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Latina

FORMIA, BILANCIO ACQUALATINA: IL COMUNE VOTA CONTRO

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La società gestore dell'acqua non ha voluto abbassare le tariffe future agli utenti

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Redazione

Formia (LT) –  “Il Comune di Formia ha votato contro il bilancio di Acqualatina, assieme alle altre amministrazioni comunali che già ad ottobre del 2013 avevano aderito all’appello per la ripubblicizzazione del servizio ”. Il Sindaco di Formia Sandro Bartolomeo e l'Assessore con delega all’Acqua Pubblica Claudio Marciano prendono posizione all’indomani dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2013 di Acqualatina.

“Il Sindaco di Latina – spiegano – ha proposto di ripartire una parte dei presunti utili di quest'anno per abbassare le future tariffe: purtroppo la sua proposta non è stata minimamente presa in considerazione da parte del Presidente della società Addessi, che infatti non l'ha nemmeno messa ai voti. Rispetto al merito, valuteremo nella sede opportuna, e cioè la conferenza dei Sindaci dell'ATO 4. Potremmo essere favorevoli, ma chiederemmo a Latina un po' più di coraggio e coerenza: respinga con noi e gli altri Comuni per la ripubblicizzazione dell'acqua l'aumento del 20% sulle bollette 2014 proposto dai dirigenti di Acqualatina.”

“Quanto al bilancio – spiegano -, le ragioni del nostro dissenso sono tante e le abbiamo ribadite in diverse occasioni. Primo: non tiene conto dell’enorme mole di debiti che la società ha accumulato con gli enti locali. Il fronte principale è quello dei mutui destinati agli investimenti sulla rete idrica per i quali ogni anno i Comuni anticipano milioni di euro. Acqualatina spesso non rimborsa la quota dovuta. Secondo: non descrive la quota che la società si rifiuta di concedere per la copertura dei finanziamenti come compensazione dei servizi erogati. Queste forme compensative sono spesso arbitrarie e producono contenziosi con i Comuni, ed è il caso di Formia. Acqualatina deve inoltre un milione e mezzo l’anno all’Ato per il pagamento del canone di concessione. Dal 2003 al 2005, grazie a un regalo fatto dall'ATO, il canone è stato usato da Acqualatina per ripianare i suoi debiti. Negli anni seguenti il canone non è stato versato e non ci risulta sia stato utilizzato per pagare il capitale sociale del socio pubblico, come promesso, né che sia stato utilizzato interamente per pagare i tanti debiti contratti dalla società con i Consorzi di Bonifica, che ammontano a diversi milioni di euro”. Un altro fronte è quello della qualità del servizio offerto dal gestore. “La carta dei servizi di Acqualatina e il disciplinare – sostengono Sindaco e Assessore – prevedono standard e penali nel caso questi ultimi non vengano raggiunti. In bilancio non c’è somma destinata al pagamento di queste penali, malgrado purtroppo i disservizi siano all’ordine del giorno”.

Piani non rispettati anche in relazione agli investimenti. “Ogni anno Acqualatina investe in media 3 milioni di euro in meno delle previsioni ma l’Autorità d’Ambito ha sempre un occhio di riguardo e non applica penali. Allo stesso modo, nel bilancio non v’è traccia del mutuo di 90 milioni di euro contratto con la Depfa Bank. Un peso che grava sulle spalle di tutti, con tutto quello che ne consegue in termini di interessi, assicurazione e consulenza. Dal 2007 ai prossimi anni quando il debito sarà estinto, solo i costi del mutuo ammonterebbero a diversi milioni di euro. Resta da capire se questi 90 milioni siano stati davvero spesi per gli investimenti sulla rete. Se sì, a Formia non hanno prodotto alcun effetto positivo, come dimostrano le continue crisi idriche che coinvolgono il territorio cittadino”.

Voce “personale” e appalti: “Si era annunciata una diminuzione dei costi che invece risultano in leggero aumenta. I debiti verso i fornitori sono altissimi. Le aziende storiche del territorio si rifiutano di partecipare, per la scarsa capacità di liquidità della società, come dimostrano tutti gli indicatori”.

Di fronte a queste criticità, spiegano Bartolomeo e Marciano, “a poco serve annunciare di aver chiuso il bilancio di esercizio (peraltro presentato ben oltre i termini) con 8 milioni di ricavi. Andando ad esaminarne la struttura, si capisce che di quegli 8 milioni due vengono bruciati dai debiti pregressi e gli altri sono vincolati al Fondo Nuovo di Investimenti, corrispondenti al 6% di aumento applicato alle tariffe del 2012. Circa 4 milioni sono una tantum derivanti da nuovi allacci che fino all’anno scorso non potevano essere computati tra gli utili della società ma erano vincolati alle spese d’investimento. Se la società non avesse avuto due milioni di euro di debito da bruciare non avrebbe dovuto chiedere l’aumento del 6% per finanziare una piccola quota di investimenti. Insomma, la sostanza non cambia: scarsi servizi, scarsi investimenti, alchimie contabili, ritardi nel pagamento dei mutui anticipati dai Comuni e canoni di concessione mai pagati. Di fronte a questo panorama desolante, il terzo punto all’ordine del giorno relativo alla concessione di eventuali benefit al cda, è stato rinviato. Se non altro per senso del pudore”.

Cronaca

Formia – Cassino: al via lavori sulla super strada. Buche come crateri e sicurezza assente da anni

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Il tratto formiano della cosiddetta Super strada Formia – Cassino (variante S.S. 7 Appia Formia Garigliano) di proprietà dell’ANAS, la cui pavimentazione è divenuta accidentata e disconnessa da anni, finalmente avrà a breve una nuova pavimentazione.
L’Amministrazione Villa esprime con soddisfazione la risoluzione di un problema che si trascina da molto tempo. Infatti fin dal momento del suo insediamento quest’Amministrazione ha costantemente sollecitato l’ANAS nel porre rimedio a tale critica situazione, al limite della sicurezza.
La conferma dell’inizio delle attività è la consegna del cantiere avvenuta nei giorni scorsi, da parte dell’ANAS.
Vista l’ampiezza dell’intervento, durante l’esecuzione dei lavori la circolazione stradale sarà regolamentata con senso unico alternato.
Nei prossimi giorni, sarà diffuso il programma degli interventi e i tratti interessati.

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Latina

Latina, rischio collasso ospedale con 2.122 positivi. Simeone a Zingaretti e D’Amato: “C’è una programmazione?”

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“E’ emergenza Covid all’ospedale Goretti di Latina. La situazione rischia di diventare esplosiva e a tal proposito ho presentato un’interrogazione urgente al governatore Zingaretti e all’assessore D’Amato per chiedere come intendano affrontare questa emergenza.
Il quadro è diventato critico con il passare dei giorni. E’ bene ricordare come dall’inizio dell’epidemia siano state colpite dal Covid 3010 persone in provincia di Latina.
Attualmente invece risultato positive 2122 persone. Di queste 1992 si trovano in isolamento domiciliare, mentre 130 sono invece ricoverate.
In realtà il timore è che tutto il reparto destinato ai pazienti colpiti dal virus sia al completo. Ed anzi ci risulta che vi siano ulteriori malati in attesa di un posto.
Sappiamo infatti che al Pronto Soccorso del nosocomio di Latina stazionano da giorni diverse persone positive al Covid ed ancora in attesa di un ricovero.
L’ordinanza regionale del 21 ottobre (allegato 1) rimodula la rete ospedaliera Covid, ed è lecito domandarsi se i 106 letti ordinari a regime assegnati all’ospedale Goretti siano tutti occupati.
C’è forse bisogno che vi siano più posti letto? All’amministrazione regionale chiedo: C’è una programmazione? Quale sarebbe e che tempi prevederebbe?
Relativamente alle persone che stazionano in questi giorni al Pronto Soccorso del Goretti possiamo sapere quante sono numericamente? Da quanto tempo attendono di essere ricoverate? E soprattutto, sarà possibile per loro ottenere il ricovero in ospedale?
Credo che a queste domande occorra dare risposte precise ed in tempi brevissimi. Attraverso l’interrogazione urgente intendo chiedere in particolare all’assessore D’Amato se vi è un piano effettivo per affrontare questa emergenza in atto presso l’ospedale Goretti di Latina”.
Lo dichiara in una nota Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare

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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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