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Ambiente

Nemi: è emergenza rifiuti sul tutto il territorio

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NEMI (RM) – Nemi invasa dai rifiuti con i cassonetti grandi stracolmi di immondizia e ingombranti. Da sabato scorso la raccolta dei rifiuti, tolti i piccoli raccoglitori, sembra essersi paralizzata.

In via Parco dei Lecci tutti e tre i cassonetti su strada sono pieni di immondizia. In piazza alle Colombe su via Acquedotto Fontana e per la strada che porta a piazza della Rinascita la situazione è davvero allarmante con buste di plastica e scatole che addirittura vengono poggiate fuori dai cassonetti. Anche la stessa piazza non è stata risparmiata dallo scempio dei rifiuti. In via De Sanctis e piazza Roma la situazione non cambia tra scatole, immondizia e buste che ormai si trovano anche sulla strada. Sulla via Nemorense centinaia di bottiglie sono a terra vicino alla campana per il vetro. Decine e decine di scatoloni si godono il belvedere di fronte al lago.

 

Una situazione indecente che non è affatto sconosciuta al Comune

L’amministrazione ha contestato per episodi passati (non certo questi accaduti durante le feste) a Lazio Ambiente S.pA., tra gli altri disservizi, anche il mancato svuotamento dei cassonetti da 2400 litri per la rottura del camion di carico laterale e il mancato passaggio della spazzatrice per la pulizia ordinaria delle strade, il tutto per un pubblico disservizio che ammonta a 13 mila e 500 euro.

A dicembre il credito vantato dalla Lazio Ambiente S.p.A. nei confronti del Comune di Nemi ammontava a oltre 135 mila euro per le ultime fatturazioni e per una fattura di marzo del 2015 che sembrerebbe non essere mai arrivata. Tra dare e avere e disservizi vari che l’amministrazione ha imputato alla Lazio Ambiente si è provveduto a stilare un atto di transazione tra le parti. Fatto sta però, che il 2018 è iniziato all’insegna di disservizi molto evidenti.

 

La spazzatura per le strade è tanta

Non c’è ombra di annunci che lascino presagire che dall’oggi al domani possa davvero partire la tanto agognata raccolta porta a porta su tutto il territorio che è stata strombettata in lungo e in largo in campagna elettorale grazie anche ai proclami del Consigliere Giovanni Libanori il quale annunciava addirittura di aver siglato una convezione con Ariccia che avrebbe permesso al Comune di Nemi di partire subito con il servizio.

 

Il sito della vergogna

Ma aldilà di quell’annuncio fatto in campagna elettorale non si sa nulla e mentre Ariccia vola oltre il 70 % di raccolta Nemi continua ad avere un sito in via della Radiosa che sulla carta non esiste, bocciato in conferenza dei servizi da Acea, ed è anche contro legge perché si trova a soli 200 metri dal pozzo che serve l’acqua potabile alla cittadinanza in un area verde dove i cassonetti sono sempre strapieni e dai quali percola l’immondizia direttamente sul terreno, dove c’è un cancello sempre aperto che permette anche ai non residenti di gettare qualsiasi rifiuto, ingombrante, olii esausti, elettrodomestici e chi più ne ha più ne metta.

 

Differenziata al solo 4%

E invece siamo al 9 gennaio, le elezioni sono ampiamente passate e Nemi rimane l’unico comune dei Castelli Romani ad avere una differenziata pari al 4%, la scuola che ogni anno perde sempre più studenti e l’ordinaria amministrazione che arranca e fa fatica ad essere effettuata come la cura del verde e la manutenzione delle ricchezze sul territorio come il fontanile, i sentieri, la valle del lago. Niente a che vedere con paesini che somigliano a Nemi come Spello ad esempio dove i balconi sono tutti in fiore, non c’è una carta per terra, il turismo è il perno che muove l’intera economia e porta ricchezza e lustro. Del resto Nemi è stata ribattezzata da qualcuno “Salotto d’Europa” ma ad oggi non c’è immagine più lontana.

 

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Ambiente

Velletri, impianto Lazzaria: l’opposizione è contro

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VELLETRI (RM) – “In questi anni da consigliere comunale e da presidente della Commissione speciale sui rifiuti mi sono sempre battuto in prima linea affinché nella nostra città non fossero realizzati impianti sovradimensionati ed in contrasto con la vocazione agricola – turistica di Velletri e che non fossero in conflitto con il nostro paesaggio: un bene da tutelare e difendere sempre e comunque. Fa quindi piacere rilevare che sul tema della costruzione di impianti di smaltimento rifiuti abnormi rispetto alle esigenze di Velletri c’è finalmente una ampia convergenza tra tutte le forze dell’opposizione”.

Inizia così la nota stampa di Giorgio Greci, all’indomani del Consiglio comunale in cui si è tornato a discutere dell’impianto che la Volsca Ambiente e Servizi vuole edificare in zona Lazzaria per lo smaltimento della frazione organica dei rifiuti.

“Abbiamo già evitato la costruzione della centrale di biogas – ricorda Greci -, centrale che ora appare come un lontano spauracchio ma che è stata un pericolo reale, sventato grazie al mio lavoro e a quello di quanti hanno sposato la causa dell’agricoltura e dell’ambiente contro quella degli affari rapidi e per nulla rispettosi di Velletri e della sua gente.

Proprio per questi motivi non posso che essere contento delle dichiarazioni arrivate ieri in aula dal consigliere Alessandro Priori contro la realizzazione di impianti di smaltimento rifiuti sovradimensionati e a grande impatto ambientale.

Le dichiarazioni di Alessandro Priori mi fanno piacere per due motivi. Primo, perché confermano in pieno la bontà della linea da me seguita durante questi anni di costante impegno nella difesa del territorio veliterno, dalla sua agricoltura e della salute dei suoi cittadini. Secondo, perché se c’è convergenza di intenti e di vedute su temi importanti come quello della difesa del territorio da affaristi senza scrupoli interessati solo al business dei rifiuti la si può sicuramente trovare su tutti molti altri temi cruciali per il futuro della nostra città”.

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Alatri, carenza idrica: riattivato addolcitore a Collelavena

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ALATRI – Si è svolto ieri presso la Regione Lazio il tavolo tecnico convocato dal Garante regionale del servizio idrico al fine di monitorare le criticità riscontrate nella fornitura di acqua da parte di Acea ato5 spa ad Alatri, in particolare nelle località di Collelavena e di Colle Santa Lucia e via Gregoriana nel centro storico.
A Collelavena, ormai da tempo, l’acqua che fuoriesce dai rubinetti risulta di fatto inutilizzabile dai cittadini per gli usi quotidiani, data la “durezza” del liquido.
Alcuni utenti hanno lamentato il verificarsi di malfunzionamenti degli elettrodomestici imputabili all’elevato contenuto calcareo dell’acqua utilizzata; molte famiglie ricorrono all’acquisto di acqua in bottiglia, dato il colore poco invitante ed i residui lasciati dall’acqua corrente.
A seguito delle segnalazioni inviate dall’Avv. Alessandro Milani, responsabile della delegazione di Alatri-Fiuggi del Codici – Centro per i diritti del cittadino, è stato richiesto al gestore di fornire ufficialmente spiegazioni in merito.
Il dott. Stefano Magini, presidente di Acea Ato5 spa da un lato ha riconosciuto la “particolarità delle acque del pozzo” che serve i residenti in loc. Collelavena, caratterizzate da un valore di durezza ben al di sopra dei limiti consigliati dalle normative di settore.
Dall’altro ha rassicurato l’Avv. Angelo Terrinoni, Responsabile Provinciale Settore Idrico di Codici, sull’assoluta assenza di rischi per la salute e sulla potabilità dell’acqua, come verificato anche dalla Asl nelle recenti analisi.
Per consentire l’abbattimento del parametro di durezza dell’acqua, Acea Ato 5 spa ha annunciato che interverrà immediatamente per riattivare l’addolcitore presente in loco, con sopralluogo della ditta incaricata già fissato per la prossima settimana, così come richiesto dal Codici.
Quando la portata delle fonti di Capofiume, Caporelle e Trovalle, da mesi ai minimi storici, tornerà stabilmente a livelli accettabili, si valuterà la chiusura definitiva del pozzo incriminato.
Una buona notizia che il CODICI ha accolto con soddisfazione: “la nostra associazione” – spiega Terrinoni – “è l’unica a portare in tavoli istituzionali problematiche specifiche che emergono dai territori in cui sono presenti le nostre delegazioni.
Così come avvenuto recentemente per il caso dell’acqua torbida a Castro dei Volsci, ricerchiamo soluzioni rapide, possibilmente con interventi i cui costi non ricadono sulle tariffe. Ringrazio il Garante Avv. Paola Perisi per essersi immediatamente attivata per la risoluzione di una problematica così importante”.
Per quanto riguarda invece la cronica carenza di acqua in alcune zone del centro storico, in particolare nelle zone di via e colle santa lucia, occorreranno ulteriori indagini per verificare se la mancata erogazione di acqua dipenda solamente dalla riduzione delle falde, o anche dallo presenza di eventuali perdite della rete idrica, come riferito invece dai residenti.
L'avv. Alessandro Milani garantisce che la delegazione di Alatri “continuerà a seguire questa vicenda, affinché il diritto ad avere un bene come l’acqua non venga di nuovo negato, con l’avvicinarsi dell’estate” ed invita tutti i cittadini “a segnalare problemi e disservizi con una mail, un messaggio sulla pagina facebook o direttamente presso la sede della delegazione in via Carlo Minnocci, a 100 mt dal palazzo del Comune”.

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Nemi, più rifiuti e meno residenti: chi paga?

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NEMI (RM) – Un aumento di quasi l’8% in soli tre anni della quantità di rifiuti urbani non differenziati raccolti nel comune di Nemi e trasportati in discarica. La piccola cittadina, situata nel cuore del parco regionale dei Castelli Romani ha visto aumentare i propri rifiuti indifferenziati dalle 1.532,960 tonnellate del 2013 alle 1.649,340 tonnellate del 2016, registrando quindi un aumento assoluto pari a 116,38 tonnellate di rifiuti. E la popolazione di Nemi, nel periodo 2013/2016, se rapportata alla produzione di rifiuti non è affatto aumentata, anzi è diminuita. Infatti al 31 dicembre del 2013 il paese delle Fragole contava 1967 unità e 844 famiglie per scendere successivamente alle 1910 unità di popolazione residente e 818 famiglie al 31 dicembre del 2016.

Come spiegare allora il sostanzioso aumento della produzione di rifiuti indifferenziati?

Occorre considerare diversi fattori, primo fra tutti quello della mancanza di raccolta differenziata sull’intero territorio comunale che ancora oggi non è decollata a causa di scelte sbagliate riguardo l’individuazione di un sito idoneo per la collocazione di un’isola ecologica indispensabile per far partire una raccolta virtuosa dei rifiuti, come accade nella restante area castellana, raccolta virtuosa che a Nemi viene effettuata su una piccola parte del territorio comunale nella misura di circa il 4%. E così, la cittadina delle fragole per molti incivili si trasforma in “un’isola felice” dove andare a gettare rifiuti di ogni genere per sfuggire, probabilmente, al censimento del proprio comune di appartenenza, quindi evadere la tassa sui rifiuti.

E Nemi offre tanti angoli dove poter gettare indiscriminatamente la mondezza abusiva

Uno di questi si trova in via della Radiosa, alle spalle dello stadio comunale, dove esiste un’area recintata, provvista di cassonetti, utilizzata per lo scarico e il carico dei rifiuti cittadini. Un’area che non dovrebbe esistere in quel posto in quanto nelle immediate vicinanze è presente un pozzo di acqua che serve la popolazione. E la legge, quella che dovrebbe essere uguale per tutti, vieta espressamente qualsiasi attività legata ai rifiuti in presenza di pozzi di acqua. Ma ad oggi, nonostante tutte le Autorità competenti siano al corrente di questa situazione di degrado, quest’area prosegue ad ospitare un’attività di gestione dei rifiuti e con i suoi cancelli spalancati in alcune ore della giornata sembra invitare gli incivili ad abbandonarci la mondezza. E la società incaricata dal Comune di Nemi del servizio per la raccolta, lo spazzamento e smaltimento dei rifiuti la Lazio Ambiente S.p.A. intanto sembra arrancare nello svolgimento delle proprie manzioni

Nel recente passato sono emerse, infatti, per detta degli stessi amministratori comunali delle pesanti criticità

La mancanza di operatori durante determinati periodi di tempo, il mancato ritiro dei rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata che non viene regolarmente eseguita, il mancato svuotamento dei cassonetti da 2400 litri per la rottura del camion di carico laterale, non prontamente rimpiazzato e/o sostituito e il mancato passaggio della spazzatrice per la pulizia ordinaria delle strade. Criticità queste che hanno comportato un pubblico disservizio stimato in 13.500,00 euro.

Ma anche il Comune sembra arrancare con i pagamenti

Lo scorso dicembre la società Lazio Ambiente S.p.A. risultava creditrice nei confronti dell’Ente locale della somma di 135.289,71 Euro per le ultime fatturazioni e per una fattura del marzo del 2015 che pare, per detta degli amministratori, non essere mai pervenuta. Una questione, tra disservizi e mancati pagamenti che si è conclusa con un atto di transazione.

Un fenomeno quello dell’abbandono dei rifiuti che grava interamente sulle spalle dei nemesi

Pur diminuendo, tra il 2013 e il 2016, come popolazione, i cittadini di Nemi hanno visto aumentare il carico dei rifiuti conferiti in discarica. Un problema annoso dunque per l’unico paese dei Castelli Romani che non attua la differenziata sull’intero territorio comunale e che nonostante qualche proclama elettorale non è riuscito ancora ad associarsi con altro Comune per far partire la raccolta virtuosa.

Rifiuti, foto trappole e casse comunali

E intanto, senza troppa pubblicità che potrebbe essere un buon deterrente, si contrasta il fenomeno dell’abbandono rifiuti con qualche foto trappola, che porta il vantaggio di rimpinguare le casse comunali grazie alle sanzioni amministrative. Monnezza come risorsa per fare le multe?

L’ordinario, lo straordinario e l’assuefazione

Storie ormai di normale dis-amministrazione per le quali l’assuefazione la fa da padrona e ciò che dovrebbe essere l’ordinario lo si confonde con lo straordinario e viceversa.
Probabilmente fra altri 4 anni ci troveremo ancora a scrivere di proclami e progetti per il futuro, di navi che affiorano dal lago portando Nemi alle cronache mondiali, di altri gemellaggi, chissà se con New York, di parcheggi multipiano, di completamento edifici scolastici e chi più ne ha più ne metta.

“Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori”. Così è scritto sul Palazzo della Civiltà Italiana dell’EUR a Roma. Visti i fatti manca: “d’ingenui”.

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