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Politica

Quota 100 e reddito di cittadinanza: stasera il CDM per varare il decretone

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Incontro positivo, governo soddisfatto, ci sono tutte le risorse per quota 100 e per reddito di cittadinanza. Stasera cdm alle ore 18 per varare il decreto. Via libera agli stanziamenti per tfs (tfr degli statali) anticipato per tutti e per fondo volo Alitalia. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi al termine del vertice di maggioranza sul decretone.

Di Maio, giorno importante, ripagati anni battaglia M5S – “Oggi è una giornata importante e a vincere sono, come sempre, i cittadini. Un risultato che ripaga anni di battaglie portate avanti dal M5S”. Lo afferma all’ANSA il vicepremier Luigi Di Maio al termine del vertice governativo sul decreto che contiene il reddito di cittadinanza e quota 100.

Boccia (Pd), clausole salvaguardia illegittime  – “Voglio dirlo con chiarezza al governo, le clausole di salvaguardia sono illegittime, espressamente vietate dalla riforma del Bilancio. Inserire nuove clausole di salvaguardia a copertura di quota 100 o opzione donna, ci farebbe ripiombare in quella spirale perversa di cambiali da cui, a fatica dopo dieci anni, stavamo per uscire. Se ricominciamo con la spesa garantita da clausole che poi prevedono tagli di spesa sociale o aumenti di tasse, facciamo solo altri danni agli italiani. Quando arriveranno i testi in Parlamento, mi auguro ci possa essere la possibilità di un confronto per migliorarli”. Così Francesco Boccia, deputato Pd e candidato alla segreteria del Partito Democratico, in diretta a Studio24 su Rai news 24.

Dopo il rincorrersi di voci di rinvii, di qualche ora, di un giorno, addirittura alla prossima settimana, il Consiglio dei ministri sul decretone ci sarà domani (oggi, ndr). E sarà anticipato da un vertice a tre tra il premier Giuseppe Conte, e i due ‘dioscuri’ dell’esecutivo gialloverde, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per sciogliere gli ultimi nodi. Se l’impianto generale delle due misure di bandiera è noto da tempo, sono i dettagli, ora, a creare ‘dissonanze’, con la Ragioneria tirata in ballo ogni volta che emerge una divergenza tra i gialloverdi, e che comunque non avrebbe ancora ‘bollinato’ il testo, anche per alcuni dubbi sulla costruzione della platea del reddito. In primo luogo c’è comunque la questione statali: risolta la querelle sulla finestra di prima uscita (all’inizio doveva essere a ottobre, poi, su insistenza dello stesso Salvini, è stata anticipata a luglio, nonostante le perplessità del ministro che la P.a. la deve gestire, Giulia Bongiorno) è emerso il problema del trattamento di fine servizio, strettamente finanziario ma anche di equità tra ‘quotisti’, che lo prenderebbero solo al raggiungimento dei 67 anni, e chi sta andando in pensione con le regole della Fornero, con dilazione fino a 2 anni per la buonuscita. Alla fine è passata l’idea di consentire a tutti i lavoratori pubblici di chiedere al momento della pensione un anticipo del Tfr (con interessi a carico dello Stato ma probabilmente fino a 50mila euro).”Nessun problema sul fronte del trattamento di fine rapporto per gli statali, in relazione a quota 100 sulle pensioni”, chiariscono fonti di governo. “Secondo il testo che e’ in via di perfezionamento in queste ore – spiegano – il tfr sara’ quasi interamente erogato immediatamente a chi va in pensione. Questo sara’ possibile grazie a un accordo tra Stato e le banche senza alcun onere a carico del lavoratore. La parte residuale sara’ erogata secondo le norme previste dalla legge”. Tra le ‘sfumature’ delle norme per le pensioni, dovrebbe averla spuntata anche la proposta di innalzare agli under 45 lo sconto per riscattare la laurea. Ma fino alla fine non sono escluse sorprese, anche sul fronte dell’Inps dopo la scadenza di Tito Boeri, in attesa del ripristino del Cda. Anche in questo, prima era filtrata l’ipotesi di commissariamento per traghettare l’istituto alla nuova governance, poi in casa pentastellata era stato escluso. I 5 Stelle comunque hanno lavorato soprattutto al reddito. Cercando di superare anche alcune obiezioni leghiste, a partire da quella sollevata un po’ a sorpresa sui fondi per i disabili. La soluzione prospettata da Di Maio, di ‘coprire’ con il nuovo sussidio circa 260mila famiglie con invalidi civili, almeno al 67%, non avrebbe accontentato del tutto l’alleato (anche perché si tratta di circa la metà della platea che attualmente prende la sola pensione di invalidità, legata al reddito). Un nodo che però potrebbe essere affrontato anche nel corso dell’iter parlamentare. Tra i due azionisti di maggioranza si sarebbe aperta poi anche una discussione sul ruolo dell’Anpal, che, nella lettura leghista, dovrebbe intervenire solo laddove le strutture già presenti sul territorio siano più in difficoltà, senza ‘interferire’ con l’attività di reinserimento al lavoro nelle Regioni in cui il sistema già si dimostra più efficiente. I 5 Stelle intanto hanno presentato emendamenti al decreto Semplificazioni con alcune proposte ad hoc per rafforzare i Caf, coinvolti direttamente nella distribuzione del reddito. L’esame va a rilento, nonostante la scadenza del 12 febbraio per la conversione. Tra le centinaia di proposte, i 5 Stelle guardano allo stop alle trivelle, tema che ha superato l’ammissibilità (sono state cassate appena 183 emendamenti), mentre la Lega ci riprova con la Tari in bolletta per aiutare i Comuni in dissesto e punta su soluzioni per l’emergenza cinghiali. Entrambi poi chiedono una sanatoria, almeno di due anni, per i canoni delle spiagge oggetto di contenzioso e altre misure per Campione d’Italia. Ma tra gli emendamenti c’è di tutto: dall’emergenza Xylella alle gelate che hanno l’agricoltura al Sud, dalle ricariche per le auto elettriche ai ‘biciplan’, sponsorizzati dal M5S, all’aeroporto di Lamezia Terme. La Lega punta anche a misure per il rientro dei ricercatori dall’estero, al miglioramento dell’aria nel bacino padano, fino alla revisione delle norme sulle farmacie, caldeggiata anche dai cinquestelle.

Cronaca

Leopolda, Renzi: “Al voto né con il centrodestra, né con Pd-M5s. Il centro sarà uno spazio politico decisivo”

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Giornata conclusiva della Leopolda a Firenze. Intervento finale di Matteo Renzi 

“Ho l’impressione che i principali leader delle forze politiche italiane, i leader di M5s, Pd, Lega e FdI, abbiano l’interesse ad andare a votare: interesse che è politico, e in alcuni casi personale, perché qualcuno vuole portare in parlamento prima possibile il suo gruppo di riferimento, è un dato di fatto oggettivo”.

Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nell’intervento finale di Leopolda 11. “La democrazia italiana è più forte, di tutto anche del mojito di Salvini o della pochette di Conte”. Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nell’intervento finale di Leopolda 11. “Noi abbiamo fatto – ha aggiunto – contro l’opinione dell’allora gruppo dirigente del Pd l’operazione contro il Papeete nell’agosto del 2019, prendendo una scatola di Maalox e accettando di stare al governo con i 5 Stelle in quella stagione, perché sapevamo che se avessimo detto il contrario, cioè se avessimo portato il paese a votare, il paese sarebbe finito nelle mani di Salvini e meloni per 5 anni, e tra due mesi avrebbero eletto un presidente sovranista. Non le prendo lezioni da chi in quella stagione politica ci spiegava che bisognava affrontare a viso aperto il populismo e sovranismo: non è così, ci vuole flessibilità in politica”. Renzi ha citato un discorso del 1978 di Aldo Moro: “La nostra flessibilità ha salvato fino a qui più che il nostro potere la democrazia italiana, diceva, e la nostra flessibilità nel 2019 prima e nel 2021 poi forse non ha salvato la democrazia italiana, ma salvato la stabilità economica europea mandando a casa prima Salvini e poi Conte”.

Se Salvinie la Meloni faranno l’asse di destra e il Pd rinnegando le battaglie che abbiamo fatto insieme sceglie di allearsi con Il M5s è naturale che alle elezioni di giugno dovremmo occupare quello spazio politico della Leopolda, noi siamo quelli che sono sempre rimasti là“. Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, chiudendo la Leopolda, a Firenze. Il centro è “uno spazio politico di vittoria o di sconfitta che in questo momento segna i governi in Germania, Francia, Usa, che può essere e probabilmente sarà decisivo alle elezioni, specie se ci saranno nel 2022” dice leader di Italia Viva. “A Palermo non stiamo con Miccichè, stiamo con Davide Faraone che è una cosa diversa; poi Micciché faccia lui, Provenzano faccia lui, ma noi a Palermo ci candidiamo per guidare una città che negli ultimi anni non è riuscita neanche a seppellire i propri morti”. Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, nell’intervento finale di Leopolda 11. “Caro Davide, Palermo ha bisogno di te, e noi siamo convinti che la tua candidatura a sindaco di Palermo non sarà figlia di un accordicchio con qualche forza politica, ma sarà una candidatura che parla alla città di Palermo”, ha aggiunto Renzi.

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Cronaca

Roma, Michetti si dimette dalla carica di Consigliere comunale

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Enrico Michetti, già candidato sindaco del centrodestra a Roma, si è dimesso da consigliere comunale e dunque non siederà nell’aula Giulio Cesare.

Michetti, l’avvocato amministrativista con la passione per l’antica Roma scelto dalla coalizione di centrodestra per la corsa in Campidoglio, ha deciso di lasciare il suo scranno in Assemblea Capitolina. Una scelta che dovrebbe aprire le porte dell’Aula a Federico Rocca, primo dei non eletti di FdI, gruppo che arriverebbe così a quota sei consiglieri.

Dopo essere arrivato primo alle elezioni del 3 e 4 ottobre con il 30% dei consensi, Michetti, due settimane dopo, ha perso al ballottaggio con il sindaco Roberto Gualtieri che ha incassato il 60% dei voti, lasciandolo a quota 40%. Dopo la sconfitta il ‘tribuno’ non aveva più rilasciato dichiarazioni, oggi la decisione di dimettersi da consigliere.

“La mia decisione di dimettermi dalla carica di consigliere comunale – scrive su Facebook – nasce dalla sempre più pressante consapevolezza dell’importanza di continuare ad assicurare in via prioritaria, nell’attuale contesto storico politico ed economico amministrativo, la formazione, l’aggiornamento e l’assistenza ad amministratori e funzionari pubblici, ambito a cui dedicherò il massimo impegno per proseguire il percorso di valorizzazione delle risorse umane della Pubblica Amministrazione”.

“In tal modo – prosegue Michetti – anche nella qualità di Presidente della Fondazione Gazzetta Amministrativa della Repubblica Italiana, potrò continuare ad offrire un contributo civico alla buona amministrazione, indubbiamente superiore rispetto a quanto potrei garantire ove assumessi il ruolo politico di consigliere di opposizione”.

“Nel ringraziare infinitamente tutti coloro che mi hanno sostenuto – conclude – resterò, con pieno senso di responsabilità, sempre e comunque a disposizione di Roma Capitale per quelle che sono le mie specifiche competenze e senza che ciò comporti alcuna spesa a carico delle casse comunali”.

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In evidenza

Pensioni, Ottorino Ferilli: “Un tema per cui c’è bisogno di condivisione”

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Ottorino Ferilli, già Sindaco per due mandati a Fiano Romano, interviene su una tematica di queste ore attraverso la sua seguitissima pagina Facebook dove ormai sempre più frequentemente snocciola temi di interesse collettivo con un occhio di riguardo sempre aperto su giovani e donne.

“Gli interrogativi delle persone che per una vita hanno lavorato sono intensi e a tempo determinato. – Scrive Ottorino Ferilli sulla sua pagina Facebook – A dicembre – prosegue – andrà in scadenza “Quota 100” (la somma di 62 anni di età e 38 di contributi) con tre scalini per tornare poi alle regole in vigore fino al 2018, al decreto Fornero per intenderci. Il governo dovrà mettere a punto un nuovo piano previdenziale che preveda anche l’ipotesi di un’uscita anticipata dal lavoro che riguardi però, e lo spero vivamente, una forchetta più ampia di destinatari e che incida su quelle soluzioni aggiuntive che amplino misure a favore di chi è impegnato in mansioni faticose e l’uscita anticipata dalle aziende simultaneamente all’assunzoine dei giovani. “Quota 100” ha probabilmente avuto i suoi pro e contro ma in questa sede non voglio prendere alcuna parte se non fare una riflessione da condividere.
DOVREMMO PRETENDERE DI PIÙ come l’ampliamento della gamma dei lavori usuranti, predisporre un fondo per i pensionamenti nelle PMI e che l’ipotesi di aumentare gli anni di contributi sia ben regolamentata. E un’altra considerazione non è trascurabile: non tutti i lavori sono uguali e porre attenzione sul diverso impatto che hanno sulla salute e sull’equilibrio psicofisico delle persone è fondamentale. La riforma pensioni, inoltre, non potrà non tenere conto delle esigenze delle DONNE, dei RAGAZZI, dei SOGGETTI FRAGILI e soprattutto dovrà essere largamente trattata e condivisa con le Associazioni, con i sindacati e con tutte le parti sociali. Questi sono temi per cui è necessario farci assolutamente sentire.
Il LAVORO è un diritto costituzionalmente garantito e garantire una pensione equa e misure efficaci che promuovano una DIGNITOSA USCITA è fondamentale. LE ORE, LE GIORNATE… IL TEMPO DI TUTTE LE PERSONE È PREZIOSO!”

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