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Ambiente

Politica agricola comune e consorzi di bonifica: allo Sheraton Parco De Medici il seminario dell’ANBI

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Sviluppo economico sostenibile attraverso un’attività mirata alla sicurezza territoriale, ambientale ed alimentare. Questa la mission dei Consorzi di bonifica, di irrigazione e di miglioramento fondiario rappresentati dall’ANBI, Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue.

L’intervista di Chiara Rai a Massimo Gargano Direttore Generale ANBI – Puntata di Officina Stampa del 28/06/2018 

Il seminario ANBI

E i prossimi 3 e 4 luglio presso l’hotel Sheraton Parco de Medici di Roma si terrà un importante seminario ANBI che vedrà al centro del dibattito l’importante tematica relativa le opportunità offerte dalla Politica Agricola Comune – (PAC) – che dopo un lungo e faticoso negoziato che ha coinvolto Parlamento europeo, Consiglio e Commissione, ha posto la parola fine alla fase legislativa della riforma della PAC 2014/2020. “Infrastrutture motore mancante dell’economia o suo volano?” Questo il tema della prima giornata di lavori, del 3 luglio, in cui si affronteranno le opportunità offerte dalla Politica Agricola Comune 2014/2020, mentre il 4 luglio si dibatterà del “contributo dell’irrigazione per la competitività delle imprese agricole” sempre nel contesto della Pac 2014-2020 con particolare riferimento alla riforma della Direttiva Quadro Acque e la nuova programmazione. Il seminario che verrà introdotto dal direttore generale dell’ANBI Massimo Gargano vedrà intervenire, oltre al presidente ANBI Francesco Vincenzi e a diversi ospiti istituzionali e del mondo del giornalismo come Gaetano Pedullà e Andrea Gavazzoli, il ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio e il Sottosegretario al Ministero Economia e Finanze, Massimo Garavaglia. Un appuntamento da non perdere, i prossimi 3 e 4 luglio, per tutti gli operatori del settore che intendono restare aggiornati e soprattutto capire come cogliere le nuove occasioni che la normativa europea ha stabilito per il mondo dell’agricoltura.

Il video servizio sul seminario ANBI andato in onda nel corso della puntata di Officina Stampa del 28/06/2018

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Alessandro Poggio

Ambiente

Giornata Mondiale dell’Ambiente 2020 con l’ANCRI

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Il 5 giugno di ogni anno, migliaia di comunità, in tutto il mondo, celebrano la “Giornata Mondiale dell’Ambiente” per incoraggiare la consapevolezza e l’azione a livello mondiale per la protezione dell’ambiente.

E’ un appuntamento importante promosso nel 1972 all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per motivare le persone a diventare agenti attivi dello sviluppo equo e sostenibile; promuovere il ruolo fondamentale delle comunità nel cambiare gli atteggiamenti verso le questioni ambientali, e per promuovere la cooperazione per la sostenibilità ambientale. Si tratta di un’occasione di confronto che coinvolge più di 100 paesi in difesa dell’ecosistema.

Ogni anno la celebrazione ai associa a un tema particolarmente strategico che riguarda le problematiche legate all’ambiente. Ogni edizione ha un tema come filo conduttore che lega tutte le iniziative mondiali che si svolgono in onore dell’Ambiente.

Lo scorso anno il tema scelto dall’ONU è stato l’inquinamento atmosferico. Il 5 giugno dello scorso anno è scesa in campo anche l’Associazione nazionale degli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (ANCRI) con un convegno tematico organizzato nell’Auditorium della Dipartimento della Protezione Civile di Via Vitorchiano.

Un tema particolarmente sentito se si considera che ogni anno, in tutto il mondo, a causa dell’inquinamento atmosferico muoiono prematuramente circa 7 milioni di persone.

Per il presidente nazionale dell’ANCRI Tommaso Bove “Il particolare interesse dell’ANCRI a promuovere un dibattito sui temi dell’ambiente, discende dalle finalità statutarie del sodalizio di divulgare i principi e i valori della Costituzione italiana e di contribuire, tra l’altro alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e della salute.” Ed è proprio al drammatico declino della biodiversità del pianeta che è stata dedicata quest’anno a Giornata Mondiale dell’Ambiente. Per celebrare questa Giornata, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha organizzato una tavola rotonda dove a discutere ha invitato il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Sergio Costa, e il Ministro delle politiche agricole, alimentare e alimentari e forestali, Teresa Bellanova, insieme ai vertici di ISPRA ed esperti e tecnici di numerose istituzioni. Con la crisi della biodiversità è a rischio la fornitura dei servizi eco-sistemici, dagli alimenti al legno, dall’acqua ai medicinali, dalla regolazione del clima al controllo dell’erosione del suolo, dai valori ricreativi a quelli culturali.

La sicurezza alimentare, il benessere e la prosperità delle comunità umana è messa in pericolo se non si intraprendono azioni per invertire la crisi della biodiversità. Circa un milione di specie viventi (su un totale stimato di circa 8,7 milioni) sono minacciate di estinzione. L’attuale ritmo di estinzione delle specie fa ritenere gli scienziati che siamo di fronte alla sesta grande estinzione massa. Molti ecosistemi sono stati distrutti, degradati, frammentati e solo una piccola percentuale è rimasta intatta.

Quest’anno l’ANCRI ha celebrato la ricorrenza con gli interventi dell’Ing Paolo Ghezzi e del Prefetto Francesco Tagliente a un dibattito sul tema della gestione delle emergenze ai tempi del COVID19, in particolare quelle ricollegabili agli effetti dei cambiamenti climatici.

L’invito finale del delegato nazionale ANCRI alla protezione civile e all’ambiente ing Paolo Ghezzi è stato rivolto alle Amministrazioni locali affinché si impegnino ad aggiornare le procedure previste nei Piani di gestione delle emergenze per i diversi scenari di rischio, in funzione delle misure anti-contagio ed in accordo con le linee guida recentemente emanate dal Dipartimento di Protezione Civile.

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5 giugno, Giornata Mondiale dell’Ambiente: nuova sperimentazione naturalistica in Versilia

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E’ definita “manutenzione gentile” ed è l’impegno che i Consorzi di bonifica italiani hanno imparato a perseguire costantemente nel coniugare pulizia idraulica e tutela della biodiversità, tema centrale della Giornata Mondiale dell’Ambiente, celebrata annualmente il 5 Giugno per iniziativa dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

In linea con queste nuove strategie di attenzione all’habitat, particolarmente sentite in Toscana, sono stati collocati i primi rifugi artificiali per uccelli acquatici, lungo il corso del torrente Carrione, a Carrara; parte, infatti, da questo corso d’acqua della costa apuana, la nuova sperimentazione naturalistica del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord: la realizzazione e la posa di cestoni artificiali, che servano da riparo per le nidiate di germano reale.

Il sistema è sperimentale e si basa su esperienze maturate nel Parco della Maremma. I rifugi artificiali per germano reale sono cunicoli mobili, completamente rivestiti dalla tipica vegetazione spondale, in modo da integrarsi perfettamente nel paesaggio. Sono realizzati, imitando le caratteristiche degli ambienti, che la specie di uccelli ricerca per ripararsi e riposare. I rifugi sono ancorati al terreno con semplici picchetti e posizionati al lato dell’alveo del torrente, in modo da non interferire con l’andamento idraulico.  

Grazie all’esperienza quotidiana  ed  alle indicazioni di nuove professionalità, come i biologi presenti nella programmazione delle attività dei Consorzi di bonifica, si pianificano le operazioni idrauliche, intervenendo  in favore della fauna che frequenta i corsi d’acqua, tutelandola anche dalla presenza invasiva di specie aliene, conseguenza dei cambiamenti climatici” ricorda Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“Stiamo monitorando i nidi per  verificare l’efficacia del sistema, così da poterlo estendere ad altre zone ricreando le condizioni, affinchè adulti e pulcini di  germano reale possano continuare a  frequentare anche i corsi d’acqua più impegnativi per la manutenzione idraulica – spiega Ismaele Ridolfi, Presidente del Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord – Questa è uno delle tante azioni, che si stanno adottando  in sintonia con la delibera della Regione Toscana, che stabilisce le linee guida per coniugare interventi contro il rischio idrogeologico e salvaguardia ambientale.”

“Proprio il Consorzio di bonifica 1 Toscana Nord – conclude Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBIè il primo ente consortile italiano ad aver deliberato lo stato di emergenza climatica, preso atto delle conseguenze, che il fenomeno sta avendo sulle attività quotidiane per la sicurezza idraulica ed ambientale; ne deriva una programmazione consorziale, fatta di impegni concreti nel segno della sostenibilità.  Le analisi del Consiglio Nazionale delle Ricerche dimostrano un aumento delle temperature medie in primavera ed estate, un incremento delle ondate di calore e dei giorni con temperature critiche con aumento dell’alternanza fra stagioni siccitose ed a rischio idrogeologico, accentuato dall’estremizzazione degli eventi atmosferici. Per questo, l’azione dei Consorzi di bonifica, in sintonia con i principi dell’ingegneria naturalistica, è mirata non solo a tutelare la biodiversità, ma ad incrementare la resilienza dei territori, cui chiediamo siano indirizzate importanti risorse per il rilancio dell’Italia. Noi siamo pronti con migliaia di progetti definitivi ed esecutivi, in attesa solo di essere finanziati nell’interesse del territorio, della sua economia e dell’occupazione del Paese.”

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Osservatorio Anbi sulle risorse idriche: crollano le portate del Po e dei fiumi del nord Italia

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Portate dei fiumi in forte calo nel bacino padano mentre, seppur in diminuzione, restano sopra le medie stagionali (ad eccezione del lago di Como) le quantità idriche, trattenute nei grandi laghi del Nord (Maggiore, Garda ed Iseo): è questa la tendenza più significativa, segnalata dal monitoraggio settimanale dell’Osservatorio ANBI sullo Stato delle Risorse Idriche.

A preoccupare maggiormente è il flusso del fiume Po che, in poco più di una settimana, ha perso quasi 900 metri cubi al secondo toccando, a Pontelagoscuro nel ferrarese, quota mc/sec 1.147, più che dimezzata rispetto all’anno scorso (mc/sec 2.522) ed abbondantemente sotto la media storica del periodo (mc/sec 1.999). In assenza di precipitazioni e considerato l’andamento climatico stanno confermandosi le fosche previsioni su un crescente stato di criticità idrica da monitorare con attenzione.

Non va meglio al fiume Adige, i cui livelli, a Boara Pisani, sono inferiori anche alla stagione 2017 caratterizzata da forte siccità, toccando il minimo dal 2014.

Analoga situazione si registra in Piemonte (le portate di Dora Baltea, Tanaro e Stura di Lanzo sono in calo ed inferiori ad un anno fa) così come in Emilia Romagna, dove il fiume Secchia (portata: mc/sec 2,96) è vicino al minimo storico (mc/sec 2,01, ma l’anno scorso: mc/sec 77,15!), ma sotto media sono anche i flussi del Taro e del Trebbia. Migliore la situazione di Panaro, Nure, Enza, Savio così come dei fiumi lombardi (Adda, Mincio, Brembo, Ticino, Chiese): tutti in media.

“E’ la conferma del carattere torrentizio, assunto anche dai corsi fluviali, fortemente condizionato dall’ andamento delle piogge, le cui precipitazioni dovrebbero essere maggiormente trattenute sul territorio grazie ad una rete di invasi, che deve diventare un asset strategico per il rilancio del Paese” commenta Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

“Stanti le attuali condizioni climatiche è presumibile che, nonostante la buona dotazione idrica finora presente nei laghi, ci si avvii ad una stagione complicata nella gestione dell’acqua – anticipa Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Un ulteriore punto sarà fatto l’11 Giugno prossimo, in occasione della convocazione dell’Osservatorio Permanente sulle Crisi Idriche, già annunciata dall’Autorità Distrettuale del Fiume Po.”

Per quanto riguarda il resto d’Italia, al Centro risulta idricamente deficitaria solo la situazione delle Marche, mentre nel Sud siccitoso permane grave, in particolare, la condizione di Puglia e Basilicata che, nella recente settimana, hanno visto ridursi di ulteriori 3 e 6 milioni di metri cubi le già carenti riserve idriche (mancano rispettivamente circa 96 milioni e 73 milioni di metri cubi d’acqua rispetto all’anno scorso).

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