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Latina

Formia, emissioni elettromagnetiche a Castellonorato: il Tar dà ragione al Comune

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Il Sindaco: “Intrapreso un percorso virtuoso"

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Red. Cronaca


FORMIA (LT) – Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha respinto le sospensive promosse da cooperativa “Monte Altino” e “Monradio srl” (Radio 101) contro la revoca delle autorizzazioni a trasmettere disposta dal Servizio Patrimonio del Comune con la determinazione n. 41 del 25 ottobre 2016. Il Tar ha ritenuto legittimo il provvedimento con cui, nel chiudere i procedimenti di revoca ai sensi dell’art. 21-quinquies della L. 241/1990, l’Amministrazione imponeva ai due ricorrenti la sospensione di ogni attività ed emissione in località Castellonorato – Belvedere Monte di Tripoli.


Il Giudice Amministrativo ha accolto le argomentazioni del Comune, prendendo atto del fatto che per “Monte Altino” esisteva solo un’autorizzazione per l’occupazione di suolo pubblico e per “Monradio srl” un’autorizzazione provvisoria risalente al 10 aprile 1986, rilasciata ad altra società e dunque priva di efficacia. Verificata per entrambi i soggetti l’assenza di titoli concessori e/o autorizzativi, il Tar ha confermato in via cautelare l’efficacia del provvedimento che, nel revocare il titolo autorizzativo risalente al 1986, imponeva alle due stazioni radiofoniche la sospensione di ogni attività di emissione con contestuale rimozione degli impianti e ripristino dello stato dei luoghi.


“Il pronunciamento del Tar – commenta il Sindaco Sandro Bartolomeo – è una buona notizia per Castellonorato e per Formia. Conferma la bontà del percorso intrapreso dall’Amministrazione che punta a riordinare il complesso settore delle emissioni elettromagnetiche. L’attività di ricognizione e verifica proseguirà nel prossimo futuro a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini”.
 

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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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Latina

Latina, violenza sessuale su ragazzina di 12 anni: fermate 3 persone

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Erano stati accolti in casa da una famiglia di connazionali, ma approfittando dell’assenza del padre, hanno violentato, in diverse occasioni, la figlia di 12 anni. I 3 giovani, di nazionalità indiana, sono stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.

I tre giovani, di nazionalità indiana, sono stati arrestati dagli agenti del commissariato distaccato di Fondi, in provincia di Latina, al termine di un’indagine avviata dopo la denuncia della madre della vittima.

L’accusa nei loro confronti è di violenza sessuale di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.

Subito dopo la denuncia la ragazzina è stata ascoltata da personale esperto in un ambiente protetto, per limitare al massimo l’ulteriore trauma di dover ricostruire e rivivere le violenze subite. La ricostruzione dei fatti è stata poi supportata dagli accertamenti medico legali disposti dall’Autorità giudiziaria.

Dalle indagini è emerso inoltre che i responsabili delle violenze, nonostante la famiglia non si fosse ancora resa conto degli abusi subiti dalla figlia, a luglio erano stati comunque allontanati dall’abitazione per altre motivazioni.

Grazie al quadro probatorio, ai riscontri effettuati dagli investigatori e al persistente pericolo di fuga degli indagati, la Procura della Repubblica di Latina ha emesso un provvedimento di fermo per i tre stranieri; due di questi sono stati rintracciati a Fondi dalla Mobile di Latina, mentre il terzo è stato scovato in provincia di Pordenone dalla locale Squadra mobile.

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Cronaca

Cori, taglio del nastro per la mostra dedicata a Giovambattista Piranesi

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CORI (LT) – Accolti nel giardino del Museo della Città e Territorio di Cori, si è tenuta questa mattina l’inaugurazione in anteprima dell’esposizione Le Antichità di Cora. I Rami Originali, l’eccezionale evento con cui la città celebra il 300° anniversario della nascita di Giovambattista Piranesi, eclettica figura di architetto, incisore, archeologo e designer.

La cerimonia, riservata alle istituzioni, ai partner ed agli sponsor, è stata gestita nel ferreo rispetto delle norme di sicurezza per il contenimento della pandemia. Stante, infatti, la copiosa risposta agli inviti, si è reso necessario contingentare le presenze alla cerimonia e all’esposizione.

Accanto al sindaco di Cori, Mauro Primio De Lillis, e al prof. Domenico Palombi (università Sapienza di Roma), curatore della mostra, erano presenti, oltre ad una rappresentanza dell’Amministrazione e del gruppo consiliare L’Altra Città, il consigliere regionale Salvatore la Penna, in rappresentanza della Regione Lazio, il prefetto di Latina, dott. Maurizio Falco, il questore di Latina, dott. Michele Maria Spina, il presidente della Provincia, dott. Carlo Medici, il comandante provinciale dei Carabinieri di Latina, colonnello Lorenzo D’Aloia, il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Latina, il capitano Gerardo Totaro, e una rappresentanza dei sindaci del territorio.

Nutrita anche la presenza di studiosi di assoluto livello: il prof. Mario Bevilacqua dell’Università di Firenze e la prof.ssa Clare Hornsby, entrambi studiosi piranesiani di fama internazionale, e Ginevra Mariani, massima conoscitrice della tecnica piranesiana, da anni impegnata nell’edizione dei rami di Piranesi.

In apertura di cerimonia l’assessore alla Cultura del Comune di Cori Paolo Fantini ha narrato l’”ambizione di raccogliere il testimone del Piranesi stesso che con le sue incisioni diffuse in Europa l’immagine della nostra terra, contribuendo in modo determinante a fondare l’identità di questi luoghi. Raccoglierne il testimone significa promuovere il nostro territorio “come” lo fece Piranesi”.

“È un onore per la Città ospitare questo evento – ha esordito il sindaco De Lillis – e poter accogliere così illustri ospiti la cui presenza rende il giusto merito a un’iniziativa che abbiamo voluto comunque realizzare nonostante il nostro pensiero costante vada alla situazione sanitaria e alla tutela della salute dei cittadini. Cori dice grazie a Piranesi che ha reso noti alcuni autentici gioielli della nostra città, all’Istituto Nazionale per la Grafica che ne conserva i rami originali e ci ha consentito questo allestimento, al prof. Palombi che lo ha ideato e curato e alla Regione Lazio che ci ha sostenuto in questo impegno”.

“Il bello è di tutti – così il prefetto Falco – e iniziative come questa servono a stringere la comunità attorno alle sue migliori origini, fondamentale soprattutto in un tempo difficile come quello che viviamo. Me ne complimento con il sindaco – ha aggiunto –, la persona peraltro che dal primo giorno del mio arrivo ha dimostrato la volontà di collaborare con lo Stato”.

Di “cultura come porto sicuro” ha parlato il presidente Medici e di come “la risposta culturale a un periodo di crisi sia il modo migliore per affrontarlo”.

Ha dal canto suo lodato l’idea il consigliere regionale La Penna sottolineando “quanto sia importante questa mostra per il territorio e per reagire al difficile momento che stiamo vivendo. La Regione ha saputo cogliere l’importanza di questa sfida per il suo valore culturale, artistico e di valorizzazione di questi luoghi. Come segno di vita e vitalità rispetto alla situazione attuale. Le istituzioni hanno lavorato in modo sinergico, nella costante preoccupazione di procedere nella massima sicurezza”.

“La cultura e il bello non sono un orpello superfluo – ha affermato il prof. Palombi, curatore della mostra – né qualcosa da relegare in coda ai tg”. “Abbiamo pensato a questo evento un anno fa – ha poi raccontato -, prima dell’esplosione della pandemia, eppure abbiamo deciso di lavorare comunque al progetto nella consapevolezza di ciò che stavamo facendo. La scuola e l’università, che costituisce il mio ambito, sono presidi fondamentali – ha detto ancora – il dialogo tra istituzioni e luoghi della ricerca e della cultura è fondamentale. Mi piace infine ricordare che oggi Piranesi torna a Cori per la terza volta: la prima nel ’79 con l’evento ‘Piranesi nei luoghi di Piranes’, poi per l’inaugurazione del museo che compie 20 anni e ora, nel convento agostiniano di Sant’Oliva, unico luogo della città moderna che Piranesi cita nelle Antichità di Cora”.

Dopo la cerimonia, gli invitati sono stati accompagnati alla visita riservata.

All’ingresso dell’esposizione si viene accolti dal sintetico racconto per immagini dell’intera opera del Piranesi, e i mega-pannelli raccontano l’epoca, la storia e la tecnica del Piranesi.

I rami sono esposti al terzo piano del Museo con un allestimento di grande effetto, curato dall’arch. Paolo Sellaroli, che mette a confronto le lastre incise con le loro relative stampe.

Il viaggio piranesiano continua poi con i suoi eredi e successori di cui il Museo della Città e del Territorio di Cori già conserva numerose testimonianza: da Rossini a Theodore Labrouste. 

Per l’occasione sono inoltre state predisposte eleganti cartelle con le riproduzioni delle 15 incisioni del maestro e il catalogo della mostra con i contributi dei professori Bevilacqua e Palombi.

L’esposizione durerà 3 mesi (dal 17 ottobre 2020 al 10 gennaio 2021) e sarà accompagnata da un fitto programma di iniziative.

   Solo nei prossimi tre mesi saranno proposte 9 conferenze scientifiche che tracciano l’intero percorso artistico e personale dell’artista veneziano, 7 concerti, a cura del Conservatorio di Musica di Latina Ottorino Respighi – Dipartimento di Musica Antica, e ancora spettacoli, percorsi urbani (anche in notturna), installazioni, visite guidate, narrazioni itineranti, degustazioni, progetti didattici, mostre di design, architettura e grafica contemporanee.

La manifestazione, realizzata anche grazie alla collaborazione e al patrocinio di Istituzioni e Fondazioni: dalla Regione Lazio alla Provincia di Latina, dall’Istituto Centrale per la Grafica alla Fondazione Caetani, al FAI regionale e alla sua Delegazione di Latina, agli Ordini degli Architetti di Lazio e Latina, è stato reso possibile anche dalla generosità di tanti moderni mecenati, in primis dalle più rilevanti realtà del settore vitivinicolo del territorio: l’Az. Agricola Molino7Cento che ha anche offerto nel proprio agriturismo il light lunch; Cincinnato, Carpineti, Pietra Pinta. Oltre alle aziende NAICI, REIA, FUNGHIDEA.

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