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Cultura e Spettacoli

Tiepolo sbarca ad Helsinki con la Venezia nel Nord

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La fama del maestro veneziano Giovanni Battista Tiepolo (1696–1770) si diffuse in Europa già all’inizio del XVIII secolo. Ben presto attirò l’attenzione di grandi collezionisti d’arte. Sebbene non abbia mai viaggiato in Russia o in Scandinavia, i suoi dipinti lo hanno fatto.

È una testimonianza della forza della sua arte che dipinti, disegni e incisioni hanno goduto di una popolarità continua sul mercato dell’arte per tutto il XIX secolo e fino al XX secolo. Per la prima volta in Finlandia, la mostra Tiepolo – Venice in the North ( Tiepolo – Venezia del Nord) riunirà oltre una ventina di dipinti ad olio, disegni e acqueforti di Giovanni Battista Tiepolo e di suo figlio Domenico. Capolavori provenienti da importanti collezioni museali in Scandinavia, Russia, Gran Bretagna e Italia metteranno in luce la fortunata diffusione dell’arte del Tiepolo nelle parti più settentrionali dell’Europa. La mostra si concentra su persone, eventi e le affascinanti storie dietro le opere d’arte.

Giovanni Battista (Giambattista) Tiepolo rappresenta un compendio della cultura veneziana del Settecento, rinomato per i suoi esuberanti affreschi sul soffitto, dove antichi miti e sacre leggende diventano visioni grandiose e teatrali. Come pittore era ricercato in tutta Europa da aristocratici e re, anche nell’estremo nord. I suoi due figli, Giandomenico (1727–1804) e Lorenzo (1736–76), lo assistono nel suo studio, a conduzione familiare come da tradizione veneziana.  Il punto di partenza della mostra, che si apre ad Helsinki il 17 settembre,sono i due dipinti della collezione del Museo d’arte Sinebrychoff – parte della Galleria nazionale finlandese – e il lavoro di ricerca sulla loro provenienza. Questi dipinti, Il Ratto delle Sabine, di Giambattista Tiepolo e I Greci che saccheggiano Troia, del figlio Giandomenico Tiepolo, sono entrambi bozzetti a olio, i cosiddetti modelli, che sono preparativi per i dipinti a grandezza naturale. La National Gallery di Londra ha anche altri due schizzi ad olio, che appartengono alla stessa serie del cavallo di Troia, vale a dire L’edificio del cavallo di Troia e La processione del cavallo di Troia in Troia. Sappiamo che questi tre bozzetti ad olio erano ancora insieme all’inizio del XIX secolo, quando furono venduti all’asta nella tenuta del mercante d’arte veneziano Niccolò Leonelli, a San Pietroburgo ed elencati nel catalogo d’asta. Ora, per la prima volta in 200 anni, questi tre dipinti sono riuniti a Helsinki. Questo segna uno dei momenti salienti dell’evento.

Oltre ai dipinti, una parte importante dell’opera di Giambattista e Giandomenico Tiepolo sono i loro disegni e acqueforti, e anche questi sono ben rappresentati in mostra. Il Sinebrychoff Art Museum ha recentemente acquisito un raro disegno bifacciale di Giambattista. Gli schizzi Studio di una testa femminile (recto) e Studio di una testa maschile (verso) sono legati agli affreschi perduti di Palazzo Archinto a Milano. Entrambi gli studi sono eseguiti a gesso bianco e nero su carta grigio-bianca e sono datati intorno al 1730–31. Gli studiosi conoscono solo alcune delle prime opere in gesso di Giambattista e quindi questi studi costituiscono un importante punto di riferimento. Una menzione speciale deve essere fatta per un raro prestito dalla Biblioteca Nazionale di Finlandia, un album contenente la produzione completa di acqueforti dei membri della famiglia pubblicati da Giandomenico dopo la morte del padre. Questo album è un esempio unico e ben conservato di una prima edizione fino ad ora sconosciuta agli studiosi del Tiepolo.

 L’idea preliminare per il concetto della mostra nel 2015 era di riunire la serie del Cavallo di Troia. Tuttavia, ci si è presto resi conto che dovevano essere inclusi anche i dipinti su piccola scala del Tiepolo e gli schizzi a olio esistenti in altri paesi nordici, ed in Russia. Molti dei dipinti hanno un’importante provenienza legata alle case reali e imperiali sia in Svezia che in Russia dove vi erano già arrivati ​​durante la vita di Giambattista. La mostra e il relativo catalogo si concentrano sulla storia connessa alla sua vasta fama e sulla diffusione della sua arte nelle parti più settentrionali dell’Europa.

Informazioni:

Su Tiepolo:

http://www.treccani.it/enciclopedia/giambattista-tiepolo/

https://www.settemuse.it/pittori_scultori_italiani/tiepolo.htm

https://www.giunti.it/catalogo/tiepolo-9788809762114

Cataloghi della mostra:

Tiepolo Venice in the North, ediz. Skira e Museo d’arte Sinebrychoff. A cura di:  Hanna-Leena Paloposki.

Tiepolot matkalla – Resa med Tiepolo. Sinebrychoffin taidemuseo. A cura di: Hanna-Leena Paloposki

In collaborazione con:

Ministero dell’Istruzione e della Cultura di Finlandia; Istituto Italiano di Cultura di Helsinki; Amici del Museo d’arte Sinebrychoff;  Fondazione Musei Civici di Venezia; Museo statale dell’Ermitage, San Pietroburgo; Consorzio Tutela Prosecco DOC

Dal 17 settembre 2020 al 10 gennaio 2021

Ingresso: 15/13 € / Museum Card

Visite guidate: sales@fng.fi

Orari di apertura: martedì, giovedì, venerdì 11-18, mercoledì 11-20, sabato-domenica 10-17, lunedì chiuso.

Contatto: Sinebrychoff Art Museum, Bulevardi 40, 00120 Helsinki, +358 (0) 294500460, www.siff.fi    Seguire su: Facebook @siffmuseo  Instagram @Sinebrychoffartmuseum  Twitter @Sinebrychoffart

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Bracciano, un tuffo negli anni ’70 con “I Cugini di Campagna”

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Il concerto questo venerdì alle 21 in piazza IV Novembre

BRACCIANO (RM) – Questo venerdì alle 21 in piazza IV Novembre a Bracciano c’è l’appuntamento con il concerto de “I cugini di Campagna”, un tuffo negli anni ’70 con il memorabile gruppo musicale pop italiano che ha regalato successi come “Anima mia”, “Un’altra donna”.

Silvano Michetti alla batteria, Ivano Michetti chitarra e voce. Voce di Nick Luciani che dopo 7 anni di assenza è tornato a far parte dello storico gruppo.

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Crispiano, teatro: grande successo per l’edizione 2021 di “Terra e Sangue”

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Al termine della rappresentazione, ispirata al capo brigante Cosimo Mazzeo, detto Pizzichicchio, applausi a scene aperte

CRISPIANO (TA) – Oltre 60 attori, musicisti e comparse, hanno rievocato il brigantaggio meridionale post unitario, mettendo in primo piano alcuni personaggi emblematici che, tra il 1860 e il 1864, concentrarono le scorribande nel territorio di Grottaglie, Montemesola, Martina Franca e Crispiano dove, nella battaglia della Masseria Belmonte venne annientato il grosso della banda mentre il capo Cosimo Mazzeo detto “Pizzichicchio”, riuscito a fuggire, fu in seguito catturato alla Masseria Raggeruddo.

L’edizione 2021 dello spettacolo è andata in scena nella Masseria Mita, di Vincenzo Imperatrice

Al termine della rappresentazione applausi a scene aperte per i tre organizzatori, Luciano Paciulli, Leonardo Bello e Concetta Vitale i quali, con tenacia e nonostante le molteplici difficoltà derivanti anche dal Covid 19, hanno fatto in modo che anche quest’anno lo spettacolo potesse andare in scena con una rinnovata sceneggiatura e una recitazione passionale e ricca di enfasi.

Alla prima serata hanno assistito tra gli altri, il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti insieme alla consigliera Sabrina Pontrelli, l’Assessore Aurora Bagnalasta delegata ai Servizi Sociali, alla Cultura e allo Spettacolo e alle Pari Opportunità del Comune di Crispiano, la Consigliera con delega al Turismo Monica Taurino e il Prefetto Francesco Tagliente con la sua signora.

L’Osservatore d’Italia ringrazia il fotografo Silvano Martinelli poter la gentile concessione delle foto pubblicate in galleria.

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Genzano, Luca Manfredi: un friccico ner core e la semplicità di Nino al “Parco dei libri”

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GENZANO (RM) – Secondo e ultimo appuntamento per “Il parco dei libri” al Parco Sforza Cesarini di Genzano di Roma. La rassegna, ideata e realizzata da Mondadori Bookstore Genzano-Velletri-Lariano-Frascati e Fondazione De Cultura in collaborazione con Comune di Genzano di Roma e Sistema Castelli Romani, si è conclusa con Luca Manfredi e Paolo Di Paolo.

A dare il consueto benvenuto Guido Ciarla, libraio e presidente della Fondazione De Cultura, il quale ha sottolineato l’importanza di aggregarsi intorno al libro in luoghi splendidi come quello del parco genzanese. A fare eco alle sue parole Marta Elisa Bevilacqua, in rappresentanza del Comune di Genzano, e Giacomo Tortorici, direttore dell’SCR.

Luca Manfredi, figlio del grande Nino, ha pubblicato con Rai Libri “Un friccico ner core”

Una raccolta di aneddoti, riflessioni ed esperienze sulla figura di suo padre, sia nell’ottica del figlio che in quella del regista poi avvicinatosi allo stesso mondo e allo stesso campo d’azione. Tantissimi gli spunti, visti anche gli oltre cento film che Nino Manfredi ha realizzato, ognuno dei quali portatore di una storia. Ne è emerso un ritratto del grande attore forse non canonico: dall’estremo rigore sul luogo di lavoro (arrivava sempre mezz’ora prima di tutti) alla grande ironia, mai nascosta, neanche al cospetto di Giovanni Paolo II in uno storico incontro. Dall’alterco con Ugo Tognazzi alle ultimissime esperienze sul set, con la fiction “Un posto tranquillo” diretta proprio da Luca e che lo vide nel ruolo, scritto ad hoc, di un sacerdote cieco che si affiancava ai protagonisti Pietro Sermonti e Lino Banfi.

Nino Manfredi, da interprete ineguagliabile, ha ridestato nel pubblico ricordi e curiosità. Quel papà che ogni tanto per Luca torna in televisione e si può riascoltare in alcune battute storiche e rivedere nei film più noti, è in fondo un parente per tutti noi. Di seguito l’intervista all’autore del libro.

Luca, qual è stato il suo rapporto con la popolarità di Nino personaggio dello spettacolo? È cambiato nel tempo e con la sua crescita?

Quando ero ragazzino, essendo molto timido, non amavo andare con mio padre alle manifestazioni cinematografiche o alle premiazioni. Non volevo essere il figlio di Nino e basta. Col tempo, però, ho capito che era una cosa inevitabile e facente parte della mia famiglia. Dovevo entrare nell’ambiente e nella grande riconoscenza manifestata da molti nei suoi confronti, e quindi mi sono abituato.

A lei, invece, quando è scattata l’idea di poter fare una strada professionale nel mondo del cinema?

Come racconto nel libro, papà a casa non c’era mai ed era sempre impegnato sul set. Io per stare più con lui chiedevo a mio madre di accompagnarmi sul set per assistere alle riprese. Lì ho scoperto questo mondo magico e affascinante, dove nascono le storie che noi vediamo al cinema.

Cosa ha rubato da suo padre, a livello professionale?

La serietà nell’approccio al lavoro. Mio padre era un vero artigiano del suo mestiere, uno stakanovista e un perfezionista. Mi ha insegnato a non improvvisare nulla e a preparare tutto con cura prima di arrivare sul set, perché tutto deve essere frutto di un grande studio.

Di frequente si sente dire che quel cinema con i grandi interpreti quali Nino Manfredi, Sordi, Mastroianni, Gasmann non si riavrà mai più. Lei che lo ha vissuto in prima persona, quel mondo, e che oggi invece lavora nel cinema contemporaneo, che opinione si è fatto?

Quella è stata una stagione di cinema straordinaria, mi riferisco alla commedia all’italiana. I grandi autori, i grandi registi, con grandi sceneggiatori e grandi interpreti. È una stagione che non tornerà. Oggi però abbiamo altri talenti come, per citarne due, Elio Germano e Pierfrancesco Favino. Senza voler fare confronti, ma ci sono attori altrettanto bravi.

Quali sono i suoi prossimi progetti cinematografici?

Sono un appassionato di biografie. Dopo quelle sue mio padre, con Elio Germano, e Sordi, con Edoardo Pesce, adesso mi sto accingendo a sviluppare un progetto per raccontare gli inizi della carriera di Paolo Villaggio.

Articolo e intervista a cura di Rocco Della Corte

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