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Viterbo

VETRALLA: AL VIA I PARCHEGGI ROSA DA DESTINARE ALLE DONNE IN STATO DI GRAVIDANZA

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Tempo di lettura 2 minuti Il compito di chi amministra è quello di porre in essere interventi volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini.

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di Gennaro Giardino

Il consigliere Giulio Ferrara (Sel) ha presentato una mozione finalizzata ai parcheggi per le donne in stato di gravidanza.

Ecco la mozione:

  • Per alcune categorie di automobilisti, come ad esempio le donne in stato di gravidanza, soprattutto nel periodo terminale della stessa, la prolungata ricerca di un parcheggio e le attività connesse alle manovre di posteggio possono risultare molto faticose.

  • Il compito di chi amministra è quello di porre in essere interventi volti a migliorare la qualità della vita dei cittadini, e che, per il caso in questione, si esplica in un piccolo gesto in grado di contribuire ad alleviare il difficile compito di conciliare, per le donne che lavorano, la vita familiare e quella professionale. In quest’ottica la maternità va intesa come alto valore sociale e non situazione di svantaggio.

  • A questo gruppo consiliare è stato segnalato da diversi cittadini la difficoltosa condizione delle neo mamme quando nella zona del parcheggio devono scaricare e caricare passeggini e carrozzine e quant’altro utile per i loro bambini.

  • Tale iniziativa, accolta anche in altri Comuni italiani (Aosta, Parma, Cantù, Rovigo, Lido di Jesolo, Barletta, Sabaudia, Priolo (SR), Melilli (SR), Piazza Armerina (EN) ecc…), fa leva sul senso civico e sulla responsabilità sociale, oltre che su un più generale ed alto senso di etica del convivere che deve essere proprio di qualsiasi comunità desiderosa di evolversi.

  • Legislativamente la riserva di aree di sosta, in favore di precipui soggetti o di specifiche utilità, nasce dal riconoscimento di una condizione de facto meritevole di tutela.

CONSIDERATO CHE

 

  • In base a quanto stabilito dal vigente codice della strada, la categoria delle donne in stato di gravidanza non rientra tra le beneficiarie di zone di parcheggio riservate; tuttavia è possibile creare per questa degli stalli di sosta segnalati con appositi cartelli e strisce rosa ad evidenziarne il singolo perimetro.

  • L’istituzione dei “Parcheggi Rosa” dovrà riguardare posteggi espressamente riservati alle donne in dolce attesa e a quelle con bimbi appena nati, fino ai 12 mesi di età.

 

PRECISATO CHE

 Il rispetto di tali parcheggi sia demandato esclusivamente alla sensibilità dei cittadini, non potendo in alcun modo elevare contravvenzioni nei confronti di eventuali trasgressori.


  • Il parcheggio sarà caratterizzato dalla colorazione rosa delle strisce perimetrali e da specifici cartelli che ne evidenzino le destinatarie.

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

 Ad istituire dei “Parcheggi Rosa” opportunamente indicati da destinarsi alle donne in stato di gravidanza o mamme con al seguito figli fino al primo anno di età in prossimità dei punti nevralgici del paese per la fruizione dei servizi indispensabili: uffici postali, uffici comunali, edifici scolastici compresi gli asili nido, farmacie, negozi di distribuzione di generi alimentari, vicinanze studi pediatrici, consultori medici, ludoteche.

  • A dare atto che il rispetto della suddetta segnaletica sarà demandato esclusivamente alla sensibilità dei cittadini, non essendo la stessa compresa tra quelle previste dal vigente Codice della Strada.

  • A demandare all’ufficio tecnico, l’individuazione planimetrica degli spazi di sosta da destinare alle donne in stato di gravidanza, nonché l’individuazione di una segnaletica apposita come quella adottata già in altri comuni.

  • A rivolgere un invito a tutti i cittadini affinché collaborino con coscienza e senso civico al rispetto dei “Parcheggi Rosa” in quanto rappresentano un mezzo per il raggiungimento di un nobile fine, quale quello di agevolare neomamme e donne in dolce attesa nei loro spostamenti.
  • A predisporre le indicazioni di cui sopra nel più breve tempo possibile.

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Castelli Romani

Banca Popolare Valconca, salta la fusione col gruppo Banca Popolare del Lazio: l’analisi di un clamoroso “no”

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Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa

È clamorosamente saltata la fusione tra la Blu Banca (gruppo Banca Popolare del Lazio) e la Banca Popolare Valconca. Messi i pro e i contro sulla bilancia (e anche il nostro giornale è uscito con diversi interrogativi sul tema) i soci con la schiena dritta hanno impedito che questo matrimonio si perfezionasse, nonostante il bene placido di Banca D’Italia che in maniera fulminea aveva benedetto l’unione e sembra così voler proseguire a recitare il ruolo da protagonista di una tra le fiabe più famose al mondo: “La bella addormentata nel bosco”. Questo perché mentre dorme o peggio ancora finge di sonnecchiare, il gruppo Bpl continua a fare un po’ come gli pare, tentando gesta che vanno oltre le più temerarie intenzioni.


Blu Banca offriva come biglietto da visita azioni svalutate che oggi ammontano a circa 17 euro cadauna contro i 40 euro di qualche anno fa quando la governance era composta da elementi con la schiena dritta che proprio per questa conformazione sono stati sbattuti fuori in favore di modellanti e accomodanti uomini mutanti (o mutandis) stampati sul modello delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.


Il 50,44 per cento dei soci, pari a 3.586.255 azioni, si è espresso contro la fusione, mentre il 46,74 per cento, pari a 3.323.169 azioni, a favore

«Si tratta di una vittoria abbondante – ha spiegato l’ex presidente Valconca Gianfranco Vanzini in un articolo di Corriere Romagna, contrario al progetto di fusione –. Con questo voto abbiamo sventato la morte della Banca Popolare Valconca. Ora vedremo se riusciamo a farla continuare a vivere», e sull’attuale Cda aggiunge: «Vedremo quali scelte prenderanno, se non faranno nulla oppure si dimetteranno. Certamente, almeno una riflessione dovranno farla».
E adesso Banca d’Italia come si muoverà? Il 5 ottobre scorso aveva rilasciato l’autorizzazione all’operazione di fusione e ora, terminata l’assemblea straordinaria dei soci e raccolto il sonante NO, chissà se la strada indicata verrà definitivamente archiviata (ricordiamo che la fusione era vista da tutti, direttore generale della Valconca Dario Mancini in testa, come l’unica possibile soluzione per dare un futuro alla Valconca).

Ebbene i soci Valconca, diversamente dai tanti Bpl, non hanno digerito la palese malconvenienza del cambio con le azioni Blu Banca. L’ex Vanzini ha spiegato chiaramente come con la fusione, il 93 per cento del capitale sarebbe stato di proprietà dei soci della Blu Banca, mentre ai soci dell’istituto di credito morcianese, sarebbe rimasto un 7 per cento. Un rapporto che si sarebbe senz’altro ripercosso sui dividendi futuri.

Nel frattempo a Mancini sembra non restare altro che addrizzare il tiro. Lui che due anni fa decantava la sana gestione Valconca e il bilancio in buona salute, lui che prima della fusione parlava di situazione compromessa a tal punto da vedere nella fusione la sola via d’uscita. Le sue prime parole a caldo dopo aver incassato la sonante stangata dai soci sono state: «La fusione non è passata e andremo avanti con le nostre forze». (Sicuramente la Valconca andrà avanti ma più di qualcuno non disdegna un periodo di commissariamento letto quasi come il classico periodo di riflessione tra due ex innamorati che preferiscono non rincollare i pezzi di una relazione ormai rotta. Mancini per mantenersi almeno apparentemente coerente ha aggiunto «Il fronte del no ha prevalso ma senza un motivo. Evidentemente la trasparenza non ha pagato. Andremo comunque avanti con forza».

E il presidente della Bpl Capecelatro che si era già “apparecchiato” nel Cda Valconca nonostante l’evidente conflitto d’interessi che cosa farà? Assaporato il pre aperitivo, non ha potuto apprezzare le portate più ricche… i soci hanno tenuto ben salde le redini di una banca che vuole mantenere la propria autonomia senza essere fagocitata da chicchessia o da certi strani soggetti il cui modus operandi poco trasparente è stato già messo nero su bianco in un verbale stilato, sembrerebbe obtortocollo, da Banca d’Italia che ha bacchettato la governance Bpl senza prendere provvedimenti concreti per “punire” gli errori commessi dai singoli. Anzi c’è anche chi aveva il dovere di investigare ma ahinoi, invece, ha trovato un posto sicuro in banca per il suo pupillo. D’altronde non è la prima volta che lo diciamo: «I figli so’ piezz’e core».

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Cronaca

Tarquinia, un nuovo pulmino per il trasporto gratuito di anziani, disabili e persone cosiddette fragili

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TARQUINIA (VT) – La cooperativa sociale di Tarquinia Aiutare gli Altri (AGA) potenzia il servizio di trasporto gratuito con un nuovo pulmino. Il veicolo è stato messo a disposizione in comodato d’uso per il prossimo biennio dalla società di servizi Pulmino Amico, che ha curato la raccolta pubblicitaria con il coinvolgimento di tante imprese del territorio.
 
La cerimonia di consegna si è svolta il 9 novembre in piazza Giacomo Matteotti, con la partecipazione del sindaco Alessandro Giulivi.  “Il mezzo ci permette di migliorare un servizio indispensabile per anziani, disabili e persone cosiddette fragili, che devono svolgere visite specialistiche nelle strutture sanitarie della provincia di Viterbo e di Civitavecchia – afferma il presidente dell’AGA Carlo Marcomeni -. La mia gratitudine va agli sponsor che rendono possibile tutto questo e al Comune di Tarquinia, che sostiene l’iniziativa nell’ambito del progetto “Mai più soli”. Rivolgo un ringraziamento anche al sindaco Giulivi, per la sua presenza e per aver manifestato interesse e gratitudine verso quello che la nostra realtà fa a sostegno delle fasce sociali più deboli”. Nell’anno in corso, sono state 160 le persone che hanno usufruito del servizio di trasporto, attivo da oltre 15 anni.
 

 



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Cronaca

Omicidio Salvatore Bramucci: arrestata la cognata

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Il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da una donna

Nuova svolta nelle indagini sull’omicidio di Salvatore Bramucci avvenuto la mattina del 7 agosto nelle campagne di Soriano. Arrestata la cognata Sabrina Bacchio che da sabato 22 ottobre si trova nel carcere romano dia Rebibbia.

I carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo, con il supporto di quelli della Compagnia di Tivoli, hanno dato esecuzione ad una seconda ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Viterbo Rita Cialoni, su proposta della Procura della Repubblica (il fascicolo è seguito dal pm Massimiliano Siddi), nei confronti di una donna, ritenuta – in concorso con altre due persone, già sottoposte a provvedimento restrittivo (Tonino Bacci e Lucio La Pietra, 48enne romani) – gravemente indiziata del delitto di omicidio volontario.

Il 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino (VT), Salvatore Bramucci, appena uscito dalla sua abitazione, veniva bloccato mentre si trovava alla guida della sua autovettura ed assassinato con diversi colpi di arma da fuoco.

Le indagini immediatamente avviate sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Viterbo mettevano subito in evidenza che l’azione delittuosa era il frutto di un agguato organizzato in ogni minimo dettaglio, preceduto anche da sopralluoghi nella zona teatro dell’omicidio.

Nella prima fase delle indagini si accertava che tre persone, a bordo di due autovetture, una delle quali risultata asportata alcuni mesi prima, avevano raggiunto la località rurale di Acquafredda-Basso della Campana, dove attendevano l’uscita dalla propria abitazione della vittima, gli bloccavano la strada e a distanza ravvicinata gli esplodevano sei colpi di arma da fuoco al capo e alla parte superiore del corpo, provocandone la morte immediatamente.
Le indagini consentivano lo scorso 13 settembre di dare esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani, residenti nella periferia est della Capitale, provvedimento tuttora in essere e, per uno di loro, confermato anche dal Tribunale per il Riesame di Roma.

Il successivo sviluppo investigativo ha permesso di accertare che il “gruppo di fuoco” si muoveva sulla base di precise indicazioni fornite da una donna che aveva preso parte alla pianificazione dell’azione omicidiaria fin dall’inizio della sua ideazione.

Gli elementi indiziari raccolti a carico della donna sono stati ritenuti particolarmente gravi dal G.I.P. di Viterbo che, anche in ragione della sussistenza dell’esigenze cautelare, ha emesso il provvedimento restrittivo in carcere.

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