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SVIZZERA. LABORATORI DEGLI ORRORI PER MACACHI: ARRIVA L’AUTORIZZAZIONE ALLA SPERIMENTAZIONE

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Saranno impiantati elettrodi nel cervello delle scimmie, alle quali sarà inoltre razionata l'acqua per renderle più docili

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di Cinzia Marchegiani

Zurigo – Non è stato possibile fermare la mattanza e le stanze dell’orrore per i macachi oggetto di crudeli sperimentazioni. Il Consiglio di stato zurighese ha autorizzato la sperimentazione scientifica su alcune scimmie al Politecnico e all'Università di Zurigo. Una decisione fortemente contestata da parte della Protezione animali, che si appellavano al divieto a tali pratiche emanato sei anni fa dal Tribunale federale.

Orribili esperimenti autorizzati sui macachi detenuti nei laboratori svizzeri. E’ arrivata come una pugnalata la decisione di autorizzare la sperimentazione dei macachi in Svizzera. Una scelta che non si riesce a comprendere visto che nel 2009 il Tribunale federale aveva bloccato una precedente serie di esperimenti con gli stessi animali. Lo scorso 1 dicembre 2015, il consiglio di Stato zurighese ha fatto sapere di aver respinto un ricorso di tre membri della competente commissione cantonale, perché ritiene che i nuovi esperimenti dell'istituto di neuroinformatica non provocheranno sofferenze eccessive agli animali. Gli esperimenti vertono sullo studio della schizofrenia e il governo ritiene che la loro importanza per la ricerca psichiatrica abbia un significato preponderante rispetto alla protezione degli animali. 

L'annuncio ha provocato l'immediata reazione di due associazioni animaliste che invitano i membri della Commissione cantonale sugli esperimenti con gli animali a inoltrare un nuovo ricorso al Tribunale amministrativo cantonale. Per la Fondazione per i diritti degli animali TIR, acronimo di Tiere im Recht, la decisione "contraddice chiaramente" la sentenza del Tribunale federale che nel 2009 aveva decretato lo stop definitivo di altri esperimenti sui macachi previsti nel medesimo istituto. 

Torture con elettrodi e razionalizzazione dell’acqua per addomesticare le scimmie. Le organizzazioni ritengono che i nuovi esperimenti e quelli vietati nel 2009 sono molto simili: entrambi prevedono l'impianto di elettrodi nel cervello delle scimmie, alle quali sarà inoltre razionata l'acqua per renderle più docili. Le scimmie, oggetto di ricerche di base al cervello, subiscono gravi deprivazioni e coercizioni fisiche con impianti nel cranio e immobilizzazioni in strutture di contenzione chiamate “ingenuamente” sedie da primate. Ai macachi inoltre durante l’esperimento viene razionata l'acqua per giorni e sono così assetate da bere l’urina delle altre scimmie, inoltre le strutture di contenzione comportano elevati livelli di dolore dove gli animali terrorizzati rimangono immobilizzati dalla testa in giù con impianti elettrici nel cervello e negli occhi, che registrano le attività mentali con evidenti segni di dolore, con lividi e sanguinamenti che si protraggono per settimane.

Claudia Mertens della Protezione zughirinese degli animali esprime profonda amrezza: "Siamo ovviamente molto delusi. Quella del Governo è una decisione inaccettabile, non è vero che le scimmie patiranno meno. C'è un limite a tutto, e anche se gli scopi della ricerca son sicuramente nobili non sempre giustificano le sofferenze alle quali vengono sottoposti gli animali". I difensori degli animali di Zurigo sono determinati a portare avanti la battaglia contro le sperimentazioni sulle scimmie all’Istituto neuro informatica, del Politecnico e dell'università. Ricorreranno contro la decisione del Consiglio di Stato, e se necessario riporteranno la questione all'attenzione dei giudici della corte di Losanna.

Esperimenti orribili anche in Italia, la denuncia di D’Agata, presidente dello Sportello dei diritti. Interviene in merito all’autorizzazione della sperimentazione dei macachi il Presidente dello Sportello dei Diritti, Giovanni D’Agata che spiega: “Non illudiamoci che questi esperimenti non avvengano in Italia. Purtroppo molte scimmie trovano la morte nei nostri laboratori: anche qui si effettuano esperimenti che assomigliano alle stanze degli orrori, dove sotto il termine ‘ricerca di base’ vengono inserite delle viti sotto la congiuntiva oculare, fili d’acciaio nei muscoli della nuca e camere di registrazione nel cervello. E’ ora di smettere di giustificare dolore e violenze, in nome di una pseudo-scienza che non cura alcun malato”.

Partita una petizione attiva per tutto aprile 2016. L’autorizzazione a questa sperimentazione, spiega TIR, produce significative preoccupazioni di ordine etico non contribuisce al mandato costituzionale di benessere degli animali e la considerazione della dignità degli animali né la certezza del diritto in debito conto. Il TIR chiede di firmare la petizione "Stop alla sperimentazione sui primati" delle tre organizzazioni promotrici LSCV, ATRA e AG STG. La petizione è accessibile fino ad aprile 2016 che qui alleghiamo: http://www.thepetitionsite.com/de-de/333/154/174/stoppt-primatenversuche-stop-primate-experiments/

Ma il dubbio più importante è quello che ha sollevato D’Agata: "Queste sperimentazioni ancora non hanno permesso di curare alcun malato. Ad oggi c’è da chiedersi la motivazione reale perché questi tipi di sperimentazioni vengono ancora attuate…

Lavori di review della scienza sulle sperimentazioni macachi, un completo fallimento. Per comprendere quanto le sperimentazioni sui primati non umani abbiamo portato importanti conoscenze per migliorare la salute umana, possiamo acquisire un passaggio chiarificatore della lettera indirizzata al nostro Ministero della Salute firmata da 73 scienziati, medici, farmacisti etc, lo scorso ottobre 2014, assieme a “Oltre la Sperimentazione Animale” e il Progetto Penco. Il documento lungo e articolato nato per spiegare con atti documentabili quanto la sperimentazione animale, soprattutto quella indirizzata sui primati non umani, sia orribile e insensata, denuncia: “I Lavori di review (più di 3000 sui primati, dal 1996 al 2006 NdR) che la scienza ha condotto negli ultimi anni circa la sperimentazione sulle scimmie nell’intento di migliorare la salute umana, ne ha dimostrato il fallimento che ha portato, nel migliore dei modi, a rallentare i tempi degli obiettivi prestabiliti, se non a fuorvirli sulla base di modelli errati in partenza. Tutto ciò ha comportato un’incalcolabile sperpero di denaro pubblico, ma soprattutto calpestato quel senso etico di empatia che deve guidare l’uomo sul suo rapporto con gli animali, suoi conviventi in questo pianeta, troppo spesso devastati nello spirito e nella dignità spisichica, orribilmente sacrificati sull’altare di una scienza arrogante quanto mendace”. 

Ma allora a chi servono queste sperimentazioni crudeli? All'articolo, potevamo allegare una foto che testimoniavanp come le scimmie vengono trafitte con degli elettrodi nel cervello, e immobilizzate in posiozni sofferenti. Noi abbiamo deciso di mettere una foto che rappresenta l'unicità di questi primati, la loro dolcezza…che gli umani violano in continuazione con sperimentazioni che ormai hanno dimostrato il completo fallimento. Quanta crudeltà ancora deve essere inflitta?

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Usa, morto a 87 anni il celebre giornalista Larry King

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E’ morto a 87 anni Larry King. L’annuncio è stato dato dal suo profilo Twitter. Il celebre giornalista americano era ricoverato al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles da un mese a causa del coronavirus.

King si era sposato 7 volte e lo scorso anno aveva perso due dei suoi sei figli: Chaia, avuta dalla ex moglie Alene Akins, ed Andy, adottato, nato da un precedente matrimonio di Alene. Lo scorso maggio aveva avuto un un infarto seguito da un intervento al cuore nel maggio scorso, tre mesi dopo il divorzio, dopo 22 anni di matrimonio, dalla moglie Shawn Southwick.

Il giornalista ha condotto il talk show Larry King Live su Cnn dal 1985 al 2010: per piu’ di una generazione ha intervistato potenti, vip, celebrities, intellettuali e protagonisti dei fatti di cronaca americana. Un volto inconfondibile, cosi’ come la postura di quel mezzobusto per cui poco cambiava, bretelle comprese, uno dei suoi tratti distintivi. A cambiare non era il piglio, ma solo la grafica dello sfondo per tenere il passo con lo stile dei tempi. Fino al ricovero in ospedale conduceva Larry King Now su Hulu e RT America, nonche’ il domenicale Politicking with Larry King sugli stessi due canali online.

 Nel 2010 era ”giunto il momento di appendere le bretelle al chiodo”Nel corso di oltre mezzo secolo di carriera King ha fatto oltre 50 mila interviste col suo stile inimitabile di domande brevi e in linguaggio semplice.

Larry King ha intervistato tutti i presidenti in carica da Gerald Ford a Barack Obama (suo ospite alcune settimane fa in occasione del 25/esimo anniversario del suo programma) e divi dello spettacolo come Marlon Brando (che bacio’ sulla bocca), Madonna, Paul McCartney. Ma anche leader come Mikhail Gorbaciov e Tony Blair. Per non parlare del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Era stato nel 1992 che i candidati alla campagna presidenziale avevano scoperto la utilita’ di una apparizione sul programma televisivo di Larry King. Ma fin dall’esordio del suo programma alla CNN nella lista degli ospiti era comparso l’allora governatore di New York Mario Cuomo. I comici prendevano in giro Larry King per il suo stile da uomo della strada, per le domande sparate con la voce rauca, per le grandi bretelle e il grande microfono stile radio (un richiamo ai suoi inizi radiofonici).

”Non ho mai imparato niente mentre parlavo: questo e’ sempre stato il mio motto”, amava ripetere Larry King. Ma le sue domande non aggressive, che miravano a far sentire l’ospite a suo agio, hanno prodotto in molti case risposte intime ed interessanti mostrando aspetti inediti della personalita’ del suo ospite. Negli ultimi tempi l’audience del suo programma e’ comunque progressivamente calato.

”Mi sono stufato del turno di notte – aveva affermato King nel fare il suo annuncio di ritiro dal programma – Ma faro’ sicuramente altre cose”. Ma la conferenza telefonica usata per annunciare al suo staff la decisione di ritirarsi ”ha visto i dieci minuti piu’ tristi della mia vita”, aveva rivelato.

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USA: Covid, economia, ambiente e razzismo. Queste le priorità per Biden

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“Finora l’azione contro la pandemia è stata un triste fallimento”: lo ha detto il neopresidente Joe Biden illustrando alla Casa Bianca il suo piano anti Covid. Le morti per Covid in Usa raggiungeranno probabilmente quota 500 mila il prossimo mese: lo ha poi aggiunto illustrando alla Casa Bianca il suo piano contro la pandemia nel Paese, dove sono stati registrate finora oltre 400 mila vittime, “piu’ dei morti americani nella seconda guerra mondiale”, ha ricordato.

Il neopresidente ha rinnovato l’appello ad usare la mascherina: “se lo facciamo fino ad aprile salveremo oltre 50 mila persone”. Chiunque arrivi in aereo negli Stati Uniti dovra’ sottoporsi a test anti covid prima di partire e sottoporsi poi a quarantena. “Ci sarà ancora un duro inverno, la situazione peggiorerà prima di migliorare”, ha ribadito.

Il secondo presidente Usa di fede cattolica dopo JFK ha ricevuto segnali contrastanti dalla sua chiesa: a una calda benedizione di benvenuto del Papa ha fatto seguito un duro comunicato dei vescovi Usa in cui si afferma che Joe Biden “farà avanzare mali morali”, tra cui contraccezione, aborto e matrimoni omosessuali. La dichiarazione, firmata dal presidente della conferenza episcopale americana, l’arcivescovo di Los Angeles José Gomez, ha scatenato polemiche all’interno della Chiesa. “Parole sconsiderate nel giorno dell’insediamento”, ha risposto il cardinale arcivescovo di Chicago Blase Cupich, alleato del Papa.

Intanto l’amministrazione Biden ha annunciato una moratoria di 100 giorni sulle espulsioni degli immigrati irregolari. Una nuova presa di distanza dall’amministrazione Trump, che aveva fatto della lotta ai clandestini uno dei suoi cavalli di battaglia. Il neopresidente ha anche ordinato di rafforzare il Daca, il programma di protezione dei dreamer, gli immigrati arrivati in Usa quando erano minorenni al seguito di genitori clandestini.

Riaprire le scuole in 100 giorni: è l’obiettivo di uno degli ordini esecutivi alla firma del neopresidente, secondo i media Usa. Il provvedimento sollecita il dipartimento dell’educazione e fornire una guida per la riapertura focalizzata sulle mascherine, i test e la pulizia. Un memorandum distinto prevede rimborsi alle scuole per l’acquisto di materiale protettivo attraverso i fondi della protezione civile.

La distribuzione e la somministrazione del vaccino contro il Covid sono la maggiore sfida logistica americana, insieme al salvataggio dell’economia, aveva precedentemente detto il presidente, sottolineando che il razzismo sistemico ancora esiste negli Stati Uniti. “Ma – aveva aggiunto – abbiamo l’occasione per cambiare le cose”.

Joe Biden punta ad una proroga di cinque anni del New Start con la Russia, l’unico trattato rimasto per limitare i due più grandi arsenali nucleari del mondo, in scadenza il 5 febbraio. Lo rivela il Washington Post, citando due dirigenti americani. Nello stesso tempo, secondo le stesse fonti, il nuovo governo Usa si sta preparando a nuove sanzioni contro Mosca, in attesa di una valutazione completa dell’intelligence sulle presunte interferenze nelle elezioni del 2020, sull’avvelenamento dell’oppositore Alexey Navalny e sulle ‘taglie’ per l’uccisione di soldati americani in Afghanistan.

“Quando ho accettato questo incarico dal presidente Biden, abbiamo concordato che la priorità è riportare verità e trasparenza nel briefing con la stampa”: così la nuova portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, nel suo primo incontro con i reporter, dove ha illustrato i 15 ordini esecutivi del neopresidente Usa. La prima telefonata di Biden a un leader straniero, ha aggiunto Psaki, sarà venerdì al primo ministro canadese Justin Trudeau. Questa sarà la prima di una serie di chiamate del neopresidente ai leader alleati.

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Finlandia, le renne addomesticate già nel Medioevo

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Archeologi dell’Università di Oulu, insieme a ricercatori nordici, hanno scoperto che l’alimentazione supplementare delle renne iniziò in alcune località già 800 anni fa.   

Nell’ambito di uno studio è stata esaminata la composizione isotopica stabile di reperti ossei archeologici; la dieta lascia il segno sulla composizione chimica del tessuto osseo, ad esempio sui valori isotopici stabili dell’azoto. I reperti ossei sono originari della Finlandia settentrionale e della Svezia settentrionale e risalgono al periodo compreso tra il XIII e il XVII secolo.

Il periodo è particolarmente interessante nella storia dell’allevamento delle renne, poiché durante questo periodo questa attività si sviluppò in molti luoghi ove era presente la principale forma di sussistenza delle comunità Sámi, su cui si basava anche la loro organizzazione sociale. Tuttavia, si sa poco sulle pratiche di allevamento delle renne durante questo periodo.

Al giorno d’oggi, l’alimentazione supplementare delle renne è comune, poiché i cambiamenti climatici, il numero di renne e altre forme di utilizzo del suolo stanno mettendo a dura prova i pascoli invernali. Nell’allevamento tradizionale, all’inizio del XX secolo, era comune dare alle renne cibo aggiuntivo, come licheni, fieno durante gli inverni difficili. Tuttavia, le prime fasi dell’alimentazione supplementare non erano precedentemente note.

“Abbiamo scoperto che alcuni dei campioni di ossa di renna archeologici avevano valori che differivano dal valore dell’isotopo di azoto naturale della renna. La composizione in azoto del fieno e delle foglie è diversa da quella del lichene. Valori isotopici divergenti indicano la sostituzione del lichene con fieno o licheni nella dieta invernale delle renne”, secondo la professoressa Anna-Kaisa Salmi e la ricercatrice Tiina Äikäs dell’Università di Oulu.

Alcuni dei campioni appartenenti a renne nutrite risalgono al XIII secolo e sono stati trovati sia in Finlandia che in Svezia.

“Sembra che le renne venissero nutrite in località già nel XIII secolo. Tuttavia, non tutte le renne hanno ricevuto cibo supplementare, quindi non è stata un’alimentazione su larga scala, ma piuttosto un fenomeno occasionale e locale. L’alimentazione potrebbe anche essere correlata all’addomesticamento delle renne in connessione con l’addestramento di animali da tiro”.

I ricercatori dell’Università di Oulu stanno studiando l’alimentazione supplementare delle renne insieme a ricercatori delle università di Stoccolma e Tromsø. Lo studio ‘Zooarchaeological and stable isotope evidence of Sámi reindeer offerings’*  è pubblicato nel Journal of Archaeological Science: Reports.

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352409X19301610

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