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Esteri

Trump vince al Senato, perde la Camera ed esulta: “Siamo andati oltre le aspettative” . Obama: “Spero che si torni ai valori dell’onestà”

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Donald Trump vince il Senato, ma perde la Camera che torna ai democratici dopo 8 anni (i dem hanno sfondato la quota 218 seggi necessaria per riconquistare il controllo di questo ramo del Parlamento). Questo l’esito delle elezioni di midterm negli Usa. Per i prossimi due anni, il presidente governerà avendo contro uno dei due rami del Parlamento. ‘Repubblicani oltre ogni aspettativa’, dice però mentre tende la mano ai dem: ‘Ora collaboriamo‘. ‘E’ solo un punto di partenza’, spiega Barack Obama.

Al Congresso entrano per la prima volta due donne musulmane e una nativa-americana. I repubblicani ottengono 25 governatori, 21 ai democratici. Record di partecipazione: i votanti sono stati 113 milioni, il 49% degli elettori registrati. Il ministro della Giustizia Jeff Sessions si e’ dimesso con effetto immediato su richiesta di Donald Trump. Matthew Whitaker, capo dello staff di Sessions, sarà ministro della giustizia ad interim.

A scrutinio non ancora completato, nelle elezioni di Midterm i democratici sono proiettati a vincere il voto popolare con uno scarto di circa il 9%. Una percentuale, sottolinea il Washington Post, piu’ grande di quella delle ‘onde’ repubblicane nel 1994, 2010 e 2014 e di quella ‘blu’ nel 2006. Anche Hillary Clinton aveva vinto il voto popolare contro Donald Trump perdendo pero’ la gara negli Stati decisivi.

Mentre continua in molti stati Usa il conteggio dei voti delle elezioni di metà mandato, sono ancora tre i seggi da assegnare al Senato americano, dove i repubblicani hanno già conquistato una maggioranza di 51 seggi (+2) contro i 46 dei democratici. Il democratico Jon Tester ha vinto un seggio al Senato in Montana, portando a 46 i senatori eletti dai dem contro i 51 dei repubblicani. Si attendono ancora i risultati di Florida, Arizona e del ballottaggio in Mississippi.

Il Mississippi ha poi eletto un suo primo senatore ma manca all’appello un secondo, con i candidati che sono andati al ballottaggio previsto per il 27 novembre. Alla Camera dei Rappresentanti, quando sono ancora in corso le ultime operazioni di spoglio delle schede, su 415 seggi a disposizione i democratici ne hanno già guadagnati 222, strappandone 29 ai repubblicani e superando di quattro punti la soglia di 218 deputati necessaria per la maggioranza. I repubblicani sono fermi a quota 199.

Da parte sua, la leader dei progressisti alla Camera Nancy Pelosi – che l’anno scorso aveva evocato l’impeachment per il ministro della Giustizia – ha affermato che i dem hanno intenzione di ripristinare i controlli e gli equilibri costituzionali sull’amministrazione Trump.

“La storia si ripete. Un partito al potere deve sempre affrontare sfide difficili nelle sue prime elezioni di medio termine”, ha detto lo speaker repubblicano della Camera Paul Ryan. E poi: “Mi congratulo con i democratici per la nuova maggioranza alla Camera e con i repubblicani per avere mantenuto il Senato. Non serve un’elezione per sapere che siamo una nazione divisa, e ora abbiamo una Washington divisa. Come Paese e come governo dobbiamo cercare un terreno comune”.

L’appello ai dem, ora collaboriamo in Congresso

Queste elezioni hanno visto un numero record di donne elette alla Camera: almeno 99 diventeranno deputate (su 237 candidate), un numero che supera il record precedente di 84. Tra loro c’e’ la 29enne democratica Alexandria Ocasio-Cortez, la donna più giovane mai eletta al Congresso americano; la democratica Rashida Tlaib, figlia di immigrati dalla Palestina, la prima donna musulmana ad essere eletta al Congresso; e la democratica Sharice Davids, la prima donna nativo-americana in Congresso.

Per i dem sembrava una ‘mission impossible’ conquistare il collegio per la Camera numero sette di Richmond, Virginia, appannaggio dei repubblicani dal 1970, ma l’ex agente Cia Abigail Spanberger è riuscita ad infiammare l’ala più liberal del partito e ha battuto il deputato uscente David Brat (50,01% contro 48,7%).

Arrivano le parole di Barack Obama: “Il nostro lavoro ora va avanti. Il cambiamento non può arrivare da una sola elezione, ma questo è un punto di partenza”. “Spero che si torni ai valori dell’onestà, della decenza, del compromesso e che si torni a un Paese non diviso dalle sue differenze ma legato da un comune credo”, aggiunge l’ex presidente.

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Cronaca

Caso Regeni: sospesi i rapporti con il Parlamento egiziano:

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“La situazione non è mai stata così negativa, l’ultima rogatoria non ha avuto risposta, non ci sono contatti tra le procure. Abbiamo chiesto il richiamo dell’ambasciatore italiano in Egitto”. Lo afferma Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni, dopo l’incontro a Montecitorio con il premier Giuseppe Conte e il presidente della Camera Roberto Fico, durato oltre un’ora.

“La Camera conferma la sospensione dei rapporti con il Parlamento egiziano, non ci sono le condizioni. L’Egitto deve rispondere a ciò che l’Italia ha chiesto, a ciò che hanno chiesto la procura e il ministero di Grazia e Giustizia”. Lo afferma il presidente della Camera Roberto Fico al termine dell’incontro con il premier Giuseppe Conte e la famiglia Regeni, accompagnata dal legale Alessandra Ballerini. “La cosa che mi sento di affermare è l’attenzione di tutte le istituzioni al caso”, sottolinea.

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Esteri

In corso ad Helsinki la riunione informale dei ministri della giustizia e degli affari interni della UE: l’Italia rappresentata dal ministro Matteo Salvini

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HELSINKI – Le migrazioni, gli sviluppi della sicurezza interna e il rafforzamento dei valori comuni e dello Stato di diritto sono le questioni chiave che i ministri della giustizia e degli affari interni degli Stati membri dell’UE affrontano in una riunione informale convocata ad a Helsinki il 18 e 19 luglio dalla Presidenza di turno della Finlandia.

Giovedì 18 luglio, i ministri degli affari interni discutono nelle loro sessioni di lavoro sul futuro della politica interna di sicurezza e migrazione dell’UE. Durante il pranzo di lavoro, affrontano il tema dell’intelligenza artificiale. Nel pomeriggio, è previsto un dibattito politico dei ministri basato su uno scenario fittizio di minacce ibride con l’obiettivo di evidenziare le minacce ibride dal punto di vista della sicurezza interna.

Venerdì 19 luglio, i ministri della giustizia hanno in calendario il tema del futuro della giustizia. La prima sessione di lavoro sarà dedicata al rafforzamento dello stato di diritto e la seconda si concentra sulle sfide di attualità nel campo della cooperazione in materia penale. Il ruolo della giustizia civile nella cooperazione multilaterale sarà discusso durante la colazione di lavoro.

Ha avviato i lavori Maria Ohisalo, ministro finlandese degli Interni. Per l’Italia, è presente il Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Interventi previsti di: Dimitris Avramopoulos, commissario per la migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, Julian King, commissario UE per la sicurezza, Anna-Maja Henriksson, ministro finlandese della giustizia, Věra Jourová, commissario UE per la giustizia, i consumatori e la parità, Michael O’Flaherty, direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, Christophe Bernasconi, Segretario generale, Conferenza dell’Aja sul diritto internazionale privato.

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Esteri

Helsinki, il ritorno del ‘maresciallo’ migliora l’offerta ricettiva

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HELSINKI – Ha riaperto i battenti ad Helsinki, dopo una radicale opera di ristrutturazione ed ammodernamento il noto hotel Marski (‘maresciallo’) dedicato al padre della patria finlandese, il maresciallo Mannerheim. L’hotel, che risale nella sua antica versione al 1962, si trova nel cuore della capitale finlandese, sul viale Mannerheimintie e la catena proprietaria, Scandic, lo definisce il primo hotel d’autore presente nel panorama alberghiero della città.

La scelta delle camere è ora versatile e si può scegliere tra diverse alternative, da lussuose suite e camere con sauna a stanze senza una finestra dove la città non disturba il sonno.

I ristoranti dell’hotel sono stati progettati sia per gli ospiti che per i locali. Il leggendario bar di Marski è tra l’elite dei cocktail bar nel centro di Helsinki. Nel ristorante, disponibili i classici finlandesi con un tocco internazionale. Il caffè al livello della strada invita i passanti con il profumo del caffè appena tostato.

Oltre a fornire strutture per riunioni tradizionali, Marski può essere trasformato in un ambiente adatto per workshop, sessioni di co-creazione o kick-off, dispone di una propria palestra e offre agli ospiti lezioni gratuite di ginnastica .

L’hotel ristrutturato dispone di 363 camere e di spazi per riunioni ed eventi, un ristorante, un bar, una caffetteria e un centro benessere.
Il design e gli interni di Marski by Scandic si ispirano ai paesaggi: i boschi finlandesi verde scuro, le migliaia di laghi e i caldi rossi delle bacche finlandesi. I pavimenti in legno chiaro dell’hotel sono abbinati a pietra grigia che ricorda le scogliere nell’arcipelago finlandese e l’arredamento è una miscela di design moderno finlandese e influenze dall’estero.
“ Il design armonioso dell’hotel trae ispirazione dall’ambiente urbano locale e dal nostro interesse per la natura, rendendo Marski by Scandic un eccitante luogo di incontro che offre esperienze uniche nel mezzo della città, e un’oasi di Finnfulness – un atteggiamento moderno che apre le porte a Helsinki come la vediamo e lo sperimentiamo” dichiara, Jouko Puranen, General Manager di Marski by Scandic.

Come in tutti gli hotel Scandic, la sostenibilità è una parte naturale delle operazioni di Marski by Scandic. Durante la ristrutturazione, i sistemi di costruzione dell’hotel sono stati aggiornati per soddisfare i requisiti di efficienza energetica di oggi. Marski ha la certificazione ufficiale Nordic Swan Ecolabel con severi requisiti in materia di limitazione del consumo di energia, acqua e prodotti chimici nonché separazione dei rifiuti di origine. I materiali riciclati sono anche stati usati ogni volta che è possibile, compresi nelle uniformi del personale e nei tessili, nonché in varie parti dell’arredo.

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