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Economia e Finanza

Opere d’arte, l’Italia segna un 45% di aumento di investimenti, ma attenzione ai falsi

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Da secoli, l’arte è considerata non solo qualcosa che rende più bella la nostra vita e le sale di case e palazzi, ma anche un ottimo modo per investire i propri soldi. Lo sapeva già nel XV secolo Lorenzo de’ Medici, tra i più grandi mecenati del rinascimento, che riempì il suo palazzo di opere di grandi artisti, e, ancora oggi, questo mercato continua a dare i suoi frutti.

Negli ultimi 10 anni, il settore ha raddoppiato il suo valore, confermandosi uno dei più frenetici, al punto che l’arte non è più vista solo come una passione, ma come un modo per far fruttare i propri risparmi.

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Arte vera o falsa? Come acquistare o vendere in sicurezza.
Ospiti della trasmissione Officina Stampa il M° Elvino Echeoni pittore e scultore e direttore artistico mondo dell’arte e Nazzareno Trevisani co-fondatore di #Artistrating

Fino a poco tempo fa, infatti, gli investitori sceglievano di comprare arte spinti dalla propria passione personale (40%), mentre oggi, oltre la metà dei “mecenati” (65%) scelgono questo campo poiché ritenuto affine ai loro interessi personali, ma con una crescente attenzione al ritorno dell’investimento. Anche dal lato dell’acquirente finale, è aumentata la percezione del valore delle opere. Ne tiene conto l’89% dei compratori, mentre l’11% si limita a scegliere in base al proprio gusto personale, seguendo la ricerca del bello.

Si stima che negli ultimi 4 anni l’investimento in opere d’arte sia cresciuto del 45% in termini di valore.

Si tratta, infatti, si un settore redditizio, che presenta il vantaggio di possedere oggetti di inestimabile bellezza, ma che, come tutti gli altri, non risulta privo di rischi. Oltre a doversi confrontare con le oscillazioni economiche globali, c’è il rischio di finire vittima di truffe e acquistare qualcosa di dubbia provenienza, il cui valore potrebbe essere stato gonfiato a dismisura. Solo nel 2018, i Carabinieri del nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno provveduto al sequestro di ben 1.232 falsi, di cui 953 erano copie di opere di artisti moderni e contemporanei.

“Riconoscere un falso non è semplice per chi non ha un occhio particolarmente allenato, mentre per chi è del settore, ci sono dei tratti rivelatori che fanno comprendere l’autenticità dell’opera. – ha commentato Jean-François Cazeau, noto mercante d’arte francese con una storica galleria d’arte a Parigi, nel quartiere Le Marais, e una seconda a Sanremo, inaugurata circa un anno fa – Per evitare questi problemi, è necessario rivolgersi a professionisti qualificati e competenti dei diversi settori del mercato, come le gallerie d’arte, che mettono in gioco il proprio nome e la propria reputazione in ogni transazione.”

“Una volta arginata questa questione, il mercato dell’arte si conferma un ottimo modo per far fruttare il proprio capitale. – prosegue Cazeau – Ad esempio, il valore dei multipli di Picasso, come le incisioni e le linoleografie, è cresciuto del 200% tra il 2000 e il 2015. Quando si acquistano opere d’arte, si entra in possesso di un bene fisico, il cui prezzo, come per tutti gli altri, può variare a seconda del contesto economico globale, ma che, che, anche in caso di una generale contrazione dei mercati, trova sempre un livello di crescita stabile. Artisti storici come Picasso, Giacometti, Mirò, Matisse ecc, hanno fatto registrare una crescita costante, con una media del 10% ogni anno. Per quanto riguarda le opere d’arte contemporanea, il discorso è un po’ più complesso, poiché si tratta di un mercato in cui operano artisti tutt’ora in attività. La crescita dell’artista deve essere attentamente monitorata, secondo criteri precisi, che, quindi, richiedono molta esperienza e conoscenze specifiche”.

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Economia e Finanza

Milano, all’UniCredit Tower Hall il rapporto sul turismo enogastronomico 2020

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MILANO – UniCredit è sponsor del Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2020, la ricerca più completa sulla domanda e sull’offerta del settore, promosso e realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico

Il rapporto verrà presentato il 29 gennaio alle 15.00, presso UniCredit Tower Hall (via Fratelli Castiglioni 12 a Milano)

Si parlerà dell’offerta di prodotti e servizi del settore, scenario europeo nel contesto italiano, prodotti d’eccellenza, strategie di crescita, intermediazione, caratteristiche della domanda con focus sui turisti enogastronomici, impatto sul settore, influenze sociali, ecc.

Saranno presenti Massimo Costantino Macchitella (UniCredit), Roberta Garibaldi (coordinatrice della ricerca nonché massima esperta di turismo e cultura, docente presso l’Università degli Studi di Bergamo e consulente di UniCredit all’interno del programma Made4Italy), Bruno Bertero (PromoTurismoFVG), Giorgio Palmucci (Presidente Enit), Alberto Lupini (Direttore responsabile Italia a Tavola).

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Castelli Romani

Porchetta di Ariccia: la famiglia Cioli, 4 generazioni di eccellenza

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Era il 1917 quando Ovidio Cioli, all’età di 17 anni, ebbe l’intuizione geniale di acquistare un maiale, disossarlo, condirlo con aromi naturali, quali sale, pepe, aglio e rosmarino, e in seguito ricucirlo e cuocerlo ad alte temperature.

E dalla sua geniale intuizione ebbe origine l’attuale “porchetta” di Ariccia.  Una vera e propria eccellenza del “Made in Italy”.

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Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 16/01/2020

Oggi i fratelli Cioli, Fabio e Gianluca, esportano in tutto il mondo la porchetta di Ariccia, proseguendo così la grande tradizione di famiglia fatta di ben quattro generazioni, dove sono stati tramandati, di padre in figlio, tutti i segreti della produzione di questo prodotto gastronomico unico, di cui l’azienda Fa.Lu.Cioli mantiene intatte la tradizione e la qualità nel grande stabilimento di Ariccia.

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Economia e Finanza

Saldi invernali, Federconsumatori: “Diffidare degli sconti eccessivi”

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Partiti oggi i saldi invernali in Sicilia, mentre nelle altre regioni prenderanno il via dal 4 o dal 5 gennaio.

Ma la stagione degli sconti dovrebbe rivelarsi più fiacca dell’anno scorso, con Federconsumatori che prevede una flessione degli acquisti dell’1,3% rispetto ai saldi 2019, mentre il Codacons si aspetta un “flop totale” con un -10%.

Le famiglie, come è già avvenuto per le spese natalizie, sono più propense a risparmiare, ma a incidere in modo consistente è l’effetto del Black Friday che di anno in anno assorbe una fetta sempre maggiore delle vendite.

Per Federconsumatori, ad approfittare dei saldi sarà solo il 38% delle famiglie (pari circa a 9,3 mln) e la spesa media si aggirerà sui 179 euro per ogni famiglia. Il Codacons calcola che la spesa media a famiglia scenderà a quota 145 euro e appena il 40% degli italiani approfitterà degli sconti.

Primi saldi dal 2 gennaio, spesa media 145-179 euro

“Il Black Friday di fine novembre ha portato milioni di italiani ad anticipare acquisti che prima erano riservati al periodo dei saldi – spiega il Codacons – e così i saldi invernali di tradurranno in una debacle totale: solo outlet e boutique d’alta moda faranno registrare presenze e numeri positivi, ma saranno principalmente i turisti stranieri a fare acquisti”.

Per questo, l’organizzazione dei consumatori liquida come “inutili e obsoleti” i saldi di fine stagione che “andrebbero eliminati del tutto, per fare posto sia a iniziative come il Black Friday, sia alla liberalizzazione degli sconti, lasciando agli esercenti la facoltà di scegliere quando e come scontare la propria merce”.

Anche per Federconsumatori il Black Friday ha ormai definitivamente cambiato le abitudini degli italiani: “se prima le famiglie preferivano rimandare qualche regalo di Natale o il proprio shopping al periodo dei saldi – spiega l’associazione – quest’anno hanno approfittato delle promozioni del venerdì nero, con il vantaggio di avere più probabilità di aggiudicarsi l’articolo desiderato”.

Nel periodo dei saldi, poi, “il rischio dell’inganno è sempre dietro l’angolo e la possibilità che le promozioni si rivelino poco vantaggiose è concreta”, avverte Federconsumatori, ricordando che il cartellino deve indicare sia il prezzo ‘ordinario’ che quello scontato e di “diffidare degli sconti eccessivi, pari o superiori al 60%”.

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