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Immigrati, voli charter. Salvini risponde a Berlino e Bruxelles: “Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti”

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“Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricare in Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà alcun aeroporto disponibile”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, parlando dei migranti che vengono rintracciati in Paesi europei diversi da quello del primo ingresso. “Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti”, ha aggiunto il vicepremier.

Salvini replica così soprattutto alla Germania

da cui il 9 ottobre è prevista la partenza del primo charter con a bordo 40 migranti cosiddetti “secondari” respinti dal governo tedesco. Berlino avrebbe organizzato anche un secondo volo, con l’intenzione di “accelerare” i rientri, ma al Viminale non risulta ancora niente di ufficiale.

Sensi (Pd): Salvini chiarisca se l’accordo vale – “Ripeto: non bastano proclami e veline. L’accordo con la Germania per il rimpatrio dei profughi è in vigore o no?” a chiederlo, su Twitter, è il deputato del Pd Filippo Sensi, che aggiunge: “Matteo Salvini voleva fare aumm aumm? E ora pizzicato col sorcio in bocca da quei cattivoni di Repubblica fa il ganassa? Chiarisca: tornano o no? Accordo vale?”.

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CDI: a Milano weekend tra pallavolo e rally con test gratuiti

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Milano ospiterà la Milano Volley Week e il Milano Rally Show: dal 14 al 16 giugno il Centro Diagnostico Italiano parteciperà a questi due grandi appuntamenti sportivi in città proponendo gratuitamente test per la diagnosi di epatite C e diabete, bioimpedenziometria e stabilometria e consulenze genetiche.

MILANO – Sport, divertimento e prevenzione si uniscono nel weekend che anticipa l’arrivo dell’estate e in cui le strade e le piazze di Milano si trasformano in campi da beach volley e piste da rally: da venerdì 14 giugno a domenica 16 giugno il Centro Diagnostico sostiene la Milano Volley Week e il Milano Rally Show, confermando un sodalizio virtuoso con il mondo dello sport e proponendo anche in questa occasione uno stile di vita attento alla prevenzione e al benessere.

Il CDI sarà presente alla Milano Volley Week e al Milano Rally Show per invitare tutti, sportivi, cittadini e turisti, a dedicare qualche minuto alla propria salute attraverso test per la postura e per la composizione corporea, consulenze genetiche per approfondire l’eventuale predisposizione ad alcune patologie, test per epatite C e diabete.

CDI e Milano Volley Week

Protagonista della Milano Volley Week sarà la pallavolo che vedrà in piazza Castello l’avvio del campionato italiano di beach volley, alla prima “battuta” stagionale. Nel villaggio costruito davantial Castello Sforzesco, il Centro Diagnostico Italiano offrirà test non invasivi di stabilometria per l’analisi della postura e dell’equilibrio, e di biompedneziometria per la misurazione della composizione corporea:

  • venerdì 14 giugno dalle 12.00 alle 22.00
  • sabato 15 e domenica 16 giugno dalle 10.00 alle 19.00

CDI e Milano Rally Show

Per il terzo anno consecutivo gli specialisti del Centro Diagnostico Italiano saliranno a bordo del Milano Rally Show, due giorni all’insegna della passione per i motori che vedranno le auto da rally sfrecciare in città.

A San Siro, nel villaggio allestito intorno allo stadio, nel camper del CDI adibito a poliambulatorio mobile saranno proposti test per la diagnosi dell’epatite C (test HCV), test dell’emoglobina glicata per lo screening del diabete e consulenze genetiche gratuite:

  • sabato 15 giugno dalle 10.00 alle 19.00
  • domenica 16 giugno dalle 10.00 alle 17.30

Sabato 15 giugno, insieme agli equipaggi che sfileranno nella parata inaugurale dell’evento, ci sarà anche la Austin Princess classe 1955, la berlina d’epoca della famiglia Bracco che da San Siro, attraversando le vie più prestigiose ed esclusive di Milano, si dirigerà verso Piazza Duomo dove si celebrerà la Cerimonia di Partenza.

I test

La Stabilometria consente di valutare e misurare l’equilibrio attraverso una pedana computerizzata che risponde a precise norme internazionali di costruzione, sensibilità e taratura. L’esame stabilometrico viene utilizzato per lo studio della postura del soggetto, valutando la distribuzione delle forze verticali sul piano di appoggio e misurando la stabilità del soggetto mediante la precisione del controllo posturale e l’energia utilizzata.

La Bioimpedenziometria permette di avere una stima della composizione corporea, ovvero la percentuale di massa magra (acqua, muscoli e ossa) e massa grassa (tessuto adiposo).

Il test per la diagnosi dell’epatite C consiste in un semplice prelievo salivare che permette di individuare il virus HCV. In caso di positività, i partecipanti all’iniziativa vengono indirizzati presso le strutture sanitarie competenti del territorio.

Il test per l’emoglobina glicata è utilizzato per la diagnosi e il monitoraggio del diabete. La misurazione si effettua attraverso un prelievo capillare (puntura sul dito) che permette il monitoraggio dello zucchero nel sangue.

Centro Diagnostico Italiano (CDI)

Il Centro Diagnostico Italiano è una struttura sanitaria a servizio completo orientata alla prevenzione, diagnosi e cura in regime ambulatoriale, di day hospital e day surgery nata a Milano nel 1975. È presente sul territorio lombardo attraverso un network di 24 strutture, collocate a Milano, Corsico, Rho, Legnano, Cernusco sul Naviglio, Corteolona, Pavia e Varese.

CDI è accreditato con il SSN per le aree di laboratorio, imaging, medicina nucleare, radioterapia e visite specialistiche ambulatoriali. Dispone di un’area privata e di un’area a servizio delle aziende.

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Morte Sestina Arcuri: Tribunale del Riesame dice si alla custodia cautelare per Andrea Landolfi

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RONCIGLIONE (VT) – Il 4 di febbraio di quest’anno moriva, all’ospedale Bel Colle di Viterbo la giovane Maria Sestina Arcuri, 26 anni, venuta dal suo paese in provincia di Cosenza per cercare lavoro a Roma come parrucchiera. A nulla valsero i tentativi messi in opera dai sanitari, di assorbimento dell’ematoma cerebrale che la ragazza presentava dopo un volo dalle scale dell’abitazione della nonna 80enne Mirella Iezzi, in via Papirio Serangeli, a Ronciglione. Per questo evento, che si può leggere come una caduta accidentale o una spinta volontaria, è indagato per omicidio volontario colui che la fatale spinta avrebbe dato al corpo di Sestina, il suo fidanzato 30enne, operatore socio-sanitario e appassionato di boxe, Andrea Landolfi Cudia.

A sostenere l’accusa, corroborata da tre interventi dei RIS di Viterbo nella casa di Ronciglione, oltre che dalle indagini esperite dai carabinieri della Compagnia di Ronciglione, comandati dal Maggiore Alfredo Tammelleo, è il Procuratore Capo di Viterbo Paolo Auriemma, affiancato dal sostituto procuratore Franco Pacifici. Secondo Auriemma esiste un valido e solido impianto accusatorio a carico dell’indagato, per cui lo stesso Auriemma ha chiesto di sottoporre il Landolfi a misure di custodia cautelare.

Di parere contrario il GIP Franco Rigato, secondo il quale non esisterebbero i presupposti per l’adozione di tale misura. Per cui la Procura di Viterbo ha ritenuto di presentare appello contro la negazione della custodia cautelare del GIP, depositata in data 15 aprile 2019. In data 10 giugno il Tribunale del Riesame ha depositato Ordinanza di accoglimento dell’Appello proposto dalla Procura di Viterbo avverso il rigetto della richiesta di custodia cautelare in carcere a carico di Andrea Landolfi, e ha disposto la misura di custodia cautelare in carcere, misura non eseguibile fino alla sua definitività.

Dovremo perciò attendere la decisione della Corte di Cassazione a proposito del prevedibile ricorso che sarà presentato dall’avvocato di Andrea Landolfi Cudia, Luca Cococcia. Secondo l’avvocato Vincenzo Luccisano, difensore della famiglia Arcuri, la motivazione del Tribunale del Riesame ha ribaltato completamente le conclusioni del GIP, accogliendo pienamente le conclusioni della Procura di Viterbo. Dalla sua durezza, rimarca l’avocato Luccisano, si evince quasi una sentenza nei confronti dell’indagato, con toni di riprensione nei confronti del primo giudice. Comunque il PM non ha concluso le indagini, e probabilmente vedremo ancora una volta i RIS di Viterbo all’opera in via Papirio Serangeli.

Nelle motivazioni, il Tribunale del Riesame ha anche valutato la testimonianza del figlio cinquenne di Landolfi, in un primo tempo messo da parte, ma testimone oculare dei fatti. “Il carcere” conclude l’avvocato Luccisano “potrebbe portare ad unteriori sviluppi della situazione di Landolfi, come è successo altre volte.” Certo, se la Cassazione desse il suo assenso, le indagini prenderebbero un ben preciso orientamento, in funzione del processo.

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Strage via D’Amelio, depistaggio: indagati ex pm Palma e Petralia

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Sarebbero gli ex pm in servizio nel pool che indagò sulla strage di via D’Amelio, Carmelo Petralia ed Annamaria Palma, i magistrati indagati per il depistaggio dell’inchiesta sull’attentato costato la vita al giudice Paolo Borsellino. L’indagine, che ipotizza il reato di concorso in calunnia aggravato dall’avere favorito Cosa nostra, è condotta dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia.

Annamaria Palma attualmente è avvocato generale a Palermo, mentre Petralia ricopre la carica di procuratore aggiunto a Catania. Nell’ipotesi accusatoria, in concorso con i tre poliziotti sotto processo a Caltanissetta, Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, avrebbero depistato le indagini sulla strage. Un depistaggio definito clamoroso nella sentenza di primo grado del processo Borsellino quater, costato l’ergastolo a sette innocenti. Il reato contestato ai magistrati e ai funzionari di polizia è la calunnia: i pm e i poliziotti avrebbero imbeccato tre falsi pentiti, costruiti a tavolino tra cui Vincenzo Scarantino, suggerendo loro di accusare falsamente dell’attentato persone ad esso estranee. Ai magistrati si contesta, oltre all’aggravante di avere favorito Cosa nostra, anche l’aggravante che deriva dal fatto che dalla calunnia è seguita una condanna a una pena maggiore di 20 anni. A Palma e Petralia oggi è stato notificato dalla Procura di Messina, che indaga in quanto è coinvolto un magistrato in servizio a Catania, un avviso di accertamenti tecnici irripetibili. Stesso avviso è stato notificato ai sette condannati ingiustamente: Cosimo Vernengo, Gaetano La Mattina, Gaetano Murana, Gaetano Scotto, Giuseppe Urso e Natale Gambino, persone offese dal reato. Tranne Urso e Gambino, che non hanno nominato legali, gli altri sono difesi dagli avvocati Rosalba Di Gregorio e Pino Scozzola.

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