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Hogwarts Legacy, un’avventura magica nel mondo di Harry Potter

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Hogwarts Legacy è il videogioco action Rpg ambientato nel mondo di Harry Potter. Sviluppato da Avalanche Software e pubblicato da Warner Bros. Interactive Entertainment, il titolo è stato distribuito per Pc, PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Inoltre sarà disponibile per PlayStation 4 e Xbox One non prima del 4 aprile 2023 e per Nintendo Switch il 25 luglio 2023. Hogwarts Legacy è un viaggio che porta i giocatori a conoscere i luoghi iconici, le persone e le creature magiche che finora hanno potuto immaginare solo attraverso gli scritti di J.K. Rowling e alla saga cinematografica di Harry Potter. La storia si sviluppa verso la fine del 1800 in Inghilterra, non è ancora scoppiata la guerra tra maghi e babbani, ma un’altra minaccia sta scuotendo il mondo magico: i Goblin. Una rivolta infatti serpeggia fra questa razza, e Ranrok, il capo dei goblin ribelli, il quale sta complottando con alcuni maghi oscuri umani per conquistare un nuovo potere. Questa è la premessa con la quale hanno inizio gli eventi di Hogwarts Legacy. Il gioco molto probabilmente, è bene sottolineare, non farà parte del canone ufficiale del Wizarding World, questo perché l’autrice delle opere non è stata in alcun modo coinvolta nella scrittura e nello sviluppo del gioco. I riferimenti alla saga principale, infatti, sono pochi e più che altro suggeriti piuttosto che espliciti e chiari. E rispetto ai giochi passati, che sono sempre più o meno stati legati a un capitolo del franchise cinematografico (eccezion fatta per il gioco dedicato al Quidditch), Hogwarts Legacy espande finalmente l’esperienza a 360 gradi permettendo di far immergere i giocatori in profondità nel mondo magico. Oltre alla quest principale, della quale non racconteremo nient’altro per evitare ogni tipo di spoiler, sono presenti tutta una serie di attività sia secondarie che centrali allo sviluppo della stessa.

Ma andiamo con ordine: una volta avviato il gioco per la prima volta, sarà necessario creare il proprio alter ego virtuale. Sono presenti una buona varietà di modelli base e quindi si può partire da un personaggio predefinito creato con caratteristiche standard per poi modificare diverse caratteristiche come la forma del viso, il colore dei capelli, degli occhi e della pelle, eventuali cicatrici, lentiggini e nei. La personalizzazione però si ferma al volto del personaggio, mentre la corporatura resta la stessa. Ci sono anche due tipi di voce, maschile e femminile, ulteriormente personalizzabili in quattro tonalità per ciascuna tipologia. Al termine della creazione del proprio aspirante mago o strega e dopo un’introduzione che funge da tutorial molto cinematografica di un’oretta circa, si giunge finalmente al castello di Hogwarts. Si tratta di una riproduzione estremamente convincente e ricreata con dovizia di particolari, al limite della perfezione. Il mondo è vivo, pullulante di interazioni e di persone, inoltre il dettaglio grafico che permette di vivere questa esperienza è davvero a livelli altissimi, con ben tre modalità su Xbox Series X (Qualità, Qualità con Ray Tracing e Performance) e due su Xbox Series S (Qualità e Performance). A completare il quadro è presente un doppiaggio italiano completo di lip sync e una colonna sonora musicale degna dei lungometraggi cinematografici. Appena giunti al castello ci sarà il famoso rito del cappello parlante che, dopo qualche domanda di rito, permette la scelta della casata di riferimento: Grifondoro, Serpeverde, Corvonero e Tassorosso. La scelta viene fatta dal cappello dopo che si risponde ad alcune sue domande, ma può comunque essere modificata dal giocatore ed è comunque una scelta indifferente ai fini dello svolgimento della trama principale. Secondo elemento iconico della saga di Harry Potter e ovviamente presente anche in Hogwarts Legacy è la bacchetta magica, reperibile dopo qualche ulteriore ora di gioco da Olivander a Hogsmeade, il villaggio accanto a Hogwarts dove è possibile inoltre trovare tutti i negozi che riforniscono il proprio personaggio nel corso dell’avventura. Qui è possibile trovare negozi di pozioni, di erbe, di piante, di vestiti e via dicendo, oltre a tutta una serie di quest secondarie. E’ bene sottolineare che bisogna prestare attenzione al fatto che bacchetta e casata non saranno più modificabili nel corso di tutto il gioco una volta scelte, perciò prima di confermare entrambe le cose è bene essere sicuri al cento per cento della scelta fatta. In realtà la bacchetta sarà ancora personalizzabile, ma solo a livello cosmetico attraverso le varianti dell’impugnatura che è possibile trovare sparse nei vari bauli o completando alcune missioni secondarie. Essendo Hogwarts legacy un titolo ambientato nell’universo magico di Harry Potter, è ovviamente possibile prendere parte alle lezioni delle varie materie presenti nella saga. Astronomia, Erbologia, Pozioni, Difesa contro le Arti Oscure, Divinazione, Trasfigurazione, Incantesimi e Creature Magiche sono i corsi disponibili, tutti fruibili attraverso a una serie di missioni più o meno obbligatorie al fine di sviluppare il personaggio per permettergli di proseguire nella storia. Sono presenti tre livelli di difficoltà (Facile, Normale e Difficile) più un livello “Storia” che permette di scorrere senza problemi a chi è interessato solo a vivere un’esperienza senza grattacapi nel Mondo Magico. In Hogwarts Legacy è anche possibile apprendere tutti i principali incantesimi della saga di Harry Potter e sono utilizzabili anche le tre maledizioni senza perdono (Crucio, Imperio e la famosissima Avada Kedavra) che si sbloccheranno nel corso del gioco, seguendo le quest secondarie di un determinato personaggio di cui non riveleremo l’identità per non rovinare l’esperienza di gioco a chi ci legge.

La mappa di gioco offerta da Hogwarts Legacy è di dimensioni davvero enormi ed esplorarle a piedi è davvero un’avventura, proprio per questo sarà possibile utilizzare la ben nota scopa volante o cavalcare bestie mitiche. All’interno del castello e tutt’intorno ci sono un gran numero di attività da svolgere, che aiutano a rilassarsi tra una lezione e l’altra. Ci sono le prove di Merlino, che null’altro sono che piccoli puzzle da risolvere con in premio un po’ di esperienza, è possibile vagare alla ricerca dei Fulcri di Magia Antica, anch’essi che, alla stregua di collezionabili, offrono qualche puzzle e una manciata di punti esperienza. E’ possibile (e consigliato se si vuole superare al meglio il G.U.F.O.) raccogliere le pagine della Guida Pratica, oppure scovare e utilizzare i Tavoli di Astronomia, o ancora improvvisarsi cacciatori di taglie uccidendo i Nemici Famigerati. E questi sono solo esempi, ci sono poi altre attività secondarie che non elencheremo per non rovinare l’esperienza, ma è bene tener conto che di cose da fare ce ne sono davvero tantissime. L’attività principale extrascolastica è però la cattura degli animali. A un certo punto viene sbloccata la Stanza delle Necessità, all’interno della quale è possibile svolgere tutta una serie di compiti. E’ possibile infatti creare i tavoli di Pozioni e di Erbologia, con il primo che agevola la produzione di pozioni utilizzando le erbe e gli ingredienti raccolti in giro per il mondo, e il secondo che permette di coltivare le piante magiche attraverso i semi comprati nei negozi in giro per la mappa del mondo. Dopo qualche altra ora di gioco, all’interno della stanza delle necessità è possibile utilizzare la serra degli animali, un luogo in cui mettere a ricovero gli animali fantastici catturati durante l’esplorazione della mappa. Sono presenti infatti alcune aree contrassegnate da un’icona a forma di orma, in ognuna delle quali è possibile trovare una specie particolare di animale fantastico che può essere catturato con gli incantesimi e un’apposita borsa molto simile alla valigetta utilizzata da Newt Scamander nella saga di Animali Fantastici. Una volta catturati, gli animali possono essere portati all’interno della serra e liberati, oppure venduti in un negozio a Hogsmeade. Dopo essere stati accuditi a dovere, rilasceranno ognuno un ingrediente che può essere utilizzato per migliorare e potenziare il vestiario. Più avanti potranno anche essere fatti riprodurre fra loro, a patto di averne una coppia di sesso opposto. Trattandosi di un action Rpg ovviamente anche gli abiti che il proprio mago o strega indossa rappresenta una componente molto importante e funge da armatura e potenziamento per gli attacchi oltre che da orpello cosmetico per vantarsi con i propri amici e compagni di corso. Fortunatamente è possibile variare lo stile estetico dell’abbigliamento attraverso la pressione del tasto X, quindi anche se realmente si hanno indosso degli abiti esteticamente non in linea col proprio stile ma con caratteristiche utili è possibile utilizzare le “skin” di altri indumenti più belli da vedere ma a patto di averli già sbloccati. Ovviamente anche se si cancella un particolare indumento dalla propria lista la sua “skin” sarà disponibile per essere selezionata e utilizzata a livello visivo, ricordiamo però che non c’è alcun beneficio tangibile oltre a quello estetico. La stanza delle necessità è poi completamente personalizzabile negli stili e nei colori, basta rivolgersi a Tik, l’elfo domestico che funge da custode e da aiutante all’interno della stessa. Come accennavamo qualche riga più in alto, viste le dimensioni della mappa molto generose, circa 7.5 km quadrati, i modi per spostarsi in questo vasto mondo aperto sono diverso. A un certo punto si ha anche la possibilità di cavalcare un Ippogrifo o un Thestral per volare liberi nei cieli, oppure un enorme Graphorn per muoversi cavalcando a terra. E’ possibile anche cavalcare il classico manico di scopa, anch’esso personalizzabile con potenziamenti e skin cosmetiche, ma manca la possibilità di usarla per giocare a Quidditch. Sin dai primi minuti successivi all’arrivo al castello, infatti, il preside Black informa gli studenti che a causa di un non meglio precisato inconveniente il campionato di Quidditch per quest’anno è annullato. Voci di corridoio dicono che presto lo sport ufficiale dei maghi però potrebbe arrivare sotto forma di contenuto extra a pagamento, ma per adesso non c’è nulla di certo.

In Hogwarts Legacy più di una volta bisognerà impugnare la bacchetta magica e intraprendere combattimenti a colpi di incantesimi, quindi il combat system ha un ruolo fondamentale. In base al momento, infatti, potrebbero capitare nemici di diverso tipo e con altrettante magie, scudi o approcci, tutti desiderosi di uccidere il giocatore. Ovviamente parliamo di avversari che non aspetteranno il loro turno per attaccare, lo faranno appena possibile, perciò è necessario essere rapidi a lanciare un “Protego” oppure schivare qualora si tratti di magie impossibili da deviare. Oltre a quanto detto, durante i combattimenti, è possibile usare alcuni elementi sparsi in giro per degli attacchi ambientali che di norma infliggono più danno di qualunque altro incantesimo. Infine c’è l’antica magia, che si può definire come la mossa speciale: si può utilizzare solo una volta riempito il relativo indicatore e in genere uccide qualunque nemico sul colpo, ma tale risultato non vale per i boss, i troll o altri nemici molto resistenti. Ogni scontro si trasforma quindi in un tripudio di Protego, Accio, Incendio, Bombarda, Levioso, Arresto Momentum, Confringo eccetera eccetera, in base alla propria strategia o alle necessità dovute agli incantesimi di volta in volta disponibili. Tramite l’albero dei talenti si possono sbloccare ulteriori slot personalizzabili da quattro magie per creare dei set ad hoc ed essere sempre pronti a qualsiasi battaglia. Sono combattimenti dinamici, quelli di Hogwarts Legacy, dove tutto è concesso e tutto può succedere, ma sono anche stati programmati affinché non siano la soluzione unica al progresso del proprio alter ego virtuale, anzi per arrivare al cap sarà necessario affrontare molte delle attività proposte. Lottare non conferisce molti punti esperienza, che invece si ottengono in quantità maggiore completando sfide o missioni: gli sviluppatori hanno voluto assicurarsi di non incappare nella trappola del grinding e hanno demandato la progressione all’esplorazione. Tutto ciò non significa che non si può salire di livello a piacimento, bensì che richiede molto tempo. Dopo quaranta ore nel nostro caso non avevamo ancora raggiunto il cap e fino ad allora avevamo portato a termine quasi ogni sfida e missione secondaria a disposizione, accanto a quelle di storia. L’esperienza è ben dosata nella sua distribuzione ma, soprattutto, salire di livello non influenza direttamente alcuna statistica al di fuori della salute che viene incrementata di volta in volta. Nonostante il titolo abbia una grafica molto bella da vedere, Hogwarts Legacy non è un gioco che punta solo sul fattore visivo né pone l’accento solo ed esclusivamente sul lato tecnico, ma purtroppo per poter godere pienamente di una fluidità di gioco che rende l’esperienza davvero gradevole è necessario scegliere l’impostazione prestazioni e quindi giocare con un dettaglio estetico meno bello ma comunque decoroso. Si notano i compromessi ai quali si è dovuti scendere affinché il gioco giri anche su console old-gen tuttavia, ci teniamo a ribadirlo, il fulcro del gioco per una precisa scelta è il gameplay e non le finiture tecniche , fermo restando che l’impatto visivo è davvero notevole e solo un occhio molto attento potrebbe notare le sopracitate imperfezioni. Parlando dell’interfaccia, invece, possiamo dire che si sarebbe potuto fare un poco di più soprattutto lato equipaggiamento. In generale il menu è facilmente navigabile, la mappa di Hogwarts è disponibile solo in tre dimensioni e non ci sono planimetrie dei singoli piani. Data l’esiguità di spazi nella sezione equipaggiamento, e la facilità con cui si riempiono, non sarebbe stato male avere modo di raggruppare gli oggetti e scartarli tutti assieme. Tirando le somme, Hogwarts Legacy nonostante la sua natura single player e i difettucci sopracitati resta comunque un vero e proprio capolavoro. Un’opera mastodontica che è una vera e propria dichiarazione d’amore per i fan dell’universo di Harry Potter, ma anche un gioco incredibile per chi non ha mai visto un film o letto una riga del mondo inventato da J.K. Rowling. Avalanche Software ha creato, seppur con qualche imperfezione qua e là, il giusto equilibrio tra storia e gameplay, valorizzando l’interazione con il mondo di gioco. L’esplorazione premia molto più di quanto non faccia la forza bruta e questo è un bene perché l’enorme mappa di gioco ha moltissimo da offrire e ogni volta che si scopre un’area c’è sempre una sorpresa nascosta. Insomma, Hogwarts Legacy è un titolo da avere assolutamente, destinato a diventare un punto di riferimento per le produzione future.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 9

Sonoro: 10

Gameplay: 9,5

Longevità: 9,5

VOTO FINALE: 9,5

Francesco Pellegrino Lise

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Killer Klowns from Outer Space, spaventosamente divertente

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Killer Klowns from Outer Space, spaventosamente divertente

Killer Klowns from Outer Space è il videogame ideale per tutti coloro che detestano i pagliacci, soprattutto i pagliacci assassini, ma anche per tutti coloro che vogliono divertirsi con un titolo davvero originale e ricco di potenziale. Ovviamente il gioco è basato sull’iconico film del 1988 realizzato dai fratelli Chiodo (che tra l’altro hanno supervisionato i contenuti del gioco), divenuto un vero e proprio cult del cinema di genere. Disponibile per Steam/PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S, il gioco è un titolo dalla natura multiplayer asimmetrico, dove si scontrano una squadra di tre Killer Klowns venuti dall’altro mondo contro sette giocatori che saranno “semplici” essere umani. Le virgolette sono d’obbligo perché nonostante la loro umanità i survivors se uniscono le forze possono diventare una minaccia per i pagliacci. Ma andiamo con ordine: Killer Klowns From Outer Space propone delle dinamiche un po’ inconsuete sul fronte delle possibilità messe a disposizione della squadra degli umani che potranno scegliere la fuga o il nascondersi dal team nemico oppure magari colpirli nel loro unico punto debole ovvero quel grande naso rosso da clown che hanno e metterli KO per un minuto con vantaggi facilmente intuibili. L’obiettivo finale è comunque la fuga che potrà avvenire tramite quattro diverse scappatoie come una barca ed un teletrasporto. Qualunque sia la via che si sceglierà, sarà necessario trovare nella mappa alcuni oggetti necessari a per potere utilizzare uno dei mezzi con cui salvarsi la vita. Anche i tre Klowns ovviamente dispongono di molteplici possibilità di prendere ed eliminare gli esseri umani, tutte sempre riprese o ispirate dalla pellicola. Per il resto invece la produzione di Illfonic si mantiene su dinamiche piuttosto canoniche con la possibilità di migliorare il proprio personaggio di partita in partita con i punti esperienza. Le mappe disponibili al lancio del gioco sono cinque, ben impiantate nell’immaginario del film strucult. Per il momento possono essere sufficienti ma nel medio/lungo termine si spera esca qualche contenuto aggiuntivo per rendere interessante l’esperienza anche dopo il periodo iniziale.

Una volta lanciato Killer Klowns from Outer Space chi gioca sarà chiamato a scegliere se vestire i panni di uno degli umani o degli spietati pagliacci extraterrestri. Quando si gioca nei panni di un terrestre, la furtività è della massima importanza; tenendosi fuori dalla vista dei Klowns e rimanendo il più silenziosi possibile per evitare di essere scoperti. Partendo dal nulla in possesso, bisogna esplorare e saccheggiare oggetti di valore se si desidera sopravvivere. Alcuni oggetti sono necessari per portare a termine il proprio tentativo di fuga, altri invece saranno d’ausilio se ci si dovesse trovare a combattere uno o più Klown. E sono proprio questi ultimi oggetti a rendere il titolo diverso dagli altri di questo genere, infatti diversamente da quanto visto in altre produzioni ci sono alcune armi qui che possono rendere assolutamente semplice poter affrontare un Klown. Procurarsi un fucile, per esempio, vuol dire poter diventare un pericolo per gli avversari. Ma anche essere armato di un’arma da mischia come una mazza da baseball può voler dire avere la possibilità di abbattere un Klown. Il ko dei nemici però, come detto già alcune righe sopra, è uno status che dura circa un minuto a differenza di quanto accade con gli umani. Stordire un nemico vuol dire però guadagnare tempo prezioso per la fuga, poter compiere azioni in modo meno silenzioso e potersi riorganizzare. Per vincere una partita di Killer Klowns from Outer Space, gli esseri umani possono fuggire in numerosi modi. Trovando una bombola di gas e una candela, un motoscafo può prendere vita per fare una fuga frettolosa. In alternativa, la bombola di gas potrebbe essere utilizzata per avviare un generatore che alimenta un pannello su cui è possibile utilizzare una chiave magnetica per aprire la porta di un tunnel di fuga. Se tutto il resto fallisce, si può tentare di fuggire con un camion negli ultimi istanti della partita quando irrompe attraverso una delle uscite coperte di zucchero filato, ma si può essere certi che i Klown saranno lì per cercare di fermare chiunque tenti la fuga. Quando si gioca nei panni dei Klowns, l’azione diventa molto più predatoria e molto meno statica di quando si vestono i panni dell’altra fazione. A differenza degli umani, tutti i Klown iniziano con un’arma a distanza che può racchiudere un bersaglio nello zucchero filato se colpita abbastanza spesso, così come un’arma che provoca danni fisici. E così, i Klown hanno due modi per eliminare un umano dalla partita: ucciderlo a titolo definitivo o rinchiuderlo in un bozzolo di zucchero filato e poi appenderlo a uno dei numerosi dispositivi sparsi per la mappa. Quest’ultimo modo è un po’ rischioso, tuttavia, poiché altri umani hanno la possibilità di far uscire i loro amici da un bozzolo se lasciati incustoditi. Ma può anche essere utilizzato per attirare altri umani da catturare mentre tentano di salvare il proprio amico. I Klown oltre che dare la caccia alle prede hanno anche un altro compito, ossia: trovare bozzoli di zucchero filato preconfezionati e metterli su quei dispositivi menzionati in precedenza non solo per evocare servi che vagano autonomamente per aiutarli nella caccia, ma anche per ridurre i tempi di recupero delle abilità. I Klowns infatti possono saltare istantaneamente in qualsiasi area della mappa, ad esempio, o creare un cane palloncino che fiuta un umano nelle vicinanze. L’uso di queste abilità può davvero cambiare le sorti di una partita. I bozzoli sospesi, con o senza giocatori umani, possono anche accelerare la Klownopalypse, l’evento cataclismatico che uccide tutti i giocatori umani sopravvissuti alla fine di una partita se non scappano. Vale la pena per il team di Klown tenere d’occhio i bozzoli, quindi, e appenderli quando possono. Non è un modo rapido per vincere una partita, ma è sicuramente un altro modo per dare varietà alle partite.

Un applauso a Illfonic: sebbene Killer Klowns from Outer Space abbia fortemente i connotati delle sue produzioni più classiche, il gioco è capace di integrare alcune innovazioni davvero niente male. Un esempio, forse banale, sono i minigiochi rapidi che i sopravvissuti già fuggiti o caduti in battaglia possono completare nel menu per aiutare i propri compagni, ancora sotto la minaccia dei klown. Allo stesso modo, si può ingannare l’attesa nella speranza che qualcuno riesca a riportare in vita un caduto. La formula con 10 giocatori coinvolti nella stessa partita, unita a una squadra di villain più agguerrita del classico nemico molto lento e pesante, offre quella punta di frenesia e paradossalmente commedia al gioco horror che serviva per rivitalizzare una formula anche troppo abusata e della quale, come accade comunque spessissimo, si inizia a sentire il peso dell’inevitabile ripetitività. La sensazione viene contrastata grazie all’immaginario nel quale è immerso: gli sviluppatori sono stati bravi nel seguire e riproporre l’universo del film cult degli anni ’80, del quale gli appassionati ritroveranno moltissimi riferimenti e sensazioni. Tirando le somme, Killer Klowns from Outer Space è una piacevole aggiunta al catalogo di PvP horror asimmetrici di Illfonic, che aggiunge alcune meccaniche interessanti spingendo i giocatori a cooperare e sentirsi molto più parte attiva della partita, in ogni momento. Di contro, i contenuti disponibili al lancio sono pochi, e in poche ore il gioco non ha più nulla di realmente nuovo da offrire se non il fatto che ogni partita è diversa a livello strategico da quella precedenza. A nostro avviso se il team punterà su un corposo supporto post-lancio per arricchire di contenuti il gioco, allora la ricetta potrebbe funzionare molto bene. Ma se il gioco non verrà supportato a dovere la nostra sensazione è che presto i server potrebbero rimanere vuoti. Per scoprirlo non resta altro che giocare e aspettare.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8

Sonoro: 8,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 7,5

VOTO FINALE: 8

Francesco Pellegrino Lise

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Galaxy Watch FE, l’orologio intelligente per monitorare la salute

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Samsung ha annunciato il lancio di Galaxy Watch FE, una novità per la linea di smartwatch progettata per ampliare l’esperienza di benessere avanzato e olistico del colosso asiatico a un numero sempre maggiore di utenti. Incorporando le rivoluzionarie prestazioni hardware e le avanzate funzioni di monitoraggio della salute e del fitness di Galaxy Watch , Galaxy Watch FE presenta un design elegante e resistente. Questo nuovo smartwatch è la soluzione ideale per chi vuole iniziare un percorso volto a migliorare il proprio benessere complessivo grazie a una serie di indicazioni dettagliate. Galaxy Watch FE, disponibile nel formato da 40 mm, si presenta con un look e una forma rinnovati, basati sull’iconico design della serie Galaxy Watch. Lo smartwatch è disponibile in tre colori – Black, Pink Gold and Silver – con nuovi cinturini3 caratterizzati da cuciture blu e arancioni, che esaltano il design e l’eleganza del dispositivo che si adatta a qualsiasi look. Inoltre, Galaxy Watch FE propone una serie di nuove watch face che consentono agli utenti di personalizzare il proprio orologio, mentre è possibile cambiare facilmente il cinturino con un solo clic, in modo da poterlo sempre adattare al proprio stile. Lo schermo di Galaxy Watch FE è costituito da un vetro in cristallo di zaffiro che garantisce una resistenza superiore e protegge gli utenti dai possibili graffi che si possono verificare durante l’uso quotidiano. Dotato dell’avanzato sensore BioActive di Samsung, Galaxy Watch FE offre una vasta quantità di funzioni per il fitness e il benessere, che forniscono consigli personalizzati e attuabili 24 ore su 24. Al fine di favorire un riposo migliore per cominciare bene la giornata, Galaxy Watch FE permette di usufruire di una serie di funzioni avanzate per il sonno, dal monitoraggio dei ritmi al coaching del sonno, fino alla creazione di un ambiente favorevole al riposo. Inoltre, gli utenti possono monitorare la loro salute cardiaca generale con un pacchetto di funzioni di monitoraggio dedicate. Inoltre, gli utenti possono controllare la propria salute cardiaca monitorando la pressione arteriosa e l’ECG. Gli utenti possono tenere traccia di oltre 100 allenamenti diversi e dei loro progressi comodamente dal proprio polso. Per chi si dedica alla corsa, l’analisi avanzata aiuta gli utenti ad analizzare le prestazioni per massimizzare l’efficienza, ed è in grado di fornire indicazioni e consigli per prevenire gli infortuni, in modo da poter continuare a perseguire i propri obiettivi. Per un’esperienza di corsa più efficace, la Zona di frequenza cardiaca personalizzata aiuta gli utenti a stabilire i propri obiettivi in base alle proprie capacità fisiche. Galaxy Watch FE supporta gli utenti a raggiungere i propri obiettivi di salute e a rimanere motivati. Composizione corporea fornisce dati completi sul corpo e sulla forma fisica e indicatori che consentono di monitorare i progressi. Inoltre, gli utenti hanno la possibilità di ricevere messaggi motivazionali nell’arco del loro percorso di benessere per continuare a migliorarsi. Come ogni serie di Galaxy Watch, Galaxy Watch FE offre esperienze di connessione continua tra i dispositivi Samsung Galaxy. Gli utenti possono localizzare rapidamente e facilmente il proprio telefono quando è scollegato dall’orologio con “Trova il mio telefono”. Con Controller fotocamera è possibile controllare a distanza la fotocamera dello smartphone Samsung collegato per cambiare modalità, angolazione o zoom direttamente dal polso. Galaxy Watch FE supporta Samsung Wallet, il che significa che gli utenti possono pagare i propri acquisti e accedere a carte d’identità, alla patente di guida o al tesserino universitario sul proprio smartwatch, per un vero e proprio portafoglio digitale omnicomprensivo. Galaxy Watch FE sarà disponibile in Italia quest’estate a un prezzo di 219 euro.

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MultiVersus torna su Pc e console più in forma che mai

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MultiVersus, il platform fighter per Pc e console free to play targato Warner Bros è tornato nella sua forma definitiva, e stavolta sembra essere riapparso sugli store digitali in forma davvero smagliante. Diverso tempo è passato dalla chiusura della versione Beta di Multiversus. La particolarità di questo titolo è che vede scontrarsi eroi di film e cartoni animati in un epico crossover ricco di volti noti, con voci originali e tantissime chicche per gli appassionati. Dal misterioso Batman al pungente Bugs Bunny, dalla glaciale Arya Stark ai folli Rick e Morty, da Marvin il Marziano al chiassoso Taz il roster di Multiversus è già pieno di stelle e potrebbe ampliarsi in modo considerevole in futuro. Nonostante le premesse ottime e un profilo visivo gradevole ed efficace, il titolo di Player First Games non ha potuto fare a meno di registrare un enorme calo di interesse in seguito alle prime settimane di Beta, a causa di problemi tecnici e di meccaniche considerate acerbe e poco profonde. Da qui la discussa ma in fin dei conti corretta decisione di “congelare” la produzione per poter tornare a lavorare dietro le quinte, in modo da creare i presupposti per un suo rilancio in pompa magna. La lunga pausa di Multiversus ha portato a notevoli cambiamenti grafici, sistemici e contenutistici. Adesso il titolo è ritornato, ed ha un gran potenziale. Riuscirà a riaccendere la fiamma dell’entusiasmo nei cuori dei giocatori? Andiamo a scoprire insieme. MultiVersus può essere apprezzato in molti modi e questa volta è disponibile al lancio con varie modalità tutte da giocare sia online che in locale. Le Fenditure sono un’esperienza PvE con boss da sconfiggere, mini-giochi e ricompense uniche, oltre a un modo per imparare meccaniche, provare personaggi e affinare abilità, sia in solitaria che con un amico in modalità cooperativa online.

MultiVersus comprende anche la modalità 2 contro 2 cooperativa a squadre, scontri 1 contro 1, tutti-contro-tutti a 4 giocatori, cooperativa contro IA, lobby online personalizzate, Il Laboratorio (modalità pratica), tutorial e partite in locale fino a 4 giocatori. La sempre mutevole mappa del Laboratorio di Dexter e la mappa della Città di Townsville, compreso il nemico principale delle Superchicche, Mojo Jojo, si affiancano alla Batcaverna (DC), la Casa sull’albero (Adventure Time), il Castello stregato di Scooby (Scooby-Doo), l’Arena celeste (Steven Universe) e ad altri luoghi disponibili per i giocatori. In MultiVersus ogni combattente è dotato di un set approfondito di meccaniche di combattimento, abbinate a miglioramenti visivi e di illuminazione che danno enfasi ai personaggi, avvicinando i giocatori all’azione su schermo. Il gioco utilizza anche un rollback netcode su misura per supportare il gioco online e il matchmaking. Inoltre, MultiVersus include alcuni dei migliori talenti nel prestare le voci al gioco, ad esempio Mark Hamill (dai videogiochi Batman: Arkham, Batman: La serie animata) come Il Joker, Kevin Conroy (dalla serie Batman: Arkham, Batman: La serie animata), Tara Strong (dalla serie Batman: Arkham) come Harley Quinn, George Newbern (dal gioco Injustice 2) come Superman, Maisie Williams (Game of Thrones) come Arya Stark, Matthew Lillard (Scooby-Doo) come Shaggy, Estelle (Steven Universe) come Garnet, e molti altri. Il passaggio all’Unreal Engine 5 ha trasformato l’aspetto visivo di MultiVersus.

Il titolo insomma garantisce una gran varietà del parco lottatori. I vari combattenti non sono però solo diversi esteticamente, gli sviluppatori hanno cercato di dare a ognuno un set di mosse unico e iconico con una diversificazione marcata. In pratica ogni scelta appartiene a una sorta di sottoclasse – tank per i più difensivi, picchiatore per i più offensivi, e altre più peculiari come guaritore o assassino – e segue lo schema classico delle mosse direzionali di Smash, sia per i colpi normali che per quelli speciali. In MultiVersus ogni attacco normale al di fuori delle combo a colpi multipli risulta caricabile come un attacco Smash, e molte delle mosse speciali richiedono delle risorse ricaricabili col tempo o con l’attivazione di qualche abilità. Un esperto di Bugs Bunny dovrà quindi decidere al meglio quando utilizzare i suoi missili Acme, laddove per chiunque usi Batman sarà il caso di tener conto dei batarang lanciati e degli esplosivi utilizzati. Insomma, il titolo è molto più tecnico di quanto si possa immaginare. L’unicità del sistema di combattimento però non dipende solo da queste caratteristiche. In primo luogo, infatti, MultiVersus è completamente bilanciato attorno agli scontri due contro due, con tanto di già nominate classi di supporto pensate prevalentemente per offrire potenziamenti ai compagni o avvantaggiarli in battaglia. Al di fuori di quelli più aggressivi, quasi ogni combattente ha poi a disposizione almeno una abilità di supporto, che gli permette di offrire bonus al partner, di raggiungerlo al volo, o addirittura di recuperarlo mentre sta volando di sotto. Per quanto riguarda l’aspetto estetico, il nuovo motore grafico offre un sistema di illuminazione avanzato e effetti particellari dettagliati, migliorando notevolmente la resa estetica dei personaggi e degli ambienti. Gli scontri risultano più leggibili e visivamente piacevoli, un aspetto cruciale per il successo nel mondo dello streaming. Oltre ai 23 personaggi iniziali, la versione definitiva di MultiVersus aggiunge tre nuovi eroi: Joker, Jason di Venerdì 13 e la Guardia Banana di Adventure Time sia in versione maschile che femminile. Inoltre come si evince dalle missioni sfida nelle Fenditure, uno dei prossimi personaggi giocabili sarà sicuramente il temibile agente Smith di Matrix. Tirando le somme, la versione definitiva di MultiVersus si propone come l’evoluzione di quanto visto nel 2002. Se il titolo verrà seguito a dovere e offrirà sempre nuovi contenuti siamo certi che entrerà nel cuore dei giocatori di tutto il mondo.

GIUDIZIO GLOBALE:

Grafica: 8,5

Sonoro: 9,5

Gameplay: 8,5

Longevità: 8

VOTO FINALE: 8,5

Francesco Pellegrino Lise

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