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Eccellenze sotto scatto

Colle Dell’Acero, l’agriturismo top ai Castelli Romani

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La location conquista i pieni voti ad “Eccellenze sotto scatto”, la rinomata rubrica de L’Osservatore d’Italia

Si chiama Colle Dell’Acero, si trova a pochi passi da Roma nell’omonima strada via Colle dell’Acero, 14 (Velletri) ed è senz’altro uno dei migliori agriturismi del Lazio. I prodotti sono tutti biologici, a chilometro 0 e di prima qualità, serviti con gentilezza, il tutto in una atmosfera familiare calda e accogliente ma senza un briciolo di trascuratezza nel servizio.

Una location davvero bella a vedersi e pulita. Con un grande forno a legna che fa le pizze la sera e dove cuociono gli arrosti.

Il menù agrituristico è a costo fisso e c’è un apposito menù per i bambini. Abbondante e molto curato. Ci sono solo prodotti di stagione, infatti i piatti cambiano di settimana in settimana regalando sempre nuovi sapori.

La gestione è prevalentemente composta da persone giovani ma preparatissime. Sono “i figli” di una lunga tradizione. Si tratta della quarta generazione della famiglia Iacchelli insediatasi a Colle dell’Acero dal 1948. Il famoso nonno Elio, insieme a suo fratello, fondò La Società Agricola Iacchelli che prosegue oggi con sempre nuove idee e servizi. L’agricoltura rimane comunque il punto cardine. Nell’azienda Colle dell’Acero c’è una Fattoria Didattica dotata di Bioparco, parco giochi, attività per bambini,
area barbecue e un colorato e profumato punto vendita dove sono esposti tutti i prodotti genuini della terra. 

Senz’altro Colle dell’Acero è promosso a pieni voti dalla ormai consolidata rubrica de L’Osservatore d’Italia “Eccellenze sotto scatto”.


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Eccellenze sotto scatto

Napoli, tra costumi del teatro San Carlo e oggetti di porcellane di capodimonte arriva Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica”: una mostra (mozzafiato) da non perdere

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NAPOLI – Da non perdere “Napoli Napoli. Di lava, porcellana e musica” al Real Bosco e Museo di Capodimonte del capoluogo campano a cura di Sylvain Bellenger, l’exhibition è allestita fino al 21 giugno 2020 ed è organizzata in collaborazione con il Teatro San Carlo di Napoli, con gli “Amici di Capodimonte” e con la produzione e organizzazione della casa editrice Electa.

La mostra è allestita nell’Appartamento Reale, in ben 19 sale e si propone come una grande e magnifica scenografia di un’opera lirica ed è ideata dall’artista Hubert le Galì, i viaggiatori nel ripercorrere saranno immersi completamente nelle varie espressioni artistiche, in un tumulto di arte, ammireranno ben 150 costumi appartenenti alla sartoria del Teatro San Carlo, attualmente diretta da Giusy Giustino, oltre 1000 oggetti, fruiranno 300 celebri e famose in tutto il mondo Porcellane di Capodimonte.

A rendere l’experience, unica e di grande impatto emotivo i fruitori saranno accompagnati dalla musica grazie alle cuffie dinamiche, vivranno un’avventura unica, i viandanti saranno coinvolti completamente in un mondo incantato, vivranno i tempi di Carlo di Borbone e quelli di Ferdinando II, nella vita del settecento napoletano ed oltre. I viaggiatori ascolteranno nel girovagare nelle immense e le suggestive sale reali le musiche di Pergolesi, di Domenico Cimarosa, di Giovanni Paisiello, Leonardo Leo e Niccolò Jommelli. Vivranno nel ripercorrere l’Appartamento Reale le stesse emozioni dei viaggiatori del Grand Tour grazie anche alla tecnologia, infatti l’exhibition è una “sintesi di tutte le arti” e mette ben in mostra la pluridisciplinarità tipica della nostra contemporaneità.

La mostra è stata presentata in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione del Direttore del Museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger, della Sovintendente del Teatro di San Carlo, Rossana Purchia, del Presidente Amici di Capodimonte, Enrico di Lorenzo, del Direttore generale arte, mostre e musei Electa e del Presidente Comitato Scientifico Regione Campania delle Arti e Cultura, Patrizia Boldoni.

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Cultura e Spettacoli

Premio Nicola Fasano: tutti i premiati nella tenuta di Al Bano Carrisi

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Grande successo per l’edizione 2019 del “Premio Nicola Fasano” ideato dal ceramista Giuseppe Fasano e ospitata nella tenuta di Al Bano Carrisi.

Premiati tra gli altri AL Bano, Angelo Perrino, Francesco Schittulli, Michele e Salvatore Matarrese, Luca Montrone, Daniele Del Genio, l’Ammiraglio Donato Marzano e il prefetto Francesco Tagliente

Si è concluso con un grande successo l’edizione 2019 del “Premio Nicola Fasano” Grottaglie Città delle Ceramiche, organizzato nella tenuta di Al Bano dal vulcanico maestro ceramista grottagliese Giuseppe Fasano.

La serata, organizzata dalla giornalista Titti Battista e condotta magistralmente dalla giornalista Maria Liuzzi di TgNorba24, è iniziata con una “laudatio”, nel ricordo di Nicola Fasano e Carmelo Carrisi, da parte del prof Francesco Lenoci.

Si sono alternati in momenti di spettacolo la violinista Nancy Barnaba, l’applauditissimo duo Panama, i Terraròss, e Cinzia Tedesco.

La conduttrice Maria Luzzi e Giuseppe Fasano, tra un brano e l’altro, hanno consegnato il Premio al padrone di casa Al Bano Carrisi, all’Ammiraglio Donato Marzano, Comandante in Capo della Squadra Navale della Marina Militare; a Angelo Perrino, direttore affaritaliani.it; a Luca Montrone, presidente Gruppo Norba; all’oncologo Francesco Schittulli; a Sergio Fontana, presidente Confindustria Bari-Bat; agli imprenditori Michele e Salvatore Matarrese; a Francesco Cavallo, Presidente di Cantine San Marzano; all’avvocato martinese Angelo Lucarella; a Daniele Del Genio, presidente Cna Federmoda e patron Rossorame;. Ed ancora ai Terraross, alla Jazz vocalist Cinzia Tedesco; al duo della Band Panama; a Sabrina Cannas; a Eleonora Devitofrancesco; a Antonio Lobello, a Alberto Paglialunga; a Maria Wanda Valente e a Pino e Francesco Miola.

Il Premio al presidente Sergio Fontana, all’avvocato Angelo Lucarella e alla vocalist Cinzia Tedesco è stato consegnato dal prefetto Francesco Tagliente, già Questore di Roma

Il dinamico ideatore del Premio Giuseppe Fasano, si è confermato un autentico “vulcano” capace di mettere in evidenza le peculiarità di un’azione artistico-culturale iniziata dai suoi avi nel 1620 e tramandata da padre in figlio.

Chi ha conosciuto in vita il padre di Giuseppe Fasano, ne parla come di un artista vero, maestro su un duplice fronte: la trasmissione dell’arte ceramica ai figli e ad altri ceramisti e la capacità di dialogare con migliaia che chiedevano di visitare suo laboratorio, di conoscere dalla sua voce e di vedere plasmare con le sue mani l’amorfa argilla che, magicamente, acquistava forme e figure di grande fascino.

Tra gli invitati c’erano tantissime personalità, del mondo delle istituzioni, della cultura e dell’imprenditoria tra cui il Prefetto Francesco Tagliente con la moglie Maria Teresa Magrini Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana; Il comandante provinciale dei carabinieri di Brindisi, colonnello Giuseppe De Magistris; Il Sindaco di Cellino San Marco Salvatore De Luca, e tanti rappresentanti delle Forze armate e dell’imprenditoria come l’Imprenditore crispianese Nicola Colucci con la moglie Antonietta Greco.

E’ stata una serata anche benefica: parte del ricavato è stata devoluta all’associazione Simba, da anni impegnata nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Ospedale Ss. Annunziata di Taranto.

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Cronaca

Nelle tenute di Al Bano Carrisi va in scena il premio Nicola Fasano 2019

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Saranno le Tenute di Al Bano Carrisi, a Cellino San Marco, ad ospitare la terza edizione del Premio “Nicola Fasano” – Grottaglie Città delle Ceramiche.
L’ evento si terrà il prossimo venerdì 6 settembre alle ore 20 proprio nella suggestiva ed affascinante Tenuta Carrisi, circa cento ettari di terreno che parlano del legame che Al Bano ha con la terra e con la natura, della sua storia familiare ed artistica.

Dopo il grande successo riscosso lo scorso anno nella location del Parco della Civiltà a Grottaglie, gli organizzatori della manifestazione, guidati dall’instancabile promotore Giuseppe Fasano, non casualmente hanno scelto le Tenute di Al Bano come sede del Premio di quest’anno.

Al Bano e Giuseppe Fasano sono legati da un’amicizia pluridecennale che non ha interrotto il legame tra la famiglie Fasano e Carrisi, già dai tempi un cui erano in vita Nicola Fasano e Carmelo Carrisi.
Il premio prende il nome “Nicola Fasano” proprio per l’operato di quest’ultimo, vero maestro della lavorazione della ceramica e bravo soprattutto nel tramandare l’arte della ceramica ai figli e ad altri ceramisti. Oggi il figlio Giuseppe si spende per continuare a far conoscere l’arte della lavorazione della ceramica ai giovani e coltiva questa sua forte passione con dedizione ed entusiasmo.
Ad essere premiati durante la serata saranno personaggi del mondo della cultura, del commercio, dell’imprenditoria e delle istituzioni.
La serata sarà condotta dalla giornalista Maria Liuzzi.
Giampiero Laera

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