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Control, il nuovo incubo sovrannaturale di Remedy

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Control è finalmente arrivato su Pc, Xbox One e Ps4. Il titolo sviluppato da Remedy Entertainment, software house già ben nota per aver prodotto capolavori del calibro di Max Payne, Alan Wake e Quantum Break, irrompe sul mercato con una storia incredibile dove il sovrannaturale e l’alone di mistero che avvolge la trama riescono a catturare il giocatore fin dai primi minuti di gioco. Ma cos’ha di così speciale questo titolo? Andiamolo a scoprire insieme. Jesse Faden è una ragazza di origini statunitensi che, a distanza di tanti anni da un misterioso incidente durante il quale perse il fratello, decide finalmente di fare chiarezza e si reca quindi al Federal Bureau of Control, una struttura governativa impegnata nello studio di fenomeni sovrannaturali.

 Varcata però la soglia della sede newyorkese del Bureau, denominata Oldest House, Jesse capisce che qualcosa non va: la reception è deserta, alcuni monitor mostrano la scritta rossa “Isolamento Interno Attivo” ed anche nei primi uffici che incontra non c’è traccia di dipendenti. Più si addentra nella struttura, più la cosa si fa strana: incontra lo strambo custode del palazzo che, con accento finlandese, le dice di procedere per il suo colloquio di aiutante custode, e mentre procede sembra parlare con una qualche voce nella sua mente, apparentemente qualcuno del suo passato. Alla fine arriva fino all’ufficio del direttore del Bureau, sente il rumore di uno sparo fuori la porta e, quando si precipita all’interno, lo trova morto con la sua pistola a terra, come se si fosse suicidato. Sì, sta senza dubbio accadendo qualcosa di strano ed è da qui che la trama di Control prende vita. Ancora sotto choc per il suicidio del titolare dell’agenzia, Jesse raccoglie la pistola del direttore per trovarsi improvvisamente a puntarsela alla testa, dopo di che ha la visione di una piramide capovolta con una voce, “il Consiglio”, che le spiega che deve superare una sfida per dimostrare di avere le qualità giuste per diventare il nuovo Direttore. Improvvisamente si trova quindi nel “piano astrale”, un’area/percorso composta da parallelepipedi fluttuanti, nella quale deve dimostrare di saper combattere una serie di nemici usando sia gli attacchi corpo a corpo che l’Arma di Servizio, la particolare pistola che solo i direttori del Bureau possono impugnare. Questa sezione è di fatto un breve tutorial al sistema di combattimento di Control. Superata questa fase, Jesse viene suo malgrado nominata direttore e, come se non bastasse, inizia anche a sentire la voce del precedente direttore, che le dice che deve salvare il posto dalla crisi che sta attraversando. Da questo punto proseguendo con l’esplorazione della “Oldest House” si verrà a conoscenza del fatto che il luogo è stato invaso da una presenza sovrannaturale chiamata Hiss, che si è impadronita di tutti i dipendenti tranne che per quei pochi che indossano dei particolari corpetti protettivi. Ovviamente Jesse non ha bisogno di tale apparecchio in quanto sembra che la protagonista sia naturalmente immune al contagio dell’Hiss, cosa che la rende la persona più adatta per combattere l’invasione; forse il fatto che sia arrivata proprio in questo momento non è un caso. Questo è solo l’inizio della storia di Control, nella quale nei panni di Jesse si inizieranno a scoprire tutti i segreti del Bureau, incontrando alcuni dei personaggi di spicco, sbloccando un po’ alla volta tutte le aree del palazzo e cercando di venire a capo del mistero della scomparsa di suo fratello, Dylan. Il tutto mentre si acquisiscono gradualmente nuove abilità utili a combattere le schiere di esseri che l’Hiss manderà contro il giocatore, liberando una dopo l’altra le zone dall’infezione per riprendere così il controllo della struttura. Insomma, la trama di Control è tutt’altro che semplice e per comprenderla sarà necessario svelare numerosi segreti e misteri.

Per far vivere questa avventura in maniera degna, i ragazzi di Remedy hanno scelto un formato con il quale si trovano ormai a loro agio, quello dell’action-adventure in terza persona, ma introducendo numerose novità rispetto ai loro titoli precedenti come Quantum Break ed Alan Wake. Per prima cosa c’è la struttura aperta della mappa, anzi delle mappe, infatti, se inizialmente si potrà esplorare un solo piano della Oldest House, una volta che si riuscirà a revocare il blocco di sicurezza interno ci si potrà spostare a piacimento tra i vari piani dell’edificio. Ogni livello ospita una diversa divisione: manutenzione, ricerca, contenimento ecc… e ognuno di questi piani ha la sua mappa diversa dagli altri sia per planimetria che per estensione. In ogni ambiente di Control ci si trova in un luogo in cui viene fatto pesante uso di “Oggetti del Potere”, ossia particolari oggetti intrisi di potere sovrannaturale, fatti per stravolgere le leggi della fisica e creare spazi enormi in quello che esternamente sembra un normale palazzo newyorkese. Ecco quindi che alcuni piani dell’edificio contengono silo giganteschi o enormi cave sotterranee, mentre altri sembrano maggiormente dei “semplici” uffici e laboratori di ricerca, anche se di semplice in questo posto c’è davvero ben poco. Tutto ciò che abbiamo descritto, una volta sbloccato, diventa liberamente esplorabile – con tanto di sistema di viaggio rapido costituito da dei punti di controllo “purificabili” dopo aver combattuto i soldati dell’Hiss che infestano l’area – più o meno liberamente a seconda del livello di accesso ottenuto da Jesse e dei poteri posseduti. Gli sviluppatori hanno infatti strutturato la mappa del gioco in modo tale che molte aree sono bloccate da porte che richiedono un certo livello di sicurezza o magari si trovano burroni enormi a separare due aree, raggiungibili solo con il potere di levitazione. Jesse è infatti molto speciale: oltre ad essere immune dall’Hiss, può anche controllare alcuni particolari oggetti, chiamati “Oggetti del Potere” per guadagnare nuove abilità come, appunto, la Levitazione, la possibilità di compiere veloci scatti, la capacità di crearsi un muro di detriti per proteggersi dal fuoco nemico, la telecinesi per afferrare e scagliare con forza gli oggetti e altri che vi lascio scoprire da soli. Non tutti questi poteri sono obbligatori; alcuni vengono recuperati nel corso della storia principale, ma altri sono acquisibili solo svolgendo delle missioni secondarie. La struttura “open” della mappa ha infatti permesso al team di sviluppo di Remedy Entertainment di inserire anche una serie di quest non obbligatorie, assegnate da alcuni personaggi come il Custode o scoperte tramite la lettura dei documenti sparsi per il gioco, che permettono di ottenere risorse, utilizzabili poi per potenziare sia Jesse e relativi poteri che la sua arma, e nuovi poteri, oltre a scoprire maggiori retroscena sulla storia del Bureau. Svolgere queste missioni, così come esplorare a fondo ogni area che si attraversa, è inoltre utile per trovare i tantissimi oggetti collezionabili – documenti e registrazioni audio e video – che permetteranno ai giocatori più incalliti di ottenere il 100% di completamento del gioco.

Al di là dell’interessante storia personale di Jesse sono probabilmente i personaggi “secondari” ad essere il vero fiore all’occhiello di Control. Il burbero e misterioso inserviente Ahti, l’ex Direttore Trench e il Dr. Darling sono alcuni esempi di una recitazione di altissimo livello in grado di trasmettere a pieno la profondità di comprimari caratterizzati con notevole maestria. Sia che si ami immergersi nella lore sia che si preferisca vivere la trama in maniera lineare senza divagare più di tanto dall’azione, Controlnon tradirà le aspettative in quanto ce n’è davvero per tutti i palati e la longevità stessa dell’esperienza può passare dalle 10 ore al superare senza alcun problema le 20. Una volta terminata la storia si resterà comunque nel palazzo dell’Agenzia con la possibilità di completare le missioni non ancora ultimate, quindi non serve necessariamente fare tutto prima dei titoli di coda; Remedy prevede peraltro diverse espansioni nei prossimi mesi che introdurranno probabilmente nuove aree dell’edificio e nuovi poteri, quindi ci sarà più di un’opportunità per tornare a giocare.  Mantenendo la cura nella narrazione e la grande capacità nella costruzione di universi e lore abitati da esseri e personaggi complessi e affascinanti, il team finlandese si è spinto oltre la propria zona di comfort abbracciando una sperimentazione che ha dato vita ad aree che per level design, impatto visivo e di gameplay ricordano i migliori lavori di Arkane Studios. Che si tratti di un misterioso frigorifero da non perdere assolutamente di vista, della missione Specchio Riflesso, del Labirinto del posacenere, o della “piccola” deviazione alla ricerca dell’enigmatico Ahti, i momenti memorabili sono davvero parecchi e si insinuano sia nella storia principale che nelle missioni secondarie. Altro aspetto davvero ben riuscito è il combat system. I combattimenti di Control si trasformano presto in un’apoteosi di distruzione tra sparatorie, utilizzo di poteri e corse frenetiche sul campo di battaglia, il tutto reso ancor più spettacolare non solo dagli effetti visivi di poteri ed esplosioni, ma anche dall’enorme distruttività dell’ambiente che vede praticamente qualsiasi elemento frantumarsi, scomporsi e rispondere fisicamente alle sollecitazioni, creando un tripudio di frammenti e particelle che permeano la scena durante gli scontri più intensi. A differenza dei precedenti titoli Remedy, in cui il numero dei nemici in ogni scontro era tutto sommato contenuto, qui possiamo trovare orde anche molto numerose di nemici, con un’ampia varietà di tipologie che spazia dai soldati semplici ad esseri esplosivi fino a quelli capaci di fluttuare nell’aria e lanciare attacchi telecinetici o quelli protetti da uno scudo di detriti che sparano granate e missili i quali possono essere rimandati indietro al mittente grazie all’utilizzo dei poteri telecinetici della protagonista. Detto ciò va ricordato che control, pur mantenendo il parlato in inglese, è localizzato in italiano nei testi, così da permettere a tutti di godersi la trama. Certo, l’effetto non è lo stesso di un doppiaggio, ma sicuramente i sottotitoli aiutano molto chi non parla la lingua inglese.

Per quanto riguarda l’aspetto grafico, Control utilizza lo stesso motore grafico utilizzato per Quantum Break, il Northlight, che ha permesso agli sviluppatori di dar vita alla grande distruttività ambientale del titolo e non dà cenno di cedimento neanche nei combattimenti più caotici, ma la resa grafica pur mantenendo una certa suggestività non dà il massimo in quanto a pulizia dell’immagine, mantenendo quella “sgranatura” dei materiali che era presente anche nel precedente titolo di Remedy. Inoltre il fatto che il gioco non supporti l’HDR è un vero peccato, perché le ambientazioni avrebbero letteralmente brillato in questo formato. Da sottolineare poi che quando si riavvia il gioco da una pausa o da una sospensione della console, il motore arranca un po’ producendo cali di frame-rate che però durano solo un paio di secondi. Nulla da dire invece sulle animazioni facciali, che si attestano sempre a livelli eccellenti. Tirando le somme, con Control Remedy Entertainment e 5050 Games hanno portato su Pc e console un vero e proprio capolavoro. Infatti, tralasciando il fatto che manca il doppiaggio in italiano e che la grafica non sia proprio sempre perfetta, la storia proposta è un vero e proprio capolavoro. Lasciarsi sfuggire Control sarebbe un vero errore, infatti produzioni così valide da un punto di vista narrativo raramente riescono a essere lanciate sul mercato. Le grandi qualità di questo titolo sicuramente lo eleggono a uno delle produzioni più interessanti attualmente in commercio.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8

Longevità: 8,5

Gameplay: 9,5

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise 

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I migliori videogiochi in uscita nel 2022

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Sarà un inizio dell’anno davvero entusiasmante per gli amanti dei videogiochi; da un po’ di tempo, infatti, le festività natalizie non sono più l’unico periodo designato per l’uscita dei blockbuster più importanti e così il primo trimestre dell’anno rappresenterà un momento particolarmente caldo per il lancio di numerosi titoli. In questo articolo cercheremo di elencare alcuni di quelli maggiormente attesi dagli appassionati, per console e non solo.

Già il mese di gennaio risulterà piuttosto consistente, a partire da uno dei giochi più amati, Elden Ring, che uscirà il 21 per PlayStation 4 e 5, Xbox e PC. Seguirà, il 28, Pokémon Legends Arceus per Nintendo Switch, ambientato in un’antica regione e realizzato in pieno stile action. Tra i giochi in uscita all’inizio del 2022 c’è anche Horizon Forbidden West, un’esclusiva della Sony che rappresenta il sequel di Guerrilla Games; la protagonista Aloy si ritroverà ancora una volta ad affrontare un mondo post-apocalittico, particolarmente ostile e governato da macchine; il gioco verrà lanciato il 18 febbraio per PlayStation 4 e PlayStation 5. Sempre a febbraio, ma il 25, uscirà il reboot di Violition Inc. dal titolo Saints Row; girerà su PS4 e 5, Xbox e computer e sarà ambientato in un mondo in cui ogni cosa è concessa e un gruppo di amici si troverà ad affrontare una realtà criminale, tra sparatorie e inseguimenti.

Anche marzo sarà piuttosto interessante, a partire dal lancio di un grande classico, Gran Turismo 7, in esclusiva per PlayStation 4 e PlayStation 5 dal 4 del mese. Il giorno successivo sarà la volta di un altro dei videogame più amati dai gamer, Grand Theft Auto V, che rappresenta forse il gioco del genere avventura “sparatutto” per eccellenza; girerà su tutte le piattaforme, dal PC alla PlayStation, passando per la potente console Xbox One. Il 16 marzo uscirà invece l’adventure Tunic, mentre il 25 sarà la volta del gioco di ruolo Tiny Tina’s Wonderlands. Il 28 aprile vedrà il lancio di S.T.A.L.K.E.R. 2: Heart of Chernobyl, che sarà disponibile esclusivamente per computer e Xbox Series X|S; mentre il 24 maggio sarà la volta di un altro gioco di ruolo, Forspoken, che girerà esclusivamente su PlayStation 5.

Questo è soltanto un assaggio di ciò con cui gli appassionati di gaming potranno sbizzarrirsi nella prima parte dell’anno; le uscite sono infatti molto più numerose e toccano svariati generi. E quando parliamo di gaming non bisogna mai dimenticare che ci riferiamo a un mondo molto più ampio e che va oltre i giochi da console. Da diverso tempo, infatti, si registra una crescita costante delle piattaforme di casinò online, particolarmente apprezzate dagli amanti del genere per la possibilità di scegliere tra numerosi giochi e passatempi anche live. Quando ci si approccia a questo genere di attività, il consiglio è ovviamente sempre quello di fare una verifica accurata sui migliori casinò online tramite i siti di informazione che forniscono tutti i dettagli su chi possiede o meno la licenza ADM, sui vari sistemi di sicurezza, le certificazioni internazionali, la reputazione e, in generale, tutti quei dati che consentono al giocatore di divertirsi in piena tranquillità.

Anche le app per dispositivi mobile riscuotono ormai un grande successo tra chi ama avere sempre a disposizione qualcosa con cui giocare in ogni momento della giornata: dagli scacchi alle saghe come Candy Crash e Pokémon Go, classici oramai intramontabili e che, di anno in anno, continuano a registrare sempre più download.

Per concludere questa carrellata di titoli, vogliamo segnalare anche alcuni lanci più o meno confermati e previsti per la fine del 2022, più precisamente nel mese di novembre. L’11, ad esempio, sarà la volta di Starfield, un gioco di ruolo fantascientifico sviluppato da Bethesda e disponibile su PC e Xbox Series. Altri titoli in uscita, sebbene non sia stata ancora ufficializzata una data, sono A Plague Tale Requiem e Bayonetta 3, che verrà lanciato sulla piattaforma Nintendo Switch; e poi ancora God of War Ragnarok per PlayStation 4 e PlayStation 5, e il sequel del mitico The Legend of Zelda Breath of the Wild, di cui ancora non si conosce il titolo preciso e che verrà presentato su Nintendo Switch.

Questi sono, insomma, i migliori videogiochi in uscita nel 2022, che i gamer più accaniti non vedono l’ora di possedere. Altri titoli verranno sicuramente resi pubblici con il passare delle settimane e molte date saranno ufficializzate in maniera più precisa. È indubbio che sarà un 2022 all’insegna del divertimento, almeno dal punto di vista videoludico, tra novità e conferme, grandi attese e sorprese. Non resta dunque che fare il conto alla rovescia e arrivare a gennaio.

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Farming Simulator 22, tutti pazzi per l’agricoltura

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Farming Simulator 22 è l’ultimo capitolo della famosissima serie dedicata alla gestione di una azienda agricola in tutti i suoi aspetti. Con il nuovo capitolo, disponibile su PC, PS4, PS5, Xbox One, Xbox Series X|S e Google Stadia, chiunque può mettersi alla prova e scoprire il meraviglioso quanto complesso mondo dell’agricoltura e del commercio. Con uno sforzo produttivo completamente interno alla software house (Giants Software), il titolo si presenta all’appello in forma smagliante e con una interessante rassegna di novità contenutistiche. Dopo esserci messi al volante di trattori, irroratrici e mietitrebbie su Xbox Series X per molte ore, siamo pronti a proporvi la nostra recensione di Farming Simulator 22 e il nostro giudizio è davvero positivo. In questa nuova incarnazione della saga, gli aspiranti agricoltori possono decidere di piantare radici in tre differenti località: Elmcreek, nel Midwest americano, Haut-Beyleron, nel sud della Francia, ed Erlengrat, nel cuore delle Alpi. Le tre mappe propongono una buona varietà ambientale, e risultano ben caratterizzate, con una particolare menzione positiva per lo scenario d’ispirazione francese, che tra stradine di campagna, piccoli paesini, ponti di pietra e mongolfiere che si levano all’orizzonte è sicuramente quello che ci ha colpito di più. Dopo aver deciso l’aspetto del proprio avatar a partire da alcuni modelli predefiniti, è tempo di iniziare a lavorare. A seconda del proprio grado di esperienza con la saga gestionale, è possibile optare per tre differenti livelli di difficoltà. A seconda della scelta, come già accennato, ci si troverà ad iniziare l’avventura con già una buona dotazione di terreni e macchinari (oltre che con un corposo gruzzolo da parte) oppure a dover cominciare sostanzialmente da zero la propria attività. Inutile dire che per coloro che si avvicinano a Farming Simulator per la prima volta è caldamente consigliato di intraprendere la via più semplice, che consente di sperimentare con maggiore libertà la proposta contenutistica del gioco. In piena continuità con la storia della serie, Farming Simulator 22 non include alcun tipo di comparto narrativo, ma lascia invece completa libertà al giocatore su ogni fronte dell’esperienza. Spaziando tra agricoltura, allevamento e silvicoltura, i giocatori possono cimentarsi in una rosa di attività davvero molto ampia. Si vuole diventare maestri dell’appalto e ampliare progressivamente il proprio parco macchine per servire i colleghi contadini della regione? Si preferisce diventare magnati della produzione dei cereali, concentrarsi sull’allevamento di equini o specializzarsi nella crescita di aree boschive per la produzione di legname? Ognuna di queste opzioni, e infinite altre, è assolutamente possibile. Se da una parte una tale libertà potrebbe a primo acchito lasciare un po’spaesati, possiamo garantire che invece è proprio quest’ultima a rappresentare uno dei principali punti di forza dell’esperienza proposta da Farming Simulator 22. Dopo le prime ore di gioco, quando le risorse inizieranno progressivamente ad aumentare, ci si trova senza rendersene conto a riflettere su quali passi intraprendere nelle giornate di lavoro che attendono il proprio alter ego virtuale, e vi assicuriamo che non mancheranno mai le cose da fare.

Una nota dolente sta nella mancanza di tutorial di gioco effettivi (lo start “tutorial” consiste in pochissimi passaggi, molto criptici, ed in una dotazione iniziale di attrezzi, soldi e campi), solo marginalmente coperta da una guida testuale precisa ma troppo sintetica. Imparare a giocare a Farming Simulator 22 può essere frustrante, soprattutto con un approccio offline e scevro da video-tutorial ed affini. Certo, una volta capite le meccaniche di guida, di utilizzo degli attrezzi e le diverse fasi di crescita dei raccolti, il risultato è garantito, ma arrivarci può essere duro. Soprattutto perché il gioco si prende il suo tempo: nonostante sia possibile velocizzare lo scorrere dei giorni allo stesso modo è impossibile velocizzare il lavoro. In poche parole, mentre il tempo scorre alla sua velocità massima, accelerando il ciclo giorno-notte, l’efficienza lavorativa di chi gioca sarà sempre la stessa, così come quella degli aiutanti. Non potrebbe essere diversamente, vista la natura simulativa dell’utilizzo dei diversi strumenti a disposizione, ma resta un problema non indifferente nel momento in cui si devono gestire campi di grosse dimensioni. Questa lentezza intrinseca trasforma il processo “tenta e sbaglia” in una piccola agonia, che consigliamo di sopportare nelle prime fasi di apprendimento, al fine di poter godere di un videogame comunque di grande pregio. Insomma, all’inizio si deve un po’ tribolare, ma chi saprà aspettare potrà godere di un titolo assolutamente in grado di dare soddisfazioni enormi. Ma che cosa porta dunque di nuovo Farming Simulator 22? In verità molte cose. Tra queste ultime spicca la canonizzazione di un vero e proprio calendario stagionale in-game. Originariamente introdotto dalla community con Mod dedicate, la feature è ora stata prevista dalla stessa Giants Software. Coerentemente con l’alternarsi di primavera, estate, autunno e inverno, i campi possono accogliere solamente alcune tipologie di raccolto, mentre le mappe di gioco si tingeranno di neve o dei colori dei fiori di campo. Una piacevole aggiunta che aggiunge spessore al gameplay, senza tuttavia creare vincoli eccessivi. I giocatori possono infatti modificare a piacimento la durata di ogni stagione, così da vivere Farming Simulator 22 con il ritmo che preferiscono. Un introduzione dunque interessante, che trova un buon accompagnamento nelle nuove opzioni di gestione dell’intera filiera produttiva. Quindi, con Farming Simulator 22, gli agricoltori virtuali possono decidere di vendere sul mercato i propri prodotti della terra, ma questa non è l’unica opzione possibile. Accumulando abbastanza terreni e risparmi, sarà infatti possibile ampliare le proprie attività, lavorando le materie prime e commerciando direttamente i prodotti finiti. Un esempio? Se si coltivano campi di vite e si dispone di un enorme carico d’uva matura, ora si può decidere di venderla semplicemente al miglior offerente, oppure di trasformarla in vino. Questa dinamica, pur non rivoluzionando l’esperienza, offre un interessante dinamismo all’economia in-game, oltre che un gradito ampliamento delle attività disponibili nel gioco. E proprio a tale proposito, il titolo è ricco di nuove colture. Ecco dunque entrare in gioco quindi le già citate viti, novità assoluta per la serie insieme agli ulivi. Sul fronte dell’allevamento, si possono invece citare l’interessante scelta di introdurre la pratica dell’apicoltura, che va ad affiancarsi ai tradizionali pascoli dedicati a cavalli, pecore, mucche e maiali. Le nuove colture si accompagnano immancabilmente a macchinari specifici, come i colossali veicoli necessari per la vendemmia, per un parco macchine davvero impressionante, nel quale ogni strumento agricolo è replicato sin nei minimi particolari. A cavallo tra novità e tradizione, Farming Simulator 22 introduce dunque una interessante selezione di aggiunte, che ogni giocatore può decidere di sfruttare liberamente. Anche in questo capitolo, permane infatti la possibilità di personalizzare ampiamente l’esperienza, includendo od escludendo singoli aspetti del gameplay del simulatore agreste. E a proposito di personalizzazione, segnaliamo che la politica di Giants Software nei confronti delle Mod non è assolutamente cambiata: c’è dunque da aspettarsi la consueta abbondanza di contenuti prodotti dalla community, anche su console.

La scelta degli sviluppatori di Farming Simulator 22, con un passo avanti richiesto a gran voce da tempo, è quella di lasciar divertire il giocatore con le diverse attività simulative garantendo la possibilità di gestire i numerosi campi acquistabili in maniera più gestionale. Questo macro-management è garantito dalla possibilità di teletrasportarsi all’interno dei punti di riferimento e di ogni veicolo posseduto, al fine di controllare lo stato di lavoro di quanto affidato agli aiutanti. Questi ultimi sono dei contadini a contratto, che lavoreranno per un corrispettivo orario con ogni tipo di compito da svolgere. Un concetto non banale: fino all’edizione 21 essi si limitavano ad utilizzare i macchinari indicati dal giocatore. Oggi invece è possibile accedere al pannello di controllo dedicato, creare delle task di vario genere (guida, trasporto, lavoro) e seguire su mappa in tempo reale il loro operato. Una scelta necessaria per far sopravvivere il brand ma ancora non sufficiente per portarlo a quei livelli gestionali necessari soprattutto dal mid/end-game. La IA ancora non brilla per autonomia, comportando blocchi continui nelle opere e nei trasporti, mentre l’aspetto economico di acquisto/vendita dei prodotti è ancora fin troppo rudimentale. Farming Simulator 22 segue un percorso prevedibile, voluto, ma timido rispetto alle potenzialità della saga. A questo si aggiunge un comparto tecnico che continua a fare semplicemente il suo lavoro e che non stupisce al cento per cento, eccellendo solo nella ricostruzione dei macchinari, fedele sia per gli esterni che per gli interni. Questa fedeltà si interrompe però nel momento di ammirare la “bellezza” della natura che circonda le proprietà, che migliora di anno in anno come rifinitura delle textures ma che rimane ancorata ad un’impalcatura visiva ormai piuttosto vecchiotta. Neanche le luci risultano migliorate in maniera particolare, con uno sbalzo tra giorno e notte mitigato da albe e tramonti davvero poco ispirati. Tirando le somme, non esitiamo nell’affermare che Farming Simulator 22 rappresenta al momento il capitolo più completo della serie. Per coloro che già hanno avuto modo di apprezzare il duro lavoro richiesto dai campi di Giants Software, dunque, è probabile che questa nuova incarnazione rappresenti un’ottima occasione per fare ritorno in fattoria. Trovandosi immediatamente a casa, i veterani della saga potranno rapidamente apprezzare le novità contenutistiche, senza troppe incertezze. Lo stesso non si può dire però dei novizi. La mole di veicoli, dinamiche e possibilità è infatti tale da avere un impatto inizialmente frustrante sui nuovi giocatori, e l’assenza di un tutorial dettagliato potrebbe scoraggiare i più. Intendiamoci, Farming Simulator 22 è un prodotto di buona fattura, come sempre è stato dal 2008 a questa parte e quest’anno la strada sembra solcare finalmente quel percorso, invocato da tempo, più gestionale e approfondito, almeno per quel che concerne le meccaniche gestionali e finanziarie. Il salto in avanti degli aiutanti è notevole, ma ancora troppo timido per costituire il cambio di passo necessario al brand per spiccare il volo, soprattutto alla luce del prezzo di acquisto non più irrisorio. In ogni caso, Farming Simulator 22 è un prodotto che diverte, complesso e appagante. Sicuramente piacerà di più agli appassionati del genere, ma con un po’ di pazienza chiunque può diventare un vero e proprio magnate dell’agricoltura.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro:8

Gameplay: 8,5

Longevità: 9

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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Sicurezza online, Italia terza al mondo fra le nazioni più colpite dai cybercriminali

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Il nostro Paese si conferma ancora tra le nazioni più colpite dai cybercriminali: a ottobre è terza al mondo per numero di ransomware e quarta per numero di malware. I ransomware mirati nel 2021 hanno colpito soprattutto il settore governativo e quello industriale, che insieme hanno rappresentato quasi il 50% dei casi rilevati dal servizio, altri bersagli preferenziali sono stati il settore IT e le istituzioni finanziarie. I dati sono raccolti nelle ricerche di due diverse società di sicurezza, Kaspersky e Trend Micro Research, e danno la fotografia del nostro Paese sempre più nel mirino della criminalità informatica. In generale, secondo Trend Micro Research, ad ottobre il numero totale di ransomware intercettati in tutto il mondo è stato di 1.297.400. Gli Stati Uniti sono il Paese maggiormente colpito, con il 23,4% di attacchi, a seguire Francia (7,5%), Italia (5%), Belgio (4,5%) e Brasile (3,8%). “Abbiamo iniziato a parlare dei cosiddetti Ransomware 2.0 nel 2020, e quello che abbiamo visto nel 2021 è stato lo sviluppo di una nuova era di questo tipo di malware – ha commentato Vladimir Kuskov, Head of Threat Exploration di Kaspersky – Gli operatori di ransomware non stanno solo crittografando i dati; li stanno anche rubando da obiettivi critici su larga scala e stanno minacciando di divulgare queste informazioni nel caso in cui le vittime si rifiutino di pagare. Questa tipologia di minaccia sarà molto popolare anche per il prossimo anno”. Sempre per quanto riguarda la sicurezza, arriva un’etichetta di qualità, europea, che attesta la sicurezza informatica delle imprese del settore delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Ict), che offrono servizi di cybersecurity. Tale certificazione viene erogata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) attraverso l’Istituto di informatica e telematica (Cnr-Iit) del Cnr di Pisa, insieme al Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica (Cini) e il Consorzio nazionale interuniversitario per le telecomunicazioni (Cnit). Il servizio, già attivo, si rivolge alle aziende che hanno la sede legale e il loro mercato principale sul territorio europeo e in Gran Bretagna. Il bollino di garanzia è un sostegno ai player europei del settore ma anche, osserva Paolo Prinetto, direttore del laboratorio nazionale di cybersecurity, “uno strumento perr rafforzare i confini cibernetici europei per offrire alle nostre aziende l’opportunità di riconoscersi, misurarsi e offrire i propri servizi sul mercato comunitario, superando una logica di barriere nazionali e lavorando in sinergia per costruire un ‘sistema Europa’ più robusto ed efficace.

F.P.L.

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