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Redazione Lazio

"Hotel Rigotiano costruito su detriti"

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Tempo di lettura 3 minutiLe due carte ufficiali mostrano inequivocabilmente che l'hotel Rigopiano è costruito al centro di un'area con colate detritiche

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di Marco Staffiero

Un’altra tragica storia tutta italiana.  Una strage annunciata, che anche questa volta poteva essere evitata.  La superficialità, la mancanza di professionalità e spesso chiamiamola con il vero nome, la criminalità, perché è di questo che si tratta anche in questo specifico caso ha fatto da padrona all’interno di un meccanismo burocratico. Adesso esce fuori che ''L'Hotel Rigopiano è costruito su un'area formata da detriti come mostrano inequivocabilmente due mappe ufficiali della Regione Abruzzo. I rischi erano noti già dal 1991 ma sono stati ignorati''. E' la denuncia che arriva dal Forum H2O.
 
Per l'area del Rigopiano la prima mappa elaborata dalla Regione Abruzzo che segnalava criticità importanti è del periodo 1989-1991 ed è stata ripresa tal quale e, quindi, confermata dalla Giunta Regionale abruzzese con tanto di delibera il 27/12/2007, la n.1383, con cui è stato adottato il Piano di Assetto Idrogeologico. Le due carte ufficiali mostrano inequivocabilmente che l'hotel Rigopiano è costruito al centro di un'area con colate detritiche, dette conoidi. Sorge, cioè, su un'area rialzata formata proprio dai detriti che arrivano giù dal canalone a monte dell'albergo. ''Il fatto che ci fosse una struttura preesistente – spiega Augusto De Sanctis del Forum H20 – non vuol dire granché perché i tempi di ritorno di questi fenomeni estremi possono essere più lunghi di qualche decina di anni. Un po' come avviene per le piene dei fiumi, ci sono gli eventi che mediamente avvengono ogni 50 anni, quelli più importanti che avvengono ogni 100 anni e poi quelli estremi che possono avvenire ogni 500 anni e che raggiungono aree che sembravano ai non addetti ai lavori tranquille''.
 
Le carte del rischio tengono appunto conto di questa periodicità perimetrando aree sempre più vaste al crescere del tempo di ritorno. I geologi identificano le aree di rischio non solo attraverso gli eventi già noti, riportati nel catasto di frane e valanghe, ma anche e soprattutto basandosi su alcune caratteristiche specifiche del terreno cui ricollegano il tipo di eventi che può verificarsi. E lì questi segnali dovevano essere evidentissimi, tanto che da decenni sono evidenziati sulle mappe ufficiali. D'altro lato, senza conoscere queste carte che oggi divulghiamo, solo interpretando le foto aeree, in questi giorni questo processo lo hanno spiegato benissimo diversi geologi. Ora abbiamo anche le mappe che dicono che gli enti avevano almeno gli elementi conoscitivi. Riportati ufficialmente. Insomma, al momento della ristrutturazione principale avvenuta circa dieci anni fa – che ha ampliato le capacità ricettive della struttura e quindi il rischio intrinseco – c'erano tutti gli elementi, sia sul terreno, sia nelle carte, per accorgersi dei problemi.
 
''Negli atti del procedimento amministrativo della ristrutturazione dell'albergo sarà interessante verificare cosa vi è scritto, visto che il Decreto 11/03/1988 dal titolo evocativo – continua De Sanctis – "Norme tecniche riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilità dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, l'esecuzione e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione. Istruzioni per l'applicazione" obbliga a rilevare anche questi aspetti ed evidenziarne i potenziali effetti.Purtroppo, però, nel quadro risalta anche la gravissima omissione della regione Abruzzo che si era dotata di una legge sulle valanghe 25 anni fa, la n.47/1992, in cui si prevedeva l'inedificabilità per le aree a rischio potenziale di caduta e la chiusura invernale delle strutture preesistenti in caso di pericolo. La mappa in 25 anni non è stata mai redatta. I documenti sono lì, sul sito web della Regione, disponibili a tutti, li abbiamo trovati in pochi minuti – conclude De Sanctis -. Basta voler cercare. Volevamo aspettare qualche giorno per rispetto per le vittime e i soccorritori, sperando in ulteriori salvataggi, ma con l'inchiesta della Procura è bene divulgare questa documentazione''. Una storia triste, che purtroppo fa capire con amarezza e rabbia in che paese viviamo.

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Castelli Romani

Castel Gandolfo, al via i lavori per il parcheggio di via Massimo D’Azeglio

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A Castel Gandolfo sono ufficialmente iniziati i lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio in via Massimo D’Azeglio. Questo progetto, atteso da tempo dai residenti, mira a migliorare la situazione della sosta nella zona, rispondendo alle esigenze di cittadini e turisti che visitano questa rinomata località. Il sindaco ha dichiarato che i lavori verranno completati entro la fine dell’anno, garantendo così un incremento significativo delle capacità di parcheggio disponibili.

Il nuovo parcheggio sarà dotato di tecnologie all’avanguardia per la gestione degli spazi e la sicurezza degli utenti, incluso un sistema di videosorveglianza e una segnaletica intelligente per guidare gli automobilisti verso i posti liberi. Inoltre, sarà predisposta un’area dedicata alle auto elettriche, con colonnine di ricarica rapida, promuovendo così l’uso di veicoli a basso impatto ambientale.

La comunità locale accoglie con favore l’iniziativa, vedendo in questi lavori un passo importante verso una mobilità più sostenibile e una migliore qualità della vita. I commercianti della zona si aspettano un incremento del flusso di clienti grazie alla maggiore disponibilità di parcheggi, mentre i residenti potranno beneficiare di una riduzione della congestione stradale.

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Latina

Latina, sgomberata casa in viale Le Corbusier per lavori comunali

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Il Comune di Latina ha eseguito lo sgombero di una casa in viale Le Corbusier, un’operazione durata quasi dieci ore che ha visto coinvolta un’anziana donna e le sue figlie. Questo intervento si è reso necessario per permettere il completamento dei lavori in un’area urbana strategica per la viabilità cittadina.

Il lungo processo di negoziazione ha portato le occupanti ad accettare una sistemazione temporanea in un albergo, scelta che permetterà ai tecnici del Comune di Latina di procedere con il sopralluogo dell’immobile. Questo passo è propedeutico alla demolizione della struttura, che da anni rappresenta un ostacolo per il miglioramento della zona.

Il quartiere interessato, già al centro di vari progetti di riqualificazione, potrà beneficiare di un miglioramento delle infrastrutture grazie a questo intervento. L’amministrazione comunale di Latina continua a lavorare per potenziare i servizi e la sicurezza stradale, ponendo attenzione alle esigenze dei residenti.

L’impatto di questa operazione si estende a tutta la comunità di Latina, che vedrà un potenziale sviluppo positivo in termini di mobilità e sicurezza. In futuro, ulteriori aggiornamenti saranno resi disponibili per informare i cittadini sugli avanzamenti dei lavori e sulle nuove opportunità che ne deriveranno.

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Castelli Romani

Genzano, iniziate le esumazioni ordinarie nel cimitero comunale

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Nel comune di Genzano sono state avviate le esumazioni ordinarie presso il cimitero comunale. Questa attività fa parte di un programma regolare volto a gestire lo spazio all’interno del cimitero e a rispettare le normative vigenti riguardo alla gestione dei resti umani. Le esumazioni consentono di liberare spazio per nuove sepolture e di occuparsi adeguatamente dei resti precedenti, che vengono trattati con il massimo rispetto e secondo le procedure stabilite dalle autorità competenti. I familiari delle persone esumate vengono informati in anticipo e possono decidere se trasferire i resti in altre tombe o procedere alla cremazione.

Le operazioni sono svolte da personale specializzato e nel rispetto delle normative igienico-sanitarie. Il comune di Genzano ha messo a disposizione un servizio di supporto per i cittadini che necessitano di assistenza durante questo processo. L’amministrazione locale sottolinea l’importanza di queste pratiche per garantire una gestione sostenibile degli spazi cimiteriali e invita la cittadinanza a collaborare per facilitare lo svolgimento delle esumazioni.

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