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Nemi, bomba ambientale su siti vincolati: nessun dietro front del Comune. Arrivano pure i rifiuti dalla via di Villa delle Querce

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Ad oggi dopo ben 4 giorni dalle segnalazioni fatte al Parco dei Castelli Romani e ai Carabinieri del NOE l’attività di gestione rifiuti su due terreni vincolati procede come se nulla fosse

NEMI (RM) – Nessun dietro front da parte dell’amministrazione comunale di Nemi riguardo l’attività di gestione rifiuti da parte della società Minerva Ambiente su due terreni di proprietà comunale situati rispettivamente sulla via Nemorense di fronte al civico 59 meglio conosciuto come ex campo dei frati e su via della Radiosa, ambedue sotto vincolo ambientale e idrogeologico.

Per quanto riguarda il sito di via Nemorense, contrariamente a quanto appariva ieri mattina, quando dal cancello principale del terreno in questione non erano più visibili i mezzi della società partecipata dal Comune, comprese le varie campane, cassonetti e scarrabile tutti destinati a raccogliere i vari rifiuti in attesa di altra destinazione, già dallo stesso pomeriggio veniva segnalato a questo giornale che tutte le strutture risultavano invece ben presenti nell’area di proprietà comunale, solo che disposte in maniera diversa che non ne permetteva la visione dall’ingresso principale.

E questa mattina, addirittura, un mezzo della Minerva Ambiente è stato visto uscire carico di rifiuti dalla via dove è presente la struttura sanitaria Villa delle Querce, che ospita anche pazienti Covid, andare a scaricare il tutto proprio nel terreno di via Nemorense.

[VIDEO] – Il mezzo della Minerva Ambiente carico di rifiuti entra nel terreno comunale per scaricare

E sempre questa mattina un altro mezzo della Minerva Ambiente era presente all’interno del terreno di via della Radiosa

Tutte le Istituzioni preposte al controllo sono state informate

Di quanto sta avvenendo a Nemi lo scorso 11 dicembre è stato informato il direttore del Parco Regionale dei Castelli Romani, Ente Regionale preposto alla vigilanza e tutela del territorio e con poteri di polizia giudiziaria, che ha fatto sapere che: “gli uffici competenti al controllo sono stati attivati”. Fatto sta che ad oggi dopo ben 4 giorni dalla segnalazione e “dall’attivazione degli uffici preposti” l’attività di gestione rifiuti su due terreni vincolati procede come se nulla fosse.

Su questa gestione rifiuti che appare come in totale spregio delle norme di legge i Consiglieri comunali Carlo Cortuso e Patrizia Corrieri di “Ricomincio da Nemi” hanno presentato un esposto ai Carabinieri del NOE, il Consigliere comunale Stefano Tersigni di “Insieme per Nemi” ha protocollato una interrogazione al Sindaco e presentato un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Velletri.

Questa mattina, inoltre, tramite il 112 sono stati chiamati a intervenire i Carabinieri della Compagnia di Velletri che a loro volta hanno girato la segnalazione di intervento sul posto alla Polizia locale di Nemi.


Nel frattempo il Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato ha attivato un tavolo tecnico per lunedì prossimo al fine di far intervenire tutte le Istituzioni di competenza per evitare danni ambientali e di possibile inquinamento della falda quindi a tutela della salute pubblica.

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Nemi, il Comitato “I Corsi via della Radiosa” replica al Sindaco Bertucci: “Si continuano a diffondere notizie non coerenti con quanto votato ieri in Consiglio Comunale”

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“Il Sindaco di Nemi ha inviato una nota stampa in cui parla di “isola che non c’è” prendendo in giro i cittadini che vivono vicino al sito scelto dall’amministrazione comunale per realizzare l’isola ecologica”.
Il neo costituito “Comitato I Corsi”– via della Radiosa, Nemi” che ha riunito circa 200 persone in meno di una settimana per opporsi alla realizzazione del sito per un Centro di Raccolta – Isola Ecologica in località “I Corsi”, intende opporsi al progetto riproposto dall’Amministrazione comunale esattamente sullo stesso sito nettamente bocciato dalla Conferenza dei Servizi del 2016.

In quella conferenza tra gli Enti chiamati a esprimere il proprio parere sul progetto, risultava decisivo il netto parere sfavorevole espresso da ACEA ATO2, gestore del pozzo per acqua potabile sito a meno di 60 metri di distanza dall’area di progetto, parere sfavorevole espresso per altro esclusivamente sulla base del quadro normativo vigente allora e invariato oggi.
Il Sindaco, si legge sempre nella nota – dice Riccardo Amici, referente del Comitato – vorrebbe attribuire un’appartenenza politica al Comitato cosa che questo assolutamente non ha, annoverando tra i suoi aderenti cittadini appartenenti a tutti gli schieramenti presenti nel Consiglio Comunale e moltissimi elettori proprio dello stesso Sindaco. Ancora, il Comitato si limita a osservare che il Sindaco continua a diffondere notizie non coerenti con quanto votato ieri in Consiglio Comunale”.
Si legge che il progetto sarebbe in “fase embrionale” quando invece ieri il Consiglio Comunale ha approvato il “progetto definitivo” dell’opera composto da ben 21 elaborati che descrivono dettagliatamente l’intervento.
“Evidenziamo, infine – prosegue il Comitato – con favore, la dichiarazione del Sindaco che dice che “sono ben 13 gli Enti che saranno interessati in conferenza dei servizi, che dovranno analizzare la bontà
del progetto ed esprimere tutte le valutazioni del caso”. Ci sarà modo quindi di analizzare nel dettaglio il progetto e discutere con Enti in grado di giudicare tutti gli aspetti e le criticità dello stesso. Nel frattempo, il Comitato propone al Sindaco la costituzione di un tavolo di discussione aperto a tutti i cittadini di Nemi per poter affrontare, finalmente in un contesto pubblico, la discussione sulla necessità di un’Isola Ecologica a Nemi.
Non risulta infatti che si sia mai analizzata la possibilità di individuare soluzioni alternative (come ad esempio piazzole mobili, etc) o la possibilità, per un comune piccolo come Nemi, di consorziarsi con comuni limitrofi molto più grandi dove già esistono isole ecologiche da moltissimi anni realizzando quelle ottimizzazioni promosse dal Piano di Gestione dei Rifiuti della Regione Lazio di recente approvazione.
La soluzione approvata ieri in Consiglio Comunale, senza aver mai interpellato alcuno, è stata vissuta dai cittadini di Nemi come una decisione calata dall’alto in grado di impattare fortemente sulla salute pubblica, sull’ambiente, sul contesto abitato dell’area in cui si inserirebbe e, infine, sul potenziale rischio per un bene prezioso come l’acqua potabile. Un simile atteggiamento non ha potuto che generare un clima di diffidenza e sfiducia nei confronti del progetto e dell’Amministrazione che lo propone”.

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Nemi, Consiglio comunale blindato e a senso unico

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NEMI (RM) – Un Consiglio Comunale con un blindato della polizia, carabinieri e vigili, è andato in scena ieri pomeriggio a Nemi. Tanto rumore per nulla o meglio tanta attenzione solo perché in realtà è successo qualcosa che non si vedeva da dieci anni: diversi cittadini hanno partecipato al Consiglio comunale per sentire con le proprie orecchie la versione “ufficiale” del Sindaco Alberto Bertucci sull’isola ecologica che intende realizzare in via della Radiosa a Nemi.

Nei fatti, Bertucci, in Aula, ha dovuto autoritrattare le tante versioni discordanti profuse a macchia di leopardo ai residenti di Nemi convocati personalmente a palazzo comunale. La modalità di convocare i cittadini singolarmente e di non discutere in una assemblea pubblica è davvero singolare.

Come è singolare che oggi pomeriggio siano stati convocati in Comune dal Sindaco altri residenti firmatari per “fare chiarezza” chiusi nella stanza del primo cittadino. Perlomeno se avesse voluto informare i suoi elettori avrebbe potuto farlo prima del Consiglio comunale e prima ancora di presentare un progetto definitivo che deve ricevere soltanto l’approvazione degli altri enti.

I giochi sono quasi fatti, non ci vorrà un’eternità

Per di più, se solo ci si soffermasse a guardare le carte, si scoprirebbe che il progetto definitivo del Comune di Nemi è uno soltanto e non è soggetto a interpretazioni.

Il Comune, lo ha detto ieri in Aula il Sindaco, intende realizzare una isola ecologica con gli scarrabili per le seguenti tipologie di rifiuti: rifiuti ingombranti, vetro, carta e cartone, plastica e metallo, verde e rifiuti da costruzione e demolizione.

Insomma manca solo l’umido! Il progetto è in netto contrasto con quanto raccontato dal sindaco ai cittadini convocati singolarmente e in contrasto anche con quanto dichiarato ieri su Il Messaggero: non sono soltanto “3 sabati al mese” ma si tratta di una struttura fissa con scarrabili, vicino al pozzo, vicinissima alle abitazioni dove gli autoveicoli e camion della società Minerva transiterebbero quotidianamente e troverebbero ricovero nell’ormai devastato stadio comunale di Nemi, ridotto a parcheggio dei mezzi dei rifiuti. Un via vai quotidiano, un inquinamento acustico devastante per la zona residenziale, un traffico viario insostenibile oltre al pericolo di inquinamento della falda dovuto alla eccessiva vicinanza del sito con il pozzo. Soli 60 metri.

Tornando alla seduta di ieri. Probabilmente la volontà popolare di partecipazione al Consiglio comunale ha lasciato tutti sorpresi e forse spaventati altrimenti non si spiega come mai ci fosse ieri uno spiegamento di forze degno di una manifestazione “no Tav”. A Nemi non è mai successo, neppure quando sono avvenuti terremoti politici dall’effetto cabriolet.

Andiamo per gradi. In apertura seduta il consigliere comunale Giovanni Libanori che in passato era uscito dalla lista civica del sindaco sbattendo i pugni dai banchi della maggioranza ha dichiarato di essere rientrato sia lui che Edy Palazzi aderendo nuovamente alla lista civica “Uniti per Nemi”.

Un’azione forse coerente con il fatto che Libanori sebbene per un periodo sia uscito dalla civica di Bertucci (in concomitanza con la “cacciata” della Responsabile dell’Ufficio Tecnico Rosanna Galanti), di fatto non lo ha mai contrastato, ne manifestato una palese opposizione allo stesso. Quindi, come si dice, tanto valeva rientrare in quel ruolo che non ha mai abbandonato.

Edy Palazzi, poi, non essendo presente all’approvazione della variante finalizzata alla realizzazione dell’isola ecologica potrà dire la verità in un futuro elettorale: “Io quel giorno non c’ero”. Mosse un po’ scontate ma che fanno parte del gioco della politica, come pure scontato a breve sarà il fatto che dopo il rientro dei due soldati, ricicci fuori il vicesindaco. Del resto la politica ha delle regole molto precise basate sul “do ut des” (do a te perché tu dia a me).

E sempre del resto, Libanori è consigliere metropolitano, unica posizione ricoperta e Palazzi aspetta pazientemente il suo turno per potersi candidare a sindaco e proseguire la linea fin ora chiaramente delineata dall’amministrazione alla cittadinanza.

Dopo due mandati, le cose fatte sono note a tutti e non c’è bisogno di ulteriori commenti

Rimarranno a testimonianza dello stato di salute di Nemi soltanto gli innumerevoli servizi sui Tg nazionali e mondiali. È come promuovere la foto di un bel vestito nuovo e poi ritrovarsi di fronte a un abito da lavoro malconcio. Questo concetto è stato ripreso in altri termini dall’intervento della consigliera Patrizia Corrieri del gruppo consiliare “Ricomincio da Nemi” sul bilancio, una Corrieri che ha ben capito che è inutile stare a confutare i numeri, tanto i conti bene o male, si fanno sempre quadrare, quanto più, al contrario è importante far emergere la situazione reale e attuale di Nemi: i giovani non hanno punti di aggregazione, non c’è una biblioteca comunale, non c’è polo sportivo ma uno stadio pieno di mezzi dell’immondizia, non c’è un piano turistico adeguato e neppure una prospettiva per sostenere le micro imprese, l’economia locale, ci sono soltanto gli spot autocelebrativi sui giornali…. Nessuno ha dato una risposta nel merito.

La carta che si è giocato Libanori è quella della vecchia politica: tirare fuori dal cilindro “fascisti e comunisti”, ci mancava che parlasse della storia che i comunisti si mangiano i bambini

Insomma l’unica via d’uscita dall’empasse è stata quella di andare a toccare corde di appartenenza politica che ormai nei piccoli paesi non hanno più aderenza: si scelgono le persone a prescindere dall’appartenenza politica e si valutano le idee condivise e la capacità di portarle avanti.

Apriti cielo quando è arrivato il famoso punto 6 da discutere: i flash della macchina fotografica (concessa soltanto a un giornale locale online che peraltro beneficia di pubblicità da parte del Comune di Nemi) direzionati sul sindaco e lui pronto a dire che è disposto a concertare e a parlare perché “è tutto in fase embrionale” e il progetto definitivo deve andare in conferenza dei servizi.

Imbarazzante che lui stesso si è autosmentito: ma non aveva già raccolto tutti pareri? È così che aveva detto ai singoli cittadini chiamati a uno ad uno

Non appena il sindaco ha manifestato la volontà di confrontarsi, un cittadino in aula ha alzato la mano e chiesto cortesemente di poter parlare. Forte del fatto che il regolamento non lo prevede, il sindaco non gli ha concesso tale facoltà: “Il Sindaco – dice Marco Borzi, residente di Nemi e aderente al comitato presente in Aula – ha puntato sull’apertura al dialogo e per questo ho alzato la mano ma sono rimasto basito dalla volontà della maggioranza di ignorare le nostre istanze. Anche il consigliere Libanori che ha detto “noi siamo la maggioranza e vinciamo” è parso davvero all’antitesi di una volontà di dialogare. Insomma il tentativo di dialogo si è rivelato solo una scusa perché ha messo noi residenti di fronte ai fatti compiuti. Il sindaco ha alzato la mano ignorando completamente le nostre istanze. Questo ha suscitato rabbia e continua a suscitare dissenso. Noi condividiamo tutti la necessità di realizzare una isola ecologica ma non di farlo vicino a un pozzo in un sito vietato dalla legge, vicino le nostre case, vicino a uno stadio distrutto che invece potrebbe essere un fiore all’occhiello per Nemi.

L’arroganza ha dominato la scena

Quando il consigliere Carlo Cortuso, capogruppo in consiglio comunale di “Ricomincio da Nemi”, gli ha proposto l’istituzione di una Commissione per approfondire il tema e trovare soluzioni alternative, il sindaco si è messo al telefono. Che cosa possiamo fare se di fatto non veniamo ascoltati? Fortunatamente abbiamo la legge, gli atti e la ragione dalla nostra parte”.

Il consigliere Cortuso ha evidenziato la “pochezza” degli argomenti a sostegno di una ennesima azione che comporterebbe gravi conseguenze. Cortuso ha chiesto una Commissione ad hoc per trovare una soluzione condivisa che non preveda la realizzazione dell’isola ecologica vicino a un pozzo che fornisce acqua potabile all’intera cittadinanza di Nemi: “Sono tutti interessati a questo problema – ha detto – non soltanto chi abita a ridosso del sito perché l’acqua arriva nelle case di tutti”. Oltre al problema del pozzo ha evidenziato quello delle case “troppo vicine” e della viabilità. Cortuso ha ricordato che c’è un intervento della Garante del Servizio Idrico e una interrogazione del consigliere regionale Marco Cacciatore.

Presente in Aula anche il Consigliere di minoranza Stefano Tersigni di “Insieme per Nemi” il quale ha ribadito la contrarietà alla realizzazione dell’isola ecologica in via della Radiosa, chiedendo al Sindaco se fosse possibile cedere i suoi minuti di intervento a un cittadino espressione del Comitato. Anche questa richiesta è stata categoricamente ignorata dal primo cittadino.

Le domande “provocatorie” di Libanori

Libanori ha ripreso la parola e ha continuato con fare provocatorio: “In che veste è venuta sabato scorso la Garante del Servizi o Idrico?”, “di che colore politico è Cacciatore?”. Domande per cui la risposta è molto semplice: Cacciatore è il Presidente della commissione regionale Rifiuti e quindi il soggetto più deputato a ricevere segnalazioni da parte dei cittadini e la Garante regionale del Servizi Idrico Integrato è venuta nella sua piena veste e facoltà a rendersi conto personalmente della distanza del sito dal pozzo.

Il sindaco Bertucci ha manifestato chiaramente in un tavolo tecnico convocato dalla stessa Garante avvocato Paola Perisi, a dicembre scorso, di non voler avere nulla a che fare con cittadini, giornalisti e opposizione ed è per questo motivo che non è stato coinvolto nel sopralluogo di sabato scorso, proprio perché ha ufficialmente manifestato la sua indisponibilità.

Fatto sta, che per un motivo o per un altro, si è usciti dal Consiglio comunale con un sentimento di sgomento e sconforto per le modalità comportamentali del primo cittadino che parla ad interlocutori che non hanno facoltà di rispondere e che afferma tutto e il contrario di tutto, plasmando le sue dichiarazioni a seconda del “pubblico” che si trova davanti.

E intanto il progetto definitivo per l’isola ecologica ha avuto i pareri favorevoli di tutta la maggioranza consiliare ed è passato. Adesso si apre la fase della conferenza dei Servizi a cui il Comitato chiederà a gran voce di poter partecipare.

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Ciampino, in via Biroli un garage pieno di pezzi di ricambio d’auto rubati: arrestato un 24enne

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CIAMPINO (RM) – I Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo hanno arrestato un 24enne di Pomezia, con precedenti, con l’accusa di furto aggravato e ricettazione. I militari, nel corso di uno dei quotidiani servizi di controllo del territorio, sono stati inviati dalla Centrale Operativa in via Noris, dove un cittadino aveva segnalato un furto in atto su autovettura.

Arrivati sul posto, i Carabinieri hanno effettivamente notato lungo la strada indicata una Smart, sollevata con un crick manuale, a cui avevano rubato le ruote anteriori. Durante il sopralluogo, poco lontano, i militari hanno visto un’utilitaria allontanarsi dalla zona a gran velocità, decidendo, quindi, di fermarla per un controllo: alla guida dell’auto è stato trovato il 24enne che stava trasportando le due ruote appena rubate dalla Smart, altre parti meccaniche e alcuni arnesi.

Allargando gli accertamenti sul suo conto, i Carabinieri hanno individuato un garage di cui il giovane ladro aveva la disponibilità, ubicato in via Biroli a Ciampino, dove è stato scoperto un vero e proprio magazzino di pezzi di ricambio per auto ritenuti rubati su auto in sosta.

Sono state sequestrate complessivamente 24 ruote – complete di cerchi e pneumatici – e numerosi fari, volanti, cruscotti e parti di carrozzeria provenienti da auto Smart e Volkswagen, che il 24enne rivendeva anche su alcune piattaforme online e su cui i militari stanno eseguendo i dovuti accertamenti.

Per il giovane sono scattate le manette ai polsi ed è stato trasferito in caserma, dove attende di essere sottoposto al rito direttissimo.

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