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La legge di Bilancio 2026, dal valore complessivo di circa 22 miliardi di euro, è pronta ad approdare nell’Aula del Senato dopo il via libera della Commissione Bilancio. I lavori nell’emiciclo di Palazzo Madama inizieranno lunedì mattina alle 9.30, con l’obiettivo di chiudere l’iter a Palazzo Madama già nella giornata di martedì.
Sul piano politico il Governo esclude tensioni interne. In particolare, sul capitolo previdenza, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha chiarito che non sono previste modifiche restrittive: «Nessun rischio di crisi di governo. Alcuni tecnici avevano ipotizzato di allungare l’età pensionabile nei prossimi anni, caricando ulteriori mesi sulle spalle degli italiani. Ho detto di no».
Fisco e imprese: Irpef e iperammortamento fino al 2028
Tra le misure di maggiore impatto macroeconomico spicca la riduzione della seconda aliquota Irpef, che scende dal 35% al 33% per i redditi fino a 50 mila euro, insieme agli interventi su rottamazione, affitti brevi, settore bancario e assicurativo, bonus edilizi e sostegni alle famiglie.
Sul versante degli investimenti produttivi, il testo approvato in Commissione conferma il prolungamento dell’iperammortamento fino al 30 settembre 2028 per gli investimenti in beni strumentali. L’agevolazione sarà modulata per scaglioni:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni;
- 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni.
La misura si applicherà agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, a condizione che i beni siano prodotti in uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, rafforzando così la dimensione industriale e comunitaria dell’incentivo.
Spending review: tagli a Rai e Fondo Sviluppo e Coesione
Sul fronte della copertura finanziaria, la manovra prevede una riduzione di 10 milioni di euro per la Rai e un intervento più consistente sul Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (Fsc). Le risorse del fondo vengono ridotte di 300 milioni nel 2026 e di 100 milioni annui nel 2027 e 2028.
Una scelta che ha già suscitato critiche. Secondo la senatrice Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva a Palazzo Madama, «tagliare il Fsc significa con una mano compensare il caro materiali e con l’altra togliere risorse alle opere».
Trasporti e territori: stop all’addizionale negli scali minori
Una novità riguarda gli aeroporti minori dell’Emilia-Romagna. A partire dal 2026 non si applicherà l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco negli scali di Rimini, Forlì e Parma, purché con traffico inferiore ai 700 mila passeggeri annui. In contropartita, la Regione verserà allo Stato 1,9 milioni di euro l’anno.
Sempre in ambito infrastrutturale, la manovra prevede un contributo straordinario di 1,2 milioni di euro alla Provincia di Potenza per il ripristino della viabilità sulla ex SS 93 e della linea ferroviaria Foggia–Potenza.
Sicurezza e politica estera: risorse su Russia e sedi diplomatiche
In un contesto geopolitico segnato dalle tensioni con la Russia, la legge di Bilancio introduce un capitolo dedicato alla sicurezza strategica. È previsto un finanziamento di 200 mila euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027 alla Fondazione Med-Or, destinato a ricerche e studi sull’attività di influenza russa in Europa e Nord Africa, con focus su rischi militari, sabotaggi di infrastrutture critiche, interferenze elettorali e infiltrazioni nel sistema politico-mediatico.
Sempre in ottica di tutela degli interessi nazionali, dal 2026 vengono stanziati 4,7 milioni di euro aggiuntivi all’anno per rafforzare e stabilizzare il contingente dell’Arma dei Carabinieri impegnato nella sorveglianza e nella scorta delle sedi estere.
Il calendario: corsa contro il tempo per evitare l’esercizio provvisorio
Secondo la tabella di marcia, l’approvazione al Senato è attesa entro martedì. Subito dopo, il testo passerà alla Camera dei Deputati. A Montecitorio la discussione generale inizierà il 28 dicembre, mentre il 29 dicembre il Governo porrà la questione di fiducia. Il voto finale è previsto per martedì 30 dicembre.
L’obiettivo resta quello di ottenere il via libera definitivo entro il 31 dicembre, scongiurando il ricorso all’esercizio provvisorio, scenario che l’Esecutivo intende evitare sia per ragioni di stabilità finanziaria sia di credibilità istituzionale.