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Cronaca

Pamela Mastropietro, violentata e fatta a pezzi: la famiglia si appella alla politica per colmare un vuoto normativo

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La richiesta di archiviazione, presentata dalla Procura, è stata formulata sulla base del fatto che mancava la denuncia, ovvero la querela di parte necessaria a perseguire il reato

Sono trascorsi più di due anni dalla morte di Pamela Mastropietro, la diciottenne uccisa nel 2018.

La Procura di Macerata ha archiviato le indagini sui due uomini accusati di violenza sessuale per mancanza della querela di parte

L’Avvocato Marco Valerio Verni zio di Pamela Mastropietro a Officina Stampa del 23/07/2020 si appella alla politica per colmare il vuoto normativo relativo alla procedibilità d’ufficio per i reati di violenza sessuale

Si tratta di un uomo di Mogliano che aveva dato un passaggio in auto alla ragazza, dopo che si era allontanata dalla comunità Pars di Corridonia e di un tassista di origini argentine che la avrebbe ospitata a casa sua la notte del 29 gennaio poche ore prima dell’omicidio per cui è stato condannato all’ergastolo Innocent Oseghale. Entrambi gli indagati erano accusati di aver avuto rapporti sessuali con la diciottenne approfittando del suo “evidente stato di difficoltà” e di “minorata difesa“.

La richiesta di archiviazione, presentata dalla Procura, è stata formulata sulla base del fatto che mancava la denuncia, ovvero la querela di parte necessaria a perseguire il reato

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 23/07/2020

La famiglia di Pamela – rappresentata dallo zio della ragazza, l’avvocato Marco Valerio Verni, si era opposta: come avrebbe potuto sporgere denuncia Pamela, uccisa nemmeno 24 ore dopo? 

Un vuoto normativo, come ha spiegato l’avvocato Verni, in cui nemmeno un tutore o un familiare può sostituirsi alla vittima e presentare querela al suo posto. Lo stesso giudice che ha accolto la richiesta di archiviazione ha evidenziato il difetto normativo che, in casi come questi, impedisce di fatto a terze persone di cercare e magari ottenere giustizia.

L’appello dei familiari di Pamela è ora rivolto alla politica affinché si colmi questa lacuna e che la morte di Pamela serva anche a questo.

Cronaca

Cittaducale, concessionaria vende auto da rottamare all’insaputa del proprietario: 3 persone denunciate per truffa e falso in atto pubblico

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CITTADUCALE (RI) – Tre persone sono state denunciate dai Carabinieri di Cittaducale per truffa e falso in atto pubblico.

Tutto comincia lo scorso luglio quando i tre, titolari di una concessionaria di Rieti, vendono un’auto ad un ignaro acquirente ritirando il suo usato per la successiva rottamazione.

Dopo qualche mese però quel veicolo, destinato alla demolizione, viene notato dal proprietario circolare nella zona industriale di Cittaducale.

La situazione viene immediatamente segnalata ai Carabinieri che, dopo vari accertamenti, ricostruiscono la vicenda scoprendo che la concessionaria, invece di procedere alla rottamazione dell’utilitaria, ancora in buone condizioni, tacendo le loro intenzioni al proprietario, l’avevano venduta ad un giovane reatino, incassandone non solo il prezzo d’acquisto, ma anche un ulteriore importo come commissione per l’intermediazione nella transazione commerciale tra vecchio e nuovo proprietario.

Provvedevano quindi alla formalizzazione della vendita e alla registrazione presso il pubblico registro tramite una locale agenzia di pratiche auto. Tutto regolare, se non fosse stato che per la stipula di quegli atti avevano palesemente falsificato la firma dell’ignaro proprietario, il quale, non al corrente dell’avvenuta compravendita, non aveva neanche incassato nulla.
I due venditori e la responsabile dell’agenzia, residenti nella provincia di Rieti, dovranno ora rispondere del reato di truffa e falso in atto pubblico.

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Cronaca

Latina, clan Di Silvio: in manette 33 persone

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Le accuse: associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi

Dalle prime luci dell’alba, è in corso, a Latina, una vasta operazione anticrimine della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma.

Eseguite 33 misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti, a vario titolo, gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere di tipo mafioso, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, sequestro di persona, furto, detenzione e porto abusivo di armi.

L’attività investigativa ipotizza l’esistenza di un nuovo sodalizio di matrice mafiosa e di origine autoctona, riconducibile al gruppo di etnia Rom di Di Silvio Giuseppe, detto Romolo, organizzazione strutturata su base familiare e territoriale, già protagonista di gravissimi episodi criminali a Latina, che si è nel tempo sempre più radicata sul territorio, sia per quanto riguarda l’attività di spaccio di stupefacenti, sia in merito ad attività estorsive.

Dalle indagini è emerso come quest’ultima attività riuscisse ad incutere timore, a piegare la volontà delle vittime, in alcuni casi vessate da anni, senza che le stesse sporgessero denuncia.

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Cronaca

Trova 4 ladri in casa e ne ammazza uno: in fuga gli altri tre

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Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

FROSINONE – Tragedia nel Frusinate a Santopadre, nei pressi di Arpino. Un uomo, sorpreso in casa con altre tre persone, è stato ucciso con un colpo di fucile dal proprietario dell’abitazione.

Il fatto è accaduto, in serata, poco dopo le 20 nel paese tra il Sorano e la Val di Comino. Sul posto i Carabinieri della Compagnia di Sora che hanno subito transennato l’area e avviato gli accertamenti per ricostruire cosa sia esattamente accaduto.

Il proprietario di casa, titolare di una ricevitoria-tabaccheria, era stato già derubato in passato. Si è appreso che l’uomo ucciso è un rumeno di 39 anni.

L’uomo, insieme a tre complici poi fuggiti, si è introdotto nella villetta del tabaccaio credendo non ci fosse nessuno. Al rientro nell’abitazione, i rumori provenienti dal piano superiore hanno insospettito il padrone di casa. Durante la fuga uno dei quattro uomini è stato raggiunto dai colpi di fucile e ucciso.

Il magistrato Marina Marra della Procura di Cassino ha interrogato il tabaccaio che avrebbe agito per legittima difesa. Il malvivente ucciso, secondo le indiscrezioni trapelate, era armato di pistola.

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