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Marsala, allerta terremoto: Parla Antonio Torrisi, Geologo del Dipartimento Regionale della Protezione Civile

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"La cultura della Protezione Civile va diffusa a livello scolastico a partire dai bambini"

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di Angelo Barraco

Marsala (TP) – Il terremoto di questi giorni ha messo in ginocchio ulteriormente un’Italia che ancora non aveva finito di asciugare le lacrime del precedente sisma. Una popolazione che ha visto crollare sotto lo sguardo inerme e con l’impossibilità nel reagire tutta una vita racchiusa all’interno di quelle che un tempo erano le case che rappresentavano il focolare domestico presso cui la famiglia si riuniva, conservavano le memorie del passato e del presente per poi gettare le basi di quello che sarebbe stato il futuro ma che però, un battibaleno, è stato drasticamente annientato e trasformato in polvere e calcinacci. Lo sciame sismico di questi ultimi giorni ha ulteriormente danneggiato e in molti casi distrutto definitivamente quelle strutture che avevano subito delle gravi lesioni nel corso dei precedenti terremoti e quelle Chiese antiche che un tempo erano monito per il turismo di paesini immersi nel verde, strutture in pietra che facevano da cornice ad una tela adornata di antichità e tradizioni che si incastonavano come il tetris in sistemi economici fatti di produzione autonoma con la valorizzazione e del rispetto del processo naturale che soddisfa la sempre grande richiesta dei consumatori che puntano alla qualità adesso non c’è più. La preoccupazione a seguito di quanto accaduto è tanta e gli italiani che vivono nelle regioni non colpite dal sisma temono che presto o tardi quelle terribili scosse sopraggiungano all’improvviso per spazzare via la storia e la cultura di un paese, tale timore è sopraggiunto nell’animo dei cittadini di Marsala, sopraffatti dalla memoria storica  che li ha portati indietro fino al 7 giugno del 1981, quando vi fu una forte scossa di terremoto che non provocò morti ma danni al patrimonio edilizio. Ma la Sicilia è pronta ad affrontare un eventuale sisma? La città di Marsala riuscirebbe ad affrontare un’emergenza simile a quella che ha afflitto il Centro Italia? Noi abbiamo parlato con il Consigliere Comunale Calogero Ferreri e abbiamo chiesto se la città di Marsala predispone di un Piano di Sicurezza e ci ha risposto: “al Piano anni fa ci stava lavorando l’amministrazione passata, al momento non è stato redatto e non è passato per il consiglio comunale quindi al momento non abbiamo un piano per la sicurezza”, Quindi Marsala non predispone di un Piano d’Emergenza in caso di terremoto, abbiamo chiesto, e Ferreri ha risposto: “Secondo me in Provincia di Trapani non c’è nessuno che ce l’ha, nemmeno i paesi sismici che hanno avuto terremoto negli anni 80”. Noi abbiamo controllato i documenti pubblici della Protezione Civile che fanno riferimento ai Comuni dotati di Piani comunali di Protezione e abbiamo riscontrato che il Comune di Marsala ha un piano approvato dalla giunta con delibera numero 81 il 18 marzo 2014. Dai dati della Protezione Civile emerge che in Sicilia il 49% dei Comuni è dotato di un piano di emergenza, e su un totale di 390 comuni soltanto 190 sono dotati di un piano. Il piano si articola in tre fasi: Parte generale: raccoglie tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulla struttura del territorio; Lineamenti della pianificazione: stabiliscono gli obiettivi da conseguire per dare un’adeguata risposta di protezione civile ad una qualsiasi situazione d’emergenza, e le competenze dei vari operatori; Modello d’intervento: assegna le responsabilità decisionali ai vari livelli di comando e controllo, utilizza le risorse in maniera razionale, definisce un sistema di comunicazione che consente uno scambio costante di informazioni. 
 
Abbiamo voluto approfondire ulteriormente la questione con il Dott. Geologo Antonio Torrisi, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile e abbiamo chiesto quale deve essere l’azione del cittadino dinnanzi al terremoto e quale deve essere l’azione del Comune che deve predisporre azioni per garantire la sicurezza del cittadino, a tali domande ci ha risposto: “Su questo la Protezione Civile Nazionale ha dato degli strumenti importanti ai cittadini, uno di questi è il progetto “io non rischio” che spiega passo passo se arriva il terremoto cosa fare durante il terremoto, dopo il terremoto, se sei in un luogo chiuso, in un luogo aperto. Questo è un discorso in linea generale come norma comportamentale ai cittadini ma su questo si sta facendo anche molto lavoro a livello scolastico cioè già ai bambini, nelle scuole medie inferiori come anche nelle scuole primarie e secondarie, si fa già una formazione con questi strumenti per impartire già a quel livello queste norme comportamentali che dovranno essere l’ABC della nostra formazione come cittadini. La cultura della Protezione Civile va diffusa a livello scolastico a partire dai bambini”. Al Dott. Torrisi abbiamo chiesto che Piano di Sicurezza c’è nelle scuole e ci ha riferito che: “Ogni scuola ha delle norme comportamentali sue però ci sono delle norme a prescindere dal piano generali di comportamento a prescindere da dove ci troviamo nella nostra giornata, nel momento in cui arriva un evento sismico. Il progetto “Il non rischio” ha creato dei documenti che sono semplici e intuitivi che sono chiari e che danno informazioni eccezionali”. In merito al piano di Protezione Civile Comunale il Dott. Torrisi ci ha riferito: “Ha una sua struttura ben chiara quindi qualunque piano ha una prima parte generale che raccoglie tutte le informazioni sulle caratteristiche e sulle strutture del territorio poi ha la seconda parte che è quella che individua i lineamenti della pianificazione cioè si stabiliscono tutti gli obiettivi da conseguire per dare una risposta di protezione civile adeguata a qualsiasi situazione d’emergenza e nello stesso tempo il piano deve dire quali sono le competenze dei vari operatori e in fine il piano ha la parte di intervento vera e propria , il modello di intervento, che significa: assegnare le responsabilità decisionali ai vari livelli di comando e controllo attraverso le risorse che ci sono e utilizzarle in maniera razionale cioè un piano deve dire chi deve fare e cosa deve fare in maniera chiara perché in un contesto di protezione civile noi dobbiamo immaginare la protezione civile come un sistema in cui convergono tutte le risorse a livello di pubbliche amministrazioni, tutti ci troviamo all’interno di quel sistema: noi come regioni, le province, i comuni attraverso il Sindaco che è la figura che è la figura per eccellenza”. “ Ogni città ha delle aree specifiche di raccolta della popolazione: "La gente deve sapere che ci si raccoglie in queste aree che devono essere individuate prima, in tempi di pace. La pianificazione ha anche questo tipo di obiettivo tra gli altri”. Si è parlato anche di prevenzione di terremoti e il Dottore ci ha riferito: “Noi purtroppo non possiamo prevedere quando avverrà il terremoto però la scienza oggi ci permette di sapere dove probabilmente avverrà il terremoto e questo è già un dato importante. Oggi gli studi di pericolosità sismica a livello scientifico hanno raggiunto dei livelli di accuratezza abbastanza importanti. L’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia è un organo scientifico di supporto alla Protezione Civile che questo problema lo affronta da anni in maniera ormai incisiva con dei risultati eccellenti quindi oggi noi possiamo dire con una certa accuratezza dove presumibilmente possano avvenire i terremoti, non sappiamo quando ma il fatto di sapere dove ci deve convincere che dobbiamo attuare li delle politiche di prevenzione sismica adeguate a difenderci e come”.  
 
In base all’Art. 11 Decreto Legge 28/04/2009 n. 39 convertito con la Legge 24/06/2009 n. 77,  A seguito del terribile terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo, è stato attuato il Piano Nazionale per la prevenzione sismica, il primo piano di carattere nazionale che prevede inoltre una programmazione pluriennale di interventi. Le risorse ripartite tra Regioni sulla base dell’indice di rischio sono destinate –come si legge nel sito della Protezione Civile- a: studi di microzonazione sismica; interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico o demolizione e ricostruzione di edifici ed opere pubbliche di interesse strategico per finalità di protezione civile; interventi strutturali di rafforzamento locale o miglioramento sismico o di demolizione e ricostruzione di edifici privati; altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio simico, con particolare riferimento a situazioni di elevata vulnerabilità ed esposizione. Cosa fare in caso di terremoto? Se ci si trova in un luogo chiuso è opportuno mettersi nel vano di una porta, vicino una parete portante o sotto una trave, oppure correre ai ripari sotto un tavolo o un letto. Qualora un soggetto si mette al centro della stanza rischia di essere colpito da oggetti in caduta. Se ci si trova all’aperto invece è opportuno allontanarsi dagli edifici, dagli alberi e linee elettriche. 

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Ambiente

Bracciano, passeggiata ecologica e di pulizia al “Fosso dei Quadri”: volontari rispondono all’appello del WWF e raccolgono quintali di rifiuti

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BRACCIANO (RM) – Raccolti diversi quintali di materiale, tra carcasse di motocicli, elettrodomestici, materiali ingombranti e di risulta da ristrutturazioni edili, sparso in un ambiente talvolta caratterizzato da completa incuria e da vero spregio del territorio. Questo il risultato della passeggiata ecologica e di pulizia effettuata lungo alcuni tratti del territorio di Bracciano da parte di una ventina di volontari che hanno risposto all’appello rivolto dal Gruppo WWF Monti Sabatini.

L’iniziativa del Gruppo WWF era inserita nella più ampia manifestazione annuale “Urban Nature” prevista per il prossimo 4 ottobre in molte città che nel nostro paese, a vario titolo, studiano e divulgano l’importanza della biodiversità urbana e sono promotrici di esperienze civiche di gestione degli spazi verdi. In tale ambito, gli organizzatori si sono prefissi di procedere alla pulizia di alcune parti del Fosso dei Quadri, – importante canale che raccoglie le acque pluviali (chiare) provenienti, sia dalla parte alta di Bracciano (monte Cotognola), sia dal Fossato del centro storico cittadino -, che sfocia nel lago prima della spiaggia di Santo Celso.

Dalla fine degli anni ‘80 i paesi Sabatini, riuniti nel consorzio COBIS (Consorzio Bacino Idrico Sabatino) per la tutela della qualità delle acque del Lago di Bracciano, raccolgono e trattano i liquami prodotti prima della loro reimmissione nell’ambiente. Una ricognizione effettuata nei giorni precedenti all’operazione di bonifica, aveva evidenziato la presenza di numerosi rifiuti solidi ingombranti e altro materiale plastico e metallico, sia nelle immediate vicinanze, sia nell’alveo del Fosso che, se non raccolti, inevitabilmente con le piogge autunnali ed invernali si sarebbero riversati nel lago.

I volontari, dopo il raduno delle 9 in piazza Gen. Giardino (Pasqualetti), equipaggiati di pantaloni pesanti, camicie a maniche lunghe, scarponi e guanti da lavoro e “armati” di molle prendi oggetti, bastoni chiodati, pale ed attrezzi vari, i volenterosi hanno “pacificamente” invaso i tratti del fosso necessitanti degli interventi di pulizia pianificati, sotto la direzione del naturalista Luigi.

In condizioni ambientali di oggettiva difficoltà, tutto il ciarpame accumulato è stato selezionato, impacchettato per tipologia e poi trasportato all’isola ecologica comunale con il mezzo dei volontari di SalvaguardiAmo Bracciano.

L’iniziativa si è conclusa ben oltre le programmate ore 12:00, in un contesto di generale soddisfazione ed appagamento.

I partecipanti – donando parte del proprio tempo ed offrendo disinteressata disponibilità – hanno testimoniato il proprio genuino rispetto del territorio, serbando nel cuore la speranza di aver – con l’esempio – sensibilizzato le altre realtà civiche, e soprattutto quella parte della cittadinanza talvolta poco attenta, agli ideali di salvaguardia e cura del nostro paese ed in generale del nostro unico pianeta.

Gianni Palumbo

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Politica

Elezioni regionali, Di Battista: “La più grande sconfitta della storia del M5s”

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Sostanziale pareggio tra centrodestra e centrosinistra alle ultime elezioni regionali dove i 5 Stelle escono sconfitti ovunque, in ritirata non strategica al Sud, praticamente assenti al Nord.

Elezioni finite con un 3 a 3 dove il centrodestra, rispetto al gennaio scorso (quando si votò in Emilia-Romagna e il dem Stefano Bonaccini sconfisse la Lega), aggiunge comunque una regione nel proprio Risiko politico. Oggi, quindi, il centrodestra conduce 15 regioni a 5 rispetto al centrosinistra.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 24/09/2020

Un’evoluzione in cui l’Italia ha cambiato totalmente colore politico rispetto al 2014, quando lo strapotere dei governi “rossi” era di 16 a 4. Poi si è passati al 15 a 4 nel 2018, mentre il quadro è stato ribaltato nel 2019, quando il centrodestra ha rimontato, arrivando a condurre per 10 a 9 (non contando la Valle d’Aosta).

All’interno della coalizione di centrodestra sono iniziate subito le discussioni rispetto a un risultato che il leader della Lega, Matteo Salvini, aveva immaginato come molto più rotondo (“vinceremo 7-0”, aveva detto). Il leader della Lega ha però subito chiarito: “Nel centrodestra non ho competitor”. Secondo gli osservatori, questo risultato – unito a quello del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari: dove ha vinto il sì, con quasi il 70 per cento – dà respiro al governo e quelle che dovevano essere le elezioni della potenziale spallata sono diventate, dunque, le elezioni della stabilità.

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In evidenza

Risultati referendum e regionali, Bruno Astorre: “Ora serve una legge elettorale che ridia, dopo tanti anni, la voce ai territori”

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“Non ci sfugge che tanto elettorato del PD ha votato no e quindi adesso è nostro compito ascoltare le ragioni del no e dare seguito al si. Quindi insieme al taglio dei parlamentari ora serve soprattutto una legge elettorale che ridia dopo tanti anni la voce ai territori”.

Così il segretario del Partito Democratico del Lazio il Senatore Bruno Astorre durante l’intervista con Chiara Rai nel corso della trasmissione “Officina Stampa”.

Astorre ha poi commentato i risultati delle regionali e delle comunali laddove l’esito si è consolidato al primo turno a favore dei candidati a sindaco sostenuti dal partito Democratico.

L’intervista di Chiara Rai al senatore Bruno Astorre segretario del partito Democratico del Lazio

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