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RONCIGLIANO, RIFIUTI DI ROMA. SIT IN SINDACI E CITTADINI: SLOGAN O INTERESSE COMUNE?

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Tempo di lettura 3 minuti Il video de L'osservatore laziale con le interviste a sindaci e cittadini

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Chiara Rai

Albano (RM) – Cittadini e sindaci con la fascia tricolore presenti all’ingresso della discarica intercomunale di Roncigliano ad Albano Laziale.

In prima fila il comitato No Inc. Di fatto, senza clamorosi episodi di disordine pubblico, l’operazione dei rifiuti romani non trattati esodati dalla Capitale nell’hinterland è iniziata venerdì 25 gennaio 2013, quando circa cinque camion d’immondizia hanno fatto ingresso in discarica. In realtà, secondo il decreto del ministro all’Ambiente Corrado Clini, dovrebbero arrivare circa 150 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati per quattro mesi. L'obiettivo è chiudere il ciclo e mettere il Lazio in regola con le direttive Comunitarie che ne impongono il trattamento e poi lo smaltimento in discarica. In questo modo l'Unione Europea potrebbe chiudere la procedura di infrazione aperta su Malagrotta, dove i rifiuti sono stati interrati  "tal quali" in discarica.

Sabato 26 gennaio 2013 mattina la manifestazione si è svolta senza alzate di testa, piuttosto i cittadini, attraverso il referente legale No Inc Daniele Castri, chiedono controllare il fenomeno e monitorarne il corretto iter. L’immondizia romana a Roncigliano non fa altro che subire una differenziazione: se arriva una tonnellata di rifiuti questi verranno suddivisi in umido, inerte e cdr (combustibile derivato dai rifiuti). “ Chiediamo per un considerevole periodo di quattro mesi – dice Castri – un doppio controllo dei rifiuti di Roma attraverso le bolle degli automezzi e attraverso il sistema delle pese sia in entrata che in uscita affinché la popolazione possa stare tranquilla che tutto il peso che entra, di fatto esce fuori trattato”.

Una posizione questa dei cittadini ben più marcata rispetto a quella dei primi cittadini, tutti presenti nonostante le critiche di coloro che hanno ritenuto la loro presenza al sit – in fosse piuttosto una passerella mediatica. Ma di fatto se i sindaci di bacino non avessero partecipato ben più aspre critiche sarebbero arrivate dai manifestanti. Da Albano a Castel Gandolfo, Ardea, Lanuvio, Genzano, Rocca di Papa, i sindaci hanno ribadito che la provincia di Roma non è la pattumiera della Capitale e che oltre a manifestare continueranno ad adire alle vie legali.

Di fatto, più di qualcuno ha fatto notare agli amministratori locali che ancora non è stato depositato alcun ricorso al Tar contro il decreto Clini e la diffida del commissario Goffredo Sottile per contrastare il provvedimento. Ciononostante le amministrazioni, nell’ultima riunione dei sindaci di bacino, hanno incaricato il Comune di Albano di intraprendere le vie legali attraverso un ricorso amministrativo con richiesta di immediata sospensione del provvedimento, che dovrebbe portare nell’impianto di Tmb di Roncigliano 50 mila rifiuti da trattare dalla Capitale. Insomma il Comune di Albano dovrebbe, secondo i cittadini e il No Inc, non solo presentare il ricorso al Tar ma anche monitorare con organi di polizia giudiziaria, i mezzi in entrata ed uscita per garantire quanto disposto dall’articolo 1 del decreto Clini: cioè che il rifiuto dev’essere trattato e non interrato negli invasi del territorio.

 

NOTE SUL VIDEO:

Il video ha una durata totale di 0:20:37 (Ore : Minuti : Secondi)   

Per andare direttamente all'Intervento di Daniele Castri referente legale No Inc. portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:15:43

Per andare direttamente all'Intervento di Nicola Marini sindaco di Albano portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:03:00

Per andare direttamente all'Intervento di Flavio Gabbarini sindaco di Genzano portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:04:49

Per andare direttamente all'Intervento di Milvia Monachesi sindaco di Castel Gandolfo portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:08:06

Per andare direttamente all'Intervento di Pasquale Boccia sindaco di Rocca di Papa portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:10:00

Per andare direttamente all'Intervento di Giacomo Moianettii vice sindaco di Castel Gandolfo portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:13:00

Per andare direttamente all'Intervento di Fulvio Bardi vice sindaco di Ardea portare il cursore del tempo del lettore presente in fondo a questo articolo a: 0:14:55

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Cronaca

Omicidio Abbas Saman, estradato in Italia lo zio Hasnain Danish

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L’uomo è accusato di sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere della nipote

Termina con l’estradizione verso l’Italia la latitanza di Hasnain Danish, 34enne pakistano, destinatario di un mandato d’arresto europeo per sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere della nipote Abbas Saman.

L’uomo, accusato in concorso con altri familiari dell’omicidio della 18enne scomparsa da Novellara (Reggio Emilia) il 30 aprile e mai ritrovata, sarà riportato in Italia dal personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.), articolazione operativa del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con un volo di Stato partito dall’aeroporto “Charles de Gaulle” di Parigi e atterrerà all’aeroporto di Bologna Guglielmo Marconi.

Hasnain, localizzato e arrestato alla periferia di Parigi il 22 settembre 2021, dopo quasi cinque mesi di latitanza, grazie alle attività investigative dei Carabinieri di Reggio Emilia, svolte a livello internazionale tramite il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, sarà consegnato ai Carabinieri del nucleo investigativo di Reggio Emilia per essere trasferito nel carcere reggiano a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza.

L’individuazione, la cattura e l’odierna estradizione di Hasnain Danish rappresentano un ulteriore successo dell’attività di cooperazione internazionale di polizia della Direzione Centrale della Polizia Criminale diretta dal Prefetto Rizzi, a conferma degli eccellenti rapporti tra l’Italia e la Francia.

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Cronaca

Guida contromano nella galleria dell’autostrada per 4 km: il pronto intervento della Polizia stradale evita il peggio

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[VIDEO] L’irrazionale manovra è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza di Autostrade Spa

Quando ai telefoni e alle radio del Centro Operativo Autostradale della Polizia Stradale  arriva la segnalazione di un veicolo contromano la tensione operativa e l’adrenalina salgono vertiginosamente in quanto il conseguente intervento è tra i più complessi e rischiosi a cui sono chiamati gli uomini della Polizia di Stato.

E’ quanto accaduto in A23 pochi giorni fa; erano da poco passate le ore 13:00 e, durante una fitta nevicata, un automobilista italiano alla guida di una Fiat 500L, dopo aver imboccato l’autostrada all’altezza di Camporosso, nel Comune di Tarvisio, in direzione Sud, ha invertito la marcia e percorso in contromano, sulla corsia di sorpasso, tutta la galleria Spartiacque lunga quasi 2 chilometri, parte dei quali in curva, proseguendo nella percorrenza contromano per altri 2 chilometri.

Una buona dose di fortuna ed il pronto intervento, dapprima del personale di Autostrade Spa, poi della Polizia Stradale, ha permesso di porre fine alla folle corsa del veicolo che aveva percorso oltre 4 chilometri contromano.

L’irrazionale manovra è stata ripresa dalle telecamere di sorveglianza di Autostrade Spa, immagini raggelanti visto l’incrocio con altri veicoli regolarmente in transito.

Gli operatori di polizia, a veicolo fermo, hanno chiesto al conducente spiegazioni e questi ha risposto che la pericolosissima condotta era da attribuirsi ad una distrazione; distrazione costata molto cara al conducente in quanto è stato multato con una pesante sanzione amministrativa pecuniaria e gli è stata revocata la patente.

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Cronaca

Venezia, arrestato tunisino membro di una cellula dell’ISIS

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La Polizia di Stato di Venezia ha arrestato un  cittadino tunisino di 25 anni, raggiunto da un mandato di cattura internazionale ai fini estradizionali emesso dal Tribunale di Tunisi per “partecipazione ad associazione terroristica e atti di terrorismo”.

L’arresto è stato eseguito dai poliziotti della Digos di Venezia e Gorizia, coordinati dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

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