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Ambiente

Frosinone e Latina, l’appello di Copagri su invasione di cinghiali: “Serve un patto tra agricoltori e cacciatori”

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“Occorre stipulare un patto tra agricoltori e cacciatori per affrontare con determinazione l’annoso problema delle scorribande notturne dei cinghiali ormai fuori controllo sull’intero nostro territorio”. E’ la proposta avanzata dal presidente della Copagri Frosinone-Latina Fabrizio Neglia all’indomani dei danneggiamenti ai danni dei campi gestiti dall’azienda agricola Oasi di Canterno di Trivigliano,
completamente distrutti dal passaggio impetuoso degli animali. Episodi ormai giornalieri che si verificano ovunque, mandando in fumo in pochi minuti il lavoro degli agricoltori senza che le istituzioni, fino ad oggi, si siano davvero occupati del fenomeno con risolutezza. L’organizzazione agricola, dopo gli appelli scorsi, lancia una seria proposta per porre rimedio ad un problema ormai annoso: Diciamo stop alle tensioni tra agricoltori e cacciatori. A mio avviso – sottolinea il presidente
Copagri Fr-Lt Neglia – le due categorie devono cooperare per il bene comune. Gli agricoltori devono riconoscere quello che è il ruolo importante dei cacciatori i quali, da parte loro, hanno l’obbligo di fare altrettanto. Chiediamo l’intervento anche da parte degli ATC e delle associazioni dei cacciatori per una strategia comune di difesa del territorio. È doveroso da parte di tutti recuperare un rapporto che le polemiche hanno incrinato da qualche anno, è necessario un dialogo aperto tra le parti ed una
strategia che possa vedere nei cacciatori strumento ed il braccio operativo degli agricoltori. Una proposta che speriamo le associazioni venatorie possano accogliere positivamente”. La Copagri Fr-Lt, al contempo, si rivolge anche alla Regione Lazio: “Chiediamo l’intervento fattivo della giunta regionale che, fino ad oggi, ha messo in campo delle soluzioni soft e non risolutive. I cinghiali sul nostro territorio sono troppi ed il loro numero va diminuito in maniera più decisa se si intendono salvaguardare gli sforzi degli agricoltori”.

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Ambiente: Poste Italiane quadruplica in due anni la flotta green capitolina

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L’ampliamento della flotta aziendale “green” romana, passa anche attraverso la messa in strada di un ulteriore  nuovo triciclo “ecologico”

Poste Italiane nella capitale è sempre più “green”. In questa prima decade di luglio, infatti, è stato completato un ulteriore step di nuove forniture di quadricicli e tricicli completamente elettrici e di tricicli endotermici presso i 18 Centri di recapito romani.

Con questi nuovi arrivi, il numero di mezzi ecologici che compongono la Flotta Green di Poste Italiane a Roma città si è quadruplicato in soli due anni salendo a oltre 600 unità. Ogni giono, infatti, per rendere ancora più ecologica, agevole e sicura la consegna di corrispondenza e pacchi, percorrono le strade capitoline 158 Quadricicli Elettrici di cui 7 ibridi, 128 tricicli elettrici, 203 Tricicli endotermici, 58 Van 2 posti a Metano e 41 alimentati a GPL, 10 Furgoni a Metano e 8 elettrici.

I 18 Centri di Recapito della capitale, organizzati complessivamente in 849 zone di recapito, oltre a 99 linee mercato e 439 linee business (consegna fino alle 19.45 e il sabato) comprendono circa 2.000 operatori (1.400 portalettere più gli addetti alle lavorazioni interne e i ruoli di staff) e garantiscono quotidianamente la consegna della corrispondenza sul territorio per un totale di oltre 1.406.000 famiglie e 168.000 tra piccole, medie imprese e attività commerciali per un numero complessivo di circa 300.000 numeri civici. I chilometri percorsi giornalmente dai portalettere dei Centri di Distribuzione della Capitale per effettuare il servizio di consegna della corrispondenza e dei pacchi sono circa 25.000 km.

I nuovi quadricicli, della potenza di circa 6kW, hanno un’autonomia energetica di 70 km, tale da permettere ai portalettere di consegnare la corrispondenza giornaliera con una sola ricarica, una velocità massima di circa 45 km/h e un vano di carico di ben 400 litri. L’installazione di questo speciale baule che consente di aumentare la quantità di pacchi e lettere trasportabili si dimostra caratteristica molto importante visto il costante e rapido trend di crescita dell’e-commerce che si è registrato, in particolare in questo periodo di emergenza, soprattutto nelle grandi città come Roma. I nuovi mezzi garantiscono inoltre una maggior efficienza, fornendo affidabilità e sicurezza all’operatività quotidiana dei portalettere, grazie a una maggior protezione dagli eventi atmosferici, stabilità e comfort. Per ogni nuovo mezzo elettrico, inoltre, Poste Italiane ha messo in funzione una colonnina elettrica per la ricarica.

L’ampliamento della flotta aziendale “green” romana, passa anche attraverso la messa in strada di un ulteriore  nuovo triciclo “ecologico”, dotato di motore basso emissivo 125cm3 – Euro-6 che consente una velocità massima di circa 74 km/h, per un’autonomia di circa 270 km, e con un vano di carico di 250 litri.

Anche in questo caso, la particolare conformazione a tre ruote ne aumenta la stabilità e la sicurezza per il conducente.

Con i nuovi quadricicli e con la continua dotazione di mezzi “ecologici” a bassa emissione, anche a Roma la mobilità di Poste Italiane diventa ancora più sostenibile e in linea con l’ESG – Environmental Social and Governance. Il rinnovo della flotta aziendale, continua ad essere uno degli obiettivi di Poste Italiane che vuole ridurre in maniera significativa le emissioni inquinanti, proseguirà per tutto il 2021, coinvolgendo ancora Roma e numerose altre località su tutto il territorio nazionale.

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Lago di Vico, il ministro Patuanelli pronto a organizzare un tavolo con tutti gli attori per salvare l’area

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Tra i problemi dell’area la mancata bonifica di un ex stabilimento militare che aveva sede sulle sponde del lago

Il Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli ha dato la sua piena disponibilità ad organizzare un tavolo di lavoro, nel più breve tempo possibile, sull’inquinamento del lago di Vico in provincia di Viterbo. A farlo sapere è la senatrice del M5s Vilma Moronese che lo scorso mese di maggio ha presentato una interrogazione al senato e che ieri ha incontrato Patuanelli al Ministero dell’Agricoltura con il quale ha discusso di tutte le problematiche legate al bacino lacustre prospettando anche possibili soluzioni che necessitano del coinvolgimento di tutte le parti in causa.

L’area è divenuta riserva naturale regionale, SIC (sito di interesse comunitario) e ZPS (zona a protezione speciale) e quindi non sono a rischio solo la tutela ambientale e la salute dei cittadini, ma anche l’attività economica legata al lago di Vico essendo una meta turistica molto apprezzata e dove viene prodotta la Nocciola Romana DOP che rappresenta un’eccellenza agroalimentare della produzione italiana.

Il lago presenta 3 gravi problematiche:

  1. Problema della presenza di Arsenico oltre i limiti consentiti per legge nelle acque dei comuni di Viterbo e pertanto anche i problemi relativi alla gestione del servizio idrico in capo alla Talete s.p.a.;
  2. L’inquinamento del Lago di Vico dovuto soprattutto alla presenza di un batterio che danneggia le acque e di conseguenza tutto l’ecosistema legato al lago;
  3. La mancata bonifica bellica e ambientale della Chemical City, un ex Stabilimento Militare dei Materiali di Difesa N.B.C. (Nucleare, Biologica e Chimica) che aveva sede proprio lì sulle sponde del lago.

Per quanto riguarda la bonifica della Chemical City, la senatrice ha fatto sapere che sta “seguendo un altro percorso in quanto attiene alle autorità Militari” e che a breve potrà dare aggiornamenti in merito.

La riserva naturale del lago di Vico attende dunque il tavolo di confronto che sarà coordinato dal Ministero dove si incontreranno tutti gli attori essenziali, dunque la Regione Lazio, i Comuni, gli enti, le associazioni e i cittadini, gli agricoltori, ed anche l’Università che ha condotto degli studi, per poter iniziare a trovare soluzioni comuni per tutelare la salute, l’economia locale, l’ambiente e tutto l’ecosistema.

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Cina, paura per la centrale nucleare ma per le autorità tutto nella norma

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Uno dei reattori EPR della centrale nucleare di Taishan, nel sud della Cina, ha fatto registrare “un aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario”, ha fatto sapere il gruppo francese EDF.

EDF, uno dei gruppi che ha partecipato alla costruzione dell’impianto, “è stata informata dell’aumento della concentrazione di alcuni gas nobili nel circuito primario del reattore n.1 della centrale nucleare di Taishan, gestita dal TNPJVC, joint-venture di CGN (70%) e EDF (30%)”, si legge in un comunicato. Il circuito primario è un circuito sigillato che contiene acqua sotto pressione, che si scalda nella vasca del reattore a contatto di elementi combustibili.

Fra i gas cosiddetti “nobili” o rari, ci sono l’argon, l’elio, il krypton, l’argon o il neon

“La presenza di alcuni gas nobili nel circuito primario – precisa EDF – è un fenomeno noto, studiato e previsto dalle procedure di gestione dei reattori”. La tv americana CNN, sulla base di una lettera inviata da Framatome al Dipartimento per l’Energia americano, ha parlato di una possibile “fuga” nella centrale, dove ci sono due reattori EPR con tecnologia francese. Secondo la CNN, le autorità per la sicurezza cinesi avrebbero rilevato limiti “accettabili” di radiazioni all’esterno del sito per evitare di sospendere l’attività della centrale. 

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