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Economia e Finanza

Lavoro in Italia: a 30 anni 4 su 10 sono senza occupazione

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L’Italia non è un Paese per giovani (laureati): a 30 anni infatti, 4 su 10 sono senza lavoro o sottoccupati. E’ quanto risulta dai dati dell’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro secondo il quale nel 2017 degli oltre 1,7 milioni di trentenni con la laurea, il 19,5% (344.000) è privo di occupazione, e un ulteriore 19% (circa 336.000) opera in posizioni professionali che non richiedono laurea.

Fra i giovani laureati della Penisola, invece si evidenzia nel dossier c’è un 61,5%, che riesce a lavorare mettendo a frutto il titolo di studio conseguito. Nel 2017, il tasso di occupazione dei trentenni laureati (81,3%) è superiore di 8 punti percentuali rispetto ai giovani diplomati di pari età ed arriva a 24 punti percentuali rispetto ai trentenni con la sola licenza media. Le prospettive d’inserimento nel mercato occupazionale, spiega quindi lo studio, “migliorano per coloro che hanno raggiunto almeno un titolo secondario superiore”, e si rivelano “massime per chi giunge a conseguire un titolo universitario”. Il vantaggio nel possedere un livello di istruzione più elevato (e poterlo ‘spendere’, esercitando un’attività professionale) è più marcato, si legge, “per le donne trentenni, specie nel Mezzogiorno”.

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Economia e Finanza

Istat, torna a crescere il mercato immobiliare

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Il mattone recupera i livelli di otto anni fa. “Nel quarto trimestre 2018 l’indice destagionalizzato delle compravendite registra un’accelerazione della crescita del mercato immobiliare che, a livello nazionale, raggiunge i valori medi del 2010, trainato dalle transazioni rilevate nel Nord del Paese”. Lo comunica l’Istat, spiegando che la crescita trimestrale a fine 2018 ha fatto segnare un +4,7% rispetto all’anno precedente, per il totale delle convenzioni di compravendita (+5,5% il settore abitativo e -5,8% l’economico) e del 3,6% per i mutui.  Risultati migliori a confronto con il 2017, sia per quanto riguarda gli scambi (erano +3,7%) che i finanziamenti (+1,6%). La media del 2018 ha beneficiato di un quarto trimestre particolarmente positivo: le transazioni immobiliari sono aumentate del 4,7% in termini congiunturali e del 7,6% a livello tendenziale; mentre le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare sono salite del 2,2% sul trimestre precedente e dell’8,4% su base annua.

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Economia e Finanza

Anbi, Massimo Gargano: “In montagna norme ed incentivi per imprese agricole reddituali, per evitare che l’abbandono del territorio pregiudichi la sicurezza idrogeologica a valle”

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“La ricerca e gli studi devono proseguire, perché grazie a loro ed al continuo aggiornamento sullo stato del territorio italiano sappiamo pressoché tutto; ciò nonostante, continuiamo a consumare suolo, causa prima dei 3 miliardi di danni creati ogni anno da fenomeni quali alluvioni e frane che sono la risultante su di un territorio fragile del manifestarsi dei cambiamenti climatici. Programmazione, pianificazione e gestione nel nostro Paese sono ben distinte ed in grado di fare sistema per dare le risposte concrete che cittadini, imprese e loro collaboratori si aspettano.”
Ad affermarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un workshop, promosso a Roma dal “think tank” TES (Transizione Ecologica Solidale).

“Siamo orgogliosi di essere il cuore pulsante della manutenzione del territorio, forti di una capacità progettuale fatta di centinaia di progetti di qualità che mettiamo a servizio del Paese; è grazie a questa riconosciuta professionalità che è stato possibile attivare sollecitamente la filiera decisionale, destinando risorse importanti, che altrimenti sarebbero state restituite inutilizzate all’Unione Europea – aggiunge il DG di ANBI – C’è ora un grande tema ancora da affrontare: la manutenzione dei territori di montagna ed alta collina, dove i Consorzi di bonifica si candidano ad operare, perché è lì che si costruisce la sicurezza idrogeologica della pianura; è indispensabile, però, creare al contempo le condizioni normative ed incentivanti per il reinsediamento di aziende agricole, che trovino reddito anche nel riconoscimento del valore del loro lavoro a generale servizio dell’ambiente e di tutta la collettività. Deve crescere la consapevolezza che l’Italia è un Paese bellissimo ma fragile – conclude Gargano – Per questo serve anche una forte azione di crescita culturale e di formazione.”

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Economia e Finanza

Def, stangata di cittadinanza: Tria conferma aumento dell’Iva e delle accise in mancanza di misure alternative

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I dati dei primi due mesi dell’anno sono “incoraggianti, la produzione ha invertito il trend negativo” e questi elementi “lasciano ritenere che la previsione per il 2019 sia equilibrata”. Così il ministro dell’Economia Giovanni Tria in audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

Il Documento di economia e finanza “conferma i pilastri dell’azione governativa: rafforzare l’inclusione e ridurre il gap di crescita” con gli altri Paesi europei “e il rapporto debito Pil.

Tria ha sottolineato che “la strategia che si intende perseguire” vede “il rilancio degli investimenti pubblici come fattore fondamentale”, insieme al sostegno alle imprese per l’innovazione tecnologica. Perché l’Italia riduca il gap di crescita con i partner europei “è anche necessario un cambiamento del modello di crescita europeo – ha aggiunto Tria – verso una promozione della domanda interna, senza pregiudicare la competitività”.

“La revisione al ribasso delle stime di crescita risulta pienamente coerente con l’evoluzione della situazione economica generale” e “a dicembre era all’1% al di sotto dell’1,2% della Ue”. Per il ministro questo “consente di sottolineare che il governo non ha affatto peccato di ottimismo” e che “le revisioni si sono rese progressivamente necessarie scontando l’andamento della seconda metà del 2018, inferiore ad attese che avevamo chiaramente indicato come rischi di previsione”.

“La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire, nei prossimi mesi, misure alternative”. In audizione sul Def davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato Tria ha confermato che “lo scenario tendenziale (del Def, ndr) incorpora gli incrementi dell’Iva e delle accise dal 2020-2021”.

Per l’andamento dello spread “saranno importanti i piani del governo e l’incisività delle riforme, ma anche gli orientamenti che il Parlamento avrà sul Bilancio”, ha detto il ministro dell’Economia Giovanni Tria dopo aver sottolineato che il documento non tiene conto dei potenziali benefici di uno spread più basso, e che “i rendimenti italiani sono ancora troppo alti alla luce dei fondamentali della nostra economia, nonostante il miglioramento dopo l’intesa con l’Unione europea sulla legge di bilancio”.

“La legge di bilancio del prossimo anno continuerà, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica definiti nel Def, il processo di riforma della flat tax e di generare semplificazione nel sistema per alleviare il carico fiscale nei confronti del ceto medio”.

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