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Omicidio Teresa e Trifone: il video che ha incastrato Giosuè Ruotolo. I retroscena nell’intervista all’ing. Paolo Reale consulente tecnico per la Procura di Pordenone

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Lo scorso 1 marzo la Corte d’assise di Appello di Trieste ha confermato la condanna all’ergastolo per Giosuè Ruotolo, accusato del duplice omicidio della coppia di fidanzati, Teresa Costanza e Trifone Ragone, uccisi a colpi di pistola la sera del 17 marzo 2015 nel parcheggio del palazzetto dello sport di Pordenone. In primo grado il pm Pier Umberto Vallerin aveva sottolineato che Ruotolo, unico imputato, aveva “commesso gli omicidi per salvare la sua carriera” e che “l’odio verso Trifone e la gelosia verso Teresa lo avevano assalito già da tempo.

Togliendoli di mezzo sparivano due rivali, due minacce viventi, due persone verso cui covava odio già da tempo”. Quattro mesi prima del delitto, Ruotolo sarebbe stato picchiato da Ragone e minacciato di essere denunciato. Lo scontro sarebbe avvenuto dopo che Trifone aveva lasciato la casa in cui viveva con Giosuè e altri due commilitoni e Ruotolo aveva aperto un profilo Facebook anonimo con il quale inviava messaggi a Teresa Costanza sotto il nome “Annalisa”, chiamandola “cornuta” e dicendo di essere un’amante di Trifone.

I consulenti nominati dalla Procura gli ingegneri Giuseppe Monfreda e Paolo Reale hanno svolto un lavoro di ricostruzione consistito nel ripercorrere ‘a ritroso’ gli spostamenti del runner e dell’Audi A3 per stabilire, adottando condizioni e tolleranze a favore di Giosuè Ruotolo, quali potessero essere i momenti in cui sono avvenuti i passaggi nel parcheggio dove è avvenuto il duplice omicidio.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 7/3/2019 con i filmati esclusivi utilizzati dai consulenti della Procura di Pordenone

Nella consulenza tecnica consegnata alla Procura Monfreda e Reale hanno dunque confermato la piena ricostruzione della tesi accusatoria evidenziando il momento in cui l’auto Audi A3 di Ruotolo abbandona il parcheggio, subito dopo che è stato commesso il duplice omicidio, confermando quindi, tempistica, spazi, velocità, che aderiscono in modo significativo anche alle testimonianze. Al contrario, nel tentativo di cercare una possibile soluzione alternativa, ovvero ipotizzando che l’Audi A3 di Ruotolo abbia abbandonato la scena del crimine prima che avvenisse il duplice omicidio, i due consulenti della Procura giungono a situazioni catalogate come altamente improbabili, in quanto non confortate in alcun dato oggettivo raccolto (velocità, tempi,spazi percorsi), oltre al dato inevitabile che –alla luce delle testimonianze convergenti acquisite-­‐ un’altra Audi A3 avrebbe dovuto raggiungere lo stesso parcheggio appena dopo l’abbandono di Ruotolo, senza essere stata ripresa da alcuna telecamera del circuito di Pordenone. Per questo, l’ipotesi difensiva è apparsa ai consulenti come inverosimile, e non ancorata a dati rilevabili ed oggettivi a supporto della stessa.

L’avvocato di Giosuè Ruotolo, Roberto Rigoni Stern, ha comunque annunciato il ricorso in Cassazione: “Noi ci avevamo creduto, – ha detto il legale – convinti che fossero molto importanti gli argomenti che abbiamo portato: nessuna prova scientifica, nessuna certezza sulla presenza sulla scena del delitto dell’imputato, l’assenza di un movente: elementi fondamentali”.

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Politica

Conte in Puglia: “La mia esperienza di Governo termina con questa”

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Il premier Conte a Lecce non pensa ad una nuova esperienza di governo né ad una strategia per salvare il Movimento 5 stelle. “Io personalmente l’ho detto, non ho la prospettiva di lavorare per una nuova esperienza di governo. La mia esperienza di governo termina con questa. Quello che dobbiamo fare sino all’ultimo giorno in cui avremo questa responsabilità, è lavorare incessantemente, senza sosta, con la massima concentrazione per individuare e selezionare gli interessi degli italiani e perseguirli”. “Non esiste e non ha senso per me pormi un problema di strategia per salvare il Movimento. Innanzitutto – ha rilevato – il Movimento, per carità stiamo parlando di sondaggi, ma voi mi insegnate che i sondaggi di oggi potrebbero essere smentiti nella prospettiva di una votazione di domani o dopodomani. Non è questione di sondaggi, la cosa migliore per me personalmente, per tutti gli esponenti del M5s e quindi per il leader politico, ma anche per gli esponenti della Lega, è quella di lavorare”. E il premier affronta uno dopo l’altro i nodi che la comunità pugliese deve affrontare: la xylella, il Tap, i problemi di salute derivanti dall’ex Ilva.

XYLELLA. “Ho innanzitutto ascoltato gli olivicoltori che ho incontrato. Ho ascoltato le loro istanze che già conoscevamo, evidentemente. Ho assicurato loro che il dialogo con il Governo continua, da molti anni questo problema si trascina. E posso dirlo, è uno scandalo perché si è ingigantito a tal punto, noi stiamo parlando non di una pianta ma dell’immagine storico-culturale di queste comunità. L’ulivo identifica tutta quest’area. Questa tragedia che si è diffusa andava estirpata, aggredita prima“. “Siamo disponibili a potenziare le misure già adottate, gli stanziamenti già adottati che sono 30 milioni diventeranno 150milioni nel 2020, altri 150 milioni nel 2021. Chiederemo anche altre risorse all’Ue”. “Non è però solo un problema di risorse. Dobbiamo elaborare – ha rilevato il premier – un piano, un progetto, non solo con misure urgenti per facilitare l’eradicazione delle piante infette, dobbiamo anche lavorare con misure di sostegno per gli olivicoltori, per i braccianti, per tutto l’indotto coinvolto. Dobbiamo anche pensare a come rilanciare questi territori. Non solo da un punto di vista economico produttivo, ma anche di rilancio dell’immagine”.

TAP. Trenta milioni di investimenti per la comunità locale salentina in cui approderà il gasdotto Tap. E’ quanto annuncia il premier Giuseppe Conte .Sulla vicenda del gasdotto Tap “con la comunità di Melendugno ci ho messo la faccia, sono stato chiaro. Adesso – spiega il capo del Governo – sto lavorando, non perché penso che bisogna compensare quella comunità, perché chi ritiene di aver subito una ferita, quella ferita la manterrà sempre e non si accontenterà di una misura compensativa. Ma io come responsabile dell’autorità di governo, ho l’obbligo di pensare a misure per il rilancio di quella comunità. Queste misure stanno arrivando. Ho un pacchetto. Ho invitato il sindaco a confrontarsi, perché lui ha una grande responsabilità. E’ responsabile di una comunità locale. Gli ho detto di venire, ha declinato l’invito. Lo ritengo uno schiaffo non al presidente del Consiglio, ma alla comunità locale”.

EX ILVA.  “Siamo perfettamente consapevoli che il problema della salute permane. Dobbiamo cercare di intervenire ancora più efficacemente”. Così il premier Giuseppe Conte ha risposto ad una domanda dei giornalisti sull’Ilva di Taranto a margine di un incontro a Lecce. “Il problema di Taranto è serio. Vorrei ricordare – ha aggiunto – che questo governo, dall’inizio il vicepresidente Di Maio, con il mio pieno appoggio, abbiamo lavorato per cercare di risolvere il problema dell’Ilva. Vorrei ricordare un dato di fatto: noi ci siamo ritrovati con l’aggiudicazione di una gara. Il vicepresidente Di Maio, ha fatto l’impossibile. A gara già aggiudicata è riuscito a ottenere, una volta accertata alla luce dei pareri acquisiti che era impossibile rimettere in discussione quella aggiudicazione, ha ottenuto qualcosa di impossibile”.

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Costume e Società

Felici oggi

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All’interno un piccolo esperimento per iniziare una trasformazione totale di noi stessi

A cura del Dott. Giovanni Piersanti

Quando cominciamo a diventare più autentici, più in sintonia con noi stessi invece che focalizzati su cose esterne, la felicità arriva automaticamente.

Cosa ci rende felici? Come essere felici?

L’obiettivo non è la felicità fine a se stessa, ma una trasformazione totale di noi stessi. Divenire più autentici, trasformare le nostre emozioni vivendole nella semplicità.

Quattro chiavi per focalizzarci e sviluppare la felicità dentro di noi

  1. L’allegria

È indispensabile avere un atteggiamento festoso, celebrativo, allegro. Riuscire a vivere la vita come una grande risata, renderà più facile scoprire il proprio “sé”, la propria vera essenza. Se vivi la vita come dolore e tristezza, diventa un peso ed allora è difficile vedere la qualità e la bellezza di questa opportunità che viene data all’essere umano. La tristezza è solo un’abitudine. Anche l’allegria può essere coltivata come un’abitudine. Dobbiamo solo iniziare a cercare nella vita le cose che sono piene di luce, non di buio, perché il modo in cui guardiamo la vita ha un effetto su ciò che si sviluppa dentro di noi. Se vediamo luce e radiosità dappertutto, ci sentiamo leggeri, irradiamo luce e proviamo gioia. Il significato della vita dipende da come la interpreti: “lascia andare la tristezza e dì si alla gioia. Lascia che la vita sia una melodia”.

  • La compassione

Di solito, quando guardiamo le persone, i nostri pensieri sono più di critica che di semplice osservazione o di empatia. C’è un cuore anche dentro le persone peggiori e se siamo capaci di vederlo diventiamo più compassionevoli, non si tratta di pietà, che ci fa sentire superiori e ci spinge a cercare di cambiare l’altro o aiutarlo. L’empatia e la compassione implicano accettazione delle persone per ciò che sono. Comprendere la compassione sviluppa la felicità che puoi diffondere agli altri e, a sua volta, tornarti amplificata. Se al contrario, continuiamo ad essere crudeli, critici e pieni di pregiudizi, alimentiamo la nostra ed altrui infelicità: diventiamo ciò su cui si focalizzano i nostri pensieri.

  • L’amorevolezza

Buoni amici e compagnie hanno sulla felicità un effetto più grande del nostro…. conto in banca. Relazioni amorevoli e amichevoli agiscono sulla felicità, sulla salute ed il benessere, perché il nostro cervello controlla i meccanismi del corpo responsabili della salute e delle malattie: ciò che la moderna scienza definisce PNEI (psico neuro endocrino immunologia). Proprio come lo stress può dare origine ad una malattia, l’amicizia e la felicità aumentano di molto la resistenza alle malattie, migliorano il sistema immunitario. Tutti abbiamo una sorgente di “amichevolezza” dentro di noi, ma la vita oggi ci dà poche opportunità di svilupparla. Anzi, la maggioranza delle persone non sviluppa affatto questa sorgente e ciò che chiamiamo amicizia è spesso ipocrisia e gentilezza puramente formale. Dovremmo creare costantemente un’atmosfera di consapevolezza amichevole e, magari, fare ogni giorno una cosa per gli altri senza aspettarsi niente in cambio.

  • La Gratitudine

Mugugni e lamentele! Lamentarsi ostacola la vita. Una mente che si lamenta non può essere mai in pace. Ci sono tante cose nella vita di cui essere grati e, focalizzare l’attenzione su queste cose,  ci offre l’opportunità di apprezzare quanti doni ci è dato ricevere. Il semplice respirare è il dono più grande! Esprimere gratitudine ci permette di entrare in uno stato di pace e grande senso di mistero e meraviglia.

Queste quattro chiavi che possiamo sviluppare dentro di noi creeranno un’espansione del nostro vero essere, perché non dipendono dagli altri ma da una nostra libera scelta.

Piccolo esperimento

Per tre giorni, decidere di non brontolare, non lamentarsi di nulla. Se il cibo non è buono, se le cose non vanno come vorremmo, se fa freddo o caldo, se abbiamo mal di testa  o qualche dolore,  per tre giorni  lasciamo perdere le nostre abitudini. “Quel che è, è, comunque sia è quel che è”. Sarà una piacevole sorpresa!

Giovanni Piersanti

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Costume e Società

L’età della pietra è fra di noi: i Greta friendly, danzatori della pioggia della Generazione X

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Il 15 marzo scorso nelle piazze delle città principali d’Italia e non solo, si è consumato un vecchio rito medioevale  che si pensava appartenesse ai tempi “bui” della preistoria, tempi che ci si augurava non sarebbero più tornati. Nell’antico Egitto si praticava la cultura della “danza della pioggia” e nelle culture slave esistevano balli dedicati alla dea Perperuna, richiamando la caduta della pioggia e la purificazione della terra dagli spiriti maligni. Oggi, la generazione del millennio ha affidato questo gravoso compito ai giovani studenti, che guidati dal guru Greta, li ha fatti marciare, implorando gli dei di concedere a questa umanità condizioni climatiche più miti. Ora si aspetta con ansia il responso della dea Perperuna. Scriveva lo storico russo Oleg Chlevnjuk: “Bisogna marciare compatti, eliminando, in ogni senso, ogni residuo del passato.

Barney: Wilma dammi la clava-Triptorelina  che devo bloccare la pubertà a Ciottolina

Proprio qui sta l’ incoerenza della generazione millennio, anziché eliminare ogni residuo sta proprio ripiombando nell’era preistorica, promuovendo ed abbracciando principi ed usi di quell’era remota. L’uomo preistorico esce dalla sua caverna, questa volta non con la clava ma con la siringa pronta ad iniettare una dose di Triptorilina a degli adolescenti per bloccare loro la pubertà e disporli alle novità del “gender policy”. Qui non ci sono i Greta friendly per difendere la natura ma i cavernicoli moderni con tanto di via libera del Comitato di Bioetica , ribellandosi contro la natura e con la presunzione di fermarne il corso naturale.

La “dolce morte” ed i sepolti vivi della cultura persiana dei tempi di Erodoto

La propensione della generazione millennio verso culture e riti appartenenti a tempi passati emerge anche nell’accanimento verso l’eutanasia. In un interessantissimo studio di Emanuele Vaj, “Riti funebri degli indiani d’America”, capitatomi per caso, trovo il seguente passaggio: “Tra i Comanche, i vecchi e gli ammalati venivano abbandonati da tutti ad eccezione delle loro famiglie, non già per crudeltà ma nella convinzione che gli spiriti stavano invadendo i loro corpi.” Quanta coincidenza con la “pietas” dei fautori della “dolce morte” verso i sofferenti e gli anziani stanchi della vita! Il millennio scivola verso la cultura persiana attestata da Erodoto e cioè l’usanza rituale della sepoltura di persone vive e questa volta come offerta a qualche “ragione umanitaria”. Fino a qualche decennio fa l’Italia era un paese di fede cattolica. Un vento forte laicista ha spazzato via le buone pratiche di una civiltà cristiana e gradatamente sta confezionando un essere libero, libero e senza regole  come il suo antenato che vagava tra le caverne. Libero e senza legami.

La famiglia da smantellare e un “divorzio breve” per facilitare la sua  disgregazione

Verità naturali vengono contestate e dire che la procreazione che scaturisce dall’unione di un uomo con una donna rischia di finire al rogo, fine di tutti gli eretici. Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.

I tempi di Wilma e Barney, di Fred e Betty rivivono fra di noi

La vita ha perso il suo valore  peggio di quello che ha fatto la lira contro l’euro. Per la Generazione X, un cane randagio fa più pena che un bambino abortito e gettato nel bidone dei rifiuti. Gli aborti non si contano, sono milioni di vite che mancano all’appello. Anche nelle lontane culture precolombiane e come si legge con più enfasi in quelle mesoamericane e sudamericane i sacrifici dei bambini è ben documentato sia da rilievi archeologici che da fonti scritte. A titolo esemplificativo si possono documentare interi scheletri di neonati e di feti, oltre a femori e crani smembrati rinvenuti presso la torbiera sacrificale di El Manati, oltre ad altri referti macabri rinvenuti nella regione Maya di Comalcalco. Bene dice il Siracide – 9  Ciò che è stato sarà e ciò che si è fatto si rifarà; non c’è niente di nuovo sotto il sole.

Il passato è fra di noi, l’uomo è libero, senza vincoli e senza legami

Scippi e violazioni di domicilio privato riempiono la cronaca giornaliera della stampa e fatti delittuosi non allarmano più le coscienze. L’uomo con la sua clava abbatte chiunque gli ostacola la rapina o il furto  ed il ragazzo bullo del quartiere terrorizza la scolaresca e osa minacciare il suo professore. Il Giudice supremo giudica, analizza, pondera e poi concede leattenuanti generiche. Motivo della concessione dell’attenuante perché il criminale  ha agito preso da una tempesta emotiva. Fu questa la  tempesta che invase Caino il giorno che uccise suo fratello Abele? Chi non la pensa come loro o è xenofobo, o è omofobo, o è razzista, o è fascista. Ancora si sente l’eco della voce sonora di Amedeo Nazzari nella Cena delle Beffe: Chi non beve con me peste lo colga. Oggi si sente dare dell’omofobo oppure dello xenofobo, del fascista oppure del razzista.

Nei tempi bui si trascinavano nelle arene i “fanatici cristiani”

Nel medioevo venivano timbrati con segni d’infamia, ebrei, saraceni,eretici, lebbrosi, la popolazione dei cagots al confine franco-spagnolo e  le prostitute. I fautori del dilagante “pensiero unico” non stanno facendo altro che copia incolla del medioevo. Ogni era ha avuto i suoi discriminati e i sopranominati  sono le categorie marginali che più di tutte hanno subito nel Medioevo questo tipo di discriminazione.

Ha ragione Siracide, nulla cambia, oggi come ieri

L’Italia langue e chi pensa di risolvere il suo malessere spostando la lancetta del tempo indietro nell’ora degli antenati Wilma e Barney, Fred e Betty, a noi familiari perché animati nella produzione di Hanna-Barbera, sbagliano. Non si può, perché  si rischia di peggiorare la situazione.

L’occhio al futuro lo sguardo al passato

Il paese sente il vuoto di grandi uomini imprenditori e politici come Enrico Mattei, come gli Agnelli, il Ferrari, il Del Vecchio e l’Adriano Olivetti , solo per citarne alcuni, personaggi capaci di trainare il paese verso la crescita economica ed un sviluppo tecnologico. I moderni predicatori  del pensiero unico sinistroidi e radical chic, hanno creduto di portare progresso, lavoro, welfare, sanità e sicurezza  con la loro eutanasia, unioni civili, uteri in affitto, divorzi brevi e quant’altro.

Non sono questi, certo, i temi in cima ai pensieri degli italiani. Se questa è l’agenda che si prospetta in alternativa, allora la ripresa dell’Italia deve attendere ancora.

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