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Cronaca

ARMI PER ISIS E BOKO HARAM SOTTERRATE A CASTEL VOLTURNO : LE RIVELAZIONI SHOCK DI UN COLLABORATORE DI GIUSTIZIA

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Fucili e pistole viaggiano smontati con bolle di accompagnamento che li qualificano come carpenteria metallica in modo da non destare sospetti

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di Christian Montagna

Castel Volturno – Sono shock le dichiarazioni di un collaboratore di giustizia a Castel Volturno: le armi in Italia circolano tranquillamente, evadendo i controlli e favorendo le organizzazioni terroristiche di Isis e Boko Haram. Secondo l’inchiesta del "Corriere della Sera", il trasferimento di armi in Italia avviene “in parti” ovvero, smontando le componenti delle armi ricomposte poi da abili artigiani italiani. A parlare è un giovane che sin dall’età di 13 anni, in Liberia, sua terra d’origine, era stato condannato al mondo dei soldati: come lui tanti altri baby soldati istruiti in materia di armi che oggi assemblano le armi che evadono i controlli.

 

Ma come fanno ad evadere i controlli? Un gioco da ragazzi si potrebbe definire quello spiegato dal testimone: le armi viaggiano smontate; fucili e pistole viaggiano con bolle di accompagnamento che le qualificano come carpenteria metallica in modo da non destare sospetti. I pezzi, una volta giunti a destinazione, vengono assemblati da abili giovani esperti in materia che nel corso della loro esperienza hanno ricomposto anche bendati armi in tempi record. Sono le esercitazioni militari a cui sono stati sottoposti sin da bambini che oggi, permettono agli uomini coinvolti nell'assemblaggio, anche dal Comune in provincia di Caserta, di essere utitli alle grandi organizzazioni terroristiche. Ciò, indica la vulnerabilità di qualunque posto: proprio nel giorno in cui sono stati fermati terroristi in Italia, ne vengono fuori altri ancora. E chissà quanti altri ancora ne saranno scovati.


La “manovalanza invisibile”. Sono invisibili, senza alcun permesso di soggiorno, immigrati e clandestini che alimentano le fila dei sistemi mafiosi che spesso si fondono con quelli autoctoni. Mafia nigeriana e camorra diventano le uniche possibilità di sopravvivenza. Assoldati per poche decine di euro al giorno, confezionano droga, assemblano armi, schiavizzano prostitute; disposti a tutto pur di “guadagnarsi la giornata”. E’ difficile individuarli, difficile scovarli: si nascondono ovunque, nelle migliaia di strutture abbandonate a Castel Volturno dai proprietari, nei sottoscala, tra le boscaglie incolte che nella zona sorgono numerose.

 

La mafia nigeriana. “E’ la mafia nigeriana ad occuparsi di tutto ciò” ha spiegato il collaboratore di giustizia che in questi anni ha contribuito agli arresti di numerosi mafiosi. La mafia nigeriana è ormai un’organizzazione ben radicata nel territorio campano e opera nelle aree del litorale casertano fino al basso Lazio, a Roma (Tor Bella Monaca), Genova, Catania, Veneto. “Ci sono personaggi che hanno fatto parte di Boko Haram, la feroce organizzazione terroristica jihadista) e che oggi vivono qui anche se non è facile individuarli. Loro hanno la possibilità di offrire supporto ai terroristi in caso di attentati e si approfittano anche degli altri. Tutti sanno come spostare le armi qui e tutti sanno montarle. Spesso le sotterrano nei terreni della zona di Castelvolturno”. 

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Bologna, Covid-19. Telefona al 112: “Non ce la faccio più, ho fame e la dispensa è vuota!”

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BOLOGNA – “Non ce la faccio più, ho fame e la dispensa è vuota!”, è un’altra richiesta di aiuto di una signora, ricevuta ieri sera, all’ora di cena, dall’Operatore della Centrale Operativa del 112 della Compagnia Carabinieri di Imola (BO).

Sono stati i Carabinieri della Stazione di Imola ad andare in soccorso della donna che vive in una casa popolare con un’amica. La convivenza forzata e la paura di restare senza cibo avevano innescato una lite domestica, le cui urla avevano richiamato l’attenzione di altri cittadini residenti in zona.

Dopo aver preso atto della situazione, i militari hanno tranquillizzato le due donne e sono andati a prendergli tre pizze margherite da asporto, gentilmente concesse da un pizzaiolo di zona che, informato della situazione, ha deciso di aiutare le due signore.

Ogni volta che accadono situazioni simili, i Carabinieri informano subito i servizi sociali, per garantire un’assistenza continua alle persone in difficoltà che hanno chiesto aiuto.

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Governo, Covid-19: tutti a casa fino al 3 maggio

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Il governo va verso il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio. E’ quanto si apprende da fonti sindacali al termine del vertice tra il premier Giuseppe Conte e le parti sociali. Secondo le stesse fonti si valuta la possibilità di poche riaperture mirate nell’ambito dei codici Ateco delle attività essenziali. Nei prossimi giorni – si spiega – verrà istituito un gruppo di lavoro per prefigurare le condizioni per una riapertura progressiva.

“Il presidente del Consiglio ci ha confermato che, ad oggi, non ci sono ancora le condizioni per far ripartire le attività sospese. Prima di tutto la salute dei lavoratori”. Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, dopo il vertice in videoconferenza convocato dal premier Giuseppe Conte, con le parti sociali, sulle misure di contenimento da mettere in campo per le attività produttive dopo il 13 aprile.

“Abbiamo convenuto stasera con il Governo che non ci sono ancora le condizioni per una ripresa delle attività produttive. Tutti vogliamo che si riapra nel massimo della sicurezza e con le necessarie garanzie per la salute in tutti i luoghi di lavoro. Oggi è questa la priorità”, scrive su twitter la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan

Non siamo nelle condizioni, al momento, di riaprire le attività produttive perché rischieremmo di far risalire la curva dei contagi e di vanificare i risultati che abbiamo ottenuto con le misure messe in atto dal governo. E’ quanto ha spiegato, a quanto si apprende, il premier Giuseppe Conte nel corso della videoconferenza con Regioni, Anci e Upi sul prolungamento del lockdwon.

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Pasqua, Covid-19: pronta la task force anti spostamenti

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Una direttiva ai prefetti affinchè rafforzino i controlli per Pasqua è stata firmata dal capo di Gabinetto del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. I dati sull’epidemia, si legge, mostrano “i primi segnali di efficacia delle misure di contenimento”. È quindi importante che queste misure, si segnala, “siano pienamente operative in vista delle imminenti ricorrenze pasquali, tradizionalmente caratterizzate da un incremento dei flussi di traffico, in particolare sulle autostrade e sulle principali arterie di collegamento extraurbane del nostro Paese”.

“E’ del tutto evidente – si legge nella circolare – che, nell’attuale contesto emergenziale, in applicazione delle specifiche disposizioni restrittive della libertà di circolazione, tuttora in corso di validità, non sarà possibile per la popolazione effettuare i consueti trasferimenti verso località a richiamo turistico”. Al riguardo, “al fine di confermare l’incisività delle misure di contenimento”, si invitano i prefetti a “dedicare la massima attenzione nella predisposizione di mirati piani di rafforzamento della vigilanza e del controllo sui movimenti che possono avere luogo in questo periodo, in modo da garantire un presidio del territorio diffuso e percepibile dalla cittadinanza”.

In particolare, il Viminale sollecita la promozione di “ogni utile iniziativa per assicurare l’osservanza delle previste limitazioni riguardanti gli spostamenti all’interno dello stesso comune e tra località diverse, compreso il divieto di recarsi presso abitazioni differenti da quella principale, tra cui le seconde case utilizzate per le vacanze”.

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