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Roma

BRACCIANO, RIFIUTI: IL M5S SCRIVE A GIORGIO NAPOLITANO

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Tempo di lettura 7 minuti "Non occorre una discarica; anche perché Bracciano non è una pattumiera."

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Bracciano (RM) – Il Movimento 5 Stelle di Bracciano, riguardo il sito di Cupinoro scrive al Presidente della Repubblica affrontando il tema scottante dei rifiuti. 

Ecco il testo integrale della lettera:

 A: on. Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica

on. Matteo Renzi, Presidente del Consiglio

on. Gian Luca Galletti, Ministro dell'Ambiente

on. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute

on. Nicola Zingaretti, Governatore della Regione Lazio

 

Siamo davanti a un bivio: o noi o loro. La Politica non vuole legiferare sul tema scottante dei rifiuti: dopo quanto emerso sugli sversamenti di rifiuti tossici in Campania, continua a perseverare sul danno ambientale, cercando ancora una volta siti dove versare i rifiuti, che invece dovrebbero essere differenziati e riciclati.

Né il Parlamento né il Governo vogliono affrontare il problema seriamente, gl’impianti di riciclaggio hanno dei costi notevoli, perciò si ricorre allo smaltimento in discariche su territori sensibili con conseguente inquinamento delle falde acquifere.

Questo Paese non ha bisogno di montagne di rifiuti, solo per colpa di una classe politica incapace di pianificare e portare a soluzione un problema come quello dei rifiuti, mai affrontato seriamente finora, nel rispetto dell'ambiente e responsabilizzando la società attraverso la raccolta differenziata. Sono stati già sperimentati con successo metodi di raccolta e di riciclo dei rifiuti anche su larga scala, come il trattamento meccanico biologico a freddo, che consentono non solo una drastica riduzione (oltre il 90%) del materiale tal quale in discarica, ma alimentano una filiera di riutilizzo delle materie prime che danno un profitto economico, abbattendo i costi della raccolta a tutto vantaggio delle tasche dei cittadini.

Contro la discarica di Bracciano Cupinoro abbiamo fatto di tutto, il parere del MiBACT è inamovibile, la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica indagano sull’illecito economico e amministrativo ambientale. Abbiamo depositato ogni tipo d’interrogazione e mozione, il Consiglio dei Ministri dice che ha recepite tutte le osservazioni tecniche ed economiche riguardo il nostro devastato territorio, ma non è bastato: la Regione Lazio ha bisogno di un luogo dove smaltire i rifiuti a Nord Ovest di Roma – punto. Visto che il problema è unicamente politico, chiediamo a tutti i cittadini e i comitati, di unirsi con noi: nel sottolineare al Ministero dell’Ambiente: «Il Parlamento Europeo non ha mai legiferato contro i vincoli paesaggistici di una zona agricola e protetta da preservazione ambientale»; nel domandare: «Il Ministero dell'Ambiente o il Consiglio dei Ministri hanno mai avvisato il Parlamento Europeo della proposta di cancellazione dei vincoli paesaggistici, visto che il 70% delle decisioni ambientali proviene dal Parlamento Europeo?».

Chiediamo se il Ministro dell’Ambiente sia a conoscenza dei fatti narrati dalle varie interrogazioni e osservazioni presentate in Camera di Consiglio in Parlamento, e quali azioni intenda adottare alla luce di eventuali accertamenti tecnici effettuati sullo stato di conservazione degli ambienti naturali intorno a Cupinoro, in relazione al rispetto dell’articolo 3 della Direttiva 92/43/CEE del Consiglio delle Comunità Europee del 21 maggio 1992 sul «mantenimento ovvero, all’occorrenza, il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente degli habitat delle specie migratorie», alla luce dell’ampliamento della discarica di Cupinoro a Bracciano (vedi interrogazione a risposta scritta C.4-,2473). Oppure Link Data la bellezza del titolo dato alla Conferenza di Servizi (“Cupinoro: la scelta spetta al Consiglio dei Ministri”) viene da chiedersi: dal momento che l'intervento consiste nella realizzazione di una discarica, che bisogno c'è di camuffare le opere definendole «ricomposizione ambientale»? quale «miglioramento ambientale» apporterà la discarica all'area? Il colmare una cava a fossa con rifiuti inquinanti può mai rappresentare un miglioramento ambientale o meglio una ricomposizione ambientale migliorativa? Sul territorio c'è già quanto occorre, e con un minimo intervento economico si può dare avvio alla necessaria rivoluzione ambientale.

Non occorre una discarica; anche perché Bracciano non è una pattumiera. Esistono tecnologie innovative e sistemi di gestione che consentono di procedere verso l’obiettivo “rifiuti zero”, cioè verso l’effettivo reimpiego dei materiali raccolti, riducendo al minimo l’uso delle discariche. Il beneficio per il territorio sarà soprattutto economico, perché saranno avviate nuove imprese, specializzate per esempio nel recupero e il reimpiego dei materiali.

Si tratta di promuovere lo sviluppo di percorsi di recupero che realizzino in aree contenute quanto oggi è organizzato a livello nazionale attraverso consorzi come il CoNAI, riducendo la produzione di rifiuti con meno spese per i cittadini e per le amministrazioni; tutto ciò con il notevole vantaggio della creazione di nuovi posti di lavoro. I rifiuti sono una risorsa da valorizzare e le Associazioni ritengono che debbano essere accettati solo progetti e sistemi che si occupino principalmente di recuperare materiali e di reinserirli nel mercato, usando al meglio tutti i canali istituzionali già disponibili da anni (consorzi, borsa rifiuti, produzione di materiali nuovi a norma commerciale), lasciando al settore smaltimento rifiuti un ruolo marginale (10-5% dei rifiuti raccolti) e in decrescita nel tempo.

PREMESSO CHE

l’Unione Europea ha stabilito, con la direttiva 99/31/CE che lo Stato Italiano ha recepita con il D.Lgs. 13 gennaio n. 36, che in discarica debbano finire solo materiali a basso contenuto di carbonio organico e materiali non riciclabili, e che le discariche non devono essere localizzate nei calanchi; la direttiva 2008/98/CE stabilisce una gerarchia in materia di gestione dei rifiuti, dando priorità alla prevenzione, alla preparazione per il riuso, al riciclaggio, al recupero di altro tipo e per ultimo allo smaltimento; a livello nazionale con il D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 si è passati a considerare i rifiuti come una risorsa da gestire e valorizzare; oggi lo smaltimento in discarica sta diventando la fase residuale della gestione dei rifiuti;

CONSIDERATO CHE a Bracciano esiste già una discarica esaurita, di m3 2.200.000 (duemilioniduecentomila metri cubi); è stato presentato un progetto di gestione dei rifiuti da soggetto privato che prevede un primo ingrandimento dell’attuale discarica sia con sopraelevazione sia con ampliamento nell’adiacente cava Vaira, con iniziale previsione di conferimento di rifiuti per m3 450.000 (quattrocentocinquantamila metri cubi), per giungere a sei invasi (denominati con progressione numerica da Vaira 1 a Vaira 6) di capienza complessiva di m3 5.000.000 (cinque milioni di metri cubi), devastando l'intero territorio della zona circostante; il sito previsto comprende un complesso calanchivo di elevato valore paesaggistico ambientale, trattandosi del versante nord-ovest della periferia di Roma, immerso tra il verde lacustre e le pianure agricole, oltre a tutto il complesso dell’insediamento che rappresenta uno dei più importanti siti di interesse morfologico ambientale, paesaggistico, artistico e monumentale d’Italia: Vincolo Bracciano, ZPS, Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate, IT6030005 tav 4 , IT6030005 tav 5 Bracciano; Vincolo Bracciano, SIC, Lago di Bracciano IT6030010; menzionati anche dalla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 24/647, facente parte della Rete Natura 2000 istituita dalla direttiva «Habitat» (ovvero la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla «conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche» – su G.U. 22 luglio 1992);

PREMESSO CHE dal 1991 a Bracciano (RM), è in funzione una discarica circondariale per R.S.U. lungo la via Settevene Palo – Strada Provinciale 4/A, all’altezza del km 6,500, in località Quarto di Cupinoro e Sbrìgliavacche, su terreno di demanio collettivo di proprietà dell’Università Agraria di Bracciano; la discarica avrebbe dovuto cessare l’attività nell’arco di nove anni dalla realizzazione come da convenzione stipulata il 28 giugno 1991 tra il consorzio SILEF e il Comune di Bracciano; dal 1991 al 2004 la discarica è stata gestita da diverse società private (SILEF, SEL); dal 2004 la gestione della discarica è passata alla Bracciano Ambiente S.p.A., società pubblica di proprietà del Comune di Bracciano; attualmente la discarica ha esaurite le proprie volumetrie concesse successivamente al 1999 con deroghe commissariali; negli oltre venti anni di vita della discarica sono stati sversati solo rifiuti non trattati (c.d. “tal quale”) e oggi il sito si presenta come una montagna alta quasi ottanta metri calcolati dalla base, e la discarica grava in uno stato di completo degrado;

CONSIDERATO CHE come scritto le terre su cui insiste la discarica sono di proprietà dell’Università Agraria di Bracciano e perciò ricadono in ambiti paesaggistici sottoposti a tutela ai sensi degli artt. n. 134 e 142, comma 1 (aree di interesse archeologico già individuato) del D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e s.m.i. (Università Agrarie e Uso Civico); per quanto detto, i terreni sono sottoposti alle seguenti leggi di riferimento: Legge 16-06-1927 n. 1766; R.D. 26-02-1928 n. 332; D.P.R. 24-07-1977 n. 616; Legge 15-05-1997 n. 127; Statuto dell’Università Agraria di Bracciano; Legge 8-08-1985, n. 85 (c.d. Legge Galasso); l’area su cui insiste la suddetta discarica ricade all’interno della Zona di Protezione Speciale (ZPS) n. IT6030005 Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate; l’area è stata inserita nel Piano Territoriale Paesistico Regionale (PTPR) come “area archeologica” ai sensi dell’art.13 comma 2 della Legge Regionale 24 del 6-07-1998; VISTO il Piano Pluriennale 2013-2017 della Bracciano Ambiente, che prevede sia la realizzazione di un lotto funzionale di discarica di rifiuti non pericolosi in un settore delle cave dismesse, già in esercizio della Soc. Vaira (c.d. “Vaira 1”), su terreni di proprietà dell'Università Agraria di Bracciano, sia un Impianto di Trattamento Meccanico Biologico (TMB), sia un impianto di digestione anaerobica della frazione organica (c.d. biogas); il Piano Rifiuti Regionale attualmente vigente;

RITENUTO CHE dalla corretta interpretazione delle normative e delle leggi elencate, in merito ai vincoli in esse contenuti (usi civici, vincolo paesaggistico, vincolo archeologico, zona a protezione speciale), nell’area in questione non è possibile effettuare alcuna attività riferibile allo smaltimento dei rifiuti;

TUTTO CIÒ PREMESSO s’impegna il Ministro dell'Ambiente, on. Gian Luca Galletti, il Presidente della Giunta Regionale, on. Nicola Zingaretti e la Commissione dei Ministri al pubblico impegno affinché: relativamente al sito della discarica di Cupinoro: sia definitivamente escluso il sito di Cupinoro dal Piano Rifiuti Regionale della Regione Lazio sia quale discarica circondariale sia quale sito idoneo ad accogliere impianti per il trattamento dei rifiuti; siano verificate le reali disponibilità economiche destinate alla postgestione della discarica di Cupinoro, volte alla messa in sicurezza e alla bonifica dell’intera area anche in virtù dell’art. 8 del D.Lgs 13-01-2003 n. 36; siano verificate le disponibilità economiche per un processo di bonifica della discarica (Codice Ambiente – parte IV – Rifiuti e bonifiche dei siti inquinati – D. Lgs. 3-04-2006 n. 152 Parte Quarta artt. 177-266). Chiediamo e proponiamo l’uso della tecnica di “Landfill Mining”, attraverso l’individuazione di un nuovo sito di stoccaggio adiacente a quello già esistente dove poter creare un sito a norma di legge e nel pieno rispetto di normative e regolamenti europei (D.M. 8-04-2008 che disciplina i centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato come previsto dall'articolo 183 comma 1, lettera cc, del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, e successive modifiche; Direttiva 1999/31/CE; Regolamento (CE) n. 1882/2003; Regolamento (CE) n. 1137/2008 et cetera), al fine di salvaguardare l’integrità del territorio e la salute delle comunità circostanti; siano predisposte risorse economiche per promuovere un’indagine epidemiologica nelle aree limitrofe al sito della discarica, per verificare eventuali correlazioni tra i numerosi casi di patologie riscontrate e gli agenti inquinanti provenienti dalla discarica; relativamente al trattamento dei rifiuti: sia realizzato un compostaggio naturale e aerobico della F.O.R.S.U. con una corretta definizione progettuale del processo stesso di biostabilizzazione aerobica, in uno scenario in cui le raccolte differenziate spinte sono in grado di consegnare all’impianto flussi di biomassa ad un eccellente livello di purezza merceologica, avendolo garantito anche con areazione forzata il raggiungendo dell’aerobiosi; sia creato un polo di riciclo e riuso nell’ambito di un Consorzio Pubblico (ATO – ARO) in cui sia riorganizzato il centro di smaltimento; sia adottata la strategia delle 4 R: Riduco, Riuso, Riciclo, Recupero, per esempio come nei sistemi Vedelago, Capannori o Colleferro, che vantano la rigenerazione di materie prime e creano impatti occupazionali di rilievo; siano compiuti investimenti sulla raccolta differenziata per accrescere in maniera consistente la quantità, al fine di ridurre il conferimento di rifiuti generalizzati; sia incrementata la raccolta differenziata porta a porta spinta, con una riorganizzazione del concetto di cassonetto e del suo posizionamento in luoghi pubblici; sia premiato il cittadino virtuoso con la promozione nei Comuni di iniziative come Arcipelago SCEC e relativa diminuzione progressiva della ex TaRES; siano sollecitate e promosse nelle scuole iniziative utili a coinvolgere gli studenti nel progetto complessivo del ciclo integrato dei rifiuti, in modo da incrementare le conoscenze, l'impegno, il senso di responsabilità sull'emergenza rifiuti e sulla necessità di affrontarla insieme come comunità; siano messe in atto iniziative sul territorio in collaborazione con i Comuni consorziati, capaci di coinvolgere la popolazione per far crescere l'interesse e l'attenzione su un tema che incide notevolmente sulla qualità della vita, per giungere ad un progetto il più possibile condiviso e partecipato; Bracciano, Qui il testo Originale con tutti i riferimenti di Legge https://drive.google.com/file/d/0B1POHgFXwiU2bERsQ0pIV3Z6VWs/edit?usp=sharing

Con osservanza. Bracciano Movimento Cinque Stelle

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Castel Romano, preso il piromane dell’Outlet: si tratta di un 61enne individuato grazie alle telecamere di videosorveglianza

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ROMA – A seguito di capillari indagini coordinate della Procura della Repubblica di Roma, i Carabinieri della Stazione di Roma Tor de Cenci hanno notificato un’ordinanza, emessa da Gip del Tribunale di Roma, che dispone la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla PG, da eseguirsi tutti i giorni presso la caserma di Pomezia, nei confronti di un uomo di 61 anni, gravemente indiziato di aver appiccato due incendi, questa estate, nella zona di Castel Romano.
 
Il primo incendio è stato commesso il 25 luglio 2022 nell’area verde adiacente il parcheggio dell’Outlet in via Ponte Piscina Cupa, contenuto solo grazie all’intervento del personale della vigilanza e dipendenti del centro commerciale che utilizzavano idranti ed estintori a loro disposizione. Il secondo, il successivo 2 agosto, nella stessa area verde, anche questa volta contenuto solo grazie all’intervento tempestivo dei Vigili del Fuoco.
 
I Carabinieri sono riusciti ad individuare il sospettato, attraverso ad un’attenta visione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona
 
Nello specifico, si vedeva l’uomo avvicinarsi all’area verde, limitrofa ai parcheggi – poi interessata dall’incendio – per entrarvi, quindi tornare indietro verso il proprio veicolo che aveva parcheggiato; dopo circa un minuto si vedeva il fumo fuoriuscire dalla medesima area verde e l’uomo entrare a passo spedito nel centro commerciale per poi riprendere l’auto e allontanarsi. Grazie, poi, ad alcuni riscontri testimoniali raccolti dai Carabinieri, è stata possibile la compiuta identificazione che ha portato all’odierna ordinanza che dispone la misura cautelare a carico dell’indiziato.
 
Nel corso delle attività di questa mattina per la notifica della misura cautelare, i Carabinieri hanno anche svolto una perquisizione domiciliare a carico dell’indagato, sequestrando gli indumenti indossati i giorni dell’incendio e della diavolina.
 
L’indagine, cosi come le altre di recente concluse per il reato in questione è frutto  della  elevatissima attenzione sul tema degli incendi da parte della Procura della Repubblica di Roma presso la quale opera pool di magistrati e investigatori specializzati , a cui l’Arma partecipa con la componente territoriale e con il comparto di specialità dei carabinieri per la tutela forestale, mettendo in campo tutte le professionalità disponibili per individuare gli autori di un così grave delitto.
 
 
 

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Cronaca

Tor San Lorenzo, 24enne beccato ai domiciliari con fucile a pompa e droga: arrestato e trasferito in carcere

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ARDEA (RM) – Arrestato mentre si trova ai domiciliari perchè trovato in possesso di un fucile a pompa marca Browning, risultato poi rubato, e di una modica quantità di marijuana, suddivisa in dosi, e un bilancino di precisione.
 
I Carabinieri della Stazione di Marina Tor San Lorenzo, unitamente a personale delle Squadre d’Intervento Operativo del 10° Reggimento Campania, hanno arrestato un 24enne, già sottoposto al regime degli arresti domiciliari, gravemente indiziato dei reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illegale di arma comune da sparo.
 
I militari, impegnati in un servizio straordinario di controllo del territorio, hanno controllato il rispetto delle prescrizioni imposte all’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari. Il 24enne sin da subito è apparso particolarmente nervoso, dettaglio che ha insospettito i Carabinieri, spingendoli ad effettuare un’accurata perquisizione in casa, che ha portato al sequestro di un fucile a pompa marca Browning, risultato oggetto di furto, una cartuccia calibro 12, nonché una modica quantità di sostanza stupefacente di tipo marijuana, suddivisa in dosi, e un bilancino di precisione. Nella circostanza i militari hanno sequestrato anche una roncola, considerata oggetto atto ad offendere, di cui l’uomo non ha saputo giustificare la provenienza.
 
L’arrestato è stato accompagnato presso la casa circondariale di Velletri, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Castelli Romani

Cabine fototessera, spengono 60 candeline: ad Ariccia un’eccellenza del “Made in Italy”

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Per celebrare questa storia nasce una collaborazione tra il Gruppo Dedem e Pininfarina

ARICCIA (RM) – A 60 anni si rifanno il look. Le cabine per fototessera, pezzi di storia del nostro Paese che dal 1962 fotografano le facce degli italiani e sono parte integrante della nostra geografia urbana, hanno ancora molto da raccontare e festeggiano il sessantesimo compleanno con un accordo con Pininfarina, per diventare ancora più iconiche e celebrare il Made in Italy e l’eccellenza italiana.

Dedem è l’azienda che produce ad Ariccia e gestisce le cabine per fototessera di tutta Italia

Da quando 60 anni fa installò la prima cabina a Roma, antenata del selfie, dentro la Galleria Alberto Sordi, fotografa le facce di tutti gli italiani. E racconta per immagini, con oltre 10 milioni di foto scattate l’anno, sei decenni di storia italiana, di cui ha registrato e accompagnato costumi, evoluzioni e cambiamenti, fotografandoli.

Esempio virtuoso e di successo di Made in Italy, oggi Dedem conta 500 dipendenti (tra i quali 200 tecnici sul campo). Nonostante le crisi congiunturali degli ultimi anni, ha continuato a crescere costantemente, aprendosi all’internazionalizzazione senza cedere alla delocalizzazione. E per dare continuità e compimento al progetto imprenditoriale dei fondatori, i manager dell’azienda hanno promosso un’operazione di management buy-out, acquisendo il Gruppo dai fondatori della società.

Oggi per celebrare questa storia nasce una collaborazione con Pininfarina, punta di diamante del design italiano e bandiera del made in Italy nel mondo. Da questo incontro nei prossimi mesi prenderà forma una nuova cabina per fototessera disegnata dall’azienda torinese, per celebrare la bellezza di questa storia profondamente italiana. Partendo dal prodotto attuale, Pininfarina andrà a definire un design, unico ed accattivante, per la nuova macchina curando l’intera esperienza dell’utente, attraverso le diverse fasi di progettazione. Prima dell’utilizzo, enfatizzando il design unico ed attrattivo, durante, prestando attenzione a tutti gli aspetti legati all’ergonomia e all’utilizzo sia della macchina che dell’interfaccia digitale e alla fine, creando una continuità formale tra gli elementi di design interni ed esterni e restituendo un’esperienza coerente tra il momento di fruizione ed il ritiro della fototessera.

È la storia di una cabina e di un’azienda che hanno sempre saputo rinnovarsi per essere al passo delle nuove tecnologie e delle mutate necessità del cittadino, dal bianco e nero al colore, dall’analogico al digitale, dai primordi della tecnologia all’avvento dei computer. Con più di 11mila apparecchiature (delle quali oltre 5mila cabine fototessera) dislocate prevalentemente tra Italia, Spagna e Israele, Dedem racconta un mondo in continua evoluzione, tra tradizione e progresso, andando incontro alla digitalizzazione e alla iper diffusione dei social con molteplici servizi, come i sistemi per la diretta acquisizione della foto digitale offerti alle Anagrafi dei Comuni o la app ImpressMe, che consente di stampare le foto conservate in smartphone e tablet.

Per rispondere alle sfide dei tempi, il Gruppo Dedem ha saputo mantenere salda la sua identità. Ha allargato il suo business al settore del leisure – con il brand di locali per il divertimento delle famiglie YOUNGO- e a quello dell’information technology e dell’e-government. E ha sempre strizzato l’occhio alle nuove tecnologie, scommettendo, con Prototek e Selltek, sulla stampa 3D e sulla simulazione di guida, divenendo azionista di Simfor, eccellenza spagnola specializzata nello sviluppo di sistemi di simulazione e realtà virtuale per la formazione dei conducenti di moto, auto e mezzi pesanti.

Con questo bagaglio di persone, idee e competenze, da sessant’anni Dedem è a servizio dell’uomo, semplifica la vita del cittadino, fotografa e accompagna il Paese che cambia.

Il convegno

Il Gruppo Dedem ha celebrato i suoi primi sessant’anni lo scorso fine settimana ad Ariccia, la bella cittadina in provincia di Roma che da oltre quarant’anni è il suo quartiere generale. Lo ha fatto con un convegno suddiviso in due momenti e introdotto dal Sindaco di Ariccia Gianluca Staccoli.

Dapprima, protagonisti del mondo dell’imprenditoria, dell’economia e delle istituzioni politiche si sono confrontati su Made in Italy e Imprese italiane come asset dell’economia nazionale, riflettendo sugli ingredienti vincenti delle aziende italiane che costituiscono la spina dorsale del nostro Sistema-Paese e sono alla base di quell’eccellenza italiana che ci rende grandi nel mondo.

A seguire, esponenti del mondo della cultura e studiosi del costume e della società hanno dialogato sul selfie in 200 anni di storia della fotografia; ragionando sul prodotto fototessera nelle sue molteplici accezioni di strumento di controllo sociale, veicolo di espressione artistica, mezzo di esplorazione identitaria. Come una sorta di tributo a quella “macchinetta”, antenata del selfie, che è il fulcro della storia passata, presente e futura del Gruppo Dedem e che, dalla sua tendina-sipario, come una vera e propria scatola magica, continua a proporre soluzioni utili al cittadino.

I festeggiamenti sono proseguiti, con spettacolo e musica, a Grottaferrata presso Villa Monte d’Oro, testimonial della serata i protagonisti della serie televisiva “Mare Fuori”.

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