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Lazzaro Spallanzani, un’eccellenza nel mondo tutta “Made in Italy”

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I virologi dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”, a meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti affetti da Coronavirus in Italia, sono riusciti, per primi in Europa, ad isolare il virus responsabile dell’infezione.

Avere a disposizione in modo così tempestivo il virus è un passo fondamentale, che permetterà di perfezionare i metodi diagnostici esistenti ed allestirne di nuovi, inoltre, di studiare i meccanismi della malattia per lo sviluppo di cure e la messa a punto del vaccino.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 06/02/2020

La sequenza parziale del virus isolato nei laboratori dello Spallanzani, è stata già depositata nel database GenBank, ed a breve anche il virus sarà reso disponibile per la comunità scientifica internazionale.

Un risultato quello ottenuto dallo Spallanzani, che ancora una volta conferma l’istituto come eccellenza italiana nel campo della virologia. Un risultato frutto del lavoro di squadra, della competenza e della passione dei virologi di questo Istituto, da anni in prima linea in tutte le emergenze sanitarie nel nostro Paese.

L’ospedale Lazzaro Spallanzani inaugurato nel 1936 nacque come presidio destinato alla prevenzione diagnosi e cura delle malattie infettive
Nel corso degli anni ha modificato il suo campo di interesse per rispondere all’evolversi delle malattie infettive prevalenti come la poliomelite, il colera e la salmonellosi.

Struttura di spicco nell’emergenza straordinaria, in primo piano nell’assistenza quotidiana lo Spallanzani assiste ogni anno oltre 3000 pazienti ricoverati, mezzo milione di persone affette da infezioni croniche e fornisce 400.000 prestazioni ambulatoriali per pazienti del territorio.

Nel dicembre 1996 il Ministero della Sanità riconosce lo Spallanzani istituto di ricovero e cura a carattere scientifico e nel 2003 lo identifica quale polo nazionale di riferimento per il bioterrorismo e per la sindrome respiratoria acuta grave, ovvero la Sars.

Dal 2007 è sede del polo ospedaliero interaziendale trapianti il point struttura integrata con l’azienda ospedaliera San Camillo Forlanini e deputata ai trapianti di pancreas, fegato e rene con un centro di rianimazione e terapia intensiva ed un centro di riferimento per le infezioni nei trapianti.

Effettua esami di laboratorio per tutte le malattie infettive, mentre laboratori specifici si dedicano alla prevenzione e alla cura delle infezioni in gravidanza, alle malattie tropicali mettendo a disposizione anche un centro di counselling e test per l’HIV.

Opera di pubblica utilità inaugurata e nell’annuale della marcia su Roma il vice Governatore è un gruppo di personalità sanitarie inaugura all’ospedale per le malattie infettive sulla via Portuense il grandioso edificio ispirata agli ultimissimi criteri di igiene assicura la più accurata assistenza ai degenti e garantisce contro ogni diffusione del contagio.

Ad oggi, l’ospedale Lazzaro Spallanzani detiene l’unico laboratorio italiano con livello di biosicurezza grado quattro, certificato ed inserito nelle reti internazionali di diagnosi e ricerca per agenti ad alta pericolosità, cinque laboratori di livello 3 una banca criogenica, un laboratorio di livello 3 per la manipolazione e la preparazione dei campioni da congelare.

Il Ministero degli Esteri ha affidato allo Spallanzani il coordinamento tecnico scientifico di programmi sanitari in Tanzania per il controllo di AIDS, tubercolosi e malaria. E in Sierra Leone per il programma speciale di intervento contro l’ebola.

Lo Spallanzani ha gestito i due pazienti italiani affetti da ebola garantendo un intervento di diagnostica avanzata e ricerca che ancora continua in Sierra Leone.

In occasione del Giubileo della Misericordia la Regione Lazio ha affidato allo Spallanzani la funzione di coordinamento della rete regionale delle malattie infettive. Dal primo dicembre 2016 Spallanzani continua stabilmente a coordinare la rete regionale per la gestione delle malattie infettive.

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Costume e Società

Ethical Sport: Il primo modello organizzativo antiviolenza nelle palestre

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Il progetto “Ethical Sport” è una pionieristica iniziativa dedicata alla creazione di un ambiente sportivo sicuro e rispettoso attraverso l’implementazione di un modello organizzativo antiviolenza. Questo progetto si rivolge principalmente alle palestre, con l’obiettivo di prevenire il bullismo e ogni forma di violenza all’interno dei centri sportivi.

Obiettivi Principali

  1. Promozione della Sicurezza: Creare un ambiente dove gli utenti possano allenarsi in sicurezza, senza timore di subire violenze o atti di bullismo.
  2. Formazione del Personale: Fornire corsi di formazione specifici per istruttori e personale delle palestre, per riconoscere, prevenire e affrontare situazioni di violenza.
  3. Certificazione delle Palestre: Implementare un sistema di certificazione che attesti il rispetto degli standard etici e di sicurezza da parte delle palestre.
  4. Sensibilizzazione: Aumentare la consapevolezza riguardo alle problematiche della violenza e del bullismo, promuovendo una cultura del rispetto reciproco e della non violenza.

Implementazione del Modello

Il progetto Ethical Sport prevede una serie di passaggi per garantire l’efficacia del modello antiviolenza:

  1. Valutazione Iniziale: Analisi delle condizioni attuali delle palestre partecipanti per identificare le aree di miglioramento.
  2. Formazione Obbligatoria: Programmi di formazione per il personale su come gestire e prevenire episodi di violenza e bullismo.
  3. Adozione di un Codice Etico: Sviluppo e implementazione di un codice di condotta che stabilisca le linee guida per comportamenti accettabili e le relative misure disciplinari.
  4. Monitoraggio Continuo: Controlli periodici per assicurare che le palestre mantengano gli standard richiesti.
  5. Certificazione: Assegnazione di una certificazione ufficiale alle palestre che rispettano tutti i criteri di Ethical Sport.

Vantaggi del Progetto

  • Miglioramento della Reputazione: Le palestre certificate Ethical Sport saranno riconosciute come ambienti sicuri e rispettosi, attirando così un numero maggiore di frequentatori.
  • Fidelizzazione degli Utenti: La fiducia degli utenti aumenterà, sapendo di potersi allenare in un ambiente protetto.
  • Riduzione dei Conflitti: Con politiche chiare e personale formato, le situazioni di violenza e bullismo possono essere gestite più efficacemente, riducendo gli episodi di conflitto.

Il progetto Ethical Sport rappresenta un passo avanti significativo nella promozione della sicurezza e del rispetto nei centri sportivi. Attraverso la formazione, la certificazione e l’adozione di un codice etico rigoroso, questa iniziativa mira a trasformare le palestre in luoghi dove la violenza non trova spazio, contribuendo così a una cultura sportiva positiva e inclusiva.

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Ambiente

Dighe in Italia, partito il Dam Day: Un evento per promuovere la conoscenza e l’importanza di queste opere idrauliche

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Dal 24 maggio al 1° giugno 2024 si terrà la prima edizione del “Dam Day – Dighe in Italia”, un’iniziativa organizzata dal Comitato Nazionale Italiano per le Grandi Dighe (ITCOLD). L’evento è volto a promuovere una maggiore consapevolezza sul ruolo cruciale delle dighe nel panorama ambientale, economico, energetico e di sicurezza del paese.

L’Obiettivo del Dam Day

L’evento mira a sensibilizzare il pubblico sull’importanza delle dighe attraverso una serie di iniziative che si terranno in tutto il territorio nazionale. Il Dam Day prevede un totale di 26 eventi, tra cui visite guidate, seminari, dibattiti e conferenze, concentrati in una settimana per garantire un impatto significativo e coordinato sul tema.

Il Ruolo di ITCOLD

ITCOLD, l’associazione culturale e scientifica che organizza l’evento, rappresenta oltre 300 delle circa 500 grandi dighe presenti in Italia. Il comitato si impegna a promuovere lo studio e la valorizzazione delle dighe, collaborando con operatori del settore, pubbliche amministrazioni, accademici e liberi professionisti. Inoltre, ITCOLD è membro della Commissione Internazionale per le Grandi Dighe (ICOLD-CIGB), istituita nel 1928.

Gli Eventi in Programma

Gli eventi del Dam Day sono pensati per coinvolgere un pubblico ampio e variegato, con particolare attenzione ai giovani studenti. Tra gli appuntamenti previsti vi sono:

  • Visite Guidate: Alla Diga di Mignano a Vernasca (PC), alla Diga di Occhito a Carlantino (FG) e alla Diga del Locone a Minervino Murge (BT).
  • Seminari: Come quello sulla “Gestione delle risorse agricole per l’agricoltura” a Bari e il seminario dedicato agli impianti idroelettrici a Tramonti di Sopra (PN).
  • Convegni e Workshop: Inclusi eventi tecnici come il workshop sulla caratterizzazione geotecnica presso il laboratorio ISMGEO a Seriate (BG).
  • Open Day e Conferenze: Tra cui l’Open Day “Dighe e cambiamento climatico: quali sinergie?” a Firenze e la conferenza stampa presso la Diga del Gabiet a Gressoney (AO)

Un’Iniziativa Europea

Il Dam Day non è solo un evento nazionale, ma si inserisce in una serie di iniziative analoghe organizzate in altre nazioni europee sotto l’egida di EURCOLD, il Club Europeo delle Dighe. Questo rafforza la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra i paesi europei in materia di gestione e valorizzazione delle dighe.

Il “Dam Day – Dighe in Italia” rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico alle tematiche legate alle dighe, evidenziandone il ruolo strategico nella gestione delle risorse idriche e nella produzione di energia rinnovabile. Partecipare agli eventi previsti sarà un’opportunità unica per conoscere da vicino queste grandi opere ingegneristiche e il loro impatto positivo sull’ambiente e sulla società.

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Castelli Romani

Frascati, Libri in Osteria: Andrej Longo ci racconta il suo “La forma dei sogni”

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Ma cosa lega un romanzo giallo al terzo storico scudetto del Napoli?
A primo acchito, apparentemente, nulla.
Poi, ieri sera, ci sediamo ad uno dei tavoli “spartani”, così li chiama la “padrona di casa”, Emanuela Bruni, del salotto letterario frascatano, Libri in Osteria, all’Osteria dell’Olmo di Frascati, e scopriamo qualcosa di meraviglioso.

Andrej Longo, Fabio Mendolicchio ed Emanuela Bruni

Qualche anno fa – racconta Andrej Longo – avevo in mente di girare un documentario sulla mia città, Napoli. Beh l’organizzazione, i tempi, il lavoro lungo mi “sconsigliarono” di farlo. Giurai che l’avrei realizzato solo nel caso in cui la squadra del mio cuore, il Napoli, avesse vinto lo scudetto.
Al terzo tricolore, ovviamente, ho dovuto mantenere la parola data ed allora … è nato il mio libro, La forma dei Sogni. Uno spaccato della mia città raccontata con il “sottofondo” di questo storico ed incredibile scudetto.

Ce lo presenta Fabio Mendolicchio, arrivato a Frascati a bordo della Vespa Ubik, direttamente da Torino, per il suo “Giro d’Italia” in 11 tappe – ben 4000 chilometri – per farci riscoprire la bellezza nel leggere un libro.
11 tappe per presentare 12 scrittori con questo Tour nato da una “follia”, così la definisce lo stesso Mendolicchio.

Porto personalmente a Torino ed in Piemonte – racconta Fabio – i libri con la mia Vespa. Poi qualche anno fa un corso di grafica e … mi viene la voglia ed il desiderio di dare vita alla mia casa editrice, la Miraggi Edizioni. Nel 2021, dopo il Covid, l’obiettivo di riabbracciare le persone unito alla Vespa, mio sogno fin da bambino, mi accompagna per l’Italia in questo tour.
Poi Andrej Longo ci racconta il suo libro.
Due i personaggi principali; l’agente di Polizia, Acampora e il suo amico infanzia, Ciro.
Dopo una violenta discussione tra i due, Ciro, si convince a farsi ospitare in una comunità di recupero per tossicodipendenti ad un patto: Acampora dovrà inviarli, ad partita giocata del Napoli, una lettera che gli descriva il match.
C’è un problema di fondo: “Cirù, ma io di pallone non è che ne capisco molto” – dice nel libro Acampora.
Antò – risponde Ciro – se non lo puoi fare non fa niente, per carità. Tu hai già fatto troppo assai per me, lascia stare”.
Ma uno scatto di orgoglio fa pronunciare all’agente questo giuramento solenne: “Cirù, stammi a sentire bene. Io questa cosa delle lettere che mi hai chiesto, la voglio fare …”
E da qui si spalanca un mondo dove il calcio diventa lo spunto per raccontare Napoli “una umanità spaventosa” dice Andrej Longo e “ci si innamora dei personaggi … scoprirete che per noi napoletani la partita si vive insieme, un momento collettivo di convivialità”.

Andrej Longo con Fabio Mendolicchio

E poi la brava Emanuela Bruni, con la professionalità ed il suo piglio giornalistico, gli porge una bellissima domanda:
Oltre ed essere un bravo scrittore sei un bravo sceneggiatore. Se ti dico Lina Wertmuller … te la sei cavata bene?
Sorride Andrej Longo ricordando a tutti la sua esperienza nel gruppo di sceneggiatori del celebre film “Io speriamo che me la cavo”.
Sorride divertito e ci racconta due aneddoti: mi pagarono poco e lo fecero perché, su pressione di Lina, interpretai, spaventato, l’infermiere dell’ospedale. Pensavo di sbagliare ogni parola del copione. Lo volete sapere come andò a finire? Beh molte riprese: io non sbagliai quasi mai, Paolo Villaggio si.
Gli applausi ed i sorrisi inebriano la piazzetta dell’Olmo a Frascati ricordano questo momento.
E poi – aggiunge sorridente – mi ricordo i giri sul mio motorino, assieme a Lei, per Napoli ; resteranno indelebili nella mia memoria.
Sapete – confessa Andrej Longo – se non avessi avuto la fortuna di fare lo scrittore avrei fatto, di sicuro, il pizzaiolo; un lavoro che mi ha consentito di potermi poi dedicare alla mia passione: scrivere.
Le sue parole scivolano leggere durante questa ora di serenità nel cuore storico della città tuscolana.

photo di Corrado Spagnoli

Tra un bicchiere di vino Frascati e le parole di Andrej Longo è un connubio di bello, di raffinato e di stile.
La bellezza dell’ultimo scudetto della mia squadra è l’etica Spallettiana – dice sereno l’autore.
Spalletti – aggiunge – ci ha insegnato a prenderci le responsabilità del nostro vivere. A Napoli se si perdeva una partita era sempre colpa di qualcun altro. Voi ve lo ricordate il giocatore Kim dopo Udinese – Napoli? Scrisse sui social “Vorrei esprimere le mie più profonde scuse ai miei compagni di squadra e ai tifosi. Potevamo vincere solo grazie ai miei compagni di squadra. Gli errori mi renderanno solo più forte. La prossima volta aiuterò meglio la squadra”: a Napoli questo non era mai successo. Ci ha cambiato il modo di vedere e leggere il mondo; fu davvero una lezione di etica sportiva, una vera rivalsa sociale.
E poi arriva la nostra domanda: Andrej tre aggettivi per la tua città?
sorride, mi guarda e risponde sorridente: Solo tre? Ce ne vorrebbero una enormità. Non si può racchiudere una città che è sempre in movimento dentro un semplice aggettivo. Ecco ti ho risposto: Napoli non è statica …
Il mio sorriso come quello del pubblico di Frascati si unisce in un applauso verso l’autore.
Chiude poi la serata raccontando un’altra perla dell’etica spallettiana:
Portò i suoi ragazzi in ritiro – racconta – una sera li fece sedere per ammirare il Cielo e le stelle. Gli chiese se fosse splendido. Ovviamente loro annuirono. Poi gli chiese ancora “Se una di loro si spegnesse, qualcuno se ne accorgerebbe?” In coro dissero di no. E poi spiegò loro che dovevano essere proprio come quelle stelle nel Cielo. “Tutte le stelle fanno il Cielo anche se una si spegne. Noi dobbiamo essere le stelle ed il Cielo”

lo scrittore Roberto di Sante, vincitore del Premio Alda Merini, con Andrej Longo

L’applauso finale è una standing ovation a questo libro, La forma dei sogni, un giallo che nasce da una telefonata e porta tutti noi a scoprire, parola dopo parola, le bellezze di una Napoli che vive il Sogno del suo terzo scudetto e, soprattutto, al suo autore, Andrej Longo, che in questa serata, con la sua semplicità, con la sua ironia, il suo sorriso, ci ha regalato le bellezze della sua città.

Vi ricordiamo il prossimo appuntamento giovedì 30 maggio ore 18, Osteria dell’Olmo, con François Morlupi ed il suo “Il gioco degli opposti”.

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