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Cronaca

Uccide due figli, la moglie e poi si suicida

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L’omicida suicida è il medico aquilano Carlo Vicentini

Uccide la moglie e i due figli e poi si suicida. E’ quanto accaduto nel pomeriggio in una villetta a Tempera, una frazione de L’Aquila.

Secondo le prime informazioni, l’omicida sarebbe il medico aquilano Carlo Vicentini, primario di urologia all’ospedale di Teramo. Avrebbe ucciso la moglie e due figli e poi si è suicidato.

L’uomo avrebbe usato una pistola regolarmente denunciata. E’ una delle indiscrezioni emersa nella fase dei primissimi rilievi che la Polizia sta effettuando sul posto insieme al magistrato di turno Guido Cocco. Il professionista ha ucciso il figlio Massimo, di 43 anni, disabile e attaccato ad un respiratore, la seconda figlia Alessandra, di 36 anni, e la moglie. 

“Siamo devastati. E’ una tragedia che non riusciamo a spiegarci: il professor Vicentini era un urologo molto bravo ed apprezzato oltre che un uomo gentile, sensibile e disponibile”. Così il direttore generale della Asl di Teramo Maurizio Di Giosia.

“Era andato in pensione circa un mese fa, dopo aver fatto un grandissimo lavoro nella nostra azienda, nel reparto di urologia a gestione universitaria – continua il dg – al momento del pensionamento il reparto è tornato a gestione ospedaliera, ma ha continuato con il grande lavoro impostato da Vicentini che era medico ricercato da fuori Teramo e fuori regione”.

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Castelli Romani

Rocca Priora, elezioni: Intervista a 360° a Rachele Zaratti

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Rachele Zaratti, classe 1976, sposata, mamma di Edoardo e Lorenzo.
Una ragazza semplice ma nello stesso tempo dotata di una ricchezza d’animo che si scorge nei suoi occhi sempre sorridenti.
Logopedista, specializzata nei disturbi dell’apprendimento. Una carriera lavorativa sempre al massimo e che, in questa tornata amministrativa, è candidata al Consiglio Comunale con la lista Coraggio Rocca Priora per Anna Gentili sindaca.
Rachele hai un cognome importante per la storia di Rocca Priora ma al di là del cognome, nella tua famiglia, c’è stata una persona che, ancora oggi, molti roccaprioresi, e non solo, ricordano e serbano nel cuore: Don Vittorio Vinci, tuo zio.
Padre Pallottino, grande studioso, uomo di carità concreta ma ancora oggi esempio fulgido di umanità e di bene. Che la mando giù facile: che lezione ti ha lasciato?

(si emoziona a questi ricordo) Una lezione di vita. Zio Vittorio c’era sempre per tutti, donava se stesso come ricchezza agli altri.
Io, come tanti giovani, ho avuto la fortuna di partecipare ai suoi incontri, vere testimonianze della lezione di vita che zio Vittorio riusciva a donare agli altri ed abbiamo ancora la fortuna di avere copie registrate di questi incontri. Non lo nascondo: quando le ascolto chiudo gli occhi e zio e lì con me.
Ed in più lui mi ha fatto comprendere la fede nella vita, mi ha insegnato ad appropriarmi della vita ricercando i doni che essa offre ad ognuno di noi.
“Fare tesoro” ripeteva spesso; per Lui la parola diveniva azione concreta e la sua presenza è stata davvero una grande testimonianza di carità e di amore.

Quanto della lezione morale e di testimonianza di Don Vittorio Vinci può essere declinata in questa tua prima esperienza politica?
Non ho esitazione a risponderti: tutta le sue lezioni possono essere oggi esempio vivo di una Sana ed Etica Politica.
I valori sono alla base delle scelte e zio mi ha insegnato a coltivarli e a custodirli.
Chi come me prende un impegno nella politica deve mettere a disposizione della Comunità quei doni che la vita ci ha messo a disposizione. Fare politica è donare se stessi alla proprio Paese.

Quindi mi vuoi dire che il “do ut des” di latina memoria poco c’entra, a tuo avviso con la politica?
Certo la politica deve essere un semplice “do” non può e non deve avere un fine altrimenti non è più, come diceva Mario (Mario Spagnoli candidato con Rachele nella lista Coraggio Rocca Priora), “Arte Nobile” ma diventa un mero mercato di interessi.
E poi come dimenticare le lezioni di Zio Vittorio sulla solidarietà “non basta essere bravi” diceva “bisogna donare se stessi anche nelle difficoltà”. Credo che se zio oggi fosse qui sarebbe fiero di questa mia scelta … ma non te lo nascondo zio Vittorio continua a seguire ogni passo della mia vita.
Vedi Massimiliano, chi mi conosce sa che nella mia vita, ad un certo punto, ho rischiato di non esserci più. Ho capito allora la necessità di donarmi agli altri e il mio lavoro, di cui sono fiera, mi permette ogni giorno di incontrare situazione spesso difficili e se non avessi l’animo sereno e, soprattutto, non avessi questa voglia di vita, non te lo nascondo, sarebbe difficile.
La politica, tornando alla tua domanda, è un impegno finalizzato a fare il Bene, quello con la B maiscola.
Un Bene concreto, tangibile, spendibile e soprattutto capace di creare altro Bene.

Beh che dirti Rachele la tua visione è davvero illuminante ma sai bene quanto a me piaccia cercare sempre il “pelo nell’uovo”: ma non si rischia di cadere in un discorso utopistico?
Ti rispondo con una frase di Frida Kalo “Non come chi vince sempre, ma come chi non si arrende mai”.
Sta qui la risposta alla tua, passami il termine, obiezione.
Vincere può portarci, molte volte a guadagni effimeri ma che poi svaniscono in un lampo.
Il non arrendersi, il voler sempre continuare a guardare l’alba che sorge chi carica non solo di energia, ma ci fa vincere ogni giorno, ogni istante, SEMPRE.
Arricchirsi di pochezza, scusami, ma non è nelle mie corde perché questo mi ha insegnato la mia famiglia ed i valori che essa rappresenta.
Io, ti ripeto, oggi mi sono messa a disposizione della mia città, dei miei concittadini. Mi sarei pentita amaramente se non l’avessi fatto e ringrazio ancora una volta Anna Gentili che, con la delicatezza che la caratterizza, è venuta a chiedermi la disponibilità di fare parte di questo progetto coraggio per Rocca Priora.
Non saremo sicuramente la migliore lista possibile ma esiste, Dio a parte, qualcosa di perfetto?

Quindi una scelta con stella polare il Bene, basta solo questo per governare?
(sorride divertita) Sarei una sciocca se ti rispondessi di si. Il Bene è il risultato che dobbiamo mettere a dimora. Bisogna compiere scelte che vadano proprio verso quell’indirizzo.
Sappiamo bene che un italiano su due non si reca alle urne. È stanco, è deluso, avrà le sue buone ragioni ma il problema maggiore resta solo uno: il cambiamento fa paura.
E quindi molte persone, magari stanche di una certa politica, evitano proprio di votare perché, a mio avviso, spaventate dal risultato che potrebbe manifestarsi.
Oggi, più di ieri, bisogna assumersi la responsabilità delle scelte, sia come singoli, sia come intera collettività.
Sai quale è il rischio, Massimiliano? Ci stiamo togliendo da soli la libertà di scegliere.
Non voglio trasformare questa nostra chiacchierata in un bignami di teologia ma ti ricordi cosa diede Dio all’uomo? Il libero arbitrio proprio per scegliere e nelle scelte c’è la libertà.
Rachele che dire ascolto le tue parole con estrema attenzione perché sono testimonianze vive della esistenza umana e ti ringrazio di questa forza che esce da questo tuo discorso.
Torniamo al tuo lavoro: sei un logopedista, abbastanza affermato (diventa rossa). Personalmente trovo riprovevole chi parla di disabilità, di disturbi, declinando al negativo situazioni che sono semplicemente diverse dalla chiamiamola “normalità”. Mi scoccia perchè faccio sempre il solito esempio: anche io sono un disabile, sono una frana bestiale in matematica. Passami questo, esempio; a tuo avviso non possibile cominciare a parlare di diverse abilità in modo da positivizzare queste situazione che sono già, per il mondo in cui viviamo, abbastanza negative?
Con me sfondi una porta aperta.
Nel mio lavoro ho imparato un equilibrio tra testa e cuore: mi spiego meglio.
Restare troppo legati all’oggettiva di un test o di una qualsiasi relazione toglie umanità alla persona che io esamino, che io sono debbo comprendere prima di tutto “leggendola” nell’animo e poi tutto il resto.
Guarda ad esempio le persone sensibile: sono mal viste in quanto hanno un diverso atteggiamento rispetto a talune situazioni. Ma non sarà proprio questo diverso atteggiamento un valore aggiunto per loro?
Mettersi in contatto con il nostro “IO Profondo” ci consente di leggere le persone e non ci interessano quelle che, comunemente si chiamano fragilità: io voglio leggere la persona restituendole quella dignità che le appartiene.
Qualcuno anni fa declino meglio le disabilità chiamandole “diverse abilità”. Abbiamo il dovere morale e professionale di farlo in ogni ambito di “apparente” fragilità.

Le mie interviste, lo sai perché mi ha confessato che mi segui con estrema attenzione si chiudono sempre con due domande ma prima bisogna impugnare la bacchetta magica:
che sogno vorresti che si realizzasse per te e per la tua famiglia e che sogno vorresti che si realizzasse per Rocca Priora?

(sorride divertita) Non mi ero preparata la risposta ma appena mi hai fatto la domanda mi è venuto in mente il sogno: quel sano equilibrio che vive la mia famiglia vorrei restasse sempre e vorrei regalarlo alla mia Rocca Priora.
Se ognuno di noi apprezzasse le piccole cose che la vita ci offre vivremmo in mondo sereno, sano ed equilibrato.
Oggi, purtroppo, violenza, prevaricazioni, menzogne la fanno da padrone. In cuor mio mi auguro davvero che quella forza di cambiare possa finalmente permeare nelle nostre vite.

Due grazie: il primo a Rachele perché è riuscita ad emozionarmi, il secondo alla zia Franca Vinci, cugina di don Vittorio e cugina anche del mio papà.
È stata Lei il gancio per questa intervista fatta il giorno del mio 53° compleanno soffiando su una meravigliosa crostata chiacchierando amorevolmente con Rachele.

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Castelli Romani

Frascati: inaugurato il portale artistico del Santuario della Regina delle Scuole Pie

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Ne avevamo già parlato nei giorni scorsi (www.osservatoreitalia.eu/frascati-al-via-la-settimana-calasanziana-al-santuario-della-regina-delle-scuole-pie/): in seno alla settimana Calasanziana presso il Santuario della Regina delle Scuole Pie è stato inaugurato, nel pronao della Chiesa, un magnifico portale artistico, in ferro e terracotta, opera del maestro frascatano Roberto Scardella.
La città si arricchisce di un’altra memorabile testimonianza del maestro: per la stessa Chiesa ha realizzato la splendida statua bronzea della Madonna posta in cima al campanile.
Abbiamo incontrato al termine della cerimonia di inaugurazione del portale il maestro Scardella al quale abbiamo rivolto alcune domande.

particolare centrale del portale con l’iscrizione latina “sinite parvulos venire ad me” (lasciate che i fanciulli vengano a me)

Maestro questo è il suo, mi passi il termine, ennesimo atto di testimonianza e di amore verso la sua città
Si, sono fiero ed orgoglioso delle mie origine e sapere di avere lasciato una testimonianza con la mia opera nella mia amatissima Frascati mi riempie il cuore di gioia.
Maestro nelle sue opere personalmente apprezzo moltissimo il segno tangibile del movimento.
C’è una ispirazione particolare che viene data alle sue opere?

Guardi coglie nel segno quella che è la mia formazione che potrà sembrare in antitesi: il Futurismo e Boccioni di certo hanno “formato” un’arte scultorea estremamente movimentata ma non dimentichiamoci il grande Lorenzo Bernini che nel celeberrimo baldacchino di San Pietro in Roma ci da questa elasticità in movimento che ancora oggi ha pochi eguali.
Un’ultima domanda: noto con estrema attenzione l’immagine di una conchiglia.
C’è un riprendere il cammino di Santiago di Compostela assieme all’apostolo Giacomo oppure vi è altro?

Un bella osservazione: ovviamente si, mi sono ispirato alla conchiglia che è il simbolo dell’apostolo Giacomo, il Maggiore. Ma ho voluto, più che altro, identificare il grembo materno nell’immagine di quell’ostrica che racchiude in sè la perla della vita.

il maestro Roberto Scardella al centro della foto assieme al presidente del Consiglio Comunale, Corrado Spagnoli, ed il consigliere comunale Emanuela Bruni

Un grande davvero immenso al maestro Roberto Scardella che continua a dare testimonianza delle molte eccellenze di cui è ricca la città di Frascati.

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Castelli Romani

Rocca Priora, elezioni: Intervista a 360° a David de Righi

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David De Righi, classe 1978, vive con la compagna Jennifer e la figlia Giulia
Un cognome importante per chi conosce Rocca Priora e la sua Storia candidato al Consiglio Comunale di Rocca Priora con la lista FARE ROCCA PRIORA.
Un ragazzo da sempre impegnato nell’associazionismo e nella politica.
David, ovviamente anche noi ci diamo del tu …
Quanto ha pesato il cognome De Righi e la storia politica di tuo papà nella tua vita?

Nessun peso, ma ovviamente mi ha trasmesso la passione per la politica e per il mio paese. I miei ricordi affondano alle vecchie feste dell’Amicizia o a riunioni partecipatissime nella sezione cittadina della DC, in cui seguivo mio padre.
La cosa più difficile è sempre stata quella di far capire che siamo due persone diverse, anche se con una cultura di base molto simile alla sua, abbiamo metodi diversi e ovviamente caratteri diversi.
Devo riconoscere a mio padre che non è mai stato ingombrante da quando sono stato eletto consigliere.

Vivi da sempre a Rocca Priora. Cosa rimpiangi, ovviamente se c’è, del tuo paese quando eri ragazzo?
Rimpiango la socialità e quel modo di frequentarsi che oggi con la frenesia della nuova società e i social si è perduta. Mi piace ricordare il paese di quando ero ragazzo, dove in ogni angolo c’era una comitiva con cui condividere pomeriggi e condividere avventure. La Rocca Priora estiva che era spesso in festa ed era una vera gioia per noi ragazzi. I bambini che giocavano per strada.
Rimpiango l’umanità che portava le famiglie ad aiutarsi l’una con l’altra, e un’immagine che ricordo bene è la chiave di casa attaccata all’esterno della porta che dava quel senso di accoglienza e di fiducia che oggi è del tutto sparito.
Ma capisco che la società cambia e anche i ritmi della nostra vita sono cambiati, ma dobbiamo fare in modo che non si dimentichi che lo stare insieme è una delle nostre più grandi risorse, per questo bisogna lavorare per creare spazi e opportunità per il nostro bellissimo paese.

Ti faccio una domanda in apparenza scomoda.
In un’altra intervista mi è stato detto che il Partito Democratico di cui sei stato segretario oggi risulterebbe commissariato.
Puoi spiegarmi meglio cosa è successo?

Semplicemente ho rassegnato le dimissioni da segretario del Circolo per evitare strumentalizzazioni e polemiche intorno al ruolo del PD locale.
Dal 2020 sono segretario del PD di Rocca Priora e ho sempre lavorato insieme al direttivo per ricompattare un circolo che si era diviso sulle scelte delle elezioni amministrative del 2019 e che aveva portato una piccola minoranza a fare altre scelte.
Da segretario ho sempre scelto il dialogo e il confronto con il direttivo con il partito le forze politiche protagoniste a Rocca Priora, questo ha portato me e il direttivo a scegliere un percorso civico che in queste elezioni comunali ci vede appoggiare la lista civica FARE ROCCA PRIORA, con Claudio Fatelli sindaco.
Anche in questa tornata elettorale il protagonismo di pochi stava creando frizioni all’interno del Partito anche a livello provinciale e regionale, per questo ho deciso di congelare le attività del circolo locale facendo un passo indietro.
Dopo le elezioni però, come sempre io e i miei compagni di viaggio saremo pronti a sanare ogni incomprensione e a lavorare per l’unità del partito, cercando di lasciare alle spalle polemiche e personalismi.

Quindi tu, se non ho capito male, dimettendoti hai compiuto una scelta proprio a salvaguardia del partito stesso hai preferito essere il, passami il termine, capro espiatorio proprio per evitare ulteriori scossoni al partito?
Assolutamente, il partito è al di sopra di ognuno di noi e dobbiamo tutelarlo in qualsiasi modo. Io, Federica Lavalle e Daniele Pacini abbiamo contribuito a fondare il circolo PD di Rocca Priora insieme ai nostri, consentimi il termine “i nostri vecchi”, che venivano da culture diverse e che ci hanno insegnato il valore dello stare insieme e della cultura di stare nel partito. Per questo il partito per noi viene prima dei nostri destini personali.
Voglio farti una domanda davvero personale che fino ad oggi non ho posto a nessuno.
Queste sono le prime elezioni amministrative nei Castellli Romani senza Bruno Astorre. Un’assenza, a mio avviso, davvero forte.
Cosa aveva in più Bruno rispetto a tutti gli altri e cosa ti ha lasciato in eredità?

Con questa domanda tocchi i miei sentimenti più personali, faccio politica da quando ero ragazzo e Bruno è sempre stato PRESENTE. Voglio sottolineare la parola presente, perché a volte la presenza si da per scontata, ma è un valore che ha portato me e una generazione di amministratori a crescere grazie alla sua capacità di ascolto e ai suoi consigli. Bruno c’era sempre nei momenti di gioia nei momenti di sconforto e nei momenti complicati, sapevi che potevi fare una telefonata e ricevere un appuntamento e un consiglio che erano quasi sempre risolutivi. Era una presenza che riempiva. Riempiva i rapporti tra amministratori, sapeva fare rete e sapeva fare squadra facendo sentire tutti parte di una squadra che non lasciava mai nessuno indietro. Riempiva i rapporti nel partito, portando dialogo e unità come non era mai successo prima di lui. Riempiva ognuno di noi della certezza della sua presenza.
In eredità ha lasciato, almeno a me, l’importanza del saper ascoltare, che credo sia una delle migliori doti che può avere un amministratore e un politico. E la voglia di cercare sempre il dialogo, e non lo scontro, come soluzione ad ogni problema.

Se hai letto le altre interviste sai bene che amo “spulciare” nei profili facebook delle persone che intervisto per cercare di vedere sfaccettature diverse dei miei interlocutori.
L’8 marzo hai postato un pensiero davvero profondo:
Mi raccomando per l’otto marzo lasciate le mimose sugli alberi e alle donne regalate ogni giorno ciò che non appassisce mai: tenerezza, amore e rispetto.”
Assistiamo ancora a troppi fenomeni di violenza sulle donne.
Sei papà, sei marito, sei figlio … cosa può fare la politica e le amministrazioni per essere più vicini e testimoniare con maggiore forza la necessità di combattere senza sosta il fenomeno della violenza sulle donne?

Credo sia un fenomeno complesso, che parte da una cultura del possesso da parte degli uomini che deve essere superata.
Innanzitutto, credo che si debba fare un lavoro davvero importante di formazione a partire dalle scuole, per cercare di ridurre questo fenomeno per il futuro, sin dai più piccoli.
Credo poi sia importante che le amministrazioni lavorino sull’ascolto, le donne vittime di violenza non devono essere lasciate sole e devono trovare sempre un luogo dove essere ascoltate e aiutate. Si devono creare luoghi dove le donne possano essere accolte e secondo me in molti casi deve essere creato un sostegno economico che possa renderle indipendenti e autonome.
Ma soprattutto è importante parlarne sempre, tenere alta l’attenzione sul tema e non solo nelle giornate dedicate alla violenza sulle donne o della festa della donna.

Ultima domanda che è ormai il marchio di fabbrica delle mie interviste: la famosa bacchetta magica.
Quale sogno vorresti realizzare per te o per la tua famiglia e che sogno vorresti regalare a Rocca Priora?

Per me e la mia famiglia il sogno è quello di poter continuare a vivere serenamente come fortunatamente è stato fino ad oggi.
Per Rocca Priora vorrei che si realizzasse come comunità e che capisse le potenzialità che può esprimere sia come aggregazione di persone sia per la bellezza che esprime il paese, ma su questo spero e credo di dare il mio contributo nei prossimi 5 anni.

Un grande immenso a David de Righi per la sua disponibilità ed il suo personale ricordo commosso del senatore Bruno Astorre

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