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Politica

Decreto sicurezza, scontro Salvini – Orlando: l’Anci sollecita un tavolo di confronto chiedendo ascolto al Governo

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“Col Pd caos e clandestini, con la Lega ordine e rispetto. Certi sindaci rimpiangono i bei tempi andati sull’immigrazione, ma anche per loro è finita la pacchia!”. Così su twitter il ministro dell’Interno Matteo Salvini torna stamani sul fronte che si è aperto con alcuni sindaci, in testa Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo, sull’applicazione delle norme del decreto sicurezza.

“Solo campagna elettorale da parte di sindaci che si devono sentire un po’ di sinistra facendo un po’ di rumore. Ma se vuoi sentirti di sinistra metti mano ai diritti sociali di questo Paese, quelli che la sinistra ha distrutto in questi anni. Pensate come stanno messi male”. Lo ha detto il vice premier Luigi Di Maio sul blocco del Dl sicurezza da parte di alcuni sindaci.

“Ho disposto la sospensione del Decreto e ho dato incarico all’ufficio legale di adire il giudice. Io vado dal magistrato perché non posso andare alla Corte Costituzionale per violazione dei diritti umani e per violazione di articoli specifici della Costituzione. Occorre sollevare la questione incidentalmente in un giudizio”. Lo ha dichiarato a Sky TG24 il sindaco di Palermo Leoluca Orlando commentando la sua decisione di sospendere alcune misure del Decreto Sicurezza a Palermo.

Leoluca Orlando guida fronda contro decreto Salvini

Se non è una fronda poco ci manca, dalla sua parte si sono già schierati i sindaci di Napoli, Firenze, Parma e l’amministrazione di Milano, mentre l’Anci sollecita un tavolo di confronto chiedendo ascolto al Governo: a guidarla è Leoluca Orlando. Con la decisione di ‘sospendere’ nel suo comune, Palermo, gli effetti del decreto sicurezza ordinando ai dirigenti dell’anagrafe di continuare a iscrivere nel registro dei residenti i migranti con regolare permesso di soggiorno, apre un duro scontro con il ministro degli Interni Matteo Salvini, ‘padre’ del provvedimento. Che a caldo reagisce su Fb: “Con tutti i problemi che ci sono a Palermo, il sindaco sinistro pensa a fare ‘disobbedienza’ sugli immigrati”. Per poi aggiungere quando la polemica monta: “Orlando vuoi disobbedire? Disobbedisci, non vi mando l’esercito”. Rivolgendosi poi a “questi sindaci di sinistra” ricorda che il decreto sicurezza, “una legge di buon senso e civiltà, è stato approvato da governo e Parlamento, e firmato dal presidente della Repubblica”. “Prima dobbiamo pensare ai milioni di italiani poveri e disoccupati, difendendoli dai troppi reati commessi da immigrati clandestini”, avverte, “poi salveremo anche il resto del mondo”. E chiosa: “i sindaci ne risponderanno legalmente”. Il ministro per la Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno, twitta: “Le leggi, piacciano o meno, vanno applicate. Non può esistere il ‘fai da te’: questo elementare principio non può essere ignorato”. Ma Orlando va dritto per la sua strada. “Il nostro non è un atto di disobbedienza civile né di obiezione di coscienza, ma la semplice applicazione dei diritti costituzionali che sono garantiti a tutti coloro che vivono nel nostro paese”. E incalza: “Siamo di fronte ad un problema non solo ideologico ma giuridico, non si possono togliere diritti a cittadini che sono in regola con la legge, solo per spacciare per ‘sicurezza’ un intervento che puzza molto di ‘razziale'” ed “è disumano, perché eliminando la protezione umanitaria trasforma il legale in illegale”. Dice il sindaco di Firenze Dario Nardella: “Non possiamo permetterci di assistere a questo scempio umanitario”. Per il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, “il decreto sicurezza lascia aperto un vulnus rispetto a stranieri e richiedenti asilo che non riescono a fare le cose più basilari” ma “bisogna capire qual è il percorso”. Netto il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris: “Noi continueremo a concedere la residenza e non c’è bisogno di un ordine del sindaco o di una delibera perché in questa amministrazione c’è il valore condiviso di interpretare le leggi in maniera costituzionalmente orientata”. Di diverso avviso il sindaco di Ascoli, Guido Castelli, che apre una spaccatura anche all’interno dell’Anci: “Il decreto sicurezza, in materia di immigrazione, contiene norme condivisibili e ampiamente attese da moltissimi sindaci italiani”. Sta con Orlando invece il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti: “Capisco la sua fatica per porre rimedio a norme confuse scritte solo per l’ossessione di fare propaganda e che spesso producono caos, più diffidenza e insicurezza per tutti”. E il segretario del Pd in Sicilia, Davide Faraone, invita i segretari provinciali dem e gli amministratori locali nell’isola ad applicare anche nei loro comuni il “modello Orlando”. “È evidente, a questo punto, l’esigenza di istituire un tavolo di confronto in sede ministeriale per definire le modalità di attuazione e i necessari correttivi a una norma che così com’è non tutela i diritti delle persone”, dice il presidente dell’Anci, Antonio Decaro. Persino un vecchio “nemico” politico di Orlando sposa la causa. “Proporrò al Parlamento siciliano una giornata di dibattito sull’argomento”, annuncia il presidente dell’Assemblea siciliana e commissario di Forza Italia in Sicilia, Gianfranco Miccichè. Di parere contrario all’iniziativa avviata dal sindaco di Palermo tanti altri primi cittadini. Tra questi il leghista Alessandro Canelli di Novara: “forse hanno nostalgia dell’epoca dell’immigrazione senza controlli, ma con la loro scelta arrecano un danno anche ai loro stessi cittadini”. “Relativamente al metodo – spiega il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza – sono convinto che il decreto sicurezza va a mettere ordine in quel far west creato dalla sinistra”. “Il Comune di Udine – gli fa eco il collega Pietro Fontanini – garantirà piena applicazione al Decreto Sicurezza varato dal Governo e approvato dal Parlamento”. Infine la presa di posizione del primo cittadino di Verona Federico Sboarina, secondo il quale si tratta “della solita strumentalizzazione dei sindaci di sinistra, che ancora una volta dimostrano di essere molto lontani da ciò che i cittadini chiedono”.

Editoriali

L’Italia, una Repubblica ormai fondata sulle chat, sui click e sui like

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Il Paese è giunto a “un’inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione che può non coincidere con quella degli altri, un’impossibilità a conoscere la verità assoluta”. La citazione è stata presa dalla commedia di Luigi Pirandello: “Così è, se vi pare” e risulta molto efficace per descrivere la situazione dell’Italia attuale.

L’emergenza Covid-19 mette in evidenza quanto appena scritto e i tanti tecnici, infettivologi e virologi social ne sono di esempio. Il susseguirsi di DPCM rafforzano la citazione pirandelliana e i tanti show televisivi di approfondimento in materia coronavirus confermano il tutto ogni qualvolta è necessario.

Dai vari “luminari social” che a turno fanno passerella sulle reti tv ne emerge chiaramente che la scienza non è esatta. Tanti scienziati, con ognuno una sua propria interpretazione. Niente da fare. Così è, se vi pare.

Miti nazionali, vanto patrimonio di un popolo, con l’avvento del Covid-19 sono crollate quelle certezze secolari che si sono frantumate miseramente davanti al vergognoso “qui lo dico, qui lo nego” giornaliero dei tanti esperti, affermati professionisti e personaggi occupanti i vari posti chiave del bel Paese.

Magistratura, sanità e le istituzioni stanno dando il loro peggio davanti all’imprevedibile, mentre la corruzione e la mala amministrazione viene sempre a galla. Il mito della “sanità fior all’occhiello” è fallito penosamente e ospedali di grande fama hanno svelato tutti i loro scheletri nei vari armadi.

Conflitti tra Stato Centrale e Regioni, tra Regione ed i propri Comuni, sindaci che contestano i loro presidenti e i presidenti che contestano il ministro. Commissari in carica a loro insaputa, altri dimissionari e qualcuno rimosso. Mai così tante figure meschine. Tutto questo va avanti sul web, con un click, in un chat, e i salottini tv ne occupano le serate, mentre il Presidente del Consiglio rilascia la sua consueta conferenza stampa, ovviamente in diretta tv.

Oggi il Paese sta attraversando la sua peggiore crisi politica, sociale, economica, sanitaria e spirituale proprio nel mentre si trova orfano di un governo che sia all’altezza del suo compito.

A Montecitorio bivaccano politici di lungo corso insieme a quelli improvvisati dell’ultima ora, tutti sonnecchiando sulle comode poltrone, poltrone che al contribuente costano 14/16 mila euro mensili.

Tanti sconosciuti, tutti impacciati, s’inciampano mentre tartagliano e balbettano frasi incomprensibili persino a se stessi. Sono sordi ai lamenti che si levano dalle periferie, abbandonano le piazze e messo a riposo il cervello, con disinvoltura si affacciano sul web. Mandano messaggi sulla chat e non disdegnano porgere un like oppure un click. Alcuni di loro, anziché dibattere i problemi del paese in Parlamento, preferiscono partecipare al consueto chiacchiericcio dei salottini tv. Hanno un idea per ogni cosa, una soluzione per ogni problema. “Così è , se vi pare”.

Il Parlamento è chiuso per “restauro della democrazia” e tutti i dibattiti vengono trasferiti sul web.
La Giustizia è chiusa per lockdown, la Sanità è in terapia intensiva e la democrazia è smarrita nel dedalo della burocrazia.

A colazione come a pranzo, a merenda come a cena, giorni feriali come quelli festivi, su tutte le reti tv, corrispondenti mezze buste dei vari show, di approfondimento o di intrattenimento, leggono in un solo fiato la classifica giornaliera dei contagiati, dei ricoverati e dei decessi.

Se non fosse una cosa seria si direbbe di sentire leggere la lista della spesa, il fabbisogno giornaliero di una famiglia ecc, ecc. Che pena! Che strazio!

Si raccomanda di usare il telecomando con parsimonia. E’ fortemente consigliabile di tenere l’apparecchio, il più possibilmente, chiuso. Assistere a lungo a questi dibattiti televisivi potrebbe nuocere fortemente la salute mentale.

Una cosa conforta e rasserena i cittadini. Non potendo promettere nulla, il premier Conte indica agli italiani quale è la strada per rendere il Natale una festa più spirituale.

Intanto il 16 marzo 2020 sembra ormai lontano anni luce. Oggi a Napoli non si canta più dai balconi per non restare soli e non si sente più “Abbracciame più forte”. A Roma sono sciolti i flashmob e sono spente le torce sui balconi. Anche qui non si canta e non si balla sulle terrazze. Dalle finestre illuminate sono sparite le bandiere tricolore e nessuna voce intona più l’inno di Mameli o l’ Hallelujah.
Per strade e per vicoli, per piazze e per crocicchi è spento ogni rumore, ovunque regna il silenzio, serrande abbassate e sulle città cade un buio spettrale. La gente si barrica in casa, terrorizzata e depressa ma fiduciosa che questa nottata ha da passare. Tutti lo auguriamo aspettando un domani quando, si spera, un nuovo sole sorgerà.

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Politica

Roma, Fratelli d’Italia: Fabio Ginestra nominato Responsabile Provinciale del Dipartimento Urbanistica e Sviluppo per il Territorio

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A pochi giorni dal suo ingresso in Fratelli d’Italia, Fabio Ginestra, esperto politico della città di Albano Laziale, è stato coinvolto, nella giornata di oggi, in maniera più attiva nella politica provinciale di Fratelli d’Italia. “In mattinata ho ricevuto dal Presidente provinciale del partito, Onorevole Marco Silvestroni, l’incarico di Responsabile Provinciale del Dipartimento Urbanistica e Sviluppo per il Territorio. Questo incarico mi riempie di orgoglio, ma anche di grande responsabilità verso tutti gli aderenti a Fratelli d’Italia del Territorio della Provincia di Roma. Questo territorio, che ingloba e circonda la Città di Roma, è molto variegato sia socialmente che economicamente: le economie prettamente turistico balneari delle zone prossime al litorale non possono essere gestite allo stesso modo di quelle pedemontane appenniniche o di quelle dell’hinterland della Capitale.

Nella mia lunga militanza politica ho sempre tentato di dare un forte contributo di idee e di progetti e penso fermamente che questo abbia influito pesantemente sulla scelta fatta oggi dai Dirigenti di Fratelli d’Italia. I nostri territori hanno ancora bisogno di tante piccole iniziative, che messe a sistema, potranno portare ad innalzare il livello di benessere percepito da tutti i cittadini della Provincia di Roma. A tal fine penso che la struttura capillare politica di Fratelli d’Italia possa fare da volano tra le idee di un partito dalle idee nuove ed aggreganti e le resistenze culturali e sociali di una società, che sta vivendo una lentissima evoluzione, partita dal secondo dopoguerra ad oggi.

Spero vivamente, con questo incarico, di riuscire a contribuire positivamente ad armonizzare le diversità urbanistiche economiche e sociali, che ancora differenziano troppo i nostri territori.”

 Ringrazio l’Onorevole Marco Silvestroni, che riconoscendomi capacità, esperienza e serietà, mi ha voluto al suo fianco per quanto riguarda una materia delicata come l’Urbanistica e lo Sviluppo per il Territorio. Un grande ringraziamento è dovuto anche all’ Onorevole Roberta Angelilli e al Senatore Andrea Augello, con i quali collaboro ormai da anni per i progetti relativi al mio Comune di appartenenza: con loro e con tutto il Partito spero di poter ancora collaborare per svolgere al meglio il mio attuale incarico.”

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Politica

COVID, Cangemi: “Regione Lazio si impegni a tutela di bar, ristoranti e palestre”

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“Il dl Ristori non basta a scongiurare il rischio chiusura per tante attività commerciali colpite dalle limitazioni imposte dal governo. Le rappresentanze di settore sono state chiare: o fondi subito o molti esercizi chiuderanno, con delle ricadute economiche pesantissime in termini di indotto e occupazione. La Regione Lazio si attivi immediatamente al fine di trovare soluzioni a tutela di bar, ristoranti e palestre: è il momento di intervenire a sostegno delle attività commerciali del territorio. Zingaretti non aspetti, agisca subito prima che sia troppo tardi” Questo quanto dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Giuseppe Cangemi

Intanto il governo lavora alla bozza della Manovra per il 2021 che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri in programma per oggi lunedì 16 novembre in tarda mattinata, per poi approdare alla Camera.

Intanto nel governo sarebbe emerso l’orientamento di fare una nuova richiesta di scostamento da decidere con un Consiglio dei ministri già la prossima settimana e poi un nuovo decreto legge ‘scostamento’, con misure più ampie per continuare ad affrontare l’emergenza con un decreto ‘Ristori-Ter’.

Non si escludono nuove proroghe per le scadenze fiscali in arrivo

Il Consiglio Nazionale dei Commercialisti ha ufficialmente chiesto al Governo di far slittare tutti i termini di fine mese, a partire da quello relativo alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Anche questo sarebbe un provvedimento da far confluire in un decreto.

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