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Viterbo

ROMA VITERBO, PASSAGGI A LIVELLI KILLER: DOPO 2 MESI DALLA MORTE DI FRANCESCA MARIA MARTINICO NULLA SI MUOVE

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“Gettati al vento 780.000 euro (cifra più, cifra meno) per sondaggi archeologici che per ora non hanno approdato a nulla”.

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di Gianfranco Lelmi

Viterbo – Sono pochi quelli che non conoscono l’encomiabile iniziativa della signora Loretta Peschi, fondatrice del Comitato Barriere per Vivere che ha per fine: “chiedere ed ottenere dai gestori della ferrovia, che i passaggi a raso vengano tutti dotati di barriere automatiche, sollecitando una mobilitazione di massa fin tanto che l’obiettivo non sarà raggiunto…”  In sintesi arrivare all’istituzione di barriere per vivere.

Ebbene da quella fatidica data del 2 gennaio 2014 in cui perse la vita la signora Francesca Maria Martinico sono passati oltre due mesi. E a tutt’oggi nulla sembra muoversi, anzi sembra che la situazione peggiori. Come raccontano alcuni “addetti” della ferrovia, sono stati gettati al vento 780.000 euro (cifra più, cifra meno) per sondaggi archeologici che per ora non hanno approdato a nulla.

Il giorno 26 febbraio 2014 Città in Movimento organizzava a Roma un incontro sul tema:”Il Tpl a Roma tra carenza di risorse, propositi di liberalizzazione difficolta’ quotidiane”. Ebbene intervenivano Maurizio Milan, Simone Gragnani, Fabio Zuccarelli, la FILT CGIL, Annamaria Cesaretti, Eugenio Patanè, l’Assessore Improta, Fabio Zuccarelli. Parole, con parole, parole… Ecco come veniva definito il dibattito in un famoso blog: avvilente, sulla sicurezza fanno gli gnorri, tante parole e pochi fatti. Se non fosse stato per il coraggioso intervento delle signore: Felici Loredana e Gregori Sandrine del Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord,  il dibattito sarebbe stato veramente triste. In quell'occasione una serie di fotogrammi “slide” mostrava la precarietà, l’insicurezza, la sporcizia, il sovraffollamento della Ferrovia Roma Nord, lasciando di stucco i presenti e l’assessore ai trasporti ed alla mobilità della giunta capitolina di Ignazio Marino, Guido Improta.

Di passaggi a livello (barriere per vivere), quindi della messa in sicurezza della ferrovia, non se ne è parlato minimamente. Eppure il problema è gravissimo, ne deriva la sopravvivenza della ferrovia e di tutti centri abitati posti lungo la Flaminia e del viterbese.

Ecco a cosa stiamo assistendo: vengono istituite le barriere per viaggiare, i cosidetti tornelli.
A Roma, a piazzale Flaminio, l’antica stazione della Ferrovia Roma Nord è stata deturpata da barriere che gridano vendetta all’occhio del viaggiatore, stessa cosa nella tratta urbana della ferrovia e nella maggior parte della tratta extra urbana, fino a Viterbo.

Eppure il “furbacchione o i furbacchioni” che hanno speso i nostri soldi non sanno che facendo il così detto “trenino” decine di persone passano senza titolo di viaggio? Non vedono che decine di persone transitano nel passaggio riservato al personale?  Poi, per chi non lo sa, basta coprire la cellula posta in uscita, girare il tornello al contrario ed ecco che il varco si apre.


Sono in molti a dire che basterebbe la presenza di pochi controllori per verificare saltuariamente, improvvisamente, i titoli di viaggio dei passeggeri per scoraggiare i così detti portoghesi. Si risparmierebbe sugli inutili tornelli.
Secondo alcuni, un altro sperpero di denaro si potrebbe evitare togliendo i numerosi capo stazione posti lungo la linea, automatizzando la ferrovia. Inoltre molte stazioni vengono dotate di recinzioni a griglia in metallo che deturpano le vecchie stazioncine, le vecchie recinzioni in cemento, spesso ancora efficienti sono state eliminate.

Capolavori di architettura, rappresentati dalle vecchie stazioni appena restaurate, vengono lasciati andare in malora. E il tutto viene lasciato in balia dei vandali, come ad esempio la stazione di Magliano Romano.
Insomma non si vuole spendere, non ci sono i soldi. Eppure sono in molti a dire che si vuole solo dissipare un patrimonio al vento che potrebbe servire a migliorare la ferrovia.

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Cronaca

Sant’Oreste, scuolabus: al posto dell’autista i piccoli studenti trovano la Sindaca

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SANT’ORESTE (RM) – È successo a Sant’Oreste questa mattina, paese alle pendici del Monte Soratte, dove la prima cittadina ha svolto anche il ruolo di autista del trasporto scolastico, mettendosi alla guida del pulmino dello scuolabus, naturalmente con le dovute precauzioni anti-Covid.

Scelta dettata da un profondo senso di responsabilità istituzionale, che ha evitato problemi, e non pochi, agli alunni della scuola dell’Infanzia e della Primaria.

Mascherine, gel antibatterico da un lato e misurazione della temperatura dall’altra, come le severe disposizioni sanitarie impongono. Con una sorpresa, al posto dell’autista, momentaneamente indisponibile, genitori e bambini hanno trovato la Sindaca Valentina Pini al volante. È stata lei ad accoglierli e accompagnarli nei rispettivi istituti scolastici, in perfetto orario.   

Tre giri all’andata e altrettanti all’uscita, tanti sono necessari per raggiungere il vasto territorio comunale, ma la Sindaca-autista non s’è persa d’animo e si è messa subito all’opera, con la determinazione che la contraddistingue. «La sensazione è stata quella di essere stata concretamente utile a una parte di comunità che mi sta particolare a cuore – dichiara la Pini con emozione e fierezza -, i bambini e la loro istruzione». Un gesto apprezzato oltre i confini comunali. «Da rignanese provo invidia», commenta sulla pagina di Sant’Oreste la Signora Cristina D., “Stamane ho saputo che il vostro sindaco, per rimediare ad un problema di personale, si è messa alla guida dello scuolabus e ha fatto il giro del Paese. Beh, ribadisco, invidia, un sindaco che serve”. Come darle torto?

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Cronaca

Montefiascone, sventata rete di spacciatori adolescenti

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MONTEFIASCONE (VITERBO) – I Carabinieri della Stazione di Marta unitamente al NORM della Compagnia di Montefiascone durante la tarda serata di sabato hanno dato esecuzione a quattro provvedimenti di perquisizione domiciliare nei confronti di tre giovanissimi ed un minorenne che nei giorni precedenti erano stati attenzionati con mirati servizi di osservazione e controllo perché sospettati di avere creato una rete di spaccio di droghe leggere nei confronti di giovanissimi assuntori anche minorenni; le perquisizioni infatti hanno dato evidenza positiva permettendo ai carabinieri di sequestrare vari grammi di marijuana oltre a bilancini elettrici di precisione materiale per confezionare la droga. Al termine delle attività investigative i 4
giovani tra cui un minore sono stati denunciati per spaccio alla Procura della Repubblica di Viterbo che ha emesso i decreti di perquisizione

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Costume e Società

Ancora street art a Sant’Angelo di Roccalvecce, il “Paese delle Fiabe”: in fase di ultimazione l’ultimo murale di SteReal

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Un nuovo favoloso murale firmato Stefania Marchetto in arte SteReal sta prendendo vita a Sant’Angelo di Roccalvecce, il piccolo borgo della Tuscia conosciuto come il Paese delle Fiabe, rivitalizzato negli ultimi anni grazie all’omonimo progetto di street art dedicato al mondo fiabesco e alla letteratura fantastica.

Realizzata in pieno centro abitato su un’intera facciata del borgo, l’opera d’arte urbana creata in questi giorni da SteReal, a lavoro fino al 28 settembre, è la terza ideata per questocaratteristico paesino in provincia di Viterbo: dopo il primo murale tratto da La spada nella roccia, dipinto per l’edizione del 2019,e la sognante Cenerentola impressa a luglio scorso su un’enorme parete del centro, SteReal ritorna con un meraviglioso lavoro ispirato alla favola de Il fagiolo magico.

Inaugurato nel 2017, il progetto di Sant’Angelo il Paese delle Fiabe ha trasformato il paesino viterbese in un museo a cielo aperto, una vera e propria galleria d’arte ricca di opere e installazioni artistiche legate al racconto fantastico e leggendario.

Un luogo speciale, animato da personaggi fantastici e immerso in magiche atmosfere, capace di trasportare i passanti in una dimensione quasi surreale, a passeggio con Alice nel paese delle meraviglie, con Artù e Mago Merlino, e coi tanti altri personaggi dipinti in questi anni dalle numerose artiste urbane che si sono succedute nel Paese delle Fiabe, dove l’immaginario si fonde col paese reale, in un gioco dove il vero e la fantasia si rincorrono e confondono continuamente.

A rendere ancor più particolare questo posto fatato, è proprio la scelta di affidare la realizzazione dei lavori a un team di donne street artist, tra le più celebri della scena italiana.

Promosso dall’Associazione ACAS con l’organizzazione di Alessandro Chiovelli e Gianluca Chiovelli, Sant’Angelo il Paese delle Fiabe conta più di 30 opere disseminate lungo le vie del borgo, a creare un itinerario magico e incantato, un percorso artistico aperto a tutti, grandi e piccini, turisti appassionati o semplici curiosi, che camminando per le strade del centro abitato potranno sorprendersi nell’incontrare Don Chisciotte o PinocchioIl piccolo Principe o Hansel e Gretel.

Una galleria tutta al femminile, dunque, a formare un ideale Paese delle Dame Artiste, un luogo immerso in un’atmosfera da sogno dipinta dalla mano di alcune tra le più importanti street artist del panorama nazionale.

Stefania Marchetto, Tina Loiodice, Alessandra Carloni, Daniela Lai, Lidia Scalzo, Isabella Modanese, Stefania Capati, Cecilia Tacconi, Lena Ortmann, Ginevra Giovannoni: ognuna, con la propria inconfondibile cifra stilistica, ha reso unico questo piccolissimo e prezioso borgo, contribuendo alla sua rinascita, in un moto di valorizzazione della Tuscia e del suo ricchissimo folclore locale.

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