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Cronaca

ARMI PER ISIS E BOKO HARAM SOTTERRATE A CASTEL VOLTURNO : LE RIVELAZIONI SHOCK DI UN COLLABORATORE DI GIUSTIZIA

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Reading Time: 2 minutes Fucili e pistole viaggiano smontati con bolle di accompagnamento che li qualificano come carpenteria metallica in modo da non destare sospetti

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di Christian Montagna

Castel Volturno – Sono shock le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia a Castel Volturno: le armi in Italia circolano tranquillamente, evadendo i controlli e favorendo le organizzazioni terroristiche di Isis e Boko Haram. Secondo l’inchiesta del "Corriere della Sera", il trasferimento di armi in Italia avviene “in parti” ovvero, smontando le componenti delle armi ricomposte poi da abili artigiani italiani. A parlare è un giovane che sin dall’età di 13 anni, in Liberia, sua terra d’origine, era stato condannato al mondo dei soldati: come lui tanti altri baby soldati istruiti in materia di armi che oggi assemblano le armi che evadono i controlli.

 

Ma come fanno ad evadere i controlli? Un gioco da ragazzi si potrebbe definire quello spiegato dal testimone: le armi viaggiano smontate; fucili e pistole viaggiano con bolle di accompagnamento che le qualificano come carpenteria metallica in modo da non destare sospetti. I pezzi, una volta giunti a destinazione, vengono assemblati da abili giovani esperti in materia che nel corso della loro esperienza hanno ricomposto anche bendati armi in tempi record. Sono le esercitazioni militari a cui sono stati sottoposti sin da bambini che oggi, permettono agli uomini coinvolti nell'assemblaggio, anche dal Comune in provincia di Caserta, di essere utitli alle grandi organizzazioni terroristiche. Ciò, indica la vulnerabilità di qualunque posto: proprio nel giorno in cui sono stati fermati terroristi in Italia, ne vengono fuori altri ancora. E chissà quanti altri ancora ne saranno scovati.


La “manovalanza invisibile”. Sono invisibili, senza alcun permesso di soggiorno, immigrati e clandestini che alimentano le fila dei sistemi mafiosi che spesso si fondono con quelli autoctoni. Mafia nigeriana e camorra diventano le uniche possibilità di sopravvivenza. Assoldati per poche decine di euro al giorno, confezionano droga, assemblano armi, schiavizzano prostitute; disposti a tutto pur di “guadagnarsi la giornata”. E’ difficile individuarli, difficile scovarli: si nascondono ovunque, nelle migliaia di strutture abbandonate a Castel Volturno dai proprietari, nei sottoscala, tra le boscaglie incolte che nella zona sorgono numerose.

 

La mafia nigeriana. “E’ la mafia nigeriana ad occuparsi di tutto ciò” ha spiegato il collaboratore di giustizia che in questi anni ha contribuito agli arresti di numerosi mafiosi. La mafia nigeriana è ormai un’organizzazione ben radicata nel territorio campano e opera nelle aree del litorale casertano fino al basso Lazio, a Roma (Tor Bella Monaca), Genova, Catania, Veneto. “Ci sono personaggi che hanno fatto parte di Boko Haram, la feroce organizzazione terroristica jihadista) e che oggi vivono qui anche se non è facile individuarli. Loro hanno la possibilità di offrire supporto ai terroristi in caso di attentati e si approfittano anche degli altri. Tutti sanno come spostare le armi qui e tutti sanno montarle. Spesso le sotterrano nei terreni della zona di Castelvolturno”. 

Cronaca

Napoli, associazione sovversiva neonazista: perquisizioni in tutta Italia

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Dalle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato di Napoli, su delega del Procuratore della Repubblica del capoluogo campano, sta eseguendo perquisizioni domiciliari nei confronti di 26 persone indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista nell’ambito di una complessa indagine svolta dalla Digos partenopea e dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno.

Le perquisizioni, che interessano le province di Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara, sono eseguite dai rispettivi uffici Digos e con la collaborazione del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni.

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Cronaca

Traffico illecito di rifiuti e associazione mafiosa: in manette 29 persone

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Ventinove misure cautelari personali, diverse delle quali rivolte ad esponenti apicali della ‘ndrangheta, e il sequestro di cinque aziende di trattamento rifiuti tra Calabria e Emilia Romagna sono state eseguite stamani dai carabinieri del Gruppo forestali e del Comando provinciale di Reggio Calabria nell’ambito di una inchiesta della Dda reggina.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo di, associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti ed altri reati ambientali al termine di una indagine condotta dal Nipaaf, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dei Carabinieri Forestali.

All’operazione, denominata “Mala pigna”, hanno partecipato anche i carabinieri forestali dei Reparti in Calabria, Sicilia, Lombardia ed Emilia Romagna, con il supporto dello squadrone eliportato “Cacciatori Calabria” e i militari dell’ottavo Nucleo Elicotteri Carabinieri di stanza a Vibo Valentia. I provvedimenti sono stati emessi dal gip Vincenza Bellini su richiesta della Dda di Reggio Calabria guidata dal procuratore Giovanni Bombardieri. 

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Ballottaggi, Roma e Torino tornano al centrosinistra

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Il centrosinistra ha vinto in oltre metà delle venti città, fra capoluoghi di regione e di provincia, andati al voto per eleggere il sindaco nella tornata di amministrative conclusa oggi con i ballottaggi. Ne ha conquistate 13, e il bottino si è arricchito di Roma e Torino, reduci entrambe da cinque anni di amministrazione del M5s.

Dopo i successi al primo di Napoli (con l’alleanza Pd-M5s), Bologna e Milano, l’en plein del centrosinistra nei capoluoghi di regione oggi sfuma solo per il risultato di Trieste, dove ha vinto la coalizione di centrodestra.

Il centrosinistra si conferma a Varese, dove non riesce il ribaltone alla Lega, che si vede sfilare anche Savona.

E al ballottaggio la coalizione progressista vince a Latina, Caserta, Cosenza e Isernia, dopo averlo fatto al primo turno anche a Ravenna e Rimini. Il centrodestra chiude queste elezioni con 4 capoluoghi, confermandosi a Pordenone, Novara e Grosseto. Mentre il M5s mantiene il controllo di Carbonia. Sono liste civiche quelle che hanno vinto a Salerno (d’area di centrosinistra) e a Benevento, dove si è imposto nuovamente Clemente Mastella.

“Ho sempre imparato che la cosa più importante è ascoltare gli elettori. E loro sono più avanti di noi, si sono saldati e fusi, quelli del centrosinistra e della coalizione larga che ho voluto costruire. Con una vittoria trionfale”, ha sottolineato il segretario del Pd, Enrico Letta, commentando l’esito del voto, al Nazareno.

Per il leader della Lega, Matteo Salvini, “se uno viene eletto da una minoranza della minoranza è un problema non per un partito, ma per la democrazia”.

“Grande soddisfazione, i risultati delle proiezioni stanno confermando le percezioni che avevamo. Il centrosinistra unito vince quasi ovunque”, ha detto Francesco Boccia, responsabile enti locali del Pd, commentando il voto al Nazareno.

TORINO – “Non nego emozione. Questa vittoria la dedico a una persona che per me è stato un maestro, un padre, una guida, don Aldo Rabino”. Sono le prime parole di Stefano Lo Russo, che al suo comitato elettorale commenta l’esito dello spoglio del ballottaggio. Salesiano, storico cappellano del Torino, è stato il sacerdote, morto nel 2015, ad avviare Lo Russo al volontariato e alla politica.

TRIESTE – Roberto Dipiazza è, per la quarta volta, sindaco di Trieste. Candidato del centrodestra, ha vinto il ballottaggio contro il candidato del centrosinistra, Francesco Russo, autore tuttavia di una incredibile rimonta. Lo ha detto lui stesso – “ho vinto” – intervenendo in collegamento in diretta con l’emittente televisiva TeleQuattro. Quando sono state scrutinate tutte le 238 sezioni, il dato definitivo è 51,29% per Dipiazza e 48,71% per Russo. Sono stati 76.613 i votanti mentre i voti validi sono stati 75.674. Dipiazza ha riferito di aver già telefonato all’antagonista per annunciargli la disponibilità a una maggiore condivisione nel grande progetto di trasformazione del Porto Vecchio.

ROMA – “Sarò il sindaco di tutti, delle romane, dei romani e di tutta la città. Inizia un lavoro straordinario per rilanciare Roma e per farla crescere, per farla diventare più inclusiva e per farla funzionare”: così Roberto Gualtieri, in una dichiarazione al suo comitato.

Alla chiusura dei seggi è del 43,94% l’affluenza alle urne rilevata per il turno di ballottaggio nei 63 Comuni centri chiamati al voto (il dato diffuso dal Viminale non tiene conto delle comunali in corso in Friuli Venezia Giulia). Al primo turno alla chiusura dei seggi aveva votato il 52,67%. Dunque ha votato molto meno della metà degli elettori, con un calo di circa 9 punti percentuali rispetto all’affluenza, pur bassa, di due settimane fa.

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