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Esteri

Italia, manovra: la Commissione Ue non avvierà la procedura d’infrazione

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La Commissione Ue ha deciso di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia, dopo l’accordo raggiunto ieri con Bruxelles. Lo si è appreso da fonti Ue.

In sostanza, riferiscono le stesse fonti, la Commissione avrebbe deciso di soprassedere sull’avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento.

Ed è già pronto l’emendamento alla manovra che recepisce l’esito della trattativa con l’Ue. Il governo presenterà le modifiche sui saldi, che prevedono la riduzione dei fondi per reddito di cittadinanza e pensioni, in commissione Bilancio subito dopo l’intervento del premier Giuseppe Conte in Senato previsto alle 13.

Secondo il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, “la soluzione sul tavolo non è ideale, non dà una soluzione a lungo termine per i problemi economici italiani, ma ci consente di evitare per ora di aprire una procedura per debito, posto che le misure negoziate siano attuate pienamente”.  “Le misure addizionali trovate dall’Italia – ha reso noto Dombrovskis – ammontano a 10,25 miliardi“. 

A parlare di una vittoria del dialogo, è il commissario agli affari economici Pierre Moscovici. “E’ una vittoria del dialogo politico che la Commissione ha preferito rispetto allo scontro. Alcuni avevano auspicato una crisi, noi invece abbiamo sempre puntato a una soluzione”

I mercati gradiscono l’accordo raggiunto in nottata sulla legge di bilancio.  La Borsa di Milano lima il rialzo con il Ftse Mib che guadagna l’1,1% a 18.860 punti, con l’accordo tra il governo e l’Ue sulla manovra. Proseguono stabilmente in terreno positivo le banche che guardano positivamente anche alla posizione dell’Europa sugli Npl. In calo lo spread tra Btp e Bund che si attesta a 257 punti base con il rendimento del decennale italiano al 2,82%.

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Cronaca

Fubine Monferrato si gemella il villaggio di Sokpontà: l’esperienza del sindaco leghista Pettazzi

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In questa fase dove la Lega viene tacciata di razzismo e di mancata
accoglienza nei confronti dei migranti, troviamo un esempio tangibile di
umanità e di come, invece, si vorrebbe e dovrebbe affrontare il grave
problema.
Il sindaco di Fubine Monferrato e onorevole leghista Lino Pettazzi é
partito mercoledì scorso per il Benin per siglare il gemellaggio con il
villaggio di Sokponta’, la cerimonia ufficiale si terrà sabato mattina a
Gazoue’.

Nel villaggio di Sokponta’ l’associazione fubinese “l’abbraccio” ha aperto un asilo, una scuola, un ospedale pediatrico e un’azienda
agricola.

E’ la seconda volta che l’onorevole Pettazzi si reca in Benin, segno del legame molto stretto che si sta consolidando negli anni con aiuti economici, scambi culturali e tante adozioni a distanza.
Abbiamo contattato telefonicamente l’on. Pettazzi e gli abbiamo chiesto
cosa si stesse facendo nel concreto, questa la sua risposta: “Mi sono
recato con il sindaco del villaggio a visitare la scuola più grande di
Glazoue’ , 2306 alunni suddivisi in 60 aule. Il primo programma concordato é l’allestimento di un’aula multimediale altamente attrezzata, inoltre un progetto culturale per l’insegnamento della lingua italiana”. E continua esprimendo le sue emozioni…” dormo nella missione delle suore, la mattina sveglia presto, ho visitato il loro laboratorio di cucito, la loro produzione di saponette e il loro panificio che da lavoro a 30 donne del villaggio. ma la cosa per me piu’ bella é il contatto continuo con gli abitanti, il vivere fra loro ed, in particolare, il contatto con i bambini. Abbiamo portato per loro 350 magliette con un cuore simbolo del gemellaggio . Tutto questo mi stravolge e riempie l’anima e, sicuramente, non sarà la mia seconda e ultima missione in Benin.

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Esteri

Sale la paura: l’Isis rivendica l’attacco ai militari italiani in Iraq

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L’Isis ha rivendicato su Site l’attacco ai militari italiani in Iraq. Nell’attentato esplosivo cinque i feriti, di cui tre in gravi condizioni.

“Abbiamo seguito con grande preoccupazione l’attacco ai militari italiani in Iraq e seguiamo da vicino gli sviluppi”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini esprimendo vicinanza alle autorità italiane, al suo arrivo alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue.

L’attentato, riferisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto la mattina di domenica 10 novembre quando un Ied, un ordigno esplosivo rudimentale, è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane in Iraq. Il team stava svolgendo attività di addestramento (“mentoring and training”) in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. L’attentato è avvenuto intorno alle 11 locali, nella zona di Suleymania, nel Kurdistan iracheno. Ad essere coinvolti sono stati i commandos della task force presente in quell’area, che stava svolgendo un’attività di supporto ad una unità di forze speciali dei Peshmerga. I cinque feriti, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, sono tre incursori della Marina (appartenenti al Goi, il Gruppo operativo incursori) e due dell’Esercito (9/o Col Moschin). I cinque militari coinvolti dall’esplosione sono stati subito soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale “Role 3” dove stanno ricevendo le cure del caso.

Tre dei cinque militari sono in condizioni gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita. I tre militari sono tutti in prognosi riservata ed attualmente ricoverati in un ospedale militare a Baghdad. Dei tre il più grave ha riportato un’emorragia interna; un altro ha perso alcune dita di un piede e il terzo ha gravissime lesioni a entrambe le gambe, che sono state parzialmente amputate. Gli altri due militari coinvolti nell’esplosione, invece, hanno riportato solo micro fratture e lesioni minori.

Attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime, reati per i quali procede la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo di indagine. Le indagini sono state affidate dal pm Sergio Colaiocco ai carabinieri del Ros.

L’attentato in Iraq ai militari italiani è “il rischio” che corre chi “opera sul campo”: perché l’addestramento “non si fa in una caserma ma sul terreno”. Lo dice il generale Marco Bartolini, ex comandante della Folgore e del contingente italiano in Afghanistan ma soprattutto ex capo delle forze speciali italiane. “I militari che operano sul campo sono persone preparate, che sanno quello che fanno e lo fanno con passione – dice il generale – Ma in quelle situazioni, e soprattutto contro gli Ied, non esiste una contromisura che garantisca la sicurezza assoluta”.

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Esteri

Attentato in Iraq: 5 militari italiani feriti

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Attentato esplosivo contro militari italiani in Iraq: cinque i feriti, di cui tre in gravi condizioni. Lo apprende l’ANSA da fonti della Difesa. L’attentato, riferisce lo Stato maggiore della Difesa, è avvenuto in mattina quando un Ied, un ordigno esplosivo rudimentale, è detonato al passaggio di un team misto di Forze speciali italiane in Iraq.

Il team stava svolgendo attività di addestramento (“mentoring and training”) in favore delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. L’attentato è avvenuto intorno alle 11 locali, nella zona di Suleymania, nel Kurdistan iracheno. Ad essere coinvolti sono stati i commandos della task force presente in quell’area, che stava svolgendo un’attività di supporto ad una unità di forze speciali dei Peshmerga. I cinque feriti, sempre secondo quanto è stato possibile apprendere, sono tre incursori della Marina (appartenenti al Goi, il Gruppo operativo incursori) e due dell’Esercito (9/o Col Moschin).

I cinque militari coinvolti dall’esplosione sono stati subito soccorsi, evacuati con elicotteri USA facenti parte della coalizione e trasportati in un ospedale “Role 3” dove stanno ricevendo le cure del caso.

Tre dei cinque militari sono in condizioni gravi, ma non sarebbero in pericolo di vita. I tre militari sono tutti in prognosi riservata ed attualmente ricoverati in un ospedale militare a Baghdad. Dei tre il più grave ha riportato un’emorragia interna; un altro ha perso alcune dita di un piede e il terzo ha gravissime lesioni a entrambe le gambe, che sono state parzialmente amputate. Gli altri due militari coinvolti nell’esplosione, invece, hanno riportato solo micro fratture e lesioni minori.

Attentato con finalità di terrorismo e lesioni gravissime, reati per i quali procede la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo di indagine in relazione al ferimento di 5 soldati italiani avvenuto oggi in Iraq. Le indagini sono state affidate dal pm Sergio Colaiocco ai carabinieri del Ros.

Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini sta seguendo “con attenzione e apprensione” gli sviluppi dell’attentato avvenuto in Iraq. Il ministro, subito messo al corrente della situazione dal capo di Stato maggiore della Difesa, ha immediatamente informato il Presidente della Repubblica Mattarella e il Presidente del Consiglio Conte. Anche il premier sta seguendo la vicenda.

“Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appresa la notizia del gravissimo attentato contro il contingente militare italiano in Iraq, ha fatto pervenire al Ministro della Difesa, on. Lorenzo Guerini, e al capo di Stato Maggiore della Difesa, Gen. Enzo Vecciarelli, un messaggio di solidarietà per i militari rimasti feriti”.

“Sto seguendo con dolore e apprensione quel che è accaduto in Iraq ai nostri militari, coinvolti in un attentato. I nostri ragazzi erano impiegati in attività di formazione delle forze di sicurezza irachene impegnate nella lotta all’Isis. In questi casi il primo pensiero va ai soldati colpiti, alle loro famiglie e a tutti i nostri uomini e donne in uniforme che ogni giorno rischiano la vita per garantire la nostra sicurezza. Seguiamo con attenzione ogni sviluppo”. Lo scrive su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

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