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Roma

BRACCIANO, RIFIUTI: IL M5S SCRIVE A GIORGIO NAPOLITANO

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Tempo di lettura 7 minuti "Non occorre una discarica; anche perché Bracciano non è una pattumiera."

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Bracciano (RM) – Il Movimento 5 Stelle di Bracciano, riguardo il sito di Cupinoro scrive al Presidente della Repubblica affrontando il tema scottante dei rifiuti. 

Ecco il testo integrale della lettera:

 A: on. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica

on. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio

on. Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente

on. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute

on. Nicola Zingaretti, Governatore della Regione Lazio

 

Siamo davanti a un bivio: o noi o loro. La Politica non vuole legiferare sul tema scottante dei rifiuti: dopo quanto emerso sugli sversamenti di rifiuti tossici in Campania, continua a perseverare sul danno ambientale, cercando ancora una volta siti dove versare i rifiuti, che invece dovrebbero essere differenziati e riciclati.

Né il Parlamento né il Governo vogliono affrontare il problema seriamente, gl’impianti di riciclaggio hanno dei costi notevoli, perciò si ricorre allo smaltimento in discariche su territori sensibili con conseguente inquinamento delle falde acquifere.

Questo Paese non ha bisogno di montagne di rifiuti, solo per colpa di una classe politica incapace di pianificare e portare a soluzione un problema come quello dei rifiuti, mai affrontato seriamente finora, nel rispetto dell'ambiente e responsabilizzando la società attraverso la raccolta differenziata. Sono stati già sperimentati con successo metodi di raccolta e di riciclo dei rifiuti anche su larga scala, come il trattamento meccanico biologico a freddo, che consentono non solo una drastica riduzione (oltre il 90%) del materiale tal quale in discarica, ma alimentano una filiera di riutilizzo delle materie prime che danno un profitto economico, abbattendo i costi della raccolta a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini.

Contro la discarica di Bracciano Cupinoro abbiamo fatto di tutto, il parere del MiBACT è inamovibile, la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica indagano sull’illecito economico e amministrativo ambientale. Abbiamo depositato ogni tipo d’interrogazione e mozione, il Consiglio dei Ministri dice che ha recepite tutte le osservazioni tecniche ed economiche riguardo il nostro devastato territorio, ma non è bastato: la Regione Lazio ha bisogno di un luogo dove smaltire i rifiuti a Nord Ovest di Roma – punto. Visto che il problema è unicamente politico, chiediamo a tutti i cittadini e i comitati, di unirsi con noi: nel sottolineare al Ministero dell’Ambiente: «Il Parlamento Europeo non ha mai legiferato contro i vincoli paesaggistici di una zona agricola e protetta da preservazione ambientale»; nel domandare: «Il Ministero dell'Ambiente o il Consiglio dei Ministri hanno mai avvisato il Parlamento Europeo della proposta di cancellazione dei vincoli paesaggistici, visto che il 70% delle decisioni ambientali proviene dal Parlamento Europeo?».

Chiediamo se il Ministro dell’Ambiente sia a conoscenza dei fatti narrati dalle varie interrogazioni e osservazioni presentate in Camera di Consiglio in Parlamento, e quali azioni intenda adottare alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali intorno a Cupinoro, in relazione al rispetto dell’articolo 3 della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio delle Comunità Europee del 21 maggio 1992 sul «mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie», alla luce dell’ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano (vedi interrogazione a risposta scritta C.4-,2473). Oppure Link Data la bellezza del titolo dato alla Conferenza di Servizi (“Cupinoro: la scelta spetta al Consiglio dei Ministri”) viene da chiedersi: dal momento che l'intervento consiste nella realizzazione di una discarica, che bisogno c'è di camuffare le opere definendole «ricomposizione ambientale»? quale «miglioramento ambientale» apporterà la discarica all'area? Il colmare una cava a fossa con rifiuti inquinanti può mai rappresentare un miglioramento ambientale o meglio una ricomposizione ambientale migliorativa? Sul territorio c'è già quanto occorre, e con un minimo intervento economico si può dare avvio alla necessaria rivoluzione ambientale.

Non occorre una discarica; anche perché Bracciano non è una pattumiera. Esistono tecnologie innovative e sistemi di gestione che consentono di procedere verso l’obiettivo “rifiuti zero”, cioè verso l’effettivo reimpiego dei materiali raccolti, riducendo al minimo l’uso delle discariche. Il beneficio per il territorio sarà soprattutto economico, perché saranno avviate nuove imprese, specializzate per esempio nel recupero e il reimpiego dei materiali.

Si tratta di promuovere lo sviluppo di percorsi di recupero che realizzino in aree contenute quanto oggi è organizzato a livello nazionale attraverso consorzi come il CoNAI, riducendo la produzione di rifiuti con meno spese per i cittadini e per le amministrazioni; tutto ciò con il notevole vantaggio della creazione di nuovi posti di lavoro. I rifiuti sono una risorsa da valorizzare e le Associazioni ritengono che debbano essere accettati solo progetti e sistemi che si occupino principalmente di recuperare materiali e di reinserirli nel mercato, usando al meglio tutti i canali istituzionali già disponibili da anni (consorzi, borsa rifiuti, produzione di materiali nuovi a norma commerciale), lasciando al settore smaltimento rifiuti un ruolo marginale (10-5% dei rifiuti raccolti) e in decrescita nel tempo.

PREMESSO CHE

l’Unione Europea ha stabilito, con la direttiva 99/31/CE che lo Stato Italiano ha recepita con il D.Lgs. 13 gennaio n. 36, che in discarica debbano finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili, e che le discariche non devono essere localizzate nei calanchi; la direttiva 2008/98/CE stabilisce una gerarchia in materia di gestione dei rifiuti, dando priorità alla prevenzione, alla preparazione per il riuso, al riciclaggio, al recupero di altro tipo e per ultimo allo smaltimento; a livello nazionale con il D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 si è passati a considerare i rifiuti come una risorsa da gestire e valorizzare; oggi lo smaltimento in discarica sta diventando la fase residuale della gestione dei rifiuti;

CONSIDERATO CHE a Bracciano esiste già una discarica esaurita, di m3 2.200.000 (duemilioniduecentomila metri cubi); è stato presentato un progetto di gestione dei rifiuti da soggetto privato che prevede un primo ingrandimento dell’attuale discarica sia con sopraelevazione sia con ampliamento nell’adiacente cava Vaira, con iniziale previsione di conferimento di rifiuti per m3 450.000 (quattrocentocinquantamila metri cubi), per giungere a sei invasi (denominati con progressione numerica da Vaira 1 a Vaira 6) di capienza complessiva di m3 5.000.000 (cinque milioni di metri cubi), devastando l'intero territorio della zona circostante; il sito previsto comprende un complesso calanchivo di elevato valore paesaggistico ambientale, trattandosi del versante nord-ovest della periferia di Roma, immerso tra il verde lacustre e le pianure agricole, oltre a tutto il complesso dell’insediamento che rappresenta uno dei più importanti siti di interesse morfologico ambientale, paesaggistico, artistico e monumentale d’Italia: Vincolo Bracciano, ZPS, Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate, IT6030005 tav 4 , IT6030005 tav 5 Bracciano; Vincolo Bracciano, SIC, Lago di Bracciano IT6030010; menzionati anche dalla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/647, facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla «conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche» – su G.U. 22 luglio 1992);

PREMESSO CHE dal 1991 a Bracciano (RM), è in funzione una discarica circondariale per R.S.U. lungo la via Settevene Palo – Strada Provinciale 4/A, all’altezza del km 6,500, in località Quarto di Cupinoro e Sbrìgliavacche, su terreno di demanio collettivo di proprietà dell’Università Agraria di Bracciano; la discarica avrebbe dovuto cessare l’attività nell’arco di nove anni dalla realizzazione come da convenzione stipulata il 28 giugno 1991 tra il consorzio SILEF e il Comune di Bracciano; dal 1991 al 2004 la discarica è stata gestita da diverse società private (SILEF, SEL); dal 2004 la gestione della discarica è passata alla Bracciano Ambiente S.p.A., società pubblica di proprietà del Comune di Bracciano; attualmente la discarica ha esaurite le proprie volumetrie concesse successivamente al 1999 con deroghe commissariali; negli oltre venti anni di vita della discarica sono stati sversati solo rifiuti non trattati (c.d. “tal quale”) e oggi il sito si presenta come una montagna alta quasi ottanta metri calcolati dalla base, e la discarica grava in uno stato di completo degrado;

CONSIDERATO CHE come scritto le terre su cui insiste la discarica sono di proprietà dell’Università Agraria di Bracciano e perciò ricadono in ambiti paesaggistici sottoposti a tutela ai sensi degli artt. n. 134 e 142, comma 1 (aree di interesse archeologico già individuato) del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i. (Università Agrarie e Uso Civico); per quanto detto, i terreni sono sottoposti alle seguenti leggi di riferimento: Legge 16-06-1927 n. 1766; R.D. 26-02-1928 n. 332; D.P.R. 24-07-1977 n. 616; Legge 15-05-1997 n. 127; Statuto dell’Università Agraria di Bracciano; Legge 8-08-1985, n. 85 (c.d. Legge Galasso); l’area su cui insiste la suddetta discarica ricade all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) n. IT6030005 Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate; l’area è stata inserita nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) come “area archeologica” ai sensi dell’art.13 comma 2 della Legge Regionale 24 del 6-07-1998; VISTO il Piano Pluriennale 2013-2017 della Bracciano Ambiente, che prevede sia la realizzazione di un lotto funzionale di discarica di rifiuti non pericolosi in un settore delle cave dismesse, già in esercizio della Soc. Vaira (c.d. “Vaira 1”), su terreni di proprietà dell'Università Agraria di Bracciano, sia un Impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), sia un impianto di digestione anaerobica della frazione organica (c.d. biogas); il Piano Rifiuti Regionale attualmente vigente;

RITENUTO CHE dalla corretta interpretazione delle normative e delle leggi elencate, in merito ai vincoli in esse contenuti (usi civici, vincolo paesaggistico, vincolo archeologico, zona a protezione speciale), nell’area in questione non è possibile effettuare alcuna attività riferibile allo smaltimento dei rifiuti;

TUTTO CIÒ PREMESSO s’impegna il Ministro dell'Ambiente, on. Gian Luca Galletti, il Presidente della Giunta Regionale, on. Nicola Zingaretti e la Commissione dei Ministri al pubblico impegno affinché: relativamente al sito della discarica di Cupinoro: sia definitivamente escluso il sito di Cupinoro dal Piano Rifiuti Regionale della Regione Lazio sia quale discarica circondariale sia quale sito idoneo ad accogliere impianti per il trattamento dei rifiuti; siano verificate le reali disponibilità economiche destinate alla postgestione della discarica di Cupinoro, volte alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’intera area anche in virtù dell’art. 8 del D.Lgs 13-01-2003 n. 36; siano verificate le disponibilità economiche per un processo di bonifica della discarica (Codice Ambiente – parte IV – Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati – D. Lgs. 3-04-2006 n. 152 Parte Quarta artt. 177-266). Chiediamo e proponiamo l’uso della tecnica di “Landfill Mining”, attraverso l’individuazione di un nuovo sito di stoccaggio adiacente a quello già esistente dove poter creare un sito a norma di legge e nel pieno rispetto di normative e regolamenti europei (D.M. 8-04-2008 che disciplina i centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato come previsto dall'articolo 183 comma 1, lettera cc, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche; Direttiva 1999/31/CE; Regolamento (CE) n. 1882/2003; Regolamento (CE) n. 1137/2008 et cetera), al fine di salvaguardare l’integrità del territorio e la salute delle comunità circostanti; siano predisposte risorse economiche per promuovere un’indagine epidemiologica nelle aree limitrofe al sito della discarica, per verificare eventuali correlazioni tra i numerosi casi di patologie riscontrate e gli agenti inquinanti provenienti dalla discarica; relativamente al trattamento dei rifiuti: sia realizzato un compostaggio naturale e aerobico della F.O.R.S.U. con una corretta definizione progettuale del processo stesso di biostabilizzazione aerobica, in uno scenario in cui le raccolte differenziate spinte sono in grado di consegnare all’impianto flussi di biomassa ad un eccellente livello di purezza merceologica, avendolo garantito anche con areazione forzata il raggiungendo dell’aerobiosi; sia creato un polo di riciclo e riuso nell’ambito di un Consorzio Pubblico (ATO – ARO) in cui sia riorganizzato il centro di smaltimento; sia adottata la strategia delle 4 R: Riduco, Riuso, Riciclo, Recupero, per esempio come nei sistemi Vedelago, Capannori o Colleferro, che vantano la rigenerazione di materie prime e creano impatti occupazionali di rilievo; siano compiuti investimenti sulla raccolta differenziata per accrescere in maniera consistente la quantità, al fine di ridurre il conferimento di rifiuti generalizzati; sia incrementata la raccolta differenziata porta a porta spinta, con una riorganizzazione del concetto di cassonetto e del suo posizionamento in luoghi pubblici; sia premiato il cittadino virtuoso con la promozione nei Comuni di iniziative come Arcipelago SCEC e relativa diminuzione progressiva della ex TaRES; siano sollecitate e promosse nelle scuole iniziative utili a coinvolgere gli studenti nel progetto complessivo del ciclo integrato dei rifiuti, in modo da incrementare le conoscenze, l'impegno, il senso di responsabilità sull'emergenza rifiuti e sulla necessità di affrontarla insieme come comunità; siano messe in atto iniziative sul territorio in collaborazione con i Comuni consorziati, capaci di coinvolgere la popolazione per far crescere l'interesse e l'attenzione su un tema che incide notevolmente sulla qualità della vita, per giungere ad un progetto il più possibile condiviso e partecipato; Bracciano, Qui il testo Originale con tutti i riferimenti di Legge https://drive.google.com/file/d/0B1POHgFXwiU2bERsQ0pIV3Z6VWs/edit?usp=sharing

Con osservanza. Bracciano Movimento Cinque Stelle

Castelli Romani

Albano Laziale, dall’opposizione 13 domande per l’amministrazione di Massimiliano Borelli

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13 domande rivolte all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Massimiliano Borelli quelle formulate dai consiglieri comunali di opposizione Massimo Ferrarini, Roberto Cuccioletta, Matteo Mauro Orciuoli, Giovambattista Cascella, Federica Nobilio, Giuseppa Guglielmino, Marco Moresco, Romeo Giorgi e Luca Nardi.

“Stanchi di ricevere notizie approssimative e vaghe che evidenziano la totale carenza di strategia e della necessaria visione d’insieme della città da parte dell’attuale Amministrazione comunale, – scrivono in una nota comune i consiglieri di opposizione – avendo preso atto della totale assenza di una progettazione partecipata soprattutto per le opportunità offerte dal PNRR, i consiglieri di minoranza hanno convocato un consiglio straordinario per avere risposte su tante domande ad oggi senza risposta:

  1. all’illustrazione puntuale di ogni singolo progetto finanziato con fondi PNRR nonché alle risorse ad esso destinate ed alla previsione di realizzazione di nuovi parcheggi o al potenziamento di quelli esistenti in prossimità dell’area del Centro Storico;
  2. allo stato di avanzamento lavori di Palazzo Savelli, compreso cornicione e Sala Giunta, e le cause che hanno determinato il ricorso al TAR;
  3. allo stato di avanzamento lavori delle Biovie e le cause che ne hanno determinato il fermo;
  4. allo stato di avanzamento lavori di Piazza Carducci e le difficoltà emerse in merito al taglio dei platani;
  5. allo stato di avanzamento lavori del Teatro Alba Radians e la data in cui il teatro verrà riconsegnato alla cittadinanza;
  6. ai reali motivi ostativi alla realizzazione della seconda isola ecologica in Via Tenutella e la data in cui l’impianto sarà realmente realizzato;
  7. quali interventi, anche eventualmente in danno, ha previsto questa amministrazione per gli immobili in condizioni di abbandono e/o che necessitano di interventi urgenti di messa in sicurezza, come a mero titolo di esempio Palazzo Pamphili, palazzo di Via Graziosa, palazzo di Corso Matteotti, palazzo di Via Cavour e Cinema Florida.;
  8. ad eventuali piani di recupero del Cinema Florida e di Palazzo Pamphili;
  9. allo stato di avanzamento lavori del sottopasso di Pavona e la data effettiva di fine lavori;
  10. ai lavori di ripristino del muro di cinta della scuola Sandro Pertini (Villa Ada);
  11. sugli interventi di manutenzione del cimitero di Albano Laziale e sulla realizzazione del nuovo cimitero;
  12. allo stato di avanzamento lavori della rotatoria tra Via Nettunense e Via Piani di Monte Savello;
  13. sulla progettazione della scuola di Piazza Zampetti in particolare sulle modalità di finanziamento, sui tempi di realizzazione, se in zona verrà realizzato un altro parcheggio al posto di quello attualmente presente proprio su piazza Zampetti, sul destino della scuola di Via Rossini

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Castelli Romani

Ciampino, controlli in aeroporto: pieno di marijuana in un parcheggio

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CIAMPINO (RM) – I controlli dei Carabinieri della Compagnia Aeroporti di Roma all’interno degli scali della Capitale proseguono senza sosta.
Nello specifico, i Carabinieri della Stazione Aeroporto di Ciampino hanno eseguito una serie di verifiche presso lo scalo “G. B. Pastine”, finalizzate a contrastare ogni forma di illegalità.
Nel corso dell’attività, i Carabinieri hanno denunciato un 36enne originario della provincia dell’Aquila, già noto alle forze dell’ordine, sorpreso dai mentre a bordo di un’autovettura si aggirava con atteggiamento sospetto all’interno della zona parcheggi per la lunga sosta. Pertanto, i Carabinieri hanno deciso di approfondire il controllo e a seguito della perquisizione personale e veicolare l’uomo è stato trovato in possesso di un cacciavite di grosse dimensioni, nonché di 0,5 g di marijuana. Per questi motivi l’uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Roma per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e segnalato alla Prefettura di Roma, poiché assuntore di sostanze stupefacenti.
Si precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari per cui l’indagato è da ritenersi innocente fino ad eventuale sentenza definitiva.
210224
                                                                                                       ______________________________________________________________
Aliquota Comunicazione e Stampa – Comando Provinciale Carabinieri Roma
P.za San Lorenzo in Lucina, 6
00186 Roma
tel. 06.69594605-6
 
 

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Castelli Romani

Velletri, abbattimento alberi. Andolfi (Europa Verde): “Cascella&Co su transizione e verde pubblico, poche idee e ben confuse”

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Riceviamo e pubblichiamo da Massimo Andolfi (Europa Verde)
 
“Il nostro Sindaco, sempre prodigo a fornire dettagli sulle ordinanze securitarie, come quella che ha limitato il consumo di alcolici, si è guardato bene di informare l’opinione pubblica circa l’ordinanza n° 14 del 16/02/2024, in base alla quale sembra sia stato avviato un robusto programma di abbattimento di alberature su spazi pubblici. Diciamo “sembra”, perché on-line, l’ordinanza non è pubblicata e in via informale, sui canali social si rimanda a generiche procedure di accesso agli atti. Non ci interessa l’approccio leguleio, ma i fatti. I fatti ci dicono che, numerose piante già sono state abbattute, altre lo saranno a breve. La giustificazione, alla base di questi provvedimenti, per affermazione di alcuni esponenti della maggioranza, trova fondamento nelle perizie di tecnici abilitati, sulla base di valutazioni visive. Ecco, i due olmi di Via delle Mura, di cui abbiamo documentato l’abbattimento, a vista non sembrano più pericolosi, per la pubblica incolumità, delle condizioni di molti marciapiedi in giro per la città, pieni di buche, avvallamenti, tombini cedevoli e altro ancora. Nessuno fa menzione di rilievi strumentali, più adatti a definire la classe di rischio cedimento e tutto sembra deciso con osservazioni visive, probabilmente decontestualizzate a seconda dell’essenza arborea considerata e sul piano tecnico di dubbia affidabilità. Ma questi sono dettagli. Il punto vero è che questa amministrazione nella gestione di una infrastruttura strategica com’è il verde pubblico, nell’area urbana, strade, parchi, scuole, parcheggi aree private ad uso pubblico ecc, non manifesta alcuna idea e parte con abbattimenti discutibili senza per contro mettere in campo adeguate misure compensative come la programmazione di nuove piantumazioni nel medio e lungo periodo. Il contrasto agli effetti negativi dell’innegabile cambiamento climatico in atto, parte anche da queste misure destinate a produrre effetti futuri, ma che debbono essere assunte ora. Non siamo sorpresi di fronte a questo approccio, ma è chiaro che la nostra Città non può permetterselo. All’indomani dell’insediamento della Giunta Cascella ci fu un primo contatto con l’Assessora Neri, ma è stata fin da subito chiara una certa e mal celata insofferenza sull’argomento; oggi ne abbiamo la conferma. E’ ora di riformulare il Piano del Verde che coinvolge il patrimonio pubblico e anche privato, centrato soprattutto sull’area urbana. Non abbiamo difficoltà a definire le reti di acqua, gas, elettricità, traffico dati, come delle infrastrutture strategiche per il futuro, lo è anche il Patrimonio arboreo, la sua gestione ed espansione almeno per i prossimi venti anni. Quand’è che cominciamo sul serio e la smettiamo di improvvisare? Per il momento solo abbattimenti senza prospettiva.
 
Europa Verde Velletri”
 
 
 
 
 
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