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GP VALENCIA: QUARTO POSTO PER VALENTINO ROSSI. LORENZO CAMPIONE

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Tempo di lettura 3 minuti Il pilota spagnolo si aggiudica il braccio di ferro tutto targato Yamaha. Il Dottore: "Un biscottone, ha perso lo sport"

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Redazione

Il Dottore dà spettacolo ma non fa miracoli. Valentino Rossi chiude il Gp di Valencia al quarto posto, dopo una splendida rimonta, ma il titolo avvelenato della MotoGp va a Jorge Lorenzo. "Un biscottone, ha perso lo sport", sentenzia Rossi a motori spenti. 

Il pilota spagnolo si aggiudica il braccio di ferro tutto targato Yamaha prendendosi il Gp di Valencia e, di fatto non disturbato dai connazionali Marc Marquez e Dani Pedrosa, perfeziona il sorpasso iridato proprio nell'ultimo appuntamento dell'anno. Sbarcato in Spagna con 7 punti di vantaggio sul compagno-rivale, Rossi scatta dall'ultima posizione dopo la sanzione rimediata per il contatto con la Honda di Marquez nel Gp di Malesia. Il campione di Tavullia, rassegnato ad un successo di Lorenzo nell'ultima gara stagopmaòe, avrebbe bisogno del secondo posto sull'asfalto del Ricardo Tormo per realizzare un'impresa memorabile. Ci va vicino, ma alla fine è costretto ad alzare bandiera bianca dopo aver infiammato molti dei 110mila spettatori presenti sulle tribune. Rossi chiude con 325 punti, Lorenzo fa festa con 330.

Il sipario cala al termine di 30 giri che Rossi comincia all'arrembaggio. Pronti, via e inanella 11 sorpassi nelle prime 4 curve risalendo dall'ultima all'undicesima posizione in meno di 3 giri. Davanti Lorenzo conserva la leadership davanti alle Honda di Marquez e Pedrosa. Dopo 5 tornate, il Dottore è ottavo. Altri due passaggi e la Yamaha numero 46 sale in settima posizione. Nel decimo giro, Rossi mette a segno il sorpasso più complicato della prima porzione di gara scavalcando la Yamaha Tech 3 di Pol Espargaro e prendendosi la sesta piazza. Subito dopo, si arrendono anche Aleix Espargaro e Andrea Dovizioso: il fuoriclasse di Tavullia è quarto quando mancano 17 giri. Lorenzo comanda tallonato da Marquez, mentre Pedrosa è staccato dalla vetta ma può amministrare un vantaggio superiore ai 10'' sull'italiano. La gara, incanalata verso un epilogo relativamente tranquillo, dà l'impressione di accendersi a 6 giri dalla conclusione. Marquez, dopo aver semplicemente scortato Lorenzo, sembra intenzionato ad abbozzare un attacco mentre Pedrosa prova ad agganciare la coppia. Il terzetto spagnolo comincia la penultima tornata raccolto in appena un secondo. Rossi spera in un regalo targato Honda che non arriva. Pedrosa e Marquez si danno battaglia, Lorenzo ringrazia guadagnando centesimi preziosi e conquistando il titolo.

ROSSI – "Dopo Motegi avevo 18 punti di vantaggio con una grande possibilità di vincere il titolo ma da Phillip Island è successo qualcosa che non si poteva prevedere. Il comportamento di Marquez è stato imbarazzante, ed è stato bruttissimo per il nostro sport, una cosa che non era mai successa", dice Rossi ai microfoni di Sky Sport. "Nella seconda parte di stagione Jorge è stato molto bravo però fin quando le cose sono andate normalmente ero in testa -sottolinea il 'dottore' ai microfoni di Sky Sport-. Dall'Australia Marquez ha cominciato a fare il guardaspalle di Lorenzo e io mi sono trovato a lottare con due piloti molto forti e da lì tutto è cambiato. Già dall’ultima reazione di Marquez, da venerdì e da sabato, dove diceva che avrebbe fatto di tutto per battere Lorenzo, lì ho avuto la conferma che avrebbero fatto il 'biscottone'".

LORENZO – "E' stato difficile, c'era tanta pressione. La gomma posteriore era distrutta, ad essere onesto non vedevo nulla: posizioni e giri alla fine. Ho cercato solo di concentrarmi e andare il più veloce possibile", dice Lorenzo. "Ho cercato di mantenere la concentrazione e di finire la gara. Ora sono per la quinta volta campione del mondo ed è bellissimo, la Yamaha ha fatto un bellissimo lavoro, il team è stato perfetto e sono fiero di aver vinto il titolo nel mio Paese", conclude lo spagnolo.

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Atletico Lariano (calcio, I cat.), Pomponi: “Non siamo i favoriti, ma daremo tutto per stare lassù”

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Lariano (Rm) – L’Atletico Lariano attende la ripartenza. Ci vorranno ancora un paio di settimane, visto che il comitato proprio ieri ha deciso che si riprenderà coi recuperi dell’undicesima giornata il 6 febbraio (e ai castellani toccherà il match interno contro lo Scalambra) e poi dalla domenica successiva tornare a disputare regolarmente (si spera) il resto della stagione, iniziando dal delicato match col Valle Martella. “Questa è una pausa anomala, una sosta natalizia più lunga – dice il vice capitano e difensore centrale classe 1992 Benedetto Pomponi – La situazione generale, inoltre, non ha permesso praticamente a nessuno di allenarsi nel modo giusto, ma tutto ciò era inevitabile. Personalmente avrei posticipato per tutti già i match del 9 gennaio, in modo da riprendere dallo stesso punto. Comunque ora la cosa importante è finire questa stagione, un malaugurato nuovo blocco dei campionati sarebbe veramente un disastro per molte società dilettanti”. L’ex Vis Artena, a Lariano ormai da cinque stagioni, traccia un bilancio dell’ottima prima parte di stagione della capolista del girone F di Prima categoria: “Non è una casualità la nostra posizione, la classifica non dice bugie e anzi avremmo potuto avere anche qualche punto in più: abbiamo meritato il primato finora, ma sappiamo benissimo che sarà molto dura mantenerlo. Ci sono avversarie che hanno investito molto di più, ma questo non significa che daremo tutto per restare lassù: non cambierei i miei compagni con nessun altro”. Il vice capitano si è ormai totalmente calato nella realtà dell’Atletico Lariano: “Un ambiente che trasmette una serenità e un’allegria incredibili. La società ci ha sempre fornito il massimo supporto, l’unica annata che abbiamo sbagliato è stata quella della retrocessione dalla Promozione che ancora ci brucia”. Tra i segreti dell’attuale Prima categoria c’è anche mister Cavola: “Un guerriero, ci tiene sempre sul pezzo: è l’uomo giusto per questo gruppo. Noi ci siamo adeguati alla sua mentalità e siamo entrati in simbiosi col nostro tecnico”.

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Vis Casilina (calcio, Terza cat.), De Cola: “Qui ho trovato l’ambiente giusto per tornare a giocare”

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Roma – La Terza categoria della Vis Casilina non vede l’ora di tornare in campo per difendere il primato guadagnato nella prima parte di stagione. I capitolini, in testa al girone B, sono fermi alla partita dello scorso 12 dicembre vinta con un roboante 6-2 sul campo dell’Atletico Olympia. Quel match ha segnato l’esordio stagionale di Vincenzo De Cola, estremo difensore classe 1992: “E’ stata sicuramente un’emozione forte visto che sono tornato a giocare a distanza di circa dieci anni dall’ultima esperienza calcistica. In questo lungo periodo ho fatto solo qualche partitina di calcetto o calciotto con amici e quindi la porta da calcio mi è sembrata molto grande – sorride il portiere – Inoltre non avendo una stazza fisica importante, per me è fondamentale essere in una buona condizione per rendere al meglio e quindi ci vorrà un po’ di tempo. Nella prima parte di campionato sono stato condizionato da qualche problema fisico e poi l’altro portiere Davide Piperno se l’era cavata bene: tra noi c’è un rapporto di rispetto e anche lui arriva da un bel periodo di inattività. Comunque, avendo trovato una certa stabilità lavorativa, avevo voglia di tornare in un gruppo vero per allenarmi e rimettermi in gioco e qui ho trovato l’ambiente giusto. Non nascondo che inizialmente avevo qualche perplessità per la categoria che ha la nomea di essere un campionato “litigioso”, ma finora non ci sono stati problemi”. De Cola alla Vis Casilina è arrivato in un modo particolare: “Un mio amico era venuto a fare una prova e mi ha detto che al gruppo servivano portieri, poi sono stato contattato dal direttore sportivo Antonio Rovere e sono entrato a far parte della squadra. Qui ci sono elementi di grande esperienza come il capitano Miro Sbraglia e altri molto giovani, ma fondamentalmente siamo abbastanza coesi anche se per formare il giusto spirito di squadra ci vuole tempo. Poi c’è mister Stefano Pasquini che ha fatto una buona carriera da calciatore e ora sta calandosi in questo nuovo ruolo. Obiettivi? Non ho mai guardato le classifiche sin da piccolo, dobbiamo solo pensare a dare il massimo” chiosa De Cola.

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Audace (calcio, Eccellenza), Bussi: “Qui progetto ambizioso, patron Spinelli persona rara”

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Sarà uno dei rinforzi pesanti dell’Audace alla ripresa del campionato che, secondo le ultime indicazioni del comitato regionale, ricomincerà il prossimo 30 gennaio dal match sul campo dell’Itri non disputato il 6 gennaio, mentre la sfida del 9 gennaio col Colleferro verrà giocata il 6 febbraio e successivamente si dovrebbe riprendere con la normale calendarizzazione. Cristiano Bussi è stato un vero e proprio colpo di mercato e l’attaccante classe 1989 non vede l’ora di scendere in campo con la sua nuova squadra: “Ho trovato un bellissimo ambiente e un gruppo di valore, c’è tanta voglia di fare bene. La squadra ha delle qualità importanti, anche se non abbiamo una meta prefissata e dobbiamo semplicemente concentrarci sulla partita da disputare: non dobbiamo porci limiti perché ce la possiamo giocare con tutti”. Bussi racconta come è nata l’idea del suo approdo all’Audace: “Mi ha contattato il direttore generale Roberto Matrigiani con cui c’è stima da tanto tempo e poi qui ho ritrovato mister Daniele Scarfini che già mi aveva allenato al Campus Eur. L’allenatore è ancor più ambizioso e motivato, si vede che sta bene in un ambiente che rispecchia il suo modo di fare calcio”. Se tutto andrà come da programmi, l’Audace tornerà in campo a distanza di oltre un mese dall’ultima gara ufficiale: “Sicuramente è un problema allenarsi senza lo “stimolo” della partita, ma siamo quasi tutti in questa condizione. Il Covid rappresenterà un’incognita sul corretto andamento del campionato, ma non ci si può fare nulla”. L’ex Pomezia parla dell’impatto avuto col patron Giuseppe Spinelli: “Una persona buona e un uomo vero: una rarità nel mondo del calcio. Un imprenditore importante che ha idee chiarissime ed è estremamente ambizioso: darà la giusta pressione al nostro gruppo, d’altronde non è bello lavorare in un ambiente “piatto” e senza stimoli. Personalmente spero di andare oltre i sei mesi di questa seconda parte di stagione, il progetto dell’Audace è molto importante e cercherò di dare il mio contributo”.

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