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Frosinone

Paliano, bonifica ex-Ilmes: partiti i sopralluoghi della Regione

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PALIANO (FR) – Questa mattina, alla presenza del consigliere con delega all’Ambiente, Ugo Germanò, e del responsabile comunale del settore Ecologia e Ambiente, si è svolto il sopralluogo dei tecnici della Regione Lazio per la gestione della bonifica dei rifiuti stoccati all’interno del capannone industriale dell’ex-Ilmes.

Il sopralluogo, organizzato già a inizio anno ma riprogrammato al primo giorno utile di maggio a causa dell’emergenza sanitaria legata al contagio da Covid-19, ufficializza l’attuazione sul territorio palianese degli interventi di risanamento del SIN del fiume Sacco che nei prossimi mesi produrranno – a totale carico della Regione Lazio – lo smaltimento dei rifiuti, la bonifica del capannone e la successiva caratterizzazione dell’intero ex sito industriale di Ponti della Selva.

«Grazie al lavoro congiunto tra amministrazione, tecnici comunali e Regione Lazio – ha dichiarato il sindaco Domenico Alfieri – è finalmente iniziato nei fatti quel percorso che ci porterà a chiudere in maniera definitiva una minaccia ambientale che da troppo tempo grava sulla nostra città. Lo stop imposto dall’emergenza Covid-19 non ci ha reso meno determinati a portare a termine un intervento fondamentale per la salute di tutti i cittadini palianesi».

«La bonifica del capannone dell’ex-Ilmes – è stato il commento del consigliere Ugo Germanò – rappresenta il miglior modo che abbiamo per lasciarci gradualmente alla spalle l’esperienza del Covid-19 e tornare con maggior forza a lavorare in quei settori che riteniamo imprescindibili per il benessere della cittadinanza. Il sopralluogo odierno ha permesso ai tecnici regionali di raccogliere dati e rilievi su cui pianificare le attività di smaltimento che presto libereranno la totalità del sito dalla presenza dei rifiuti speciali presenti».

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Castelli Romani

Banca Popolare del Lazio, conflitti di interesse: ora si aspettano le dimissioni di chi ha giocato doppi ruoli – [L’inchiesta 14 parte]

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Una storia che si ripete senza fine sulla quale il nostro giornale ha dedicato 13 puntate

Tredici puntate di inchiesta giornalistica sulla Banca Popolare del Lazio che hanno coinvolto a vario titolo tutti i vertici dell’Istituto di credito, dall’amministratore delegato Rag. Lucidi per la questione Protercave ed Ismea, al Presidente Capecelatro per le vicende Ladaga, Di Giacomantonio, Giancarlo Natalizia per la vicenda dei conflitti di interesse per i finanziamenti fatti arrivare ai propri clienti morosi, scaricando il debito sulla Banca dallo stesso amministrata, il tutto sotto il naso e la silente approvazione del Dott. Carlo Romagnoli all’epoca dei fatti Presidente del Collegio Sindacale sia della stessa Natalizia Petroli che della Banca Popolare del Lazio, di cui risulta ancora oggi ricoprire la carica, come accertato presso la camera di commercio di Roma.

Qualche collega ben informato, evidentemente vicino ai vertici della Banca, inizia a parlare di dimissioni già avvenute in modo tanto improvviso quanto repentino da parte del Romagnoli che oggi dovrebbe partecipare nella sua veste di Presidente del collegio sindacale nella assemblea straordinaria dei soci, staremo a vedere se tale notizia sia vera oppure frutto del polverone che viene alzato per smorzare la notizia.

Certo che il sequestro di 1.800.000,00 euro eseguito dalla Guardia di Finanza a carico dei due soggetti rei, a parere della Procura e del Gip che ne ha convalidato la richiesta, di aver compiuto operazioni in conflitto di interessi è destinato a fare rumore, nonostante i tentativi già in atto di mettere tutto a tacere.

In realtà questo primo sequestro non è altro che un provvedimento che ha disposto le misure cautelari ritenute idonee, vedremo in seguito nei confronti di quali eventuali ulteriori soggetti e per quali reati si terrà il processo penale.

Di sicuro se è vero che iniziano a cadere i vertici della Banca fin dall’inizio coinvolti nelle nostre inchieste, ci aspettiamo che dopo il Dott. Romagnoli, che aveva declinato il nostro invito telefonico a giustificare il proprio doppio ruolo, venga  a cadere quanto meno il nobile ed evidentemente competente figlio Natalizia Alessandro, messo in Consiglio di amministrazione evidentemente in sostituzione del padre, probabilmente per garantire gli equilibri consolidati nel tempo e che ancora oggi riveste la qualità di socio ed amministratore della Natalizia Petroli Spa, quella società cioè che avrebbe usufruito dei vantaggi economici prodotti dal supposto conflitto di interessi di cui si sarebbe macchiato, secondo la Procura, il Capo “Giancarlo Natalizia”.

Oggi Alessandro Natalizia, nominato a ottobre 2020 con decorrenza gennaio 2021, ricopre il ruolo anche di componente del Comitato esecutivo di Bpl che ha tra l’altro il compito di riferire l’attuazione delle politiche di governo dei rischi dovendo riferire ogni tre mesi al consiglio di amministrazione della banca e al collegio sindacale, quello presieduto dal Romagnoli.

Ci aspettiamo, quindi, che diano le dimissioni i soggetti già oggetto delle nostre indagini giornalistiche, nonché i nuovi componenti, ci riferiamo a quel consigliere che si fece liquidare le azioni del padre defunto per circa 300.000,00 euro, ovvero di quell’altro che vede affidare al proprio affine importanti incarichi legali riccamente retribuiti.

Il tutto senza aver indagato, almeno secondo quanto risulta e sembrerebbe per quella che viene definita dai ben informati come “assunzione eccellente” sul reale proprietario dell’immobile nel quale è stata aperta la filiale della Banca in località Maccarese.

Una storia che si ripete senza fine sulla quale il nostro giornale ha dedicato 13 puntate e che solo oggi a distanza di molto tempo ha prodotto un primo segnale dell’esistenza di regole da rispettare. E viene ancora da chiederci, come abbiamo già fatto in una delle nostre puntate, ma la Banca d’Italia continua con le verifiche? E’ infatti suo preciso compito quello di prevenire e sanzionare tempestivamente tali comportamenti.

Le indagini, partite dopo la relazione di Bankitalia, in realtà contengono informazioni diffuse nella famosa lettera dei “soci coraggiosi”. Una lettera che L’Osservatore d’Italia e la trasmissione Officina Stampa hanno analizzato nel dettaglio. E oggi tutti i fatti ritornano.

Ci si aspettano ora le dimissioni di tutti gli attori coinvolti e inoltre si tornano a chiedere i dovuti accertamenti sulle presunte responsabilità dei vertici dell’istituto di credito.

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Castelli Romani

Grottaferrata, tutto pronto per l’appuntamento con la filiera del turismo organizzato laziale

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Dal 23 al 25 novembre al Park Hotel Villa Ferrata il secondo congresso di Fiavet Lazio

GROTTAFERRATA (RM) – Fiavet Lazio, l’Associazione Regionale delle Agenzie di Viaggi e Turismo, ha indetto dal 23 al 25 novembre, presso il “Park Hotel Villa Ferrata” di Grottaferrata (Roma), il suo secondo Congresso che vedrà impegnati tutti i rappresentanti della filiera del turismo organizzato laziale.

Oltre a festeggiare i 60 anni di Fiavet Lazio, il Congresso sarà l’occasione per confrontarsi sul futuro e quindi sugli strumenti da mettere in campo per superare la gravissima crisi che ha colpito il settore nel periodo della pandemia Covid 19.

Gli interventi dei consulenti Fiavet Lazio ed i percorsi formativi attuati rappresenteranno una spinta a porsi delle domande, mentre la presenza delle Istituzioni darà il giusto valore agli incontri per dialogare su Incoming, Outgoing, Rapporti con gli Enti locali, Abusivismo, Innovazione, Nuovi Trend, Giovani Agenti di Viaggio e Meeting Industry, 

La sfida sarà quella di costituire un fronte comune dopo i due difficili anni appena trascorsi, con rinnovato impegno e stima reciproca.

Il “Congresso ‘60”, indetto dalla Presidenza dell’Associazione con il sostegno di Fiavet Nazionale, è patrocinato dalla Regione Lazio e dal Comune di Grottaferrata con la collaborazione del Park Hotel Villa Ferrata e del COTAV. Tra i molti sponsor si segnalano, tra gli altri, l’EBTL (Ente Bilaterale Turismo della Regione Lazio), Business & Tourism Insurance Service, Confcommercio, Traiconet, Saltech+, Vignaioli Grottaferrata, Ferratese Parfums, Gruppo Archeologico Latino “Bruno Martellotta” onlus, 38 Incoming, Young Tour, Park Hotel Villa Grazioli, Carrani, Fondo Fogar, Schiaffini, Unaprol – Consorzio Olivicolo Italiano (Coldiretti), Lazio Innova, Convention Bureau Roma e Lazio. Media Partner dell’evento sarà TTG Italia.

“Siamo estremamente felici di poterci ritrovare dal vivo dopo un anno di webinar dietro agli schermi, dichiara il presidente della Fiavet Lazio Stefano Corbari. In questi ultimi ormai quasi due anni di pandemia, di dolore, di emergenza tutti noi abbiamo dovuto affrontare sfide che non avremmo mai pensato di dover nemmeno immaginare, ci siamo aggrappati al nostro lavoro, alla nostra passione nell’attesa di poter ricominciare la nostra attività. Questo appuntamento, oltre che a festeggiare i 60 anni della nostra associazione, sarà l’occasione per confrontarsi ma anche per gettare le basi per un futuro di sfide, di innovazione e di sempre maggiore professionalità”.

Stefano Corbari presidente Fiavet Lazio

L’importanza dei temi, la presenza di autorevoli esponenti delle istituzioni, il desiderio di ricominciare, la determinazione degli operatori rappresenteranno l’essenza di un evento, tra i primi ad effettuarsi in presenza, per tracciare una nuova strada che dovrà aiutare il settore ad uscire dall’impasse di quest’ultimo periodo.

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Cronaca

Cugini truffatori in trasferta da Napoli a Cassino per raggirare una anziana: identificati e arrestati dalla Polizia di Stato

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Gli agenti del Commissariato di Cassino hanno restituito immediatamente la refurtiva alla vittima

CASSINO (FR) – Nel pomeriggio di ieri, gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di P.S. Cassino e della locale Sottosezione Polizia Stradale, grazie ad un eccezionale lavoro di squadra, sono riusciti a rintracciare ed arrestare una coppia di truffatori che poco prima avevano raggirato un’anziana.Lo stratagemma utilizzato è sempre quello della telefonata da parte del finto nipote che chiede alla nonna di ritirare un plico per suo conto e di pagare una somma di denaro per evitargli brutti guai.

Infatti i due, un uomo ed una donna provenienti da Napoli, dopo essersi fermati in un bar, utilizzando le pagine bianche, hanno fatto una serie di telefonate, fino a che non sono riusciti a convincere una povera ottantenne che l’interlocutore al telefono fosse il nipote e che di lì a poco sarebbe giunta a casa dell’anziana una postina con un plico indirizzato a lui, per il rilascio del quale la donna avrebbe dovuto pagare la somma di 2000 euro al fine di evitargli dei guai con la giustizia. L’anziana obiettava di non avere tutto il denaro ed il finto nipote la convinceva a consegnare, oltre ai 200 euro di cui disponeva al momento, anche degli oggetti in oro.

Dopo qualche minuto i due furfanti, a bordo di una Fiat Panda di colore grigio, appositamente noleggiata, hanno raggiunto la casa dell’anziana. La giovane andava a suonare alla porta, ricevendo dalla malcapitata i 200 euro, delle catenine in oro e perfino le due fedi nuziali. La finta postina si dileguava in un istante e solo allora la poverina, aprendo la busta che conteneva solo fogli bianchi, ha compreso di essere stata truffata e subito ha chiamato la Polizia.

Una volante del locale Commissariato si è portata immediatamente a casa della vittima, la quale, nonostante la forte agitazione in cui versava, è riuscita a fornire un’accurata descrizione della truffatrice, una donna giovane con i capelli biondi indossante abiti scuri, alla quale aveva consegnato il denaro ed i gioielli. La Sala Operativa della Questura ha provveduto quindi a diramare una nota di ricerche dei truffatori a tutte le pattuglie presenti sul territorio, anche a quelle in servizio in autostrada.

Proprio in autostrada gli agenti sono riusciti a rintracciare la coppia di malviventi, che a seguito di una serie di approfonditi accertamenti sono stati identificati come gli autori della truffa perpetrata poco prima ai danni dell’anziana signora. L’uomo, un trentasettenne residente a Napoli, messo alle strette, ha confessato di essere l’autore della truffa appena consumata insieme a sua cugina, una ventottenne residente pure lei nel capoluogo partenopeo, permettendo di recuperare anche il denaro, i gioielli e le fedi che la malfattrice aveva nascosto nelle scarpe.

Alla luce di quanto emerso, i due sono stati arrestati e, su disposizione del P.M. di turno della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sono stati posti agli arresti domiciliari.

Gli agenti del Commissariato di Cassino hanno quindi potuto restituire immediatamente la refurtiva all’anziana che li ha ringraziati per averle restituito quegli oggetti che le avevano sottratto con l’inganno, ma soprattutto le sue fedi nuziali, per lei molto più preziose per il loro valore simbolico.

La Polizia di Stato invita tutti i cittadini a sensibilizzare i nostri anziani su questo tipo di truffe, rendiamoli consapevoli e cerchiamo di proteggerli dai malintenzionati che non si fanno alcuno scrupolo di fronte alla loro fragilità, della quale invece approfittano.

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