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MATTEO ORFINI: "DOBBIAMO RINGRAZIARE MARINO. IL COMUNE NON CADE"

di Maurizio Costa

Roma – Il presidente del Pd, nonché commissario straordinario del partito a Roma, Matteo Orfini, dopo essersi incontrato con Ignazio Marino, sindaco della Capitale, e Nicola Zingaretti, governatore della Regione Lazio, ha tenuto una conferenza stampa per spiegare le motivazioni del Partito Democratico, che è stato implicato, attraverso gli arresti, in Mafia Capitale.

Mirko Coratti (ex presidente del consiglio comunale), Daniele Ozzimo (ex assessore alla Casa) e Pierpaolo Pedetti (ex consigliere comunale) facevano parte del Pd e sono indagati nel processo di Mafia Capitale.

"Se abbiamo commissionato il Pd di Roma ci sarà un motivo – ha detto Orfini – Coratti è giusto che paghi se implicato. Non appena è stato inquisito è stato subito sospeso dal Pd. Coratti – continua il presidente del Pd – non era considerato un sostenitore della giunta Marino tanto che emerge nelle intercettazioni che lui doveva essere ancora più duro per far cadere Marino".

Riguardo a un possibile scioglimento del comune, Orfini dice che: "Io ritengo che non ci siano i presupposti perché l'amministrazione Marino cada anche perché era contrastata da queste persone, anche se facevano parte del Pd come Coratti. Il Pd è responsabile per questi esponenti che si sono macchiati di gravi reati. Abbiamo passato anni in questa città – continua Orfini – e nel Pd abbiamo fatto la guerra tra bande, tralasciando i veri problemi e imbarcando chiunque nel partito. Con le nuove regole, errori del genere non capiteranno più".

Orfini parla anche del sindaco Marino: "Marino contrasta la criminalità e la cosa peggiore sarebbe interrompere questa amministrazione che sta combattendo il malaffare. Marino deve andare avanti come Nicola Zingaretti".

"Dobbiamo ringraziare Marino che contrasta l'illegalità, basta leggere cosa dicono Buzzi e Carminati. Il sindaco ha chiamato la Guardia di Finanza in Campidoglio prima di Mafia Capitale, accorgendosi che c'era qualcosa che non andava bene".

Adesso la commissione prefettizia consegnerà al prefetto di Roma una relazione per decidere se far cadere il comune oppure no.




MAFIA CAPITALE: MIRKO CORATTI, LA 29 GIUGNO E I "BONUS" PATRIMONIALI

di Maurizio Costa

Roma – Sono quattro i consiglieri comunali arrestati nel filone di indagini di Mafia Capitale: oltre al capogruppo del Pdl Giordano Tredicine (finito ai domiciliari) e all'ex presidente dell'Aula Giulio Cesare, l'esponente Pd Mirko Coratti (in carcere), ci sono Massimo Caprari, del Centro democratico (in carcere) e Pierpaolo Pedetti, Pd, presidente della commissione Patrimonio (in carcere). Tra i politici destinatari delle misure anche l'ex assessore alla Casa della Giunta Marino, Daniele Ozzimo (in carcere), l'ex consigliere comunale poi entrato nella segreteria di Coratti Franco Figurelli, il consigliere di Forza Italia alla Regione Lazio Luca Gramazio e l'ex presidente del X Municipio, Andrea Tassone, del Pd (ai domiciliari).

L'ex presidente dell'Assemblea capitolina di Roma, Mirko Coratti, arrestato nell'ambito dell'inchiesta di Mafia Capitale, secondo il gip Flavia Costantini, che ha firmato l'ordinanza, ha ricevuto da Buzzi, "che agiva previo concerto con Carminati e in accordo con Di Ninno, Cerrito e Caldarelli, promesse ed erogazioni continuative di denaro e altre utilità a contenuto patrimoniale, tra le altre: la promessa di 150.000 euro, la somma di 10.000 euro, erogata alla associazione Rigenera, l'assunzione presso la cooperativa 29 Giugno di persona indicata da Coratti", si legge nell'ordinanza.

Per il gip, Coratti ha posto "la sua funzione di consigliere comunale e di presidente dell'assemblea comunale al servizio dei soggetti economici riconducibili al gruppo di Buzzi nonchè nel porre in essere specifici atti contrari ai doveri del suo ufficio, consistenti anche nel: facilitare sul piano politico-istituzionale l'aggiudicazione di gare indette da Ama a soggetti economici del gruppo di Buzzi, tra le altre la gara n. 30/2013 riguardante la raccolta del multimateriale; concorrere alla formazione del consenso politico e istituzionale necessario alla conferma nella qualità di dg di Ama spa, controllata da Roma Capitale, Fiscon, a fronte di una iniziativa dei vertici dell'amministrazione intesa alla sua sostituzione; concorrere alla destinazione di fondi di provenienza regionale al X Municipio".

Secondo il Gip, inoltre, Coratti avrebbe commesso atti per "concorrere a sbloccare fondi per il sociale, settore cui erano interessati i soggetti economici riconducibili a Buzzi; pilotare la nomina di un nuovo direttore del V Dipartimento, in sostituzione della neo incaricata Gabriella Acerbi; formare il consenso politico e istituzionale per il riconoscimento di debiti fuori bilancio, il cui adempimento remunerava anche soggetti economici riconducibili a Buzzi, riconoscimento approvato con delibera dell'assemblea capitolina del 30 ottobre del 2014".

In un'intercettazione, Salvatore Buzzi diceva: "Quano m'arresteranno saremo in difensiva […]. Perché co' Coratti sicuramente me chiede da divide' già l'anticipo per cui io gli do un lotto…ah gliel'ho detto che il milione già se lo so' […]".




ROMA, BILANCIO: QUASI 300 MILA TRA EMENDAMENTI E O.D.G.

di  Mirko Coratti, presidente dell’Assemblea capitolina.

Roma – Oggi, come già avvenuto nei giorni scorsi, ho sentito gli uffici preposti a conteggiare e numerare gli atti collegati alla proposta di Bilancio preventivo 2013. Ho appurato che le operazioni di conteggio, numerazione e scansione del materiale presentato da tutti i gruppi consiliari procede alacremente per dar modo ai consiglieri comunali di avere tutta la documentazione al completo e poter espletare al meglio il proprio compito.

Il lavoro, a metà giornata di oggi, si era concluso per l’90%. Sono fiducioso ed ho motivo di credere che nelle prossime ore sarà terminata l’intera operazione che precede la votazione in Aula di o.d.g ed emendamenti collegati alla proposta 102/2013. A tal proposito esprimo nuovamente un ringraziamento al personale capitolino che ha rinunciato a godere di giorni di riposo e festivi per l’enorme lavoro al fine di giungere all’approvazione di un Bilancio complesso – come quello 2013. E’ la prima volta, infatti, che quasi 300 mila tra emendamenti e o.d.g. vengono presentati in una sessione di Bilancio capitolino.”

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