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Roma

Roma, rifiuti della periferia sotto l’albero di Natale di piazza Venezia

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ROMA – “Da mesi Roma è sommersa dai rifiuti e, soprattutto in periferia, quella che doveva essere la Giunta del cambiamento per il momento ha prodotto solo abbandono, “monnezza” e disoccupazione. Per queste ragioni questa mattina abbiamo voluto restituire alla sindaca un po’ dei suoi “regali”, depositando sotto l’albero a Piazza Venezia alcuni dei sacchi di spazzatura che anche a Natale decorano i nostri quartieri”. Così in una nota il Collettivo Militant, sigla dell’estrema sinistra sociale.

“In una città con una disoccupazione giovanile altissima basterebbe riempire le piante organiche delle municipalizzate come l’Ama per risolvere molti dei problemi che affliggono le periferie e dare lavoro a migliaia di persone, ma da due anni stiamo ancora aspettando che le promesse vengano mantenute… Un regalo per Roma? Assumete personale!”. Ad aggravare il quadro per i rifiuti a Roma, in questo Natale, c’è stato l’incendio di uno dei quattro impianti di trattamento romani, il Tmb Salario. Si lavora per trovare soluzioni.

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Castelli Romani

Genzano, sindaco “accoltellato alle spalle”? Sapeva tutto. Ecco com’è andata

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Se ne sono dette e scritte tante sull’attuale momento politico di Genzano e sulle dinamiche che hanno portato ad un processo che appare ormai irreversibile.

Purtroppo nell’azione compulsiva di copiare e incollare comunicati per apparire in cima e racimolare pugni di letture si è persa di vista la concretezza di saper leggere attentamente perlomeno quello che è successo all’interno della maggioranza e che cosa ha portato alle dimissioni di massa dei consiglieri del Movimento 5 stelle Maurilio Silvestri, Marco Fermanti, Claudio Mariani e Alessandro Scoppoletti proprio mentre Daniele Lorenzon era partito per il Giappone.


Una pugnalata alle spalle?

Niente affatto, Lorenzon era al corrente che se non avesse mantenuto fede ai suoi impegni il fotofinish sarebbe stato l’inesorabile caduta. Dunque piuttosto che leggere o raccontare la storia di un ragazzo pugnalato alle spalle è necessario analizzare l’ennesima delusione da parte dei consiglieri M5S che hanno visto anche in questa occasione sfumare una promessa che se fosse stata mantenuta non si sarebbe creato questo disastroso epilogo.


Perché i consiglieri M5S si sono dimessi?

Le dimissioni non sono state un fulmine a ciel sereno. Ormai era pian piano maturata una insoddisfazione da parte dei consiglieri di maggioranza che sono stati palesemente esclusi dalle decisioni prese dal giovane sindaco il quale li teneva in considerazione (parole dei consiglieri dimissionari ma comunque il clima teso era facilmente percepibile durante i consigli comunali, l’ultimo in particolare) “solamente quando vi era necessità del loro voto in consiglio, dimenticando che invece era stato eletto grazie alla trionfante campagna corale “IL SINDACO SIAMO NOI” che faceva proprio della partecipazione e della condivisione i propri valori principali”.


Tanti sono stati campanelli d’allarme. Ma prima di partire cosa ha fatto Lorenzon per causare la corsa alle dimissioni dei suoi?

Il sindaco dunque sapeva che se avesse continuato a svilire, sminuire, demoralizzare la sua squadra avrebbe finito col perdere la loro fiducia. Tant’è che l’ennesima azione che ha portato alle dimissioni è stata messa in atto dal sindaco Daniele Lorenzon la sera prima della sua partenza quando il capogruppo Fermanti, Scoppoletti, Mariani, Nasoni e Silvestri si sono riuniti con l’intento di salvare il salvabile prima che Lorenzon partisse.

Il sindaco aveva promesso una sua dichiarazione ufficiale nella quale avrebbe annunciato una soluzione della crisi prima della partenza ma poi ha rifiutato il confronto, anche se alcuni gli avevano già annunciato le dimissioni e altri erano in procinto di seguirli. Nonostante questo non ha voluto parlare con i suoi consiglieri. Da lì altra delusione e altri dimissionari. 
Lorenzon sapeva ma è voluto partire lo stesso e le foto in stile vacanza che sta diffondendo dicono tutto. Con la crisi in atto nella sua Città ampiamente avvertita nell’ultimo consiglio quando non si riusciva ad eleggere il presidente del Consiglio comunale non sarebbe stato opportuno rimandare la partenza? Meglio onorare l’impegno col Giappone che con la sua squadra che gli avrebbe consentito di restare al timone?

I consiglieri M5S sono stati molto chiari: “La giovane età, la totale inesperienza e la mancanza di vere competenze professionali sarebbero potute essere colmate dall’entusiasmo, dalla forza e dalle qualità di un gruppo che si è sempre posto al suo fianco per offrire sostegno, idee, progetti e totale abnegazione. Invece, sin dall’insediamento, il sindaco si è isolato dal gruppo del quale era espressione e dai cittadini che avevano riposto in lui la fiducia, spendendosi nella costruzione di strutture organizzative e modalità che avevano il solo fine di operare autonomamente e al di là di quelli che erano gli indirizzi politici e le aspettative della cittadinanza”.


Dopo tre anni è stato onorato il programma elettorale?


Assolutamente no. Nonostante le buone intenzioni, l’affabilità e il fatto indubbio che Lorenzon non è una persona “navigata della politica”, purtroppo sono stati disattesi i principali punti del programma elettorale, primi fra tutti il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni del territorio nelle decisioni strategiche e di forte impatto.

Il sindaco non ha coinvolto il Consiglio, “sminuendo in maniera poco democratica il ruolo dei consiglieri comunali”.

Di fatto, non ha messo in atto i regolamenti comunali approvati in consiglio, “ignorando gli Ordini del giorno depositati dai consiglieri di maggioranza – così come dichiarato dai consiglieri stessi – rappresentando nei consessi intercomunali posizioni non condivise dal gruppo consiliare, ignorando totalmente i tanti progetti, le proposte, le iniziative che i consiglieri hanno prodotto in questi due anni e mezzo. Come già detto nella lettera aperta, presenteremo un resoconto affinché i cittadini sappiano e possano giudicare in prima persona”.

Non è stato preso contropiede

Dunque in questa storia non c’è nessuna vittima e nessun carnefice. Nessun disegno dietrologico riferito a quanto successo. C’è un Sindaco che avrebbe potuto includere ma che ha di fatto escluso i suoi dalle decisioni. Purtroppo veramente perché avrebbe potuto rappresentare quel cambiamento promesso ai genzanesi che di fatto non c’è stato



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Metropoli

Anguillara Sabazia, largo Mascagni. Manciuria (AnguillaraSvolta): “Due ordinanze k.o. per la giunta Anselmo”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – “La diversamente amministrazione Anselmo in appena una settimana subisce un “uno-due” micidiale degno di Cassius Clay ad opera prima del Consiglio di Stato e quindi del Tar Lazio”. Questo il commento di Sergio Manciuria Presidente di “AnguillaraSvolta” riguardo due pronunciamenti della giustizia amministrativa che vedono, per l’ennesima volta, dare torto all’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Sabrina Anselmo in merito allo stop al ripristino dell’area fabbricato e relativa acquisizione opere ex cinema di via Santo Stefano.

Le ordinanze del Consiglio di Stato e del Tar

“In ambedue i casi – spiega Manciuria – viene sospeso l’iter dell’ordinanza di demolizione del plesso immobiliare sottostante Largo Mascagni sino alla trattazione di merito prevista il 7 Aprile 2020. Un contenzioso nato grazie all’instabilità amministrativa dei pentastellati o pseudo tali – sottolinea Manciuria – all’indomani del Consiglio comunale del 29 Gennaio 2018, quando il punto per la ‘riqualificazione urbana di largo Mascagni-approvazione schema di convenzione e assegnazione posti auto’ fu ritirato dall’ordine del giorno dalla maggioranza con motivazioni surreali degne di repubblica delle banane, che costrinsero l’assessore Andrea Piccioni a dimettersi. Una farsa – prosegue il Presidente di “AnguillaraSvolta” – iniziata con il parere favorevole della diversamente giunta ed il voltafaccia dei consiglieri grillini per beghe interne ed ora senza una soluzione apparente per consentire la messa in sicurezza del costone pericolante e patrimonio comunale, sovrastante la viabilità di Santo Stefano”.

I contenziosi dell’amministrazione comunale

“Puntare il dito sui presunti errori afferenti le politiche passate (come sul campetto di Colle Sabazio, già sbugiardate dai consiglieri Fioroni e Bianchini) è l’unica cosa che sanno fare, – rincara il presidente – lungi dall’ammettere i propri disastri, come i contenziosi milionari di Sogeea SPA e le riserve sull’Anguillara Cesano oltre lo sgombero repentino degli Uffici di Via Di Domenico, che nel prossimo futuro colpiranno inevitabilmente le tasche dei cittadini”.

“Nonostante siamo profondamente critici per questo ennesimo fallimento quanto fiduciosi in una repentina soluzione per liberarci dal gioco mortale pentastellato come avvenuto di recente per la Città di Genzano – auspica il Leader di AnguillaraSvolta – rimaniamo tifosi accaniti della nostra Città ed auspichiamo nell’immediato una rapida mediazione transattiva il più indolore possibile, sia per porre in sicurezza Largo Mascagni sia per la ripresa dei lavori edilizi: Anguillara non merita un altro anno di scempio urbano per la decisione di merito”.

“Rimane una sola certezza – conclude Manciuria – per tutti i soldi anticipati dai contribuenti per un vezzo dell’attuale maggioranza, a meno di un rimborso volontario da parte di questa fallimentare condotta amministrativa: chi ha sbagliato dovrà pagare senza se e senza ma”.

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Metropoli

Anguillara Sabazia, Bianchini (Pd): “Il Comune sbaglia procedura. Il campetto di calcio si può fare!”

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ANGUILLARA SABAZIA (RM) – Ad Anguillara Sabazia il campetto di calcio e il Parco giochi (già realizzato), sono parte della convenzione tra il Comune e la Società Generali.

“Ci sono voluti 3 anni per mandare una Determina sbagliata alla Regione Lazio, – dichiara Silvio Bianchini capogruppo Pd al Consiglio comunale sabatino – ricordiamo alla Sindaca – prosegue Bianchini – che le opere furono condivise con gli abitanti nelle varie assemblee e pertanto se la maggioranza pensa di utilizzare queste risorse per altri interventi che avrebbero dovuto fare con i Fantomatici Piani Integrati, dovrebbe avere il coraggio di portare la proposta in assemblea pubblica a Colle Sabazio, per rispetto alla popolazione e per la partecipazione democratica tanto decantata in campagna elettorale ma mai applicata nei tre anni di amministrazione”.

Bianchini è entrato poi nel merito di quanto dichiarato dalla sindaca di Anguillara Sabazia secondo la quale “il campo di calcio a Colle Sabazio inserito nella convenzione fra comune e area basalti non e’ realizzabile – il pasticciaccio dei “competenti” della passata amministrazione che hanno inserito in una convenzione un’opera senza modificare la destinazione urbanistica dell’area interessata e senza richiedere i necessari pareri”.    

“Nel merito alla risposta della Regione Lazio sulla richiesta di cambio di destinazione d’uso del terreno spacciata per diniego – afferma il capogruppo Pd – abbiamo sentito i tecnici regionali che hanno rilsciato il parere, i quali, ci hanno confermato che la procedura utilizzata dal Comune non è quella corretta e pertanto loro non hanno fatto altro che rispondere nel merito di quanto richiesto non respingendola ma ponendo delle prescrizioni (autorizzazione paesaggistica) ed osservazioni. Quello che la maggioranza avrebbe dovuto fare – prosegue il Consigliere Bianchini – era procedere con la normativa delle opere pubbliche e utilizzare il DPR 327/2001, convocando apposita conferenza dei servizi (D.Lgs. n. 127/2016) per ottenere i pareri degli Enti competenti. La tipologia dell’intervento da porre in essere che vede strutture amovibili, non necessiterebbe neanche del cambio di destinazione d’uso del terreno ma di un semplice diverso uso dall’attuale, visto che stiamo parlando di una campo di terra battuta, una recinzione, illuminazione e non dello stadio della Roma!!!”.

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