Connect with us

Ambiente

Agricoltura, emergenza idrica. Dopo Emilia Romagna e laghi lombardi preoccupazione anche a nordest. Gargano: “Necessario aprire i cantieri previsti dal Piano Nazionale Invasi”

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

“Da anni i Consorzi di bonifica sono sensori dei cambiamenti climatici in atto, dovendone affrontare, anche in questi giorni, le conseguenze. Per ciò, aderiamo con convinzione al primo #climatestrike organizzato internazionalmente dai giovani, condividendo il preoccupato monito del Presidente della Repubblica: siamo sull’orlo di una crisi climatica globale. Siamo orgogliosi che il logo ANBI sia stato accettato dagli organizzatori fra i partner dell’iniziativa ed abbiamo invitato tutti i Consorzi di bonifica italiani a condividere, venerdì 15 Marzo (#FridayForFuture), con una significativa foto sui social, le motivazioni della protesta giovanile”. Questo quanto dichiarato da Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto a Palmanova ad un workshop sul futuro della Bonifica, organizzato nell’ambito di un’azione cofinanziata dalla Commissione Europea.

Dopo l’Emilia Romagna è, infatti, il Nordest a guardare con preoccupazione lo stato delle risorse idriche, considerando l’assenza di precipitazioni e lo scarso manto nevoso sulle montagne.

L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici per il Distretto delle Alpi Orientali (competente sui bacini dell’Adige, del Brenta-Bacchiglione, del Piave e del Tagliamento), riunitosi a Trento con una settimana d’anticipo a causa della situazione in atto, indica come i dati relativi ai serbatoi nivali (neve) ed al livello nei laghi di montagna segnalino una situazione non ancora critica, ma che va seguita con grande attenzione.

Nello specifico, i manti nevosi sulle montagne del bacino del fiume Adige sono al 43% rispetto alla media del periodo; quelli del bacino Brenta Bacchiglione sono al 18% e quelli del Piave sono al 27%.

In Veneto, il lago di Pieve di Cadore è al 70% della sua capacità massima; il lago del Mis è al 62%, quello di Santa Croce è al 65%, mentre il bacino del Corlo è al 50%.

“Alla luce di questi dati – commenta Andrea Crestani, Direttore di Anbi Veneto – l’Autorità definisce l’attuale scenario come livello di severità idrica bassa, poichè la domanda d’acqua è soddisfatta (la stagione delle irrigazioni deve ancora iniziare), ma gli indicatori mostrano un trend sfavorevole con assenza di precipitazioni e temperature troppo elevate .”

“La vitale importanza dell’acqua trattenuta nei bacini – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI – è confermata anche dai dati del Friuli Venezia Giulia, dove la presenza delle riserve idriche dei laghi artificiali di Ravedis e Barcis garantisce una certa tranquillità. Per questo, ribadiamo la necessità di aprire i cantieri previsti dal Piano Nazionale Invasi, chiedendo al contempo il finanziamento di ulteriori progetti esecutivi, che i Consorzi di bonifica ed irrigazione hanno pronti. Diversa è la situazione nel bacino del fiume Isonzo, le cui caratteristiche idrologiche e la condizione transfrontaliera con la Slovenia sollecitano una sua infrastrutturazione per garantire disponibilità idrica costante alle campagne italiane.”

“La sfida – conclude il Presidente di ANBI – è tenere unito il Paese, anche nella gestione idrica, per non perdere la sfida della competitività nel settore agroalimentare, che vale 45 miliardi di export, l’86% del quale è irriguo, perché senza disponibilità d’acqua non c’è qualità agricola.”

Ambiente

Bracciano, passeggiata ecologica e di pulizia al “Fosso dei Quadri”: volontari rispondono all’appello del WWF e raccolgono quintali di rifiuti

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

BRACCIANO (RM) – Raccolti diversi quintali di materiale, tra carcasse di motocicli, elettrodomestici, materiali ingombranti e di risulta da ristrutturazioni edili, sparso in un ambiente talvolta caratterizzato da completa incuria e da vero spregio del territorio. Questo il risultato della passeggiata ecologica e di pulizia effettuata lungo alcuni tratti del territorio di Bracciano da parte di una ventina di volontari che hanno risposto all’appello rivolto dal Gruppo WWF Monti Sabatini.

L’iniziativa del Gruppo WWF era inserita nella più ampia manifestazione annuale “Urban Nature” prevista per il prossimo 4 ottobre in molte città che nel nostro paese, a vario titolo, studiano e divulgano l’importanza della biodiversità urbana e sono promotrici di esperienze civiche di gestione degli spazi verdi. In tale ambito, gli organizzatori si sono prefissi di procedere alla pulizia di alcune parti del Fosso dei Quadri, – importante canale che raccoglie le acque pluviali (chiare) provenienti, sia dalla parte alta di Bracciano (monte Cotognola), sia dal Fossato del centro storico cittadino -, che sfocia nel lago prima della spiaggia di Santo Celso.

Dalla fine degli anni ‘80 i paesi Sabatini, riuniti nel consorzio COBIS (Consorzio Bacino Idrico Sabatino) per la tutela della qualità delle acque del Lago di Bracciano, raccolgono e trattano i liquami prodotti prima della loro reimmissione nell’ambiente. Una ricognizione effettuata nei giorni precedenti all’operazione di bonifica, aveva evidenziato la presenza di numerosi rifiuti solidi ingombranti e altro materiale plastico e metallico, sia nelle immediate vicinanze, sia nell’alveo del Fosso che, se non raccolti, inevitabilmente con le piogge autunnali ed invernali si sarebbero riversati nel lago.

I volontari, dopo il raduno delle 9 in piazza Gen. Giardino (Pasqualetti), equipaggiati di pantaloni pesanti, camicie a maniche lunghe, scarponi e guanti da lavoro e “armati” di molle prendi oggetti, bastoni chiodati, pale ed attrezzi vari, i volenterosi hanno “pacificamente” invaso i tratti del fosso necessitanti degli interventi di pulizia pianificati, sotto la direzione del naturalista Luigi.

In condizioni ambientali di oggettiva difficoltà, tutto il ciarpame accumulato è stato selezionato, impacchettato per tipologia e poi trasportato all’isola ecologica comunale con il mezzo dei volontari di SalvaguardiAmo Bracciano.

L’iniziativa si è conclusa ben oltre le programmate ore 12:00, in un contesto di generale soddisfazione ed appagamento.

I partecipanti – donando parte del proprio tempo ed offrendo disinteressata disponibilità – hanno testimoniato il proprio genuino rispetto del territorio, serbando nel cuore la speranza di aver – con l’esempio – sensibilizzato le altre realtà civiche, e soprattutto quella parte della cittadinanza talvolta poco attenta, agli ideali di salvaguardia e cura del nostro paese ed in generale del nostro unico pianeta.

Gianni Palumbo

Continua a leggere

Ambiente

Rai Gulp, da venerdì “Green Meteo”: le previsioni del tempo e le informazioni sull’ambiente da e per ragazzi

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Arrivano su Rai Gulp le prime previsioni del tempo pensate per il pubblico dei ragazzi. Da venerdì 25 settembre, alle ore 18, sul canale 42, ci sarà “Green Meteo”. Il programma, condotto da Riccardo Cresci, e realizzato da Rai Pubblica Utilità e Rai Ragazzi, sarà proposto ogni venerdì. Le previsioni del tempo per il fine settimana si uniscono a informazioni sull’ambiente da parte di giovani ricercatori.

In un colorato studio virtuale di nuova generazione e con una grafica accattivante, saranno proposte al pubblico più giovane le previsioni del tempo del weekend.

Il conduttore Riccardo Cresci camminerà direttamente sulla penisola italiana, grazie a una prospettiva angolare, con mari, fiumi, colline e montagne in rilievo. Le previsioni si basano sui dati del Servizio Meteo dell’Aereonautica Militare.

Accanto a Riccardo Cresci ci saranno in collegamento alcuni giovani esperti scientifici, provenienti da tre università (Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi della Basilicata e Università degli Studi Roma Tre) che racconteranno i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, per guidare i giovani spettatori, veri protagonisti del cambiamento e del nostro futuro, verso un comportamento responsabile e di tutela del nostro pianeta. 

Continua a leggere

Ambiente

Efficientamento della rete idraulica del Paese: presentato il piano dell’ANBI per l’Emilia Romagna

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo
image_pdfimage_print

Ammonta a circa 466 milioni di euro il valore delle opere previste in Emilia Romagna dal Piano ANBI di efficientamento della rete idraulica del Paese e presentate oggi a Bologna (presente il Presidente della Regione, Stefano Bonaccini) nel quadro degli interventi proposti per le aree settentrionali ed orientali del Paese.

“Il nostro Piano risponde alle emergenze climatiche, offrendo nuove prospettive occupazionali nella cornice del Green New Deal – afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione ela Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), ricordando gli oltre 4 miliardi di investimenti e 21.000 posti di lavoro previsti in tutta Italia – Per aumentare la resilienza dei territori all’estremizzazione degli eventi atmosferici, bisogna aumentare la capacità di trattenere le acque al suolo, oggi ferma all’11%, incrementando il numero degli invasi, ma anche manutenendo quelli esistenti, così come completando le troppe opere idrauliche tuttora incompiute. Premessa al miglioramento dell’efficienza – aggiunge il Presidente di ANBI – è però lo snellimento degli iter burocratici, utili se non diventano solo un ostacolo come nel caso di alcuni provvedimenti previsti dal Decreto Rilancio ed ancora in attesa, dopo mesi, di essere attivati. A chiederlo è il Paese, che esce dalla pandemia con la necessità e la voglia di cambiare modello di sviluppo, al cui servizio operano quotidianamente i Consorzi di bonifica ed irrigazione.”

“Ringrazio l’ANBI e tutti i consorzi per il lavoro molto importante, fatto in questi anni – dichiara Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna e della Conferenza Stato Regioni – L’acqua è un bene primario, che non possiamo sprecare; per questo è importate lavorare insieme, avendo sempre presenti tre obiettivi precisi: programmazione rigorosa degli investimenti, precedenza alle priorità strategiche e tempi rapidi di attuazione. Il piano presentato oggi mi pare vada in questa direzione. Abbiamo davanti grandi sfide, prima tra tutte il contrasto al cambiamento climatico, un impegno che farà parte anche del prossimo Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna e che firmeremo a breve con le parti sociali. In quest’ambito, il Recovery Fund europeo, con i 208 miliardi di euro assegnati all’Italia, rappresenta un’occasione formidabile per il futuro del Paese: se saremo capaci di spendere bene quelle risorse, avremo la possibilità di risalire velocemente, trasformando l’impatto della pandemia in opportunità. Infine, come Regione, dovremo rivedere la destinazione dei prossimi fondi europei, risorse che andranno rimodulate in base alle esigenze post Covid e che potranno essere determinanti per le nostre infrastrutture, sia materiali che digitali, l’ambiente e la sostenibilità.”

Agli odierni lavori sono intervenuti anche gli Assessori ad Ambiente (Irene Priolo) ed Agricoltura (Alessio Mammi) della Regione Emilia Romagna, unitamente al Segretario Generale dell’Autorità Distrettuale del Fiume Po (Meuccio Berselli), al Direttore Generale di ANBI (Massimo Gargano) ed al Presidente di ANBI Emilia Romagna, Massimiliano Pederzoli; “da remoto” si sono collegati gli Assessori all’Agricoltura di Lombardia (Fabio Rolfi) e Friuli Venezia Giulia (Stefano Zannier), interessati dal Piano ANBI per le regioni di competenza.

Continua a leggere

I più letti