders “gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima di interessarsi a sè stessi”. Forse Wenders parlava anche dei volontari dell’associazione Chiara per i bambini del Mondo. Li ho conosciuti ed ho avuto la possibilità di poterci passare alcune significative serate insieme ad assistere dei senzatetto presso la stazione di Roma Termini.

La video intervista a Luciano Biazzetti fondatore dell’associazione

La prima serata siamo partiti in nove in un furgoncino colmo di capi di abbigliamento e cibo natalizio tra cui non potevano mancare qualche cassa di champagne e prosecco per brindare. Era la notte del 25. Luciano Biazzetti è il padre dell’associazione, l’autista del furgone e soprattutto un uomo di rara gentilezza ed esperienza. Col sorriso sulle labbra ti racconta per ore le sue innumerevoli avventure tra persone indigenti e bisognose ma anche tra i bambini dell’Africa e del Brasile dove Chiara per i bambini del mondo ha tirato su con le proprie mani una scuola. Cos’ è riuscita a dare nuova vita ad una favela largamente colpita dalla povertà, dalla criminalità ma dove vive anche una grande voglia di cambiare. Quando salgo sul furgone con la telecamera, inizio a guardarmi intorno e a fare la conoscenza degli altri volontari. C’è chi segue Luciano da 4 mesi, chi da 2 anni, chi da 5 anni. Sono padri di famiglia, insegnati, ragazzi giovani che due volte a settimana decidono di dedicare il loro tempo agli altri. Arriviamo alla Piazza dei Cinquecento, lì dove fermano tutti gli autobus. Spento il motore si avvicina un clochard. Porta la sua casa tra le mani tenendo il suo piccolo guardaroba nello zaino raccattato chissà dove. Ci sorride e ci saluta, “vi stavo aspettando, auguri”. Mercoledì, 2 gennaio sono morti di freddo due senzatetto a Milano e Roma.

Ora capisco, parlando con queste persone che il freddo è uno dei loro nemici più acerrimi contro il quale nulla si può fare. In pochi minuti i volontari sistemano il tavolo e predispongono le derrate alimentari. Si avvicinano in molti: stranieri, forse immigrati e molti italiani. Mi colpisce subito una signora anziana distinta e di una cordialità antica. Chiede se può servirsi e mangiando ci racconta la sua storia. La prima di tanti vissuti personali che conoscerò con l’associazione. La signora ci spiega che è costretta a cibarsi alla mensa dei poveri dato che la sua misera pensione le permette di pagare solo un piccolo bugigattolo per dormire riparata dal freddo. Un altro signore (da 46 anni in strada) dalla capigliatura bizzarra e dalla parlantina svelta dorme in macchina a San Lorenzo e durante il giorno si dedica al volantinaggio. Un altro invece mi confessa di dormire sotto al Cnr (consiglio nazionale delle ricerche) e di sentirsi una cavia. Secondo lui il problema principale è il lavoro. Non sbaglia: molti di quelli che vengono per un caffè caldo e una fetta di panettone sono uomini di una cinquantina di anni che hanno perso il lavoro e che combattono con struggente sussiego per non barattare e perdere la loro dignità.

Mi sono domandato come si faccia in uno stato del genere. Forse travisando quelle difficoltà in un racconto mentale che ripetuto all’infinito diventa prima realtà e, poi, la loro salvezza: un signore mi ha detto che quando si sveglia la mattina si alza, fa colazione e va a prendere un po’ di sole per Roma mentre fa una passeggiata ammirando i monumenti. Quella sera del 25 dicembre ho visto persone chiedere un aiuto che mai avrei pensato avessero bisogno. Sono stato tradito dalla loro umiltà nell’avvicinarsi e nel chiedere. Mi ha sferzato il cuore, l’educazione di due bambini di forse 6 o 7 anni accompagnati dai propri genitori.

Il nostro Babbo Natale, Valerio, ha regalato loro un paio di guanti e una sciarpa. Anche mercoledì 2 gennaio, Chiara bambini per il mondo era a Roma Termini. Durante il tragitto Luciano ha raccontato di quando portavano il loro aiuto anche alle persone che dormono alla stazione Tiburtina. Lì i senzatetto si raggruppano in fazioni spesso contraddistinte dalla differente nazionalità e, sovente, la serata termina in una pericolosa rissa per tenere qualche vestito in più. Questa volta, a Roma Termini, i volontari hanno portato decine di cartoni colmi di capi di abbigliamento. Il freddo è tagliente. I clochard si ammassano come in uno sciame e terminata la raccolta non restano neanche quella decina di scatoloni, divenuti ormai mura di una casa. Tra loro spicca una ragazza di nome Chiara (fittizio) che dice di studiare ingegneria informatica all’Università nonostante siano anni che vive per strada. Al caldo del primo piano della stazione, ci intrattiene con una sinfonia al pianoforte.

Un altro signore straniero si avvicina per ringraziare e per spendere due parole con noi. Vuole raccontarci come è la vita per strada. L’uomo denuncia la mancanza di strutture che dovrebbero raccogliere quasi 10 mila persone (le strutture preposte all’accoglienza del comune di Roma possono raccogliere massimo 1533 persone), tutti hanno diritto ad un riparo. Ci spiega perché è così incessante soprattutto la richiesta di pantaloni nuovi: durante la notte con un taglierino bucano le tasche per rubare il portafogli. “Il problema più grande -confessa- non sono i soldi ma i documenti”. Una volta persi, l’iter per riacquisirli diventa eccessivo. Così si diventa degli invisibili. Il giovane è schietto e confessa di aver commesso, anche se saltuariamente, dei piccoli furti per poter sopravvivere. Ma la criminalità nelle ore più buie intorno a Termini è terribile. Gli chiediamo dove dorme. C’è chi prende sonno al caldo della stazione prima di essere buttato fuori al gelo per passare la notte, chi tra due intercapedini, chi dorme addirittura in piedi, chi su un carrello per prevenire i molti furti, chi sulla linea di autobus N7, quella notturna.

Prima di andarcene un clochard ha chiesto ad un nostro volontario: “Roberto, tornate anche lunedì?”. E facendoci gli auguri e stringendoci le mani, molti ci hanno ringraziato per la nostra amicizia, per il nostro affetto, per le nostre chiacchierate e per un po’ di normalità. A pensarci bene Wenders non aveva tutte le ragioni. Dalla in una sua canzone affermava: “Gli angeli, Sono milioni di milioni e non li vedi nei cieli ma tra gli uomini sono i più poveri e i più soli quelli presi tra le reti”.

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