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GIULIO REGENI: "LE SPARIZIONI FORZATE PRINCIPALI STRUMENTI DELLO STATO DI POLIZIA IN EGITTO"

di Angelo Barraco

 La misteriosa morte di Giulio Regeni non ha trovato chiarezza e risposte a seguito del ritrovamento del corpo, che invece avrebbe dovuto dare un incipit ulteriore alle indagini. Sembra quasi che dalle apparenti risposte, quasi alla portata di chi avrebbe dovuto coglierle avendo determinati elementi oggettivi a disposizione, sia sopraggiunta una mole di domande e di dubbi che ha soverchiato l’elemento chiave per risolvere il caso. Ma la strana morte dello studente friulano, scomparso dal Cairo il 25 gennaio scorso e rinvenuto successivamente in un fossato alla periferia della capitale, fa parlare molto e Amnesty International parla in merito a quanto accaduto, riferendo in un nuovo rapporto che “La sparizione forzata di Giulio Regeni ha attratto l'attenzione dei mezzi d'informazione di ogni parte del mondo. Le autorità egiziane si ostinano a negare qualsiasi coinvolgimento nella sua sparizione e uccisione, ma Amnesty International rivela le similitudini tra i segni di tortura sul suo corpo e quelli sugli egiziani morti in custodia dello stato. Ciò lascia supporre che la sua morte sia stata solo la punta dell'iceberg e che possa far parte di una più ampia serie di sparizioni forzate ad opera dell'Nsa e di altri servizi d'intelligence in tutto il Paese”. Denunciando la scomparsa di centinaia di persone e la tortura di altrettante di esse nei primi mesi del 2015. Amnesty punto il dito contro la NSA, Agenzia per la sicurezza nazionale che si rende responsabile che per incutere paura agli oppositori mette in atto rapimenti e torture. Il rapporto parla di studenti spariti nel nulla senza lasciare la benché minima traccia. Tale rapporto è stato intitolato “Egitto: 'Tu ufficialmente non esisti'. Sparizioni forzate e torture in nome del contrasto al terrorismo”. NSA agiscono facendo irruzione nelle case degli studenti e li portano via, trattenendoli per mesi, ammanettandoli e bendandoli. Il direttore Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International ha riferito “Questo rapporto rivela le scioccanti e spietate tattiche cui le autorità egiziane ricorrono nel tentativo di terrorizzare e ridurre al silenzio manifestanti e dissidenti”. Aggiungendo inoltre che “"Le sparizioni forzate sono diventate uno dei principali strumenti dello stato di polizia in Egitto. Chiunque osi prendere la parola è a rischio. Il contrasto al terrorismo è usato come giustificazione per rapire, interrogare e torturare coloro che intendono sfidare le autorità. Le autorità egiziane si ostinano a negare l'esistenza del fenomeno delle sparizioni forzate, ma i casi descritti nel nostro rapporto forniscono ampie prove del contrario”. Nel rapporto sono descritti 17 casi in cui persone sono sparite per causa terzi, sono state detenute per periodi medio lunghi, senza aver nessun contatto con l’esterno e sottoposte ad interrogatori estenuanti con il fine di usarli poi durante gli interrogatori ufficiali dinnanzi ai giudici che condanneranno costoro. Anche diversi minorenni sono stati sottoposti a torture di questo tipo.