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Roma

Roma Eur, ladro acrobata segnalato dai carabinieri

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ROMA – È stato arrestato dai Carabinieri mentre si calava da un appartamento di via Cesare Pavese, nel cuore del quartiere Eur, grazie all’uso di un tubo di gomma legato ad un balcone. A finire in manette, lo scorso pomeriggio, un cittadino romeno di 40 anni, senza fissa dimora e con precedenti.

L’uomo, con un complice riuscito a dileguarsi, ha raggiunto un terrazzino di un appartamento al secondo piano, al momento vuoto, forzando la serranda.

I Carabinieri sono intervenuti su segnalazione di un cittadino che ha visto la scena ed ha allertato il 112.

Sul posto sono arrivati i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma e della Compagnia Roma Eur ed hanno bloccato il ladro acrobata, mentre era ancora arrampicato ad un tubo da irrigazione utilizzato come corda.

Sul posto i militari hanno sequestrato un borsone con tutti gli attrezzi del “mestiere”. L’arrestato è stato accompagnato in caserma in attesa del processo per direttissima.

Roma

Roma, assembramento di minorenni: proprietario di un ristorante chiama i carabinieri

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ROMA – Erano assembrati nelle immediate vicinanze dell’ingresso di un ristorante di Ponte Milvio e quando il proprietario gli ha chiesto di rispettare le distanze di sicurezza o di allontanarsi dal suo esercizio, loro si sono rifiutati.

A quel punto, il ristoratore ha chiamato il “112” spiegando la situazione all’operatore e, in breve tempo, sono intervenuti sul posto i Carabinieri della Stazione Roma Ponte Milvio.

I giovani, tutti studenti romani di età compresa tra i 15 e i 16 anni, all’arrivo della pattuglia erano ancora nello stesso posto, senza osservare la minima distanza interpersonale.

Nei loro confronti, i militari hanno elevato le sanzioni amministrative previste dai vigenti D.P.C.M. in materia di contenimento della diffusione del Covid-19, per poi riaffidarli ai rispettivi genitori.

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Castelli Romani

Nemi, deliberati 4500 euro all’ingegnere… Qual’è la motivazione? Cortuso e Corrieri: “Manca la specifica qualificazione professionale e culturale”

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NEMI (RM) – I Consiglieri comunali di “Ricomincio da Nemi” Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri scrivono al Sindaco e al Segretario comunale invitandoli a verificare e a ritirare il provvedimento con il quale sono stati attribuiti 4.500,00 euro all’Ing. Massimo Salvatori attuale Responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale. Con la Delibera di Giunta Comunale n.132 del 5/11/2020, il competente organo del Comune di Nemi ha approvato l’indennità ad personam all’Ing. Massimo Salvatori, nel valore di 4.500,00 €/annui, in aggiunta al trattamento economico già attribuito, non specificando la decorrenza e la cessazione del periodo.

“Corre l’obbligo ricordare – scrivono Cortuso e Corrieri – che la disposizione di cui al terzo comma dell’art. 110 del D. Lgs 18/08/2000 n. 267 e successive modifiche ed integrazioni, secondo cui è stata assegnata detta indennità, recita: “I contratti di cui ai precedenti commi  non  possono avere  durata  superiore al  mandato elettivo del  sindaco…….  Il trattamento economico, equivalente a quello previsto dai vigenti contratti collettivi nazionali e decentrati per il personale degli enti locali, può essere integrato, con provvedimento motivato della giunta, da una indennità ad personam, commisurata alla specifica qualificazione professionale e culturale, anche in considerazione della temporaneità del  rapporto  e  delle  condizioni  di  mercato relative  alle  specifiche  competenze  professionali.  Il trattamento economico e l’eventuale indennità ad personam sono definiti in stretta correlazione con il bilancio dell’ente e non vanno imputati al costo contrattuale e del personale.”

In  merito a  tale provvedimento, i due Consiglieri comunali evidenziano alcune riflessioni che giustificano la richiesta di annullamento dell’atto:

1.   In merito al riconoscimento dell’indennità in esame, è senza dubbio necessario la competenza ed il possesso di  capacità  professionale,  specifiche  ed  aggiuntive  rispetto  a  quelle  di  base  ai  fini  del  conferimento dell’incarico al fine di elargire tale indennità. La Corte dei Conti, Sezione regionale di  controllo per la Basilicata, con la deliberazione 26 ottobre 2017, n. 69, si è espressa in merito. Con tale deliberazione viene affermato che assumono rilevanza i requisiti soggettivi dell’incaricato in tema di qualificazione professionale e specifiche competenze. Per i dirigenti, i requisiti soggettivi minimi sono  indicati  dall’art. 19, comma 6, D. Lgs. n. 165 del 2001, a mente del quale sono indicati il possesso dei  seguenti requisiti “… particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione; che abbiano svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati ovvero aziende pubbliche o private con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali; che  abbiano  conseguito una particolare specializzazione professionale,  culturale  e  scientifica  desumibile  dalla  formazione  universitaria  e  postuniversitaria,  da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio, anche presso amministrazioni statali, ivi comprese quelle che conferiscono gli incarichi, in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza, o che provengano dai settori della ricerca, della docenza universitaria, delle magistrature e dei ruoli degli avvocati e procuratori dello Stato“. Si riporta di seguito un commento relativo a tale deliberazione della Corte dei Conti rinvenuto nella pagina  www.segretaricomunalivighenzi.it in  merito a tale provvedimento della Corte dei Conti: “Stabiliti i requisiti minimi di accesso alle funzioni dirigenziali,  al  fine  di  poter  giustificare  la  legittima  erogazione  della  citata  indennità  ad  personam assumeranno rilevanza solo quelle peculiari competenze professionali che il soggetto incaricato ha dimostrato di  possedere  “in  via  ulteriore”  rispetto  a  quelle  base  richieste  dal  Legislatore ai  fini  dell’affidamento dell’incarico.” Pertanto il riconoscimento della indennità ad personam al personale assunto ai sensi dell’art.110 Tuel, da parte della Giunta Comunale deve avere come requisito il possesso, da parte del soggetto destinatario della indennità, la presenza di requisiti ulteriori rispetto a quelli previsti dall’art. 19, comma 6, D.Lgs. n. 165 del 2001. L’ing. Massimo Salvatori non è in possesso dei requisiti previsti dall’art. 16, comma 6, del D.Lgs 165/2001, e neanche di requisiti peculiari, ulteriori ed aggiuntivi, richiesti per il riconoscimento della indennità ad personam. Anzi, già nella nota inviata in data 28/10/2020 acquisita con protocollo n. 9456, è stato richiesto di ANNULLARE IN AUTOTUTELA la determina del Responsabile del Servizio, Dott. M. FULLI, n.  310 del 12/06/2020 ed il successivo decreto sindacale n. 8 del 13/06/2020 con cui è stata determinata l’assunzione dell’Ing. Massimo Salvatori e l’incarico di Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Nemi, con effetto immediato.

2.   Nella  delibera  di  Giunta  Comunale  n.  132/2020  non  è  indicato in alcun modo la motivazione   del riconoscimento della  indennità ad personam, oltre a mancare uno dei presupposti fondamentali,  già ampiamente  sopraenunciati, quali quello della specifica qualificazione professionale e culturale.  Nel provvedimento comunale è  solo  indicato  “ricorrono i  presupposti per  l’integrazione con  un’indennità aggiuntiva ad personam, giacché la spiccata preparazione professionale posseduta dalle persone incaricate, è evidenziata dall’insieme dei servizi agli stessi assegnati e dall’elevato livello di complessità dei contenuti tecnici e gestionali impliciti nella professionalità stessa” Sembrerebbe che la pluralità di servizi giustifichino l’indennità ad un soggetto in possesso di spiccata qualificazione professionale posseduta.  Nella delibera sopracitata è riportato “che la competenza professionale dell’Ing. Salvatori si incentra in particolar modo sui lavori pubblici”. Non è chiaro quale sono gli ulteriori e specifici requisiti in ambito dei Lavori Pubblici.

Per quanto esposto – concludono Cortuso e Corrieri – si ritiene auspicabile una immediata verifica del provvedimento per un prevedibile ritiro al fine di scongiurare azioni giuridico-amministrative”.

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Roma

Roma, Termini: in manette tre persone senza fissa dimora e con precedenti per aggressione a scopo di rapina

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ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro e quelli della Stazione Roma San Lorenzo in Lucina hanno arrestato tre persone – cittadini del Gambia di 33, 29 e 23 anni, tutti senza fissa dimora e con precedenti – ritenute responsabili di una violenta aggressione a scopo di rapina ai danni di due cittadini egiziani, anche loro senza fissa dimora.

È accaduto la scorsa notte in piazza dei Cinquecento all’angolo di via Cavour, dove i Carabinieri sono intervenuti in soccorso ai due connazionali, di 29 e 19 anni, che hanno riferito di essere stati aggrediti all’improvviso da tre persone che hanno poi portato via uno smartphone.

I malviventi, infatti, poco prima, hanno avvicinato alle spalle le vittime e dopo aver spinto al muro e immobilizzato il 29enne, hanno colpito violentemente con calci e pugni il 19enne, ferito anche alla testa con una bottiglia di birra, prima di strappargli dalle mani il suo smartphone.

I rapinatori si sono poi dileguati nelle zone circostanti ma sono stati rintracciati e bloccati dai Carabinieri della Compagnia Roma Centro che avevano acquisito le loro descrizioni dalle vittime e li hanno riconosciuti mentre tentavano di nascondersi tra le auto in sosta in via Gioberti.

La perquisizione personale degli arrestati ha permesso ai Carabinieri di rinvenire la refurtiva, occultata in un’asola dei pantaloni di uno dei due, e 6 involucri termosaldati contenenti dosi di cocaina e una dose di hashish.

Gli arrestati sono stati portati in caserma e trattenuti nelle camere di sicurezza in attesa del rito direttissimo.

Le vittime, invece, sono state medicate al pronto soccorso dell’ospedale “Umberto I”: il 19enne ha riportato ferite da taglio alle mani e alla testa mentre il 29enne ha riportato una contusione cranica, un’ecchimosi alla fronte e una contusione al naso.

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