Connect with us

Cultura e Spettacoli

Palermo e Catania: boom di visite per “Le Vie dei Tesori” nonostante il maltempo

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

PALERMO – Un weekend sotto l’acqua, parecchi siti chiusi perché allagati, ma Le Vie dei Tesori colleziona lo stesso numeri importanti. E chiude le visite ai siti di questa edizione a 263 mila presenze a Palermo e 16.150 nei tre weekend a Catania. Anche se i dati definitivi si avranno soltanto dopo il prossimo weekend in cui apriranno gratuitamente e in notturna, i nove siti del percorso arabo normanno dell’UNESCO a Palermo, Monreale e Cefalù. Molte passeggiate rinviate per il maltempo.

Un fine settimana di pioggia torrenziale che ha inondato moltissimi siti, dalle cripte alle catacombe alle camere dello scirocco, senza contare i numerosi luoghi all’aperto e le passeggiate, che infatti, sono state rinviate al prossimo fine settimana, quando è in programma anche la Notte Bianca dell’UNESCO. Ma se venerdì e sabato la pioggia è scesa costante su Palermo e Catania, domenica c’è stata una bellissima “rimonta” con i visitatori che hanno assediato i luoghi e si sono riversati in notturna (mentre scriviamo) anche all’aeroporto di Boccadifalco per un’inedita visita sotto le stelle, sulle note degli ensemble acustici del Brass Group. Palermo ha potuto così registrare 43 mila visitatori che portano a 263 mila presenze totali nei cinque weekend. Ottima anche la performance di Catania che ha raccolto invece 7550 visitatori in questo weekend che, sommati ai precedenti 8600, totalizza in tutto 16.150 visitatori in tre fine settimana che hanno segnato il debutto della città nel festival.

Palermo regala il gradino più alto del podio dei siti più visitati, a Palazzo Alliata di Villafranca che raccoglie 2050 visitatori sciamati nei suoi straordinari saloni barocchi, contro i 1700 scesi nei cunicoli del bunker antiaereo di piazza Pretoria: lunghe code ovunque per l’accesso anche oltre gli orari di chiusura. Tantissima gente ha invece scelto i viali e il giardino d’inverno di Villa Whitaker che ha raccolto 1300 presenze. Sempre piena la Casina Cinese con i suoi 1150 visitatori. Sono andata quasi subito esaurite anche le visite guidate nei siti istituzionali dove si poteva scegliere tra il percorso de Le Vie dei Tesori e l’ingresso gratuito della prima domenica del mese: code lunghissime per l’accesso a Palazzo Mirto, al Palazzo della Zisa, a San Giovanni degli Eremiti. E soprattutto i palermitani, hanno voluto scoprire anche le botteghe che Le Vie dei Tesori ha censito e messo in rete fornendo una mappa aggiornata di vecchi artigiani e nuovi designer.

Sold out in molti luoghi a cui si accedeva soltanto su prenotazione: è piaciuto molto il percorso all’interno dell’aeroporto di Boccadifalco, che in questo weekend è stato possibile visitare anche in notturna; alle Sorgenti del Gabriele e al Grand hotel Piazza Borsa.

E risponde con grande abbondanza anche Catania

dove questo weekend c’è stato il vero exploit del gioiello rococò di Palazzo Biscari, raccontato dallo stesso nobile proprietario: lo hanno scelto 1400 visitatori contro i 1050 che invece hanno deciso di visitare Palazzo Asmundo di Gisira che ha raddoppiato la performance dello scorso finesettimana; seguono da vicino la chiesa più grande della Sicilia, San Nicolò L’Arena (600 contro i 406 dello scorso weekend) dove si poteva ammirare il panorama che arrivava fino all’Etna; e la Cappella Bonajuto (520 visitatori), mentre in 450 hanno scelto la sede istituzionale del Comune di Palazzo degli Elefanti. Esaurite le visite su prenotazione alla cupola della Badia di Sant’Agata e a quella di San Giuliano.

Le Vie dei Tesori si prepara quindi alla Notte Bianca dell’Unesco, dal 9 all’11 novembre a Palermo, Monreale e Cefalù. Le passeggiate che non è stato possibile effettuare, sono state rinviate al prossimo fine settimana.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere
Commenti

Cultura e Spettacoli

Roma, un fine settimana all’insegna dei fumetti: a Testaccio arriva ARF

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Dal 24 al 26 maggio 2019, la quinta edizione del “Festival di storie, segni e disegni

ARF! “Festival di storie, segni e disegni” compie un lustro, conquistando tutti gli spazi espositivi dell’ex Mattatoio di Roma: il Festival, ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi quest’anno si estenderà infatti su più di 10.000 mq, tutti dedicati al fumetto e ai suoi protagonisti!

Oltre all’ampliamento degli spazi, le altre due grandi novità di questa edizione sono la mangARF!, un’area interamente dedicata ai fumetti giapponesi che vedrà la presenza delle case editrici specializzate, un bookshop, una mostra sui trent’anni del manga in Italia e il MANGA CAFE’, uno spazio attrezzato per la lettura dei grandi classici e delle ultima novità e la rafforzata alleanza con il COMICON di Napoli che diventa co-organizzatore e co-produttore della manifestazione.

Tanti gli ospiti internazionali, come Frank Quitely, José Muñoz, Stephane Fert, Bertrand e Hubert Gatignol, Timothé Le Boucher, Stefan Boonen e Melvin e quelli italiani, tra i quali Riccardo Mannelli, Sara Pichelli, Licia Troisi, Casty, Stefano Disegni, Francesco Artibani, Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua, Davide Toffolo, Leo Ortolani, Angelo Stano, LRZN, Gipi, Michela Murgia…

Come sempre non mancheranno mostre di grandissimo prestigio, incontri e confronti con professionisti del settore, Masterclass, Lectio Magistralis e anteprime assolute.

La grande esposizione della quinta edizione di ARF!, destinata agli appassionati di ogni età, è dedicata al mito di TEX e ai suoi settant’anni di imprese memorabili, storie epiche e sfide indimenticabili!

Nell’intenso weekend di attività del 24, 25 e 26 maggio, dalle 10 alle 20, sarà possibile inoltre visitare le mostre esclusive di Giuseppe Palumbo (autore del manifesto di ARF!2019, conosciuto dal grande pubblico per Diabolik e Ramarro), dello scozzese Frank Quitely (uno dei disegnatori più amati del mondo grazie alle sue interpretazioni di personaggi iconici come Superman, Batman e gli X-Men), di Attilio Micheluzzi (tra i più incisivi e originali Maestri del fumetto degli anni ‘70 e ‘80) e di Kalina Muhova e Vinci Cardona, vincitori del Premio Bartoli 2018, il concorso dedicato alle giovani promesse del fumetto italiano, istituito sin dalla prima edizione di ARF!, in memoria dello sceneggiatore Lorenzo Bartoli prematuramente scomparso nel 2014.

Parallelamente, in collaborazione con l’Instituto Cervantes di Roma, ARF! co-produce anche la mostra “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido in programma dal 16 maggio al 29 giugno 2019 presso la Sala Dalì al civico 91 di piazza Navona.

Tra le sezioni del Festival, troveremo l’area dedicata alle opportunità professionali – la Job ARF! – uno spazio dove poter mostrare a editor e case editrici il proprio portfolio con idee, progetti e creatività. Anche quest’anno, la call per gli aspiranti autori ha realizzato un incredibile successo: i lavori inviati per essere sottoposti all’attenzione degli addetti al settore sono state infatti più di 4000.

Per i più piccoli non mancherà la ARF! Kids, il luogo dedicato all’immaginario dei bambini (a ingresso gratuito fino ai 12 anni) con un ricco programma di laboratori creativi curati da alcuni dei più rinomati illustratori italiani e internazionali, letture ad alta voce, disegni, giochi e tanti libri a disposizione di tutti.

Confermate le Masterclass, vere e proprie classi “a numero chiuso” per tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, disegnare e colorare con le superstar del fumetto italiano e internazionale come Gabriele Dell’Otto (talento pittorico tutto italiano della Marvel), Yoshiyasu Tamura (maestro giapponese del Manga), Casty (uno dei più importanti autori contemporanei della Disney), Stefano Disegni (uno dei più popolari autori-disegnatori satirici italiani), Katja Centomo (la disegnatrice di W.I.T.C.H e Monster Allegy), Davide Toffolo (fumettista, e voce e chitarra del gruppo Tre allegri ragazzi morti).

Imperdibili le Lectio Magistralis tenute da tre Maestri del fumetto d’autore: tre appuntamenti in tre giorni (dalle 14.30 alle 16), tre pietre miliari della storia del fumetto si racconteranno mentre disegneranno dal vivo nella Sala Talk.

José Muñoz (la leggenda del fumetto argentino, il creatore di Alack Sinner e altri indimenticabili personaggi), Angelo Stano (il disegnatore di Dylan Dog, l’autore dell’indimenticabile numero 1 ma anche degli albi più amati della serie dell’indagatore dell’Incubo), Riccardo Mannelli (fumettista, illustratore, pittore, disegnatore satirico, insegnante, un Maestro dell’arte visiva al servizio di un talento che ha pochi eguali nel mondo della nona arte), accompagnati rispettivamente da Laura Scarpa, Paulonia Zumo e Adriano Ercolani.

Self ARF! è un vero e proprio Festival nel Festival, una caccia ai tesori underground, un appuntamento imperdibile per immergersi nel mondo delle etichette indipendenti in cui sperimentazione e libera creazione artistica sono le parole d’ordine. In quest’area ad accesso gratuito saranno presenti una selezione di autrici e autori, collettivi e microeditori che scelgono di produrre autonomamente i loro lavori al di fuori delle logiche del mercato editoriale tradizionale con linguaggi e segni grafici estremamente diversi. La Self ARF! è coordinata da Francesca Protopapa & Rita Petruccioli e in questa quinta edizione presenta l’esclusiva mostra di Gloria Pizzilli e Tommy Gun Moretti

L’ARFist Alley è un luogo di incontro fra gli artisti e il pubblico, differente dalle dinamiche delle signing session agli stand delle case editrici o dei negozi. E come la Self Arf!, quest’anno anche l’Alley sarà una “piazza aperta” ad ingresso gratuito, dove incontrare i professionisti del panorama italiano e internazionale, per ammirare e acquistare tavole originali, stampe esclusive, sketchbook e richiedere commission agli autori!

Sin dalla prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, Cesvi, Dynamo Camp e Amnesty International, quest’anno il partner solidale del Festival sarà l’UNCHR (L’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati).

ARF! è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e Azienda Speciale PalaExpo con il sostegno della Regione Lazio e il patrocinio di Biblioteche di Roma, ed è gemellato con il Treviso Comic Book Festival e Lucca Comics & Games.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cultura e Spettacoli

“Five”, il nuovo libro di Carmelo Lavorino: cinque casi di omicidio camuffati da suicidio [Recensione]

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Lo scorso Giovedì alle ore 17,30, presso la libreria Medichini di Roma, il noto criminologo Carmelo Lavorino ha presentato la sua ultima fatica letteraria. Il libro, di circa 360 pagine, si intitola “FIVE”, e riguarda cinque casi di omicidio camuffati da suicidio.

“FIVE” sarà ripresentato giovedì 23 maggio, alle ore 17,00 a Ronciglione (VT), presso la chiesa della “Provvidenza”, al borgo antico, nell’ambito del CUBOFESTIVAL, la manifestazione culturale che tutti gli anni si svolge a Ronciglione.

Il primo caso trattato, intitolato ”Carabiniere suicida per forza, azione esecutiva”, riguarda la morte del brigadiere dei carabinieri Salvatore Incorvaia, risalente al 16 giugno del 1994

Il brigadiere Incorvaia venne ucciso nella zona di Monza, e ritrovato all’interno della sua vettura Audi 80, al posto di guida, nel comune di Vimercate, in campagna. Aveva il cranio trapassato da un proiettile, e fra le mani, appoggiata in grembo, la sua pistola d’ordinanza Beretta 92 SB calibro 9 parabellum. Il brigadiere era in appostamento notturno in borghese in una zona che era notoriamente zona di spaccio di stupefacenti. Nonostante inizialmente si fosse attribuita ad un suicidio, la morte del brigadiere non convinse il padre Giuseppe, ex appuntato dei CC in pensione, né la sorella del brigadiere, Sabrina. Tramite il loro legale, il caso fu affidato al professor Lavorino e al suo team.

Il secondo caso, che Lavorino ha intitolato “Il suicidio del Crocifisso”, riguarda la morte del giovane rappresentante di commercio Mario Natali, del 14 luglio del 1998.

Natali fu ucciso all’interno della sua villa di Valentano, in provincia di Viterbo, da qualcuno che vi si era introdotto rompendo il vetro di una finestra. Natali, notata la finestra rotta, aveva subito chiamato i carabinieri di Tuscania, competenti per territorio, denunziando il fatto e chiedendo un intervento immediato, precisando, al cellulare, che sarebbe entrato nella villa. Purtroppo la pattuglia inviata sul posto non riuscì a trovare la villa, e rientrò in caserma. Natali entrò in casa, ed evidentemente si armò di un fucile da caccia sovrapposto, preso dalla vetrinetta in cui ne erano custoditi altri due, caricandolo con una palla da cinghiale. Nel pomeriggio il padre di Mario Natali, preoccupato per il suo silenzio, andò alla villa. Trovò il figlio cadavere, steso nel corridoio in un lago di sangue, il capo scoperchiato da una palla di fucile cal. 12 da cinghiale, e frammenti di osso e materia cerebrale sparsi tutto intorno. Il cadavere giaceva di fronte ad una porta interna sulla quale era appeso un crocifisso. Per questo motivo, uno degli investigatori di Polizia Giudiziaria elaborò la teoria secondo la quale il suicidio era evidente, dato che il Natali si era sparato in fronte, guardando il crocifisso, quasi per chiedere perdono a Dio per il suo gesto.

Il terzo caso, “Il suicidio per ubiquità”, riguarda la morte del fisico ascolano Rodolfo Manno, scomparso il 14 febbraio 2002 a S. Benedetto del Tronto, e ritrovato cadavere nel mare Adriatico una settimana dopo al largo di Ortona (Chieti).

In una spiaggia di Civitanova Marche vennero ritrovati i suoi effetti personali e una drammatica lettera che annunciava il suicidio. Le cause della morte sono ancora ignote. Questo caso è stato oggetto di depistaggi molteplici e sofisticati, da giallo di Agatha Christie. Da qui il titolo “Il suicidio per ubiquità”. Qualcuno ha voluto far apparire il Manno dove non era, ma nel suo zelo ha addirittura strafatto, rendendo poco plausibili le prove da lui fabbricate e fatte ritrovare.

Il quarto caso, “Il giallo della Lungara”, racconta della morte di Claudia Agostini, professoressa d’inglese, scoperto la mattina del 13 ottobre 2003 a Roma, in via della Lungara, nei pressi della Casa Circondariale Regina Coeli.

Il cadavere era disposto fra due auto parcheggiate, con le mani incrociate sul petto. La donna indossava una tuta e calzava scarpe da ginnastica. Inizialmente gli inquirenti ipotizzarono un incidente stradale, poi un malore, infine il suicidio messo in atto con precipitazione dal terrazzo della casa in cui abitava con il suo convivente. Successivamente le indagini condotte dal professor Lavorino accertarono che la tesi del suicidio con precipitazione dal terrazzo era incongruente, e che certamente la donna era caduta in strada da un finestrino prospiciente via Orti d’Alibert, una via adiacente, non per sua volontà. Anche questo caso ha subito tentativi maldestri di depistaggio, descritti nel libro.

Il quinto caso, “Il delitto della camera chiusa”, richiama un tema caro ai più raffinati scrittori di racconti gialli. Umberto Cocco, giovane problematico e consumatore di droga, la mattina del 6 settembre 2009 veniva svegliato dalla madre, che abitava a Roma, in via Pieve di Cadore, nello stabile dirimpetto.

Ambedue dovevano andare all’aeroporto. Dopo circa dieci minuti, la madre udì un forte rumore all’esterno. Corse a casa del figlio, ma trovò la porta chiusa, e bussò invano. Tornò quindi a casa, prese la sua chiave ed entrò. Umberto Cocco era a terra, seminudo, in una pozza di sangue, il capo devastato da un colpo di revolver calibro 357 magnum. Per terra, l’arma, una Smith & Wesson a canna corta, risultata rubata. La polizia repertò un video, girato da Umberto qualche ora prima, in cui spiegava i motivi del suicidio, e nel quale lo si vedeva impugnare l’arma che lo avrebbe ucciso. Anche in questo caso la madre, nonostante le apparenti evidenze, non volle accettare la tesi del suicidio. L’intervento di Carmelo Lavorino mostrò le evidenti incongruenze con le conclusioni degli investigatori. A tutt’oggi, nessuno è stato indagato per questo omicidio, nonostante siano state identificate due persone, due giovani che erano stati presenti in casa del Cocco fino a poco tempo prima, e che si trovarono fotografate nel suo cellulare.

Il libro di Lavorino prende per mano il lettore, e gli impartisce una lezione di criminologia e di investigazione, coinvolgendolo nei fatti e negli eventi investigativi/tecnici, con una meticolosità quasi pedante. Certamente un appassionato del genere giallo/noir ne sarà conquistato. Con la differenza che in questo caso nulla è inventato, e il colpevole il più delle volte la fa franca, e non per colpa di chi ha investigato con tutti i crismi. Si capisce anche perché in alcuni casi anche eclatanti si commettano errori giudiziari. Tutti questi casi, secondo Lavorino, – che non risparmia critiche a chi secondo lui si è comportato con leggerezza – vanno riaperti, con buone probabilità di trovare i colpevoli, nonostante il tempo trascorso.

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Cultura e Spettacoli

Napoli, un fine settimana all’insegna delle porcellane d’epoca

Pubblicato

il

Clicca e condividi l'articolo

Anche Napoli, nell’ambito della manifestazione “Buongiorno Ceramica” in programma oggi e domani, aderirà all’iniziativa, due giorni di eventi aperti al pubblico insieme ad oltre duecento iniziative nelle 40 principali città italiane di affermata tradizione ceramica.

L’Associazione Italiana Città della Ceramica nata nel 1999 ha lo scopo di valorizzare la ceramica artistica e artigianale italiana, importanti enti appartenenti alla città partenopea aderiranno all’iniziativa organizzando tantissimi appuntamenti per gli amanti dell’arte ed anche per bambini.

Un appuntamento che offrirà ai viaggiatori un immersion nel mondo della ceramica, offrendo un ulteriore arricchimento culturale, un fine settimana napoletano dedicato interamente alle porcellane d’epoca, e alle nuove sensibilità.

Due giorni dedicati interamente alla scoperta della manifattura artistica e artigianale italiana, un percorso tra le antiche tradizioni e le nuove tecniche, per l’iniziativa “Buongiorno Ceramica” ci saranno aperture straordinarie di botteghe ceramiche, musei, studi e atelier, visite guidate, mostre, forni, laboratori, attività per bambini, performances, un percorso nel mondo dell’artigianato ed artistico a tutto tondo.

Parteciperanno all’iniziativa del capoluogo campano il Museo e Real Bosco di Capodimonte, il Polo Museale della Campania ed il Museo della Ceramica Duca di Martina, l’Istituto ad indirizzo raro G. Caselli- De Sanctis- Real fabbrica di Capodimonte, e il Comune di Napoli con il patrocinio dell’Assessorato all’Istruzione della Regione Campania in collaborazione con le associazioni Amici di Capodimonte onlus, Pandora Artiste-Ceramiste organizzatrice del Matres Festival, Gres.Po, Città della Ceramica, il gruppo europeo AeuCC e la tv Chanel.

Una manifestazione che ha come centralizzazione la Traditio e l’innovazione, insieme per costruire una comunità ed una sinergia per incontrare il mercato internazionale e creare nuove strategie. “Buongiorno Ceramica” farà conoscere ai visitatori la storia e le tecniche di lavorazioni delle porcellane napoletane fin dalle sue origini ai giorni nostri, il fine dell’iniziativa è di recuperare la memoria storica e di far (ri)scoprire il meraviglioso mondo delle porcellane custodite.

Il Museo e Real Bosco di Capodimonte, sabato 18 e domenica 19 alla scoperta delle porcellane e delle maioliche, per la manifestazione prevede ben due visite guidate alla mostra “Depositi” e alla collezione “Mario De Ciccio”, il Real Museo conserva ben oltre 6.500 pezzi di ceramica, e per una buona parte di provenienza borbonica. I pezzi di ceramica nel Real sito vennero radunati da Annibale Sacco, egli era curatore e conservatore della Reggia di Capodimonte per incarico dei nuovi regnanti Savoia, la collezione del Museo di Capodimonte comprende pezzi di porcellana di notevole importanza, come il Salottino di porcellana della regina Maria Amalia, proveniente dalla Reggia di Portici, e la Caduta dei Giganti, il più grande gruppo in “Biscuit” mai realizzato. In esposizione pezzi provenienti da tutta Europa, le porcellane provenienti da Vienna, portate dalla moglie di Ferdinando, Maria Carolina d’Austria, oppure donati dalla corte imperiale asburgica, di Berlino, di Sèvres, di Dagoty, ed ancora terraglie “all’uso inglese” delle Manifatture napoletane di Del Vecchio e Giustiniani e siciliani del Barone Malvica, in particolare il Servito da tavola con uccelli, da poco esposto in una Sala dell’appartamento Reale insieme ad altri arredi provenienti dal Real Sito di Carditiello.

Altro appuntamento da non perdere per la prestigiosa manifestazione è il Museo della Ceramica Duca di Martina nella Villa Floridiana di Napoli, il sito apre le porte ad iniziative espositive che riguardano l’arte della ceramica contemporanea. Il Museo delle Ceramiche, sede dal 1931 ha una delle maggiori collezioni italiane di arti decorative e comprende oltre ben 6.000 opere di manifattura occidentale ed orientale, databili dal XII al XIX secolo, la collezione è stata costituita nella metà dell’Ottocento da Placido de Sangro, duca di Martina, e venne successivamente donata nel 1911 alla città di Napoli dai suoi eredi.

La mostra dal titolo “Matres Week in Floridiana” promossa dall’Associazione Pandora Artiste Ceramiste, con il patrocinio dell’Associazione Italiana Ceramica, il museo che da tre anni partecipa attivamente all’iniziativa anche con i nuovi linguaggi creativi e le moderne tecniche artistiche, ed al recupero di opere custodite nei depositi. Quest’anno la mostra si presta a promuovere soprattutto creazioni di matrice femminile, in continuità con il “Progetto Ceramica Donna” e patrocinata anche dal gruppo europeo AEuCC che favorisce la cooperazione fra paesi membri per lo sviluppo di progetti relativi al settore della ceramica.

Hanno partecipato alla conferenza avvenuta il giorno 14 maggio nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo Comune di Napoli, il Vicesindaco di Napoli con delega alle Attività Produttive, Enrico Panini, l’Assessore al Lavoro, Monica Buonanno, Luisa Ambrosio, Direttrice del “Museo Duca di Martina” nella Villa Floridiana di Napoli, Valter Luca de Bartolomeis, Dirigente Scolastico dell’Istituto ad indirizzo Raro per la Porcellana di Capodimonte G.Caselli – De Sanctis e Real Fabbrica di Capodimonte, Paola Giusti, Curatrice e delle porcellane del Museo di Capodimonte. Maggiori informazioni sul sito: www.buongiornoceramica.it

Print Friendly, PDF & Email

Continua a leggere

Traduci/Translate/Traducir

Il calendario delle notizie

Maggio: 2019
L M M G V S D
« Apr    
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

L’Osservatore su Facebook

I tweet de L’Osservatore

Le più lette di oggi

Copyright © 2017 L'Osservatore d'Italia Aut. Tribunale di Velletri (RM) 2/2012 del 16/01/2012 / Iscrizione Registro ROC 24189 DEL 07/02/2014 Editore: L'osservatore d'Italia Srls - Tel. 345-7934445 oppure 340-6878120 - PEC osservatoreitalia@pec.it Direttore responsabile: Chiara Rai - Cell. 345-7934445 (email: direzione@osservatoreitalia.it