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Castelli Romani

Nemi, l’ultimo saluto a Paolo De Sanctis: oltre 1000 persone al funerale

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NEMI (RM) – Ultimo saluto a Paolo De Sanctis, il 22enne trovato morto sotto il ponte di Ariccia, dopo un volo di circa 60 metri, la notte dello scorso venerdì 16 febbraio.

I funerali si sono tenuti ieri a Genzano nella chiesta nuova in via Don Minzoni dove ha celebrato la messa padre Scolopio Don Vincenzo Lai venuto appositamente dalla Capitale e insieme a lui il parroco di Nemi don Luigi e il vice parroco di Genzano don Carlos.

Una chiesa affollatissima, si calcola circa un migliaio di persone, dove oltre a parenti, amici e conoscenti di Paolo erano presenti i sindaci di Nemi e di Genzano. Il feretro è stato salutato dal volo di palloncini bianco celesti prima di essere accompagnato al cimitero di Nemi dove Paolo è stato sepolto.

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Asl Roma 6, campagna vaccinazioni antiCovid-19: in vista dell’ampliamento numerico delle vaccinazioni l’azienda sta attivando nuovi punti

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Prosegue ad alto ritmo e senza sosta la Campagna Vaccinazioni Anti Covid-19 della Asl Roma 6.

Ad oggi, 15 gennaio 2021, sono state somministrate circa 7.200 dosi di vaccino presso il Centro vaccinale dell’Ospedale dei Castelli e presso le Strutture Accreditate/RSA dove proseguono le vaccinazioni. E’ stata vaccinata la popolazione target individuata in questa prima fase di campagna vaccinale che ha aderito alla somministrazione.

In vista dell’ampliamento numerico delle vaccinazioni l’azienda sta attivando nuovi punti (Spoke) per essere presenti in maniera capillare sull’intero territorio:

  • Ospedale San Sebastiano Frascati Dh1
  • Casa della Salute Rocca Priora Dh1
  • Ospedale dei Castelli Dh2
  • Centro Vaccinale Marino Dh3
  • Centro Vaccinale Pomezia Dh4
  • Ospedale Paolo Colombo di Velletri Dh5
  • Casa della Salute Villa Albani Dh6
  • Presidio Ospedaliero Anzio-Nettuno Dh6

L’HUB della Asl Roma 6 è stato individuato nell’Ospedale dei Castelli e ha i seguenti compiti:

  • ricevere e stoccare i vaccini;
  •  distribuire i vaccini ai centri Spoke e ai Punti di Somministrazione delle strutture autonome;
  • provvedere alle somministrazioni del vaccino.

“La potenzialità vaccinale dell’Hub Aziendale è legata alle linee Vaccinali attivate che possono variare da 6 a 10 potendo erogare dai 430 ai 600 vaccini nelle 12 ore di apertura. – Dichiara la Direzione Aziendale della Asl Roma 6 – La capacità vaccinale totale dei 7 Spoke aziendali può essere stimata in prima fase tra i 384 e i 792 vaccini die.

Pertanto a regime i centri vaccinali della Asl Roma 6 potranno arrivare ad erogare fino ad un massimo di 1.300 vaccini al giorno.

L’azienda conta di attivare gli Spoke in concomitanza dell’avvio della seconda dose vaccinale presso l’HUB dell’Ospedale dei Castelli previsto per la prossima settimana, parallelamente al proseguimento attività esterne sulle Strutture Sanitarie, Socio-Sanitarie e Socio-Assistenziali, per le quali procederà l’attività di somministrazione sul territorio.”

Il piano di vaccinazione dell’azienda prosegue nel rispetto delle linee di programmazione vaccinale regionale e nazionale e prevede pertanto:

  • la vaccinazione degli ultra ottantenni in carico presso i presidi ospedalieri;
  • la vaccinazione degli ultraottantenni sul territorio che avverrà inizialmente mediante chiamata diretta e a regime prioritariamente attraverso i medici di medicina generale o in alternativa mediante prenotazione su sistema web (https://prenota-vaccino.regione.lazio.it) ;
  • la vaccinazione ai soggetti dializzati presso i vari centri dialisi e ai soggetti trapiantati.

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Castelli Romani

Marino, Multiservizi: nessun peculato per Adriano Palozzi. La Procura proscioglie l’ex sindaco

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MARINO (RM) – Prosciolto dall’accusa di peculato il Consigliere regionale Adriano Palozzi in merito alla vicenda del presunto utilizzo improprio di un mezzo della Multiservizi dei Castelli di Marino.

“Sono molto soddisfatto per questo pronunciamento che riconosce e testimonia la totale liceità e la totale correttezza delle mie azioni” ha commentato l’ex sindaco di Marino a margine della sentenza.

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Castelli Romani

Nemi, punto biblioteca: quando “l’interesse pubblico” aiuta il privato. Convenzione rinnovata, veranda assicurata?

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NEMI (RM) – Non è stata rinnovata la convenzione di tre anni per la biblioteca diffusa stipulata tra il Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani, il Comune di Nemi e la locanda Lo Specchio di Diana.

La Convenzione prevedeva la realizzazione di una biblioteca diffusa presso la sede della locanda Lo Specchio di Diana ed è stata promossa anche perché a Nemi non esiste una biblioteca comunale.

Nella convenzione era previsto che venisse messo a disposizione dal ristorante e albergo diffuso Specchio di Diana uno spazio adeguato per lo scambio del materiale e la conservazione dello stesso ed erano previsti degli incontri periodici da parte del Comune e della biblioteca per controllare l’attività.

L’ultimo rinnovo della convenzione risale al 23 novembre del 2017 mediante un verbale di Consiglio comunale. Hanno votato in “sei favorevoli” (la maggioranza), due contrari (i consiglieri Cortuso e Corrieri) e un astenuto (Tersigni).

Sempre il 23 novembre del 2017, passa una delibera di Consiglio che ha un oggetto interessante

In pratica viene rilasciato un permesso a costruire in deroga alle destinazioni d’uso a Idilio Leopardi, legale rappresentante della società Lo Specchio di Diana, per la “chiusura permanente delle due terrazze di pertinenza del ristorante da destinarsi a sala lettura per mezzo di finestroni mobili, rimovibili…”. Questa richiesta di permesso a costruire in deroga alle norme urbanistiche vigenti, è stata inoltrata proprio perché quegli spazi, dove a tutti gli effetti c’è un ristorante, fossero destinati alla sala lettura della biblioteca e quindi, in soldoni, il Comune ha dato il permesso di chiudere con delle vetrate due terrazze del ristorante perché c’è di mezzo “l’interesse pubblico”.

Dunque il mutamento della destinazione d’uso è stato concesso perché c’era un interesse pubblico a realizzare uno spazio destinato alla biblioteca e non locali dove poter proseguire l’attività di ristorazione

In occasione di quel Consiglio comunale di novembre 2017, il Consigliere Carlo Cortuso chiese il ritiro della deliberazione in quanto mancava “il collegamento funzionale tra la deroga edilizia e lo spazio destinato alla sala lettura che non c’è”. In quella sede, il sindaco Alberto Bertucci liquidò la dichiarazione di Cortuso, come “strumentale e contraddittoria”, perché, parole di Bertucci “la deroga è funzionale alla fruizione di una sala lettura”.

L’architetto Rosanna Galanti all’epoca dei fatti Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, ha concesso che venissero montate delle vetrate scorrevoli per la chiusura di una veranda posta al primo piano del ristorante per lo svolgimento dell’attività di biblioteca diffusa, dichiarando testualmente: “Il presente permesso di costruire ha validità limitata al solo svolgimento dell’attività di biblioteca diffusa e gli effetti decadranno allo scadere dell’accordo con il Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani e il Comune di Nemi. Allo scadere del predetto accordo, l’intestatario dovrà procedere al ripristino dell’originario stato dei luoghi con la rimozione delle vetrate scorrevoli, così come riportato nello stato ante-operam del progetto autorizzato con il presente atto”.

Adesso, premesso che a quanto pare non è stato d’interesse del Comune affrettarsi a rinnovare la convenzione con il Consorzio Bibliotecario dei Castelli Romani che è di fatto scaduta a fine dello scorso novembre, ci chiediamo come mai l’attività bibliotecaria a Nemi si sia fermata da un anno a questa parte, eccetto l’attività di ristorazione che, salvo i vari giorni di lockdown e zona rossa, è proseguita senza problemi. Insomma si può prenotare un tavolo ma non si può prendere un libro e leggerlo in veranda?

La biblioteca diffusa però non si è fermata negli altri Comuni vicini a Nemi: “La biblioteca di Genzano e quella di Rocca di Papa sono a disposizione degli utenti di Nemi – ha dichiarato il direttore del Consorzio Giacomo Tortorici – nonché i servizi online del circuito più facilmente accessibili in questo momento”.

Nessun cartello, nessuna indicazione che spieghi che fine ha fatto la biblioteca ne quando riaprirà, ne se riaprirà

A Nemi il servizio al momento non c’è da diversi mesi e la spiegazione del direttore Tortorici è che in questo momento di pandemia è stata sospesa “per ovvi motivi” e poi devono formare il personale ma “a breve sarà riattivato il servizio”. Perché solo a Nemi il servizio è sospeso mentre si può tranquillamente andare negli altri Comuni? Strano vero?

E’ molto probabile che adesso che l’attenzione si è focalizzata sull’assenza di un servizio di pubblica utilità il Comune si affretti a rinnovare la convenzione. Convenzione rinnovata, veranda assicurata.

Non c’è molto da ragionarci sopra, finché la convenzione non è rinnovata la veranda è di fatto abusiva perché viene meno la deroga concessa dal Comune per “pubblico interesse”

Se la veranda c’è significa che lo spazio biblioteca verrà di nuovo attivato e sarà destinato a pubblico interesse. Ma per ora la convenzione non risulta rinnovata.

E’ facile superare un problema di cambio di destinazione d’uso facendo ricorso alla “pubblica utilità” e questa è l’ennesima vicenda che non piace a tanti cittadini perché, anche se involontariamente, si fanno “figli e figliastri”.

Alcuni cittadini di Nemi sono stati costretti a chiudere la loro attività per delle presunte irregolarità riscontrate, altri hanno dovuto subire sopralluoghi e ordinanze a casa propria per le destinazioni d’uso delle loro stanze e per altri invece, addirittura si è trovata la deroga “salvavita”.

Questo “sistema” nella vicina Artena è stato superato da un indagine della Procura di Velletri che ha portato ad arresti eccellenti

Nessuno mette in dubbio il grande valore che ha un punto biblioteca che l’amministrazione avrebbe potuto creare in un locale comunale senza alcun problema. Nessuno vuole puntare il dito su un ristorante che cerca di lavorare, ma la legge è uguale per tutti e non c’è nessun libro dei buoni e dei cattivi. Tutti dovrebbero essere sostenuti dall’amministrazione comunale anche chi esprime idee diverse dall’inquilino del palazzo.

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