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Roma

Nemi, auto carbonizzata: quali i risultati della videosorveglianza?

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Tempo di lettura 2 minutiLa cittadina a quanto sembra dovrebbe essere dotata di un sistema di telecamere di tipologia “IP”

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Redazione

NEMI (RM) – Un’altra auto andata in fumo a Nemi dopo precedenti episodi incendiari che hanno interessato la zona di villa delle Querce. Questa volta ad essere colpita l’auto di un nemese storico da tutti conosciuto come “Cricchetto”. Proprio lui ha pubblicato sul suo profilo Fb le foto della vettura carbonizzata con una frase che lascia riflettere: “Il fuoco è spento ma il mio sorriso MAI!”

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A questo punto utilissimo sarebbe l’ausilio dei filmati delle telecamere del sistema di videosorveglianza che il Comune avrebbe attivato sul territorio proprio per arginare i fenomeni criminosi. Si legge infatti sull’ordinanza del sindaco di Nemi del 5 aprile 2017 “…il sistema di videosorveglianza attivato nel territorio urbano del Comune di Nemi”

“Rassicurare i cittadini attraverso una chiara comunicazione sulle zone sorvegliate”. Questo quanto si legge invece su una determina del Comune di Nemi dello scorso 28 ottobre 2016 che stabiliva un compenso di 3.806,40 euro a favore del professionista Roberto De Matteis, dell’Ordine degli Ingegneri di Latina, per la progettazione, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e per l’esecuzione e la direzione dei lavori e delle opere necessarie alla realizzazione di un impianto di videosorveglianza da istallarsi nel Comune di Nemi.

Successivamente, ad Aprile 2017, l’Ente comunale, in considerazione del grave problema relativo al fenomeno dell’abbandono rifiuti decide di affidare, per 6.100,00 euro per due mesi, ad una ditta di Grottaferrata, il servizio di estrapolazione delle immagini riprese dal sistema di videosorveglianza attivato sul territorio comunale e di identificazione di eventuali trasgressori al fine di contestare eventuali illeciti anche in sede penale.

La cittadina a quanto sembra dovrebbe essere dotata di un sistema di telecamere di tipologia “IP” composto da “una piattaforma di gestione, un centro di controllo e circa n. 10 postazioni di videosorveglianza, in corrispondenza di siti sensibili quali ad esempio il centro urbano, gli impianti sportivi, il cimitero comunale”.

Chissà, se queste telecamere hanno ripreso i malfattori che hanno dato fuoco alla macchina di “Cricchetto” e soprattutto chissà quali sono i risultati del periodo sperimentale di estrapolazione immagini.

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