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Cronaca

Milano, segregata e violentata per 2 giorni dall’ex

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MILANO – E’ rimasta segregata per due giorni in casa dall’ex che l’ha ripetutamente violentata. La donna è però riuscita a far filtrare in strada da una finestra un bigliettino con la richiesta di aiuto, raccolto da passanti che hanno poi avvertito i carabinieri. E’ successo a Corsico, nel Milanese, dove i militari hanno liberato la ragazza, sudamericana, e hanno arrestato per violenza sessuale, sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia l’uomo.

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Cronaca

Napoli, Cappella Sansevero, al via il nuovo progetto dedicato ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico

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NAPOLI – Al via il nuovo percorso espositivo Sansevero in Blu al Museo Santa Maria della Pietà Cappella Sansevero nel cuore di Napoli. Il nuovo progetto è dedicato ai ragazzi con disturbo dello spettro autistico in collaborazione con la Cooperativa sociale il Tulipano.

Le visite sono gratuite per le persone con DSA, il tour per i bambini/ragazzi tra gli 8 e i 18 anni è studiato e calibrato sulle necessità e le caratteristiche dei visitatori con bisogni speciali con lo scopo di inclusione di tutta la famiglia.

 L’iniziativa non ha lo scopo di terapia, ma vuol essere uno strumento di inclusione, uno strumento in più per la fruizione delle opere all’interno della Cappella Barocca ed è diviso in due percorsi in base alla sfera del ragazzo.

L’arte come strumento di comunicazione universale, il museo che si adatta alle esigenze dei visitatori e non più viceversa, i ragazzi faranno una visita esperienziale e parteciperanno al tour sia a livello tattile e sia a livello olfattivo.

Un progetto che attraverso percorsi inclusivi e permetterà alle persone con DSA di scoprire le meraviglie della Cappella, le sue opere, le leggende e le storie del principe Raimondo di Sangro.

L’iniziativa si avvale del contributo scientifico del Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università Federico II, del Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II e del Dipartimento di Scienze Motorie  e del Benessere dell’Università Parthenope.

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Cronaca

Mafia, arrestato il fratello della vedova del poliziotto Vito Schifani

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Tra gli arrestati dalla Dia di Palermo nell’inchiesta che ha portato in carcere il boss Gaetano Scotto c’è anche Giuseppe Costa, 53 anni, fratello di Rosaria, la vedova di Vito Schifani, uno dei tre poliziotti morti nella strage di Capaci col magistrato Giovanni Falcone e la moglie Francesca Morvillo, il 23 maggio ’92. 

Giuseppe Costa è accusato di associazione mafiosa: sarebbe affiliato alla famiglia di Vergine Maria. Per conto della cosca avrebbe tenuto la cassa, gestito le estorsioni, “convinto” con minacce le vittime – imprenditori e commercianti – a pagare la “tassa” mafiosa, assicurato alle famiglie dei mafiosi detenuti il sostentamento. Ristoranti, negozi, concessionarie di auto, imprese: nel quartiere pagavano tutti e Costa sarebbe stato tra i collettori del pizzo. Gli inquirenti lo descrivono come pienamente inserito nelle dinamiche mafiose della “famiglia”, tanto che, alla scarcerazione del boss della zona, Gaetano Scotto, per rispetto al padrino invita le sue vittime a dare il denaro direttamente a lui. L’indagine fotografa anche il ruolo di vertice che Scotto aveva riconquistato nel clan. Già accusato di mafia, il boss è ora parte civile nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio, costata la vita al giudice Paolo Borsellino. Accusato ingiustamente da falsi pentiti fu condannato all’ergastolo e poi scarcerato. Oggi siede come vittima davanti ai tre poliziotti accusati di aver depistato l’indagine. Nel blitz di oggi è stato coinvolto anche il fratello Pietro, tecnico di una società di telefonia, anche lui accusato nell’inchiesta sull’uccisione di Paolo Borsellino. Per la polizia aveva captato la chiamata con cui il magistrato comunicava alla madre che stava per andare a farle visita nella sua abitazione di via D’Amelio davanti alla quale fu piazzata l’autobomba. Pietro Scotto, condannato in primo grado, era stato poi assolto in appello

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Cronaca

Il “padre del morto di Rigopiano” e la beffa di una raccolta fondi mai voluta…

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di Cristiana Zarneri

Stamane appare un post sulla bacheca Fb del sig. Alessio Feniello IL PAPA’ DI STEFANO FENIELLO MORTO A 28 ANNI NELLA TRAGEDIA DI RIGOPIANO. Ecco di seguito il post del signor Feniello: “Torno nuovamente sulla questione e spero di essere chiaro una volta per tutte. Già in passato la mia vicenda personale è stata oggetto di speculazioni, utilizzata addirittura a scopi elettorali. La cosa importante che tutti devono sapere è che io non ho mai autorizzato raccolte fondi da parte di questa signora né sono stato preventivamente informato. In questo caso avrei potuto spiegare che la multa di 4.550 euro non esiste più perché è stata opposta, e anche in caso di condanna nel processo che ho deciso di affrontare, la pena sarebbe il carcere. Quindi raccogliere soldi per pagare la multa costituisce un falso, perché quella multa non dovrà mai essere pagata. Devo tutelare me stesso, perché in molti pensano che sia io a chiedere raccolte di denaro, quando invece non c’entro nulla. È per questo che ho preso le distanze da questa iniziativa avviata, ripeto, senza che ne sapessi nulla. C’è chi lo fa per vera solidarietà, chi per farsi pubblicità, quindi per evitare problemi credo sia legittimo da parte mia disconoscere ogni iniziativa che non venga prima affrontata con me o con il mio avvocato. Spero di essere stato chiaro. Alessio Feniello”
Andiamo al triste antefatto.
Nel giorno delle celebrazioni del secondo anniversario della strage di Rigopiano, Alessio Feniello va sul posto per deporre dei fiori in memoria del figlio, il 9 gennaio 20019 viene condannato a pagare un’ammenda di 4550 euro per aver violato i sigilli dell’area della tragedia, ancora posta sotto sequestro.
Orbene accade che la signora Sara De Ceglia, alias Sara Joey alias sanhome, nota alla cronaca come la mamma di Pontida, inizia di sua libera iniziativa una raccolta fondi a nome del signor Feniello e, soprattutto, a sua insaputa per aiutarlo a pagare la famosa multa.

Al disappunto del Signor Feniello che, giustamente ribadisce di non aver mai autorizzato tale raccolta fondi, la signora De Ceglia inizia sulla sua bacheca fb un teatrino a dir poco patetico. Fino poi a rilasciare un’intervista a radio Cusano in data 11 febbraio, notare bene della stessa data è questo post della De Ceglia : Come promesso oggi vediamo se è arrivato qualcosa per la raccolta fondi “non apprezzata” e per cui ho ricevuto una gogna inaudita. Dato che la stessa persona che avrei voluto aiutare sta cercando in tutte le maniere di accanirsi ancora contro di me, non considerando che è già famoso per avere un carattere irascibile, puerile almeno il doppio del mio e delle tendenze politiche non andate a buon fine… Ha perso suo figlio e ieri mette sui social la mia, azzerando completamente ogni dubbio sulla sua natura squallida e mediocre. Dato che abbiamo saputo di quanto in realtà abbia un linguaggio addirittura peggiore di quello sfoggiato da me nella mia diretta… Saluto in particolare il branco di bulli, milllantatori e diffamatori che sul suo post hanno dato il meglio di loro stessi!!! Siete il top!!!!! 😂
A seguito di questa intervista esce anche un articolo sul giornale blitz quotidiano dal titolo , a parer nostro di cattivo gusto… IL PAPA’ DEL MORTO DI RIGOPIANO.
Abbiamo contattato il signor Alessio Feniello e gli abbiamo chiesto come siano andate le cose.
Sig. Feniello lei ha mai autorizzato una raccolta fondi a suo nome?
“Assolutamente no, pensi lo sono venuto a sapere la settimana scorsa da una signora che leggendo su fb di tale raccolta, mi contattava per chiedermi se fosse vero. Saputo il tutto vado a vedere sulla bacheca di Sara Joe e vedo che, ahimè, la raccolta fondi era stata avviata a mia totale insaputa. Allora cerco di mettermi in contatto con la signora Sara su messenger chiedendole spiegazioni e, in 7 giorni non ricevo risposta. Poi vedo anche un video della Sara Joe dove al 5 minuto parla di me e lo condivido sulla mia bacheca. Condividendolo non esprimo alcun parere, il video si commenta da se. Dopo circa tre ore dalla condivisione del famigerato video mi contatta su messenger chiedendomi di chiamarla cosa, che dopo una settimana inascoltato dalla stessa , non faccio. Ci tengo a precisare, continua, che non ho commentato ma condiviso solo un video che, ripeto, si commenta da se e che è stato poi levato dalla Sara joe ma lo potete trovare sulla mia bacheca. stamattina vengo a conoscenza dell’intervista radiofonica l’ho condivisa e commentata”.
Ciò che tengo a precisare in maniera netta ed inequivocabile è che: “Io non ho Mai autorizzato nessuno a fare raccolte fondi a mio nome all’infuori delle iene nel gennaio 2019, se questa signora Sara Joe avesse seguito la mia vicenda sarebbe stata a conoscenza che il sottoscritto non ha mai pagato la multa e mai la pagherà in quanto col mio legale abbiamo presentato ricorso e il 16 aprile inizia il processo, qualora la magistratura ritenga che il mio reato sia punibile preferisco farmelo di carcere”. E continua :“Io la signora non la conosco dice pure di essere vittima di stalking, vorrei dire al giornalista radiofonico, prima di nominarmi quantomeno di farmi una telefonata e chiedere il mio parere”. “La signora De Ceglie avrebbe semmai dovuto chiedere il mio consenso, che ripeto non ci sarebbe stato ed , eventualmente aprire un apposito conto, non certo esibire su fb la foto della sua postpay!”
Dalla bacheca della mamma di Pontida sono spariti post e video ma c’è chi ha salvato tutto ci dice Feniello. La Famiglia Feniello chiede GIUSTIZIA NON SOLDI.

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