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Editoriali

Selvaggia Lucarelli e i suoi haters a prescindere

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E’ di ieri un post apparso su Facebook della nota giornalista Selvaggia Lucarelli.

Selvaggia provocatrice per vocazione, istrionica è innegabilmente un’ottima penna. Andiamo al post di ieri dove la Lucarelli testualmente scrive : “A chi pensa che l’Emilia Romagna resti la roccaforte rossa, ricordo che la Lega ha triplicato i voti rispetto alle regionali del 2014 e Fratelli d’Italia è il partito che proprio in Emilia Romagna è cresciuto di più rispetto alle regionali che alle europee. Ci vorrà qualcosa in più che farsi crescere la barba e cambiare la montatura degli occhiali, per vincere la guerra”.
Lo trovo un post intellettualmente onesto e diamo a Cesare quel che è di Cesare. La cosa che lascia basiti sono i commenti sotto, commenti degli haters a prescindere, come amo definirli.
La Lucarelli viene accusata di dire un’ovvietà ma, ritengo che, l’ ovvietà (semmai fosse), ha un suo preciso valore quando con arguzia rivela un’onestà intellettuale, aldilà di ogni ragionevole dubbio.
Cristiana Zarneri

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Cronaca

Delitto Sestina Arcuri, da difensore ad accusatore: esce allo scoperto lo pseudo super testimone (era come dicevamo noi)

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Le nostre presupposizioni sono diventate certezze: uno degli pseudo testimoni, il misterioso C.C., è proprio Claudio Cipollini, alias “Zio Rocco – Claudio Rocco” all’interno degli istituti penitenziari, l’ex consulente legale insieme all’avvocato Giacomo Marini a cui Landolfi ha tolto il caso. E Cipollini, da difensore accanito, tolto definitivamente il mandato a team di cui fa parte, si è improvvisamente trasformato nelle vesti del super testimone. Proprio in questo momento storico. La conferma l’abbiamo avuta dal programma Chi l’ha Visto? perché è stato proprio intervistato Cipollini dalla sua abitazione dove sta scontando una pena ai domiciliari. Quanto è attendibile la testimonianza di questa persona? Chi è Cipollini?

Abbiamo così iniziato a mettere insieme tanti tasselli di un puzzle che sembrano ormai incastrarsi da soli. Ci sembra come aver liberato da un ostacolo un fiume in piena costruito attraverso una fitta rete di menzogne che adesso stanno demolendo i loro stessi creatori.

Abbiamo cercato di declinare con chiarezza tutti i dubbi che sorgono intorno all’improvviso (mica tanto) debutto di due pseudo super testimoni che avrebbero raccolto la confessione di Andrea Landolfi Cudia, il 31enne accusato dell’omicidio della fidanzata Maria Sestina Arcuri avvenuto la notte tra il 3 ed il 4 febbraio del 2019.

Landolfi cambia legale e subito dopo Cipollini si trasforma da accanito difensore ad accusatore

Landolfi avrebbe confessato a due ‘ospiti’ del carcere romano di Regina Coeli di aver spinto giù per le scale Sestina. Il presunto confessore ha subito smentito. Guarda caso gli pseudo super testimoni escono fuori dopo che Landolfi ha cambiato legali e dopo che la sua famiglia, a seguito della revoca formale del mandato, ha ricevuto delle chiamate dove venivano avvertiti che ci sarebbero state ripercussioni. Ed ecco qui che spuntano questi ex detenuti che sapevano tutto e finora hanno taciuto.

I vecchi difensori sono un team che si riunisce sotto la Legal Consulting srl Associazione Avvocati CRM di cui fanno parte: Claudio Cipollini che si fa chiamare Claudio Rocco (zio Rocco) , l’avvocato Giacomo Marini del foro di Roma, una psicologa e un “noto giornalista di cronaca nera di fama nazionale”.

Ci siamo poi focalizzati su Cipollini, ex detenuto che a dicembre scorso è uscito dal carcere dove si sarebbe laureato in legge. E proprio in carcere Cipollini ha conosciuto Landolfi e ha creduto nella sua totale innocenza assumendo la difesa dello stesso insieme a Marini. Poi è cambiato tutto quando l’intero team è stato sollevato dall’incarico… a marzo.

Ma nel frattempo abbiamo deciso di approfondire la figura di C.C., Claudio Cipollini

Siamo certi che gli avvocati (quelli autentici s’intende) che leggeranno questo articolo non abbiano mai sponsorizzato la propria toga a tal punto da scadere in facili spot stile cucine amate dagli italiani (senza nulla togliere alla grandissima Cuccarini). Ebbene Claudio Cipollini sciorina in tutte le salse il proprio anelato titolo. La targa è a dir poco eloquente

E da qui siamo partiti. Abbiamo immediatamente consultato l’albo degli avvocati di Roma ma con grande sorpresa non è comparso il nome di Claudio Cipollini. Eppure la foto di lui con il tesserino in bella vista c’è… eccola.

Il simboletto a destra dei cordoncini nei tesserini originali è argentato mentre quello di Cipollini, stranamente, è di colore nero. L’elemento straordinariamente tranciante è il numero che viene riportato sotto la fotografia di Cipollini che risponde al numero progressivo di iscrizione al Foro di Roma, ebbene da una semplice ricerca è emerso che il foro degli avvocati romani non arriva a 66 mila iscrizione.

La foto tarocca del giuramento

Cipollini, il 27 febbraio 2020, ha pubblicato una foto del giuramento degli avvocati scrivendo “Ricordi… qualche chilo in più chi mi conosce sà” e c’è una foto con una freccia gialla che indica un togato un po’ in carne che legge il giuramento

Sembra tutto meraviglioso, se non fosse che ci siamo imbattuti in internet e abbiamo trovato l'”originale”: la stessa foto scattata durante il giuramento delle nuove leve dell’avvocatura milanese… non ci sono parole.

E allora ci siamo fatti due conticini: laurea conseguita a maggio 2015

Un tirocinio lampo anziché di 18 mesi

E diventa avvocato l’anno dopo, nel maggio del 2016 (data riscontrabile sul tesserino che tiene orgogliosamente in mano nella foto di cui sopra), in tempi record e matematicamente impossibile… complimenti! In 12 mesi ha completato il tirocinio (di 18 mesi) e ha addirittura superato scritto e orale… un fenomeno davvero!

Ma poi succede che anche lui si dimentica…mette la lancetta dell’orologio indietro e dice (lui stesso) di essersi laureato nel 2010!!!!

E poi si dimentica ancora e dice di essersi laureato nel 2013… ops!

Poi, improvvisamente, quest’anno a febbraio perde la toga, forse perché, chissà, qualcuno gli dice “attento a millantare titoli che non hai” così in un batter d’occhio dichiara di non essersi potuto iscrivere all’albo a causa del suo “trascorso” mentre addirittura si è fatto la targa da avvocato, la foto con un falso tesserino… ma davvero questo signore prende la gente in giro in questa maniera? Si presenta come Garante dei detenuti e come avvocato, facendo leva sulle persone che si trovano recluse e che cercano qualcuno cui affidare il proprio futuro. Ecco botta e risposta…

Quanto sono attendibili i 2 supertestimoni?

Alla luce di quanto esposto è quantomeno necessaria una verifica da parte dell’ordine degli avvocati di Roma perché questo signore ha millantato in tante occasioni di essere un avvocato, addirittura pubblicando una foto con il tesserino dell’ordine. Non si fa. Non ci si spaccia per dei professionisti, non si mente prendendo in giro le persone. Ci vuole rispetto. A questo punto, riformuliamo la domanda: quanto sono attendibili i due supertestimoni?

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Editoriali

OMS: più dannosa che inutile?

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Su di un ‘giornalone’ di oggi, sopra la foto di Xi Jin Ping, appare in prima pagina un richiamo all’articolo pubblicato più avanti, che recita: “Cara OMS, meglio che sparisci, sei più dannosa che inutile”. Abbiamo già scritto quattro settimane fa, invocando a gran voce la distribuzione di mascherine a tutta la popolazione. Quattro settimane fa era già troppo tardi. Lo stato di emergenza infatti – vox clamantis in deserto – era stato proclamato il primo di febbraio, non su Topolino, ma sulla Gazzetta Ufficiale. E, cosa al di là di ogni calcolo di gravità e di inettitudine, era stato bellamente ignorato dagli organi competenti – meglio definirli ‘incompetenti’ – sperando che tutto passasse come una semplice influenza, solo un po’ più fastidiosa. Tutto per non allarmare la popolazione, che sarebbe stata presa dal panico, con le conseguenze del caso: corsa ai supermercati, incetta di beni mangerecci, sparizione di prodotti essenziali dai negozi. Insomma, tutto ciò che poi si è puntualmente verificato. Ma non bisognava ‘creare il panico’. Noi giornalisti, infatti, eravamo stati diffidati dal comunicare dati a proposito della incipiente pandemia, pena una denunzia per ‘procurato allarme’.

A tutto ciò ha fatto da corollario, anche in fase avanzata di contagi, la direttiva dell’OMS, che intimava di fare il famigerato tampone soltanto ai sintomatici: il che, come ha riconosciuto in una intervista uno dei tanti medici in prima linea, è risultato essere un grosso errore. La Corea del Sud si è salvata proprio facendo tamponi a tappeto, senza bisogno di chiudere tutte le attività, così da non dover affrontare, una volta finito il flagello, anche la ripresa di una economia distrutta. Come invece succederà da noi. Almeno, in una cosa abbiamo il primato, quello delle morti e dei contagi. Siamo arrivati primi, e l’America ci sta rincorrendo. Avevamo visto giusto: la distribuzione di mascherine a tutta la popolazione, e i conseguenti tamponi, ci avrebbero fatto ridurre di molto il numero dei decessi.

Una parola sulle mascherine. A tutti sarebbero bastate quelle chirurgiche, allo scopo di non spargere nell’aria le goccioline – che qualche buontempone ha preferito, chissà perché, definire ‘droplet’, adoperando un termine inglese, forse più eufonico; ma anche ‘goccioline’ è bello, simpatico. Evoca le canzoni degli anni ’50, ‘Come pioveva’, ad esempio, perché no? – le goccioline, dicevamo, derivanti dal nostro respiro e non solo dai nostri starnuti e colpi di tosse, per i quali ci è stato raccomandato, con grande senso del grottesco, di farli ‘nel gomito’, non avendo a portata di mano un fazzolettino di carta monouso da smaltire immediatamente. Nessuno però ci ha detto cosa fare dell’indumento contaminato, una volta adoperato per questa poco igienica operazione: tagliare la manica? Smaltirlo come rifiuto tossico o sanitario? Bruciarlo nel locale crematorio? La cosa più ridicola è che questa pseudoraccomandazione è stata diffusa anche per televisione, con la complicità di anchor men e women. Insomma, di mascherine la OMS non ne voleva sentir parlare.

Ma se tutti avessimo avuto la mascherina, sottolineo, chirurgica, quella che blocca le gocce in uscita e che comunque non è adatta per gli operatori sanitari, medici, infermieri e 118, nessuno di noi avrebbe rischiato di infettare nessuno. Quanto poi alla ‘distanza sociale’ di un metro, è stato dimostrato che le goccioline, e i relativi virus, arrivano ben più in là, restando nell’aria per un tempo indefinito, secondo l’ambiente. All’OMS, quindi, possiamo ben attribuire la colpa di non aver voluto adottare le mascherine immediatamente, giustificando la scelta, come per i tamponi, perché ci si trovava di fronte ad un ‘caso di Sanità Pubblica’. E forse l’OMS, nei suoi rappresentanti, temeva di far spendere troppo per la salute dei cittadini! Infatti, la sua direttiva successiva è stata quella di smettere di fare i tamponi a tappeto, e di farli solo ai sintomatici. Molto intelligente. I morti quotidiani testimoniano della lungimiranza di questa scelta, mentre, ripeto, la Corea del Sud non ha modificato il suo stile di vita, infischiandosene della ‘privacy’ dei cittadini, e badando al sodo, con gente per le strade, niente o quasi contagi, ed economia senza conseguenze. Tutto il nostro contrario. Il nostro ‘generoso’ governo offre alle partite IVA un contributo di 600 euro, con tanta burocrazia; che, se arriveranno, sarà forse ‘entro’ il mese di aprile: ma forse no, e forse non arriveranno proprio, data la proverbiale ‘manina corta’ del nostro Ministero delle Finanze – quando devono erogare.

Il governo britannico, finalmente fuori dalla tagliola europea, ha già stanziato 10.000 (diecimila) sterline per ogni negozio costretto alla temporanea chiusura, più la garanzia presso le banche fino all’80% di un prestito fiduciario. Ma no, noi abbiamo ancora un capo della Protezione Civile che dichiara che ‘non userà la mascherina’, a fronte dell’obbligatorietà dichiarata da Fontana, e questo presumibilmente per una diversa collocazione politica. Bell’esempio! Oggi intanto anche parte del PD è rinsavito, nella persona del governatore Rossi, che ha prescritto, anche lui, l’obbligatorietà della mascherina. Insomma, in questa Italia pasticciona, dove un governo incapace ancor più pasticcione non sa letteralmente che pesci prendere, ed in una Europa nella quale Macron blocca 4 milioni di mascherine dirette in Italia – viva l’Europa! – la burocrazia, il falso buonismo e l’indisciplina la fanno ancora da padroni. Mentre i medici, di famiglia o no, costretti ad affrontare questo male a mani nude, senza le protezioni individuali (leggi mascherine) contano nelle loro file, salvo aggiornamenti, 77 morti; gli infermieri e i volontari del 118 hanno avuto anche loro le loro vittime, mentre i poliziotti hanno UNA mascherina per poliziotto di pattuglia, da lasciare in caserma dopo il turno. I migranti, invece, arrivano già dotati. Bah! Che strano mondo! Un mondo che provvede di mascherine i migranti su di un barcone, e che non ne lascia sprovvisti neanche i nostri cari politici!

Oggi, 6 aprile, alcuni quotidiani hanno titoli che dichiarano che i numeri stanno diminuendo (quelli dei morti, come se 552 in 24 ore siano rose e fiori) e che siamo in fase discendente, avendo raggiunto il picco: di che? Come se domani mattina si potessero riaprire tutti i negozi ed esercizi che sono riusciti a sopravvivere alla loro incapacità, faciloneria, timore del disordine, peracottaggine, presunzione, partitofilia, protagonismo a torto. Eccetera eccetera. Mentre alcuni quotidiani riportano la notizia che il professor Conte – ‘Giuseppi’, detto all’americana – in questo bailamme tragico avrebbe trovato il tempo e il modo di radunare i suoi ‘fedelissimi’, e, in modalità renziana, preparato, approfittando del caos, un suo personale partito. Alla faccia del Cincinnato che voleva apparire! Come diceva un mio conoscente ‘Chi più ce ne ha, più ce ne metta’.

Tutto ciò sotto l’ombra lunga e nera della Merkel che, negandoci la possibilità di emettere i Coronabond – anzi, con la Kommerzbank, Banca Commerciale legata al governo tedesco, che consiglia di vendere i nostri titoli prima che siano classificati ‘spazzatura’ –  ci vuole appioppare i fondi del MES, strangolandoci definitivamente con un debito a vita come la Grecia, per cui saremmo costretti a venderci i gioielli di famiglia che ancora non sono stati preda della rapacità straniera. Un governo italiano degno di questo nome? Direi di no, piuttosto, fino ad ora, complice dell’Unione Europea, da Andreatta e Ciampi in poi, passando per Prodi, Letta, Monti e via così; con un Ministro della Salute che ha una laurea (deo gratias) in Scienze Politiche e un Viceministro, invece, che è un medico di chiara fama, che gli fa evidentemente da balia. I Greci si sono venduti il Pireo e l’aeroporto, fra l’altro. Ci venderemo la fontana di Trevi, come faceva Totò in un suo film anni fa?

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Castelli Romani

Asl Rm6, i dati non sono allineati: l’editoriale del direttore

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A volte è importante riflettere ad alta voce. Per alcuni versi sono profondamente toccata dall’umanità e dalla competenza di molti colleghi che ai tempi del Coronavirus preferiscono tacere e contare fino a dieci anziché correre dietro una conta spasmodica dei positivi, anche ufficiosi, svilendo e demolendo tutto il lavoro buono che la categoria porta avanti.

Non è semplice per nessuno. E mi si permetta uno sfogo, non sono affatto soddisfatta di come certe Asl, come la Rm6, gestiscano la comunicazione con i giornalisti, le amministrazioni locali che diventa poi la comunicazione con la cittadinanza.

Mi spiego meglio, spesso la realtà non coincide con la conta. Si vedono camper che circolano e fanno i tamponi, cittadini chiusi in casa perché hanno ricevuto i risultati, altri con parenti stretti positivi ma che non riescono a ottenere la possibilità di fare un tampone per escludere un possibile contagio.

Mi arrivano telefonate di persone in lacrime che non possono dire addio ai loro cari entrati per una patologia e diventati positivi nelle strutture.

Ci sono altri residenti del territorio Asl Rm6 che comunicano la loro positività al loro sindaco, tanto per essere trasparenti e per ricevere una parola di solidarietà ma che non risultano nel conteggio del giorno che fa la Asl.

I dati che arrivano dalla Asl Rm6 ai sindaci non appaiono allineati con la realtà. Le dimostrazioni sono innumerevoli basta citare i casi di Albano, è stata data notizia sia dei primi casi positivi che non erano stati comunicati, sia dell’età delle persone e delle circostanze del contagio vedi la gita religiosa ad Assisi che poi ha causato almeno cinque ricoveri e una persona deceduta ieri.

Tutta questa cronaca chi ce l’ha fornita? Nessuna delle istituzioni, proiettandoci come cronisti allo sbaraglio a caccia dei contagiati omessi. Poi con il contagocce sono arrivate le informazioni e questo grande gap ha fatto sì che si creasse un grande spartiacque tra i quotidiani che come il nostro preferiscono non fare falsi allarmismi e si attengono a una conta ufficiale che ci arriva con enorme approssimazione e i quotidiani che comunque vogliono contare anche i positivi sommersi.

In pratica la carenza d’informazione ha messo tutti contro tutti. Invece, questo non dovrebbe accadere. Qui non si pretende di sapere nome e cognome ma soltanto il numero di positivi esatto di ogni giorno con specifica dei Comuni di appartenenza e di informazioni che si ritengono importanti per la collettività come ad esempio se il contagiato sia entrato a contatto con qualcuno con particolare attenzione ai focolai (case di riposo, posti di lavoro come addetti ai supermercati ecc)…

Lavoro encomiabile stanno facendo quasi tutti i sindaci che cercano il più possibile di aggiornare i cittadini sullo stato dei fatti, sui contagi sebbene leggo in alcune situazioni la volontà di mettere la polvere sotto il tappeto. Di dire che i contagi sono pochi, di sminuire una situazione pandemica unica e devastante.

La mia impressione, confortata anche da lunghe chiacchierate con chi naturalmente e per ovvi motivi non può palesarsi e metterci la faccia è che le conte giornaliere siano poco attendibili e che se un giorno ci sono 3 contagiati e il giorno dopo 20 dipende soltanto dal numero di tamponi che si effettuano. Ci sono giorni dove in alcuni Comuni non si effettuano tamponi e quindi i contagiati risultano stabili, non aumentano. E noi pensiamo che sia un bene ma in realtà non è un dato attendibile. Si muore per delle patologie pregresse o soltanto per coronavirus? In entrambi i casi penso ma sarebbe bene scindere meglio questo dato perché se ogni giorno contiamo i decessi di anziani già malati rischiamo di non avere i dati puliti.

Bisognerebbe fermarsi. Oggi abbiamo perso molto tempo intorno alla comunicazione di un sito online fatta ieri nel tardo pomeriggio (3 aprile) su un contagiato a Nemi.

Si è aperta una vera e propria caccia al positivo cercando di circoscrivere il campo. In tanti ci hanno telefonato e tanti abbiamo contattato noi: “Come stai cara vicina di casa? Quanto tempo che non ci sentiamo…”. I sospetti hanno cavalcato e predominato sulla nostra capacità di essere razionali. Chi non ha una stabilità psicofisica ben salda con una notizia del genere può essere colto da attacco di panico, da crisi e non a caso i distretti sanitari hanno attivato i consulti psicologici per telefono.

Ma torniamo ai fatti. Come è possibile che abbiano scritto di un contagiato senza che sia stata diffusa alcuna comunicazione ufficiale? Evidentemente avranno avuto i loro motivi e le loro fonti. Ma perché nel 2020 queste fonti rimangono carbonare? Ebbene su Nemi, la Asl non comunica nulla al Comune (quindi si deduce che ad oggi non ci siano contagi) ma il sito locale è ancora lì con la notizia di un positivo e il link rimbalza sui social, viene condiviso e crea agitazione, preoccupazione e anche tanti sospetti: cosa ci nascondono? Di chi è la mancanza? Perché?

Non ho scritto per dare delle risposte a tutte queste domande ma per denunciare una gestione della comunicazione da parte della Asl Rm6 che non funziona. Ripeto, i decessi, i dati, i fatti spesso non sono confortati dai numeri che vengono dati con ritardo o messi in un calderone approssimativo e dunque poco attendibile. sicuramente sono dati non allineati con la realtà. Domani è domenica e chissà quanti tamponi fatti avranno un esito, chissà se la situazione sarà stabile per poi tornare a impennarsi lunedì e soprattutto chissà se veramente c’è questo positivo a Nemi a cui a questo punto facciamo i nostri migliori auguri ovunque egli sia e se realmente esista.

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