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Cronaca

Montecatini, Sport e bullismo: Ecco come la pensano Francesco Tagliente e Marisa Grasso Raciti

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Tempo di lettura 7 minuti Il mondo della scuola, del tifo, della cultura e delle istituzioni affrontano il tema del bullismo del rispetto della legalità nello sport, con oltre 500 studenti

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MONTECATINI
– Si è appena concluso a Montecatini un interessante incontro-dibattito, organizzato dall’Associazione Nazionale Polizia di Stato di Pistoia e del Comune di Montecatini. E’ stato affrontano il tema del bullismo e del rispetto della legalità nello sport alla presenza del mondo della scuola, del tifo, della cultura e delle istituzioni e di oltre 500 ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori. Emozionante il lungo applauso di oltre 500 studenti a seguito dell'intervento di Marisa Grasso, vedova dell'ispettore di polizia Filippo Raciti, ucciso nel febbraio 2007 durante gli scontri tra tifosi di Catania e Palermo. Un entusiasmo autentico, sintomo di una nuova generazione che ha pieno rispetto della divisa del poliziotto e quindi delle istituzioni che onorano quotidianamente un servizio alla collettività

E’ stata una riflessione a più voci, moderata dal giornalista Franco Morabito, presidente dei giornalisti sportivi toscani, molto apprezzata dai ragazzi delle scuole medie inferiori e superiori della città. Sono intervenuti il prefetto Angelo Ciuni e il questore Salvatore La Porta di Pistoia; il sindaco Giuseppe Bellanti e il vicesindaco Ennio Rucco di Montecatini; il prefetto Francesco Tagliente, già questore di Firenze, di Roma e prefetto di Pisa; Marisa Grasso; la criminologa Silvia Calzolari e la dirigente del commissariato di Montecatini Mara Ferasin.


Hanno preso la parola anche il rappresentante dei tifosi Empoli Athos Bagnoli, presidente dell'Unione Clubs Azzurri, prezioso punto di riferimento della scuola del tifo, per educare i tifosi, siano essi piccoli o grandi, a fare il tifo in modo corretto sulle tribune e il rappresentante della squadra di basket di serie B di Montecatini
L’evento, organizzato per il giorno del 39esimo anniversario del rapimento Moro, per non dimenticare e per educare alla legalità, è stato preceduto dalla commemorazione della strage di via Fani con il contributo del giornalista Daniele Bernardini che ha ricostruito i momenti della strage.
Il sindaco Bellandi ha parlato dei cinque uomini di scorta uffici in via Fani, invitando gli studenti presenti a rispettare la legge e di conseguenza gli altri per imparare a convivere al meglio con i compagni e a non farsi attrarre da fenomeni negativi quali il bullismo o senza percorrere cattive strade che da giovani soprattutto sono facili da seguire.

Sul rapimento Moro è intervenuto il prefetto di Pistoia Angelo Ciuni illustrando ai ragazzi il significato della commemorazione. Sollecitato dal moderatore Franco Morabito ha preso la parola anche il prefetto Tagliente che ha ricordato le paure durante quegli anni di piombo. "Si generò un clima di pericolo, di insicurezza e di paura – ha detto Tagliente che all’epoca del rapimento Moro era Capitano del Reparto Volanti della Questura di Roma – anche perché venivano colpiti pure singoli cittadini, rappresentanti della società civile, della magistratura, del mondo carcerario e delle forze dell'ordine.
Molti rappresentanti delle forze di polizia, uscendo da casa, non sapevano se sarebbero tornati. La tensione e la paura, erano entrati a fare parte della quotidianità delle loro famiglie dei poliziotti. Consapevoli che alcuni colleghi erano stati colpiti con azioni inattese e imprevedibili anche a tradimento, al momento dell’uscita o rientro a casa, in tanti si videro costretti a cambiare continuamente abitudini, itinerari e orari di uscita e rientro. Ci fu chi decise di allontanare la famiglia dalla sede di servizio”.

Passando poi al tema del dibattito sport e bullismo Tagliente ha detto che “lo sport può essere anche una buona occasione per riflettere insieme su come agire per prevenire i fenomeni di Bullismo, ciberbullismo, mobbing, straining e stalking. Quando si tratta di fenomeni di bullismo tra ragazzi, la conflittualità va gestita puntando sulla educazione, sensibilità e la diffusione della consapevolezza facendo capire che, le libertà individuali devono poter convivere con i contrapposti interessi della collettività. Per contrastare il bullismo c'è bisogno di un lavoro comune tra genitori, insegnanti e ragazzi. Il punto di incontro comune a tutti e tre è la scuola. Nessun percorso di contrasto e lotta al bullismo può funzionare se non c'è interazione tra insegnanti, famiglie e ragazzi. L'area di raccordo è la scuola, ma solo se si condividono almeno alcuni obiettivi comuni. Il primo di questi è lo sviluppo della cultura del dialogo reciproco". “Per sviluppare la cultura del dialogo nei giovani – ha proseguito Tagliente – è fondamentale che anche ‘attori’ esterni alla formazione didattica e all'educazione familiare si interessino al problema. Ma attenzione – ha concluso Tagliente – è necessario che i progetti esterni di questi ‘attori’ anche se istituzionali, siano richiesti dal mondo scolastico per evitare che la scuola diventi un progettificio”.

Di educazione alla legalità e rispetto nello sport ha parlato diffusamente la vedova Raciti, Marisa Grasso che, al fine di diffondere un messaggio contro ogni forma di violenza, ha portato la sua testimonianza ricordando il sacrificio del marito per compiere il proprio dovere. Ha raccontato anche la vita dei familiari dei poliziotti: le ansie, il timore per il pericolo connesso al lavoro ma anche l’orgoglio per l’esempio che essi rappresentano e lasciano ai propri figli e a tutti i giovani.” Voi – ha detto Marisa Grassi agli studenti – siete la mia speranza per un futuro migliore” Al termine dell’intervento tutti i presenti si sono alzati in piedi per un lunghissimo applauso.

Trattando del tema “educazione alla legalità e rispetto nello sport”, Tagliente, sollecitato dal presidente dei giornalisti sportivi della Toscana ad affrontare la questione della gestione dei riottosi e dei tifosi violenti, ha fatto riferimento ai pilastri fondamentali della sua strategia: Dialogo anche con i più riottosi, rigore giuridico e lavoro di squadra.

Per quanto concerne in dialogo, Tagliente, ha fatto espresso riferimento alla politica del doppio binario: attenzione e rispetto da un lato ed estremo rigore dall’altro. Ha richiamato anche la necessità di ricercare il dialogo a tutti i costi anche con daspati e arrestati per tentare di renderli protagonisti della propria sicurezza. Per dimostrare che aprire un dialogo con la parte meno sana del tifo e con i più riottosi è possibile, Tagliente, ha fatto riferimento “Progetto daspo” avviato, con un piccolo esercito dei daspati romani per valutare, anche in assenza di istanza degli interessati, le condizioni per la eventuale modifica della durata del divieto. “Sono stati inoltrati 334 inviti a tifosi daspati, dei quali in 151 si sono presentati e 135 hanno accettato di compilare un questionario”.
“Ne è scaturito un confronto franco e proficuo – ha detto Tagliente – i risultati dell’indagine hanno fatto emergere la non conoscenza per molti delle conseguenze di un gesto ai loro occhi “banale”, inducendo in presenza delle idonee condizioni una modifica della durata del Daspo o addirittura la revoca. Scandagliando il campione – ha aggiunto- si è notato che in molti casi, alla determinazione della revoca o della modifica si è arrivati per dichiarato ravvedimento dopo l’esito dei colloqui. Il 52 per cento del campione si è detto favorevole all’iniziativa e il 59 per cento ha ritenuto positiva anche la propria partecipazione ad una campagna informativa. La disponibilità offerta dai diretti interessati anche a partecipare a campagne di educazione alla legalità dimostra la necessità di un ulteriore sforzo di cercare il dialogo a tutti i costi, per provare almeno a ridurre comportamenti dannosi.

Sul tema è intervenuto anche il questore di Pistoia Salvatore La Porta che, nel ripercorrere le tappe significative del percorso professionale fatto con il prefetto tagliente e con i rappresentanti dei tifosi dell’Empoli e della Fiorentina ha messo in evidenze alcuni punti di forza del modello attuato a Empoli e Firenze: rimozione delle recinsioni, gestione delle partite con la polizia lontana dagli impianti, Fan zone e somministrazione assistita delle bevande alcoliche anche ai tifosi inglesi.

Sollecitato dal giornalista Morabito a chiarire ai ragazzi con un esempio la strategia adottata per cercare il dialogo ad ogni costo anche con i tifosi inglesi e della importanza del rispetto anche per i tifosi più turbolenti, Tagliente, ha poi ricordato il caso della la lettera indirizzata a John Mackin, rappresentante dello 'Spirit of Shankly', il sindacato dei tifosi del Liverpool, per illustrare tutte le misure di prevenzione e accoglienza predisposte in occasione della loro trasferta a Firenze e per sapere se avevano delle particolari esigenze concludendo il messaggio con: vi accogliamo, divertitevi, ma rispettate la città, i suoi monumenti, il suo stadio e i suoi tifosi.
Il rappresentante dei tifosi del Liverpool rispondendo alla lettera aveva ringraziato per l'approccio precisando che "Bere alcolici prima delle partite fa parte della cultura dei tifosi inglesi e di quelli del Liverpool in particolare" invitando, a evitare il divieto assoluto della somministrazione di birra e alcolici. L'unico rischio, secondo il rappresentante dei supporter inglesi, potrebbe venire dai più giovani, che in ogni caso saranno una minoranza rispetto agli oltre 2.400 tifosi che si presenteranno davanti ai cancelli del Franchi per la Champions League.Pronta la risposta: in occasione delle due successive partite internazionali, Fiorentina-Liverpool e Fiorentina-Bayern Monaco, le forze dell’ordine, le categorie economiche e gli esercenti dei pubblici esercizi fiorentini hanno sperimentato un nuovo rapporto con le tifoserie ospiti. Anziché adottare il rigido divieto di vendita di alcolici, previsto per queste occasioni, è stato deciso di procedere al solo divieto di asporto delle bevande alcoliche. I tifosi, sparsi in piccoli gruppi nei locali pubblici, hanno potuto ordinare e consumare alcolici all’interno del locale, magari mangiandoci insieme anche qualche specialità tradizionale, per poi recarsi, a stomaco pieno, allo stadio. Anziché bighellonare per strada in comitive sorvegliate a vista dalle forze dell’ordine, anziché riempire di bottiglie vuote i parapetti dei lungarni e di cocci di vetro le carreggiate stradali, i tifosi “avversari” si sono dispersi nella molteplice offerta dei pubblici esercizi fiorentini in piccoli gruppi che non si sono fatti notare. Sarà stata la qualità dell’offerta, sarà stata la sensazione di sentirsi turisti, e non “gruppi paramilitari” osteggiati dai nativi, i tifosi delle squadre ospiti si sono comportati in modo encomiabile e anche le forze dell’ordine non hanno dovuto dispiegare i classici strumenti repressivi.

Nel corso del dibattito con i ragazzi l’attenzione è caduta sulla “tessera del tifoso”. Sul punto Tagliente ha chiarito che la tessera del tifoso è uno strumento odiato dalle tifoserie più accese, proprio per il difetto di comunicazione. Un rischio che avevo previsto – ha precisato- tentando di prevenirlo. Da presidente dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, nel mese di novembre del 2005, per corrispondere alle esigenze rappresentate dai presidenti delle società che lamentavano ritardi nel controllo accessi con i “biglietti nominativi” (introdotti pochi mesi prima, con il decreto Pisanu 6 giugno 2005), ho elaborato il progetto “Tessera del Tifoso”. Temendo che questo strumento potesse essere considerato imposto dall’alto, ho ritenuto di denominarlo “Carta del tifoso” – come risulta dal verbale della riunione del 9 novembre 2005, dell’Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive – con l’obbiettivo di far accogliere il documento come "Tessera dei diritti del tifoso" La successiva gestione della comunicazione facendola percepire (erroneamente) imposta dall’alto, ha procurato danni alimentando l’odio verso i vertici istituzionali.

Il convegno è stato chiuso dalla criminologa Silvia Calzolari Con un interessante intervento "sui possibili percorsi devianti che accomunano il bullo e il potenziale tifoso violento come espressione delle stesse incapacità. In particolare – ha detto la Calzolari- entrambi presentano problemi di immagine di sé, andando alla ricerca di un'identità sociale basata su modelli negativi che vengono percepiti erroneamente come vincente"

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Messina Denaro, in manette medico che lo ha curato durante la latitanza

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Alfonso Tumbarello è accusato di aver fornito le cure al boss della mafia durante la sua latitanza: i reati a lui contestati sono concorso esterno in associazione mafiosa e falso ideologico. In manette è finito anche Andrea Bonafede, cugino e omonimo del geometra che ha prestato l’identità a Messina Denaro: i pm gli contestano il favoreggiamento e la procurata inosservanza di pena, aggravati dall’aver favorito Cosa nostra

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Castelli Romani

Ciampino, manutenzione strade: continuano le asfaltature

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Proseguono i lavori di manutenzione stradale su tutto il territorio comunale. Completato il rifacimento di via Isonzo, nel tratto compreso tra via Veneto e via Adamello, al momento i lavori di ripristino del manto stradale sono in corso su via Italia, via Trieste e via Fiume.

“Proseguono gli interventi di manutenzione di strade e marciapiedi secondo il cronoprogramma che abbiamo messo a punto d’intesa con i nostri uffici tecnici e le ditte preposte – ha spiegato l’Assessore Alessandro Silvi – In questa fase ci stiamo concentrando sul ripristino della pavimentazione nelle vie cittadine oggetto di lavori per la realizzazione della fibra. Dalla seconda metà del 2023, proseguiremo con il rifacimento straordinario delle strade di competenza comunale partendo dalle vie più ammalorate. Un lavoro intenso che ci vedrà impegnati nei diversi quartieri cittadini, dando priorità anche alle zone più periferiche. Solo per citare alcuni dei prossimi interventi: rifacimento di marciapiedi e pavimentazione stradale di via Mascagni e via Verdi, marciapiede in via Toscanini e messa in sicurezza di un tratto di via Biroli, rifacimento della pavimentazione stradale di via Marcandreola e un tratto di via Romana Vecchia, messa in sicurezza dei marciapiedi di via Genova, via Atene, via Ancona e via Potenza”.

“Stiamo lavorando per migliorare la nostra Città – ha aggiunto la Sindaca Emanuela Colella – con l’obiettivo di rendere le nostre strade più sicure per tutti gli utenti dotando al tempo stesso i diversi quartieri di una connettività ultra veloce, sicura e affidabile. Terminato l’intervento su via Isonzo, sono in corso i lavori su via Italia, via Trieste e via Fiume: in particolare quest’ultima attendeva già da tempo un importante attività di riqualificazione. Non solo, siamo già pronti a intervenire su un’altra arteria stradale del territorio: viale di Marino, dove partiremo già da domani”.

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Cronaca

Roma, furti in centro storico e periferia: due persone in manette e due minorenni denunciati a piede libero

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ROMA – Si intensificano sempre di più i controlli dei Carabinieri del Gruppo di Roma, mirati al contrasto di ogni forma di reato nel centro della Capitale. Più episodi hanno permesso ai militari dell’Arma di fermare in flagranza di reato persone gravemente indiziate di furto aggravato ai danni di turisti nei pressi dei luoghi di interesse storico e artistico. Due persone sono state arrestate e due minori sono stati denunciati a piede libero e poi affidati alle proprie famiglie.
Presso la fermata metropolitana “Barberini”, i Carabinieri della Stazione Roma Viale Libia hanno arrestato una 24enne di origini bosniache, con precedenti e senza fissa dimora, bloccata mentre asportava lo smartphone dalla tasca della giacca di una giovane turista inglese che attendeva l’arrivo del convoglio sulla banchina.
Sempre nella metropolitana capitolina, i Carabinieri della Stazione di Roma Viale Eritrea hanno arrestato un 54enne cubano, senza fissa dimora e con precedenti, che si era impossessato con destrezza di un telefono cellulare contenuto all’interno della tasca del pantalone di un turista italiano. Quando i Carabinieri lo hanno bloccato è stata recuperata anche la refurtiva. Per i due episodi di furto, le vittime hanno presentato regolare denuncia querela e gli arresti sono stati convalidati.
I Carabinieri della Stazione Roma Cecchignola, invece, hanno denunciato a piede libero due minori che, dopo essere entrati in un esercizio commerciale del quartiere Laurentino, hanno asportato dagli scaffali capi di abbigliamento, nascondendoli in una borsa per eludere i controlli. I giovani sono stati notati da un addetto alla sicurezza che ha dato l’allarme. I due sono stati identificati, denunciati per furto aggravato e riaffidati alle rispettive famiglie.



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