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Salute

Covid, diminuiscono ancora tasso e ricoveri in intensiva

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Sono 49.571 i nuovi contagi da Covid registrati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i contagiati erano stati 54.088.

Le vittime sono 121, in calo rispetto alle 244 di ieri. Il tasso è al 17,1%, in calo rispetto a ieri quando era al 19,2%. Sono stati eseguiti in tutto, tra antigenici e molecolari, 290.013 tamponi. Sono invece 382 i pazienti ricoverati in terapia intensiva (18 meno di ieri), mentre gli ingressi giornalieri sono 28. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 10.602, rispetto a ieri 166 in meno.Gli italiani positivi al Coronavirus sono attualmente 1.286.726, ovvero 36.538 in meno rispetto a ieri. In totale sono 21.002.773 i contagiati dall’inizio della pandemia, mentre i morti salgono a 172.003. I dimessi e i guariti sono 19.544.044 con un incremento di 86.714

Dal 24 agosto 2021 al 27 luglio 2022 sono stati segnalati 873.791 casi di reinfezione, pari a 5,4% del totale dei casi notificati nello stesso periodo. Nell’ultima settimana la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati nella stessa settimana risulta pari a 12,6%, in aumento rispetto alla settimana precedente. E’ quanto emerge dal Report esteso sul Covid in Italia che integra il monitoraggio settimanale. Dall’inizio dell’epidemia di Covid in Italia fino al 27 luglio sono stati diagnosticati e riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19 20.883.670 casi, di cui 168.075 deceduti. Nelle ultime due settimane, fra l’11 e il 24 luglio, sono stati segnalati 1.105.799 nuovi casi, di cui 738 deceduti. Il bilancio e’ contenuto nel Report esteso dell’Istituto Superiore di Sanità.

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Salute

Malattie dell’apparato respiratorio: sintomi e profilassi

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Le malattie dell’apparato respiratorio sono tra le condizioni più comuni che affliggono la popolazione mondiale, variando da infezioni lievi a patologie croniche e potenzialmente fatali. Riconoscere i primi sintomi e sapere come affrontare queste malattie è cruciale per prevenire complicazioni e migliorare la qualità della vita.

I sintomi iniziali delle malattie respiratorie possono variare notevolmente a seconda della patologia, ma alcuni segnali comuni includono:

  1. Tosse Persistente: Una tosse che dura più di qualche settimana può essere indicativa di bronchite, asma, polmonite o altre condizioni respiratorie. La tosse può essere secca o produttiva (con espettorato).
  2. Dispnea: La difficoltà respiratoria o mancanza di respiro, nota come dispnea, può manifestarsi durante l’attività fisica o a riposo. Questa è un sintomo chiave in patologie come l’asma, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’insufficienza cardiaca.
  3. Sibili: Un suono sibilante durante la respirazione, spesso associato all’asma e alla BPCO, indica una restrizione delle vie aeree.
  4. Dolore Toracico: Dolore o senso di oppressione al petto possono essere sintomi di infezioni polmonari come la polmonite o di condizioni più gravi come l’embolia polmonare.
  5. Febbre: Una temperatura elevata può accompagnare infezioni respiratorie acute come l’influenza, la polmonite e la bronchite.
  6. Affaticamento: Stanchezza e debolezza sono sintomi non specifici che possono essere associati a numerose malattie respiratorie, particolarmente nelle forme croniche.

La gestione delle malattie respiratorie richiede un approccio multiprofessionale e varia a seconda della diagnosi specifica. Ecco alcuni passi generali per affrontarle:

Diagnosi Precoce: Consultare un medico ai primi sintomi è essenziale per una diagnosi accurata. Test diagnostici come spirometria, radiografia del torace, e esami del sangue possono aiutare a identificare la causa sottostante.

Terapia Farmacologica:

    • Broncodilatatori: Utilizzati principalmente per l’asma e la BPCO, questi farmaci aiutano ad aprire le vie aeree.
    • Corticosteroidi: Utilizzati per ridurre l’infiammazione nelle vie aeree, sono comunemente prescritti per l’asma e alcune forme di bronchite.
    • Antibiotici: Prescritti in caso di infezioni batteriche come la polmonite.
    • Antivirali: Utilizzati per trattare infezioni virali gravi come l’influenza.

    Modifiche allo Stile di Vita:

      • Smettere di Fumare: Il fumo è una delle principali cause di malattie respiratorie croniche. Smettere di fumare può migliorare notevolmente la funzione polmonare.
      • Esercizio Fisico: L’attività fisica regolare aiuta a migliorare la capacità polmonare e la salute generale.
      • Alimentazione Sana: Una dieta equilibrata può supportare il sistema immunitario e migliorare la gestione del peso, riducendo lo stress sul sistema respiratorio.

      Terapie Complementari:

        • Ossigenoterapia: Per i pazienti con insufficienza respiratoria cronica, l’ossigenoterapia può migliorare la qualità della vita.
        • Riabilitazione Polmonare: Programmi di esercizi e educazione specifica per pazienti con malattie polmonari croniche.
        1. Prevenzione delle Complicazioni:
        • Vaccinazioni: Vaccinarsi contro l’influenza e la polmonite è fondamentale per prevenire infezioni respiratorie gravi.
        • Igiene: Pratiche igieniche come lavarsi frequentemente le mani possono ridurre il rischio di infezioni respiratorie.

        Le malattie dell’apparato respiratorio possono avere un impatto significativo sulla salute e sulla qualità della vita. Riconoscere i primi sintomi e intervenire tempestivamente con misure appropriate è fondamentale per prevenire complicazioni e gestire efficacemente queste condizioni. Un approccio integrato che combina diagnosi precoce, terapia farmacologica, modifiche dello stile di vita e prevenzione può aiutare i pazienti a vivere meglio e più a lungo.

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        Salute

        Sanità pubblica, liste d’attesa: ecco i primi risultati del piano Schillaci

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        In diverse regioni, i tempi di attesa per alcune visite specialistiche e interventi chirurgici sono già diminuiti del 20-30%

        Negli ultimi anni, le liste d’attesa negli ospedali italiani sono state una delle problematiche più pressanti del sistema sanitario nazionale. Tuttavia, recenti sviluppi suggeriscono che questa criticità sta finalmente trovando una via di risoluzione grazie a una serie di interventi strutturali e organizzativi promossi dal Ministero della Salute.

        Le liste d’attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici rappresentano da tempo una delle maggiori fonti di disagio per i pazienti. Tempi di attesa lunghi possono peggiorare le condizioni di salute dei pazienti, ritardare diagnosi e trattamenti, e mettere a dura prova la fiducia nel sistema sanitario pubblico.

        Secondo dati recenti, in alcune regioni d’Italia, i tempi di attesa per una visita specialistica possono superare i sei mesi, mentre per un intervento chirurgico non urgente i pazienti possono aspettare anche più di un anno. Questo ha spinto molte persone a ricorrere al settore privato, aumentando le disuguaglianze di accesso alle cure.

        Le misure adottate

        Per affrontare questa emergenza, il Ministero della Salute ha implementato un piano nazionale che mira a ridurre significativamente i tempi di attesa entro il prossimo biennio. Tra le misure adottate figurano:

        1. Aumento dei finanziamenti: Un aumento dei fondi destinati agli ospedali pubblici per l’assunzione di personale sanitario e l’acquisto di nuove attrezzature diagnostiche. Questo intervento mira a potenziare la capacità operativa delle strutture ospedaliere.
        2. Digitalizzazione: L’implementazione di sistemi di prenotazione online e telemedicina, che consentono una gestione più efficiente delle risorse e una riduzione dei tempi di attesa. La digitalizzazione permette anche di effettuare consulti a distanza, riducendo il carico di lavoro degli ambulatori.
        3. Ottimizzazione delle risorse: Una migliore organizzazione del personale e delle risorse esistenti. Questo include l’allungamento degli orari di apertura degli ambulatori, la possibilità di effettuare esami anche nei giorni festivi e una gestione più flessibile delle agende dei medici.
        4. Monitoraggio e trasparenza: L’introduzione di sistemi di monitoraggio per verificare i tempi di attesa in tempo reale e la pubblicazione di questi dati per garantire trasparenza e responsabilità.
        5. Incentivi per le prestazioni: L’introduzione di incentivi per il personale sanitario che riesce a ridurre i tempi di attesa attraverso una maggiore efficienza operativa.

        I primi risultati

        Le prime evidenze mostrano segnali positivi. In diverse regioni, i tempi di attesa per alcune visite specialistiche e interventi chirurgici sono già diminuiti del 20-30%. La digitalizzazione sta facilitando le prenotazioni e migliorando la comunicazione tra medici e pazienti. Inoltre, il personale sanitario ha risposto positivamente agli incentivi, dimostrando un maggiore impegno nel ridurre i tempi di attesa.

        Nonostante i progressi, le sfide rimangono. La carenza di personale sanitario è ancora un problema in molte aree del Paese, e l’integrazione dei nuovi sistemi digitali richiede tempo e formazione. Inoltre, è essenziale che i finanziamenti continuino a essere adeguati e che le misure adottate siano costantemente monitorate e adattate alle esigenze in evoluzione.

        Il Ministero della Salute ha sottolineato l’importanza di un approccio collaborativo tra governo, regioni, ospedali e cittadini per garantire il successo del piano. La riduzione delle liste d’attesa non solo migliorerà la qualità delle cure, ma rafforzerà anche la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico.

        In conclusione, sebbene la strada sia ancora lunga, gli sforzi in corso stanno iniziando a mostrare risultati promettenti. La risoluzione della criticità delle liste d’attesa rappresenta una priorità per garantire un sistema sanitario più equo ed efficiente, capace di rispondere tempestivamente alle esigenze di tutti i cittadini.

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        In evidenza

        Terapie antidolore: le nuove frontiere nelle malattie oncologiche

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        Il trattamento del dolore oncologico rappresenta una delle sfide più ardue nella medicina moderna. Con il continuo avanzare delle tecnologie e delle conoscenze scientifiche, nuove frontiere si aprono nel campo delle terapie antidolore, offrendo speranza e sollievo a milioni di pazienti affetti da malattie oncologiche.

        L’importanza del trattamento del dolore oncologico

        Il dolore cronico è una realtà per molti pazienti oncologici, influenzando drasticamente la loro qualità di vita. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa il 55% dei pazienti con cancro in fase avanzata soffre di dolore severo, che richiede un’attenzione medica costante e innovativa.

        Terapie farmacologiche avanzate

        Le terapie farmacologiche restano una delle prime linee di difesa contro il dolore oncologico. Negli ultimi anni, l’introduzione di nuovi analgesici e la combinazione di farmaci esistenti hanno migliorato significativamente il controllo del dolore. Farmaci oppioidi di nuova generazione, come il tapentadolo e l’ossicodone, offrono un’efficacia paragonabile alla morfina, ma con un profilo di effetti collaterali più gestibile.

        Inoltre, la ricerca su farmaci non oppioidi sta aprendo nuove possibilità. Gli antagonisti del recettore NMDA e i cannabinoidi medici stanno dimostrando potenziale nel trattamento del dolore neuropatico, spesso resistente ai trattamenti tradizionali.

        Approcci integrativi e personalizzati

        L’oncologia moderna pone sempre più attenzione all’approccio personalizzato e integrativo. Le terapie basate sull’immunomodulazione, ad esempio, mirano a ridurre l’infiammazione e il dolore attraverso la modulazione del sistema immunitario. Questa metodologia si è dimostrata promettente, specialmente in combinazione con terapie convenzionali.

        L’uso della genomica per personalizzare i trattamenti antidolore sta rivoluzionando il campo. Analizzando il profilo genetico del paziente, i medici possono prevedere la risposta ai diversi farmaci e adattare la terapia di conseguenza, aumentando l’efficacia e riducendo gli effetti collaterali.

        Tecnologie innovative

        La tecnologia sta giocando un ruolo cruciale nelle nuove frontiere delle terapie antidolore. Le tecniche di neuromodulazione, come la stimolazione del midollo spinale e la stimolazione nervosa periferica, stanno emergendo come soluzioni efficaci per il dolore cronico oncologico. Questi dispositivi impiantabili interferiscono con i segnali di dolore prima che raggiungano il cervello, offrendo sollievo significativo.

        L’intelligenza artificiale (IA) e il machine learning stanno trasformando la gestione del dolore. Algoritmi avanzati possono analizzare grandi quantità di dati clinici per identificare pattern e prevedere le risposte ai trattamenti, supportando i medici nella scelta delle terapie più appropriate.

        Terapie non farmacologiche

        Le terapie non farmacologiche stanno guadagnando terreno come complementi cruciali alle opzioni tradizionali. La mindfulness, la meditazione e la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) sono state riconosciute per la loro capacità di aiutare i pazienti a gestire il dolore cronico e migliorare la qualità della vita.

        L’uso della musicoterapia, dell’arte terapia e delle tecniche di rilassamento fornisce ulteriori strumenti per il supporto emotivo e psicologico dei pazienti oncologici, dimostrando che il benessere mentale è strettamente collegato al controllo del dolore fisico.

        La prospettiva futura

        Il futuro delle terapie antidolore nelle malattie oncologiche appare promettente. La continua ricerca e innovazione nel campo promettono di offrire soluzioni sempre più efficaci e meno invasive. La collaborazione tra oncologi, ricercatori e tecnologi è essenziale per sviluppare nuove terapie e migliorare la vita dei pazienti.

        La speranza è che, con l’avanzare delle conoscenze e delle tecnologie, il dolore oncologico possa diventare sempre più gestibile, permettendo ai pazienti di vivere con dignità e minor sofferenza. Le nuove frontiere delle terapie antidolore non solo offrono sollievo fisico, ma rappresentano anche un passo avanti nella battaglia per la qualità della vita e la dignità umana.

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