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Cronaca

Acilia, donna trovata morta in una casa piena di gas: caccia al compagno

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Una romana di 59 anni è stata trovata morta in casa in zona Acilia, nel quadrante sud di Roma. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, è stato scoperto ieri nel suo appartamento saturo di gas dai carabinieri di Ostia. Al momento gli investigatori ipotizzano un omicidio-suicidio. Si cerca il compagno della donna. In casa è stato trovato un biglietto in cui lasciava intendere la volontà di farla finita. E’ stata trovata anche l’auto con il tubo di scarico collegato all’abitacolo, ma non l’uomo.

Da un primo esame esterno del corpo si ipotizza che la donna sia morta da un paio di giorni. Lo stabile è stato messo in sicurezza dai vigili del fuoco. Nell’appartamento di via Giacomo della Marca, in zona Acilia, i carabinieri hanno trovato un biglietto in cui la coppia lasciava intendere che voleva suicidarsi. Tra le ipotesi investigative anche quella secondo la quale, non riuscito il suicidio di entrambi, il compagno della donna possa averla uccisa e poi a sua volta aver tentato il suicidio. Sono in corso le ricerche dell’uomo, un 65enne, anche con l’ausilio di un elicottero e dei cani molecolari. A quanto ricostruito, i due convivevano da 25 anni e andavano d’accordo. Non è escluso che alla base del gesto possano esserci motivi economici. Sequestrata l’auto trovata sugli argini del fiume Tevere a Ostia, con il tubo di scarico collegato all’abitacolo. Sarà l’autopsia a stabilire con certezza le cause del decesso della donna.

Castelli Romani

Velletri, maltratta la madre per mesi e le estorce soldi

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ROMA – I Carabinieri della Stazione di Velletri hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un cittadino italiano di 46 anni ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia ed estorsione ai danni della madre di 71 anni.La vittima ha denunciato ai Carabinieri di aver subito per mesi (in particolare nel corso di questa estate, tra giugno e agosto) numerosi episodi di vessazioni che, talvolta, sono sfociati in richieste di somme di denaro mediante ripetute minacce. L’ultimo di questi fatti si è verificato lo scorso 8 agosto quando i Carabinieri sono dovuti intervenire per l’ennesima lite tra madre e figlio. In tale frangente la donna, minacciata con un coltello e costretta ad assistere al danneggiamento degli arredi della propria abitazione, ha deciso di presentare formale denuncia-querela che, collegata agli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti, è stata utile ad attivare la cosiddetta procedura del “codice rosso”.Il pronto intervento dei Carabinieri e della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri ha consentito di raccogliere in breve tempo i gravi indizi di colpevolezza richiesti per l’emissione della misura cautelare in carcere.Eventi come quello appena descritto, annoverabile tra i tanti casi di maltrattamenti in famiglia che si verificano tra le mura domestiche, fanno comprendere, ancora una volta, quanto sia importante che la vittima si rivolga alle Autorità competenti. La capacità di ascolto offerta alla vittima, la corretta attuazione delle procedure, la sinergia tra Forze dell’Ordine e Autorità Giudiziaria, sono elementi che portano a interrompere per tempo condotte come quelle appena descritte.L’indagato è da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo, eventuale, accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.

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Cronaca

Roma, banda del buco in azione: un ladro rimane incastrato

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Stavano scavando un tunnel per mettere a segno un colpo, probabilmente in una banca vicina e per il crollo di una parte di asfalto un componente di una presunta banda di ladri è rimasto incastrato.E’ accaduto a Roma dove è in corso il salvataggio dell’uomo, in un primo momento scambiato per un operaio, anche con l’apertura di un tunnel parallelo da parte dei vigili del fuoco.Almeno altre tre persone, sospettate anche loro di appartenere alla banda, sono state sentite dai carabinieri.

Alcune di loro, da quanto si apprende, avrebbero dei precedenti penali. Da alcune ore i vigili del fuoco sono al lavoro per soccorrere l’uomo caduto all’interno della voragine non ancora raggiunto ma al quale è stato fornito ossigeno e somministrata alimentazione liquida dal personale 118. L’incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno in via Innocenzo XI, all’altezza del civico 42, nel quartiere Aurelio.

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Cronaca

Mentana, accoltella il convivente durante una lite: arrestata 55enne per tentato omicidio

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MENTANA (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Monterotondo, coordinati dalla Procura della Repubblica di Tivoli, hanno arrestato una 55enne di origini romene, residente a Mentana, gravemente indiziata del reato di tentato omicidio nei confronti del convivente, suo connazionale di 57 anni.

Per quanto accertato allo stato, nel tardo pomeriggio, al rientro dell’uomo in casa, sarebbe scoppiata tra i due una lite per futili motivi: la donna, infatti, avrebbe accusato il compagno per lo scarso contributo che fornirebbe nella gestione dei figli e per la poca attenzione alle dinamiche familiari.

Quello che sembrava essere un diverbio come tanti è degenerato precipitosamente con la donna che, non vistasi presa sul serio, sarebbe passata ai fatti, afferrando un coltello da cucina e colpendo l’uomo con un fendente all’altezza del torace.

La stessa donna, poi, ha allertato i soccorsi e i Carabinieri della Stazione di Mentana e il personale sanitario, che sono immediatamente giunti presso la loro abitazione.

La vittima, trovata accasciata a terra in cucina, è stata trasportata al pronto soccorso dell’ospedale di Monterotondo dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico per una ferita toracica e ricoverato in prognosi riservata ma non in pericolo di vita.

I Carabinieri hanno quindi arrestato la 55enne, e hanno sequestrato il coltello con lama di 20 cm utilizzato per il ferimento.

L’arrestata è stata sottoposta agli arresti domiciliari a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono in corso, sotto la direzione della Procura, le indagini per accertare la dinamica dei fatti e le ragioni per cui è avvenuta l’aggressione.

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