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Castelli Romani

Nuovo Ospedale dei Castelli Romani, M5S lancia l’allarme: “Un contenitore senza servizi ne collegamenti”

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Il Movimento Cinque Stelle di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Frascati, Genzano, Lanuvio, Marino, Rocca di Papa e Velletri evidenzia delle problematiche riguardo Il Nuovo Ospedale dei Castelli attraverso una nota ben articolata e argomentata.

“Ma è proprio vero, o si tratta della solita sparata propagandistica?
La verità sembra essere un po’ diversa. Il progetto originario prevedeva la realizzazione di un Policlinico collegato ad una Università, che sembra oggi essere la configurazione più adeguata per dotare un territorio di veri servizi di eccellenza sanitaria, tali da decongestionare l’area della Capitale ed evitare il cosiddetto “turismo sanitario”.

Ma tale progetto virava rapidamente verso una struttura di pura razionalizzazione dei servizi già esistenti, distribuiti su Ospedali di prossimità (Albano, Genzano, Ariccia), che venivano rapidamente chiusi. Oggi abbiamo una oggettivamente bella struttura edilizia (sostanzialmente, un “contenitore”) nella quale sono stati trasferiti i servizi, il personale e gli apparati degli Ospedali chiusi. 
Nessun nuovo servizio, nessun collegamento con una VERA Università od un Centro di ricerca.Con in più tutti i problemi di un avvio non facile (integrazione dei servizi e del personale degli ospedali chiusi, attivazione degli apparati traslocati, attrezzaggio dei nuovi spazi, etc).
Esiste, poi, il problema del collegamento e dell’accessibilità del nuovo ospedale con i Comuni serviti, dal litorale al quadrante sud-est dei Castelli, per un bacino di utenza di almeno 300 mila persone: nessun intervento significativo sulla già critica viabilità dell’area è stato realizzato, né si sa cosa e quando verrà effettivamente fatto.

Ma un altro punto ci preme sottolineare: l’accentramento dei servizi verso il nuovo ospedale non è stato accompagnato da un rafforzamento di tutte le strutture sanitarie territoriali di prossimità (Unità di Cure Primarie, Ambulatori di Cure Primarie,  ambulatori infermieristici, case della salute), che vanno create ex novo o messe a regime, altrimenti si viene a creare un nuovo intasamento di malati cronici che migrano verso questo polo dei Castelli , mal collegato, con grave disagio per tutti gli abitanti di un territorio così vasto.Insomma, oggi i Cittadini dei Castelli, hanno un servizio sanitario MENO EFFICACE di quello di cui disponevano prima della chiusura degli Ospedali preesistenti:- oggi sono disponibili solo un terzo dei posti letto previsti- c’è carenza di personale in tutti i reparti- non tutti i servizi preesistenti sono operativi- c’è un “effetto imbuto” sulla viabilità per l’utenza, che prima si distribuiva sugli ospedali di prossimità chiusi- non esiste ancora un vero pronto soccorso funzionale alle esigenze del territorio e per le vere emergenze occorrerà continuare ad andare a Roma.Chiediamo quindi:- che il nuovo ospedale venga rapidamente reso operativo con TUTTI i servizi ed i posti letto degli ospedali chiusi- che venga affrontato e risolto il tema dei servizi sanitari di prossimità, da distribuire nel territorio, a partire dai Comuni dove i vecchi ospedali sono stati chiusi, da integrare organizzativamente con il nuovo ospedale- che venga finalmente affrontato il problema dei collegamenti dell’area, attraverso un organico piano delle infrastrutture viarie e ferroviarie, che vanno adeguatamente potenziate”
Gli Attivisti del MoVimento 5 Stelle di Albano Laziale, Ariccia, Castel Gandolfo, Ciampino, Frascati, Genzano, Lanuvio, Marino, Rocca di Papa e Velletri

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Ciampino, verso il nuovo governo: proposte programmatiche e appelli alla cittadinanza

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CIAMPINO (RM) – Il prossimo 26 maggio 2019, dalle 7 alle 23, si apriranno le urne a Ciampino per eleggere il prossimo governo che dovrà amministrare la città per i prossimi 5 anni. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta del Sindaco avrà luogo nel giorno di domenica 9 giugno 2019. Per poter votare l’elettore deve recarsi nella sezione in cui è registrato (indicata sulla tessera elettorale) munito di un documento di riconoscimento e della tessera elettorale.

Cliccare sull’immagine del candidato per sentire le proposte programmatiche

Giorgio Balzoni candidato a sindaco Ciampino [Partito Democratico]
Daniela Ballico candidata a sindaco Ciampino [Coalizione centrodestra]
Carmen Pizzirusso candidata a sindaco Ciampino [CasaPound]
Marco Bartolucci candidato a sindaco Ciampino [M5S]
Gabriella Sisti candidata a sindaco Ciampino [Per Ciampino]
Dario Rose candidato a sindaco Ciampino [Coalizione Diritti in Comune]

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Castelli Romani

Albano Laziale, partita la 32 ima “Staffetta della Solidarietà”

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ALBANOLAZIALE (RM) – Questa mattina è partita da Piazza Costituente la 32 ima Staffetta della Solidarietà, organizzata dalla locale sezione dell’Associazione Nazionale Bersaglieri con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale.

Il ricavato dell’evento sosterrà l’Associazione Italiana contro Leucemia – Linfomi e Mieloma. La staffetta, partita da Albano Laziale, giungerà a Matera, dove domenica prossima si svolgerà l’annuale raduno del Corpo dei Bersaglieri.

L’apertura della manifestazione è avvenuta alla presenza del Sindaco Nicola Marini e degli studenti delle scuole primarie e secondarie del territorio.

Il primo cittadino ha commentato: “Siamo orgogliosi che ogni anno un evento di così grande valore sociale come la Staffetta della Solidarietà abbia il via dalla nostra città. Un ringraziamento particolare alla sezione territoriale dell’Associazione Nazionale Bersaglieri per l’organizzazione dell’iniziativa che porterà il nome di Albano Laziale lungo il percorso fino all’arrivo a Matera”.

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Raggi a Ciampino attacca Salvini: “Non credete a chi vi dice vengo e butto giù tutto con una ruspa”

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L’obiettivo del “piano di indirizzo di Roma Capitale per l’inclusione delle popolazioni Rom, Sinti e Caminanti”, preparato dalla Giunta Raggi è stato ben espresso con poche parole dalla stessa sindaca Virginia Raggi a Ciampino durante il suo intervento in favore del candidato a sindaco Marco Bartolucci.

Una delibera approvata nei giorni scorsi dalla giunta stabilisce «che le azioni finalizzate alla chiusura del villaggio attrezzato di Castel Romano dovranno concludersi inderogabilmente entro il 18 giugno 2022». Si va dunque verso  la chiusura dei campi della Barbuta, della Monachina e di Castel Romano, insieme a quello di via Salviati. Ma vediamo cosa ha detto Raggi a Ciampino sul campo rom La Barbuta.

“Un tema che sentiamo tutti molto è quello del campo rom La Barbuta. Quello che l’amministrazione sta facendo è stato un cambiamento totale sui campi rom che non chiamiamo nomadi ma rom e quando qualcuno vi dice che dobbiamo spedirli al paese loro rispondiamogli che al paese loro ci stanno già. Però con questa scusa barbara dell’etnia – ha proseguito Raggi –  hanno deciso anni fa di creare questa sorta di finta emergenza nomadi e hanno deciso di chiudere queste persone all’interno di campi. In questi campi ci sono situazioni di criminalità dove si spaccia, c’è ricettazione, prostituzione e furti. Sono dei ghetti. Come pensiamo noi di aiutare le persone che vogliono uscire da quella situazione se continuiamo a lasciarle li dentro? Non posso rassegnarmi a pensare che un bambino rom abbia come unico modello di vita il modello di vita dei campi perché è segnato. Chi delinque deve essere condannato dovrebbe andare in carcere e non agli arresti domiciliari nei campi ma  chi vuole un’altra possibilità dovrebbe accedere a un patto di collaborazione con l’amministrazione nel quale i bambini si impegnano ad andare a scuola. Se si ha diritto si accede a una casa popolare e se non si ha diritto abbiamo comunque previsto dei sussidi, un affitto. Ci sono una serie di misure per permettere a queste famiglie di uscire dai campi per chi vuole integrarsi. Non possiamo fare distinzioni in base all’etnia, la nostra Costituzione per fortuna lo vieta. E la Costituzione ha un senso  e sulla Barbuta e Monachina ci sono fondi Europei e c’è un censimento in corso. Non credete a chi vi dice vengo e butto giù tutto con una ruspa, con la ruspa non si risolvono i problemi! Il sistema dei campi costa ai romani ben 20 milioni di euro l’anno ma se queste persone iniziano a lavorare e pagare le tasse non pagheremo più tutti questi soldi”.

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